Atti persecutori e furto aggravato, 50enne in manette a Cosenza

Cosenza - Nel pomeriggio di ieri, la polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza d'applicazione degli arresti domiciliari, emessa dal gip presso il Tribunale di Cosenza, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di V.M., 50 anni, del luogo, ritenuto responsabile dei reati di atti persecutori e furto aggravato.

In particolare, secondo quanto ricostruito dalle indagini, l’uomo, sin dal mese di ottobre 2019, avrebbe posto in essere una condotta aggressiva e minacciosa nei confronti del presidente di un’associazione e dei suoi collaboratori, ai quali avrebbe rivolto continue minacce di morte e offese, arrivando ad aggredire in una circostanza uno dei suoi membri e tentando in un’altra di investirne un altro con l'auto.

Il 50enne, avrebbe inoltre effettuato furti d’abbigliamento, mobili e suppellettili che l’associazione aveva raccolto e destinato in forma gratuita alle persone bisognose.

Durante alcuni furti, l’uomo, nonostante fosse stato visto, avrebbe continuato a sottrarre il materiale, rivolgendo minacce di morte agli operatori e al presidente.

L’uomo, dopo le formalità di rito, è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

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Terrorizza una donna inviandole immagini con esecuzioni e torture di uomini, arrestato tunisino di 54 anni

Con l’accusa di  stalking, gli agenti della Squadra Mobile di Cosenza hanno tratto in arresto un 54enne di nazionalità tunisina, senza fissa dimora.

L’uomo, Nasreddin Chedl Ben Amor, è stato rintracciato in un’abitazione di Lattarico (CS), dove è stato arrestato, in esecuzione di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Cosenza su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Il provvedimento rappresenta l’epilogo delle le indagini avviate lo scorso mese di aprile, dopo la denuncia di una donna che svolge attività di consulenza del lavoro per cittadini italiani e stranieri in un’agenzia di Cosenza.

Per gli investigatori, a partire da novembre scorso, il cittadino extracomunitario avrebbe iniziato ad inviare alla donna una serie di messaggi contenenti immagini oscene, nonché con coltelli, mannaie e carne tagliata a pezzi.

In un’occasione, il 54enne avrebbe addirittura inviato un video, particolarmente macabro, in cui si vedeva un uomo non identificato, che veniva scuoiato vivo.

Infine, il cittadino tunisino avrebbe inviato messaggi di minaccia, mostrando anche di essere a conoscenza della denuncia presentata dalla donna.

 Al momento dell’arresto, al presunto stalker è stato sequestrato il telefono che, previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria, verrà usato per acquisirne il contenuto.

Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato associato alla casa circondariale di Cosenza.

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Minaccia e accoltella un connazionale, in manette marocchino 41enne

Un 41enne, Abdelouahed Naser, di nazionalità marocchina è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di tentata estorsione, lesioni personali e tentata violenza privata.

L’uomo avrebbe, prima minacciato e poi colpito con un mattone al volto e con un coltello alla mano ed al braccio un suo connazionale.

In particolare, l’arrestato avrebbe intimato alla vittima di consegnargli del denaro, mentre si trovava in un bar di Gizzeria, nel Lametino.

Una volta incassato il rifiuto, l’aggressore avrebbe atteso il malcapitato all’uscita dal locale, dove lo avrebbe ferito gridando: "dammi il denaro che ti sto ammazzando".

Una volta rintracciato, ai militari dell’Arma che lo stavano identificando, il 41enne avrebbe detto: “Se non mi togliete le mani di dosso brucio tutta Gizzeria”.

Infine, Naser avrebbe raggiunto la vittima e l’avrebbe minacciata di morte se non avesse ritirato la denuncia.

Il Tribunale di Lamezia Terme ha, quindi, emesso nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per tentata estorsione, lesioni personali e tentata violenza privata.

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Minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, due persone in manette

In seguito ad una segnalazione al 113 che comunicava la presenza di un’autovettura con tre persone sospette a bordo in centro città a Reggio Calabria, il personale della Polizia di Stato in servizio presso l’ufficio Volanti della Questura ha arrestato per resistenza a pubblico ufficiale F. B., 26enne reggino, pregiudicato per reati di furto, già sottoposto agli arresti domiciliari ultimati lo scorso 9 febbraio.

Dopo la segnalazione, gli agenti hanno individuato i tre nei pressi di piazza Carmine.

Nel corso del controllo, i poliziotti hanno contestato diverse irregolarita riscontrate sull'auto del 26enne.

Una volta informato della necessità di procedere al sequestro del veicolo, F.B. avrebbe opposto resistenza al personale delle Volanti che intendeva accompagnarlo in Questura.

In esecuzione della misura di custodia cautelare in carcere emessa dall’Autorità giudiziaria di Reggio Calabria, i poliziotti reggini hanno arrestato, inoltre, C.G. di 39 anni, ritenuto responsabile dei reati di minaccia e lesioni personali.

 

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Evade dai domiciliari ed aggredisce i carabinieri, arrestato

I carabinieri della Stazione di Taurianova  e del Nucleo radiomobile, hanno  tratto in arresto un 24enne, D. M. F. accusato di resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato ed evasione.

Nello specifico, i militari hanno raggiunto l’abitazione del ragazzo, ristretto ai domiciliari, dopo essere stati chiamati da personale medico intervenuto in seguito ad un malessere accusato dal giovane.

In evidente stato di alterazione dovuto all’abuso di alcolici, alla vista dei militari, il 24enne si è dato alla fuga nelle campagne circostanti.

Individuato in seguito all’intervento di altre pattuglie, al momento del fermo D.M.F. è andato in escandescenza e si è scagliato contro i carabinieri con calci e pugni.

Una volta bloccato e posto all’interno della “gazzella” il giovane ha iniziato a colpire lo sportello dell’auto, fino a danneggiarlo.

Dopo le formalità di rito, il 24enne è stato riportato presso la sua abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa del rito direttissimo.  

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Pedina e minaccia l' ex moglie, arrestato 42enne

I poliziotti in servizio presso l'Ufficio volanti della Questura di Reggio Calabria hanno arrestato in flagranza del reato di atti persecutori un 42enne reggino, già noto alle forze dell'ordine.

L'uomo è stato arrestato perchè sorpreso alla guida di un'autovettura mentre stava inseguendo l'ex compagna, dopo averla per l'ennesima volta minacciata di morte.

In particolare, la donna, mentre percorreva l'autostrada per rientrare a casa, si è accorta di essere pedinata ed ha chiamato il 113.

La sala operativa della Questura ha allertato le volanti che hanno fermato l'auto guidata dal 42enne, nella zona del porto di Reggio Calabria.

Nel corso dei successivi accertamenti, gli agenti hanno constato che l'uomo, oltre ad essere gravato da precedenti per maltrattamenti in famiglia era destinatario di un provvedimento di ammonimento emesso dal Questore della provincia di Reggio Calabria e di divieto di avvicinamento alle figlie minorenni.

La vittima, che già aveva denunciato in passato l'ex compagno per sistematici e reiterati comportamenti vessatori e violenti posti in essere nei suoi confronti e temendo per la propria incolumità e per quella dei figli minori, ha denunciato formalmente l' episodio.

Dopo le formalità di rito, l'uomo è stato tradotto presso la casa circondariale di Arghillà.


 

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Cerca di estorcere denaro al genitore minacciandolo di morte, arrestato

Gli agenti della Squadra Volanti di Crotone hanno tratto in arresto un sorvegliato speciale di Ps, di anni 40.

 In seguito ad una chiamata al 113, i poliziotti hanno sorpreso l’uomo che cercava di estorcere denaro al genitore, minacciandolo di morte.

 Prima che la volante giungesse sul posto, l’uomo pare abbia danneggiato l’abitazione nella quale vive il familiare.

 Nonostante la resistenza opposta, gli agenti sono riusciti ad arrestare il 40enne che, dopo formalità di rito, è stato tradotto presso la locale Casa Circondariale.

Da quanto emerso nel corso delle attività condotte dagli uomini delle forze dell’ordine, già in passato, l’uomo si sarebbe reso protagonista di maltrattamenti ai danni dei familiari.

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Crea allarme lasciando libero un pastore tedesco, poi minaccia i carabinieri: arrestato

I carabinieri della Stazione di Santo Stefano in Aspromonte hanno tratto in arresto un 52enne abitante del luogo, già noto alle forze dell’ordine, colto nella flagranza di minaccia e resistenza a un Pubblico Ufficiale, e lo hanno contestualmente deferito per porto illecito di oggetto atto ad offendere.

Nel primo pomeriggio del 09 gennaio, l’uomo ha minacciato ripetutamente i carabinieri della locale Stazione. I militari, su segnalazione pervenuta al numero unico di emergenza europea “112” da parte di numerosi cittadini e, prontamente allertati dalla Centrale Operativa della Compagnia carabinieri di Villa San Giovanni, sono intervenuti immediatamente nel centro abitato, rintracciando l’uomo che aveva lasciato incustodito un cane di razza pastore tedesco, di sua proprietà, creando allarme tra i residenti.

Il soggetto, all’atto del controllo, al fine di opporsi alla perquisizione personale ed agli accertamenti di rito, ha reiteratamente spintonato e minacciato i carabinieri che lo hanno subito bloccato e tratto in arresto.

A seguito della perquisizione personale, lo stesso è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico della lunghezza complessiva di 18 cm, in seguito debitamente sottoposto a sequestro.

L’arrestato al termine delle formalità di rito, è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari in attesa della celebrazione del giudizio direttissimo, così come disposto dalla competente Autorità giudiziaria.

 

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