Mongiana, arrivano 150mila euro per la messa a norma del campo sportivo

Il Comune di Mongiana è stato ammesso al contributo di 150mila euro per i lavori di adeguamento a norme dell’esistente campo sportivo di Via Roma. Tale finanziamento rientra nel progetto “1000 cantieri per lo sport – iniziativa ‘500 impianti sportivi di base’”, promosso dall’Istituto per il Credito Sportivo, nato dalla collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Con tale progetto si intende sistemare e rendere fruibile il campetto e adeguarlo alla normativa vigente. I lavori in oggetto comprendono l’installazione di un nuovo tappeto in erba sintetica con la sistemazione del fondo, il miglioramento dell’illuminazione, la sostituzione della rete metallica perimetrale, il potenziamento delle attrezzature sportive (installazione rete a cielo, sostituzione porte da calcetto, installazione rete da tennis e frangivento), la realizzazione della rampa per  disabili e la sistemazione delle gradinate. Il tutto rientra nell’ottica di migliorare le strutture esistenti e di dotare il comune di strutture adeguate alle esigenze degli utenti. “Sono soddisfatto del lavoro che quotidianamente portiamo avanti con risultati molto positivi – ha affermato il sindaco Bruno Iorfida - e questo finanziamento rientra a pieno nelle attività di crescita e sviluppo di Mongiana. Tutto ciò grazie al continuo impegno dell’Amministrazione e degli uffici comunali”.

Parco delle Serre, al via task force ambientale

Il Parco delle Serre ha dato avvio ad una incessante task force ambientale. Operai del Parco sono a lavoro per bonificare due aree di interesse naturalistico sulle quali sono state abusivamente create delle discariche. Più in particolare l’Ente di tutela ambientale guidato dal Commissario straordinario, Antonio Errigo, in sinergia con il sindaco del Comune di Mongiana, Bruno Iorfida che ha fornito i mezzi (gru), stanno procedendo alla rimozione di dette discariche al fine di recuperare le aree interessate e restituirle allo splendore naturale che caratterizza il comprensorio delle Serre. Ad eseguire il lavori è interessato il personale di “Conservazione e manutenzione” del progetto “Natura e turismo” nato dalla collaborazione tra l’Ente Parco e l’Azienda Calabria Lavoro. La prima area d’intervetno è quella dirimpetto alla fontana delle “Belle donne” nel comune di Mongiana, mentre l’altra area interessata dalla bonifica è sita in località “Lu Bellu” a Serra San Bruno sulla quale l’azione mirata sarà immediatamente successiva. Il fine è quello di rimuovere definitivamente vari metri cubi di rifiuti abbandonati in montagna che minano l’ecosistema ed evitare che nelle stagioni più calde possano essere focolai d’incendio che mettono a repentaglio diversi ettari di foresta e di beni ambientali.

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Mongiana, il sindaco Iorfida fa riparare la strada provinciale

Sono sempre piu' numerosi i sindaci di comuni del vibonese che, per ovviare al disastroso stato in cui versano le strade provinciali, si fanno carico di un compito non loro e procedono al ripristino della viabilita'. Si tratta di interventi di manutenzione che pesano non poco sui magri bilanci dei piccoli centri. Ne sa qualcosa il primo cittadino di Mongiana, Bruno Iorfida che pur di mettere in sicurezza la Provinciale che conduce nel borgo delle ferriere ha fatto riparare un ampio tratto di strada ricorrendo a risorse del proprio comune. L'intervento, eseguito nel tratto che costeggia la localita' Ninfo, ha permesso di coprire le numerosissime buche presenti sulla sede stradale. Grazie agli operai messi a disposizione dal comune di Mongiana l'arteria e' stata parzialmente ripristinata e resa, se non presentabile, quantomeno accettabile ai numerosi turisti che, ogni giorno, si recano nel piccolo centro delle Serre per visitare l'incantevole Villa Vittoria e gli affascinanti resti delle ferriere e della fabbrica d'armi borbonica.

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Tributi e famiglie disagiate: anche Mongiana delibera il "baratto amministrativo"

L'Amministrazione Comunale di Mongiana, con deliberazione n. 50 del 27/07/2015, nel tutelare in ogni modo il diritto di ciascun nucleo di preservare le risorse economiche per i bisogni primari, volendo al tempo stesso garantire il rispetto delle regole del pagamento dei tributi, ha individuato nel "Baratto Amministrativo" un'idonea modalità che concilia l'obbligo del pagamento di tributi con le disponibilità economiche del nucleo familiare, quale ulteriore strumento di politica sociale a favore dei nuclei disagiati". A renderlo noto è il sindaco Bruno Iorfida. "L'art. 24 della legge 164/2014 "Misure di agevolazione della partecipazione delle comunità locali in materia di tutela e valorizzazione del territorio" disciplina la possibilità per i Comuni - spiega il Primo Cittadino - di deliberare riduzioni o esenzioni di tributi a fronte di interventi per la riqualificazione del territorio, da parte di cittadini singoli o associati. Gli interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l'abbellimento di aree verdi, strade, ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale ed in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano ed extraurbano". "Grazie a questo strumento . assicura il sindaco Iorfida - riusciremo a far diminuire la parte debitoria di alcuni nuclei familiari svantaggiati, riuscendo così ad aiutare concretamente le persone. Sono contento veramente per questo atto. A breve verrà pubblicato il bando che consentirà ai cittadini in essere di presentare istanza. Ringrazio gli amministratori tutti che mi hanno appoggiato in questa iniziativa rivolta alle fasce deboli". 

 

Paesi di Calabria: Mongiana

 Mongiana, la “montis jianua”, la “Porta della montagna”, l’ingresso dell’incantevole scenario impreziosito di boschi di conifere delle Serre vibonesi. Circa l’etimologia del toponimo ci sono diverse interpretazioni: per il serrese Mons. Bruno Tedeschi deriverebbe dall’omonimo ruscello che scorre in località Ninfo; secondo altri, dal latino “montis janui” (monte di Giano per la probabile presenza, nei dintorni di un tempio dedicato al dio della guerra; oppure potrebbe trattarsi di “montis gens” (gente di montagna) e altri ancora, molto improbabile, la vogliono derivare dal nome di ingegneri francesi che lavoravano nelle locali ferriere e che si chiamavano “Mong” o “Mongeon”. Oggi questo ridente paesino, a quattro passi dalla più famosa Serra San Bruno è meta di flussi turistici per i suoi incantevoli paesaggi naturali e perché conserva il fascino del suo passato borbonico. Le origini di Mongiana, non molto antiche, risalgono alla fine del ‘700 e sono collegate alla costruzione delle Reali Ferriere per la lavorazione del ferro volute dai Monarchi borbonici, secondo il Piano di Alessandro Persico, amministratore degli arredamenti della Calabria Ulteriore e su disegno dello spagnolo Giovanni Francesco Contò. Della fabbrica restano i ruderi dell’antico ingresso fatto di belle colonne in ghisa e altri manufatti. Tutto il complesso di archeologia industriale è stato sottoposto, di recente, a restauro conservativo e i lavori già ultimati ne mostrano l’antico splendore ed importanza con museo e sale per congressi e studi. Le officine di Mongiana insistevano in un unico stabile esteso per oltre 2 km e lungo il corso dei fiumi Ninfo e Allaro. La ferriera comprendeva 3 altiforni detti di Santa Barbara, San Francesco e San Ferdinando e vi si lavoravano circa 30 mila cantaia di ghisa all’anno con un consumo di 40 mila cantaia di carbone di faggio; inoltre vi erano 2 forni di seconda fusione detti di Wilkinson che producevano 60 cantaia giornaliere di oggetti figurati e la macchina di Robinson per tirare ferri, scomparsa nel 1855 a seguito di un’alluvione. All’interno del complesso c’era anche la fabbrica di armi costituita da un imponente edificio di tre piani abbellito, all’epoca, dalle statue del re e della consorte sovrana.  All’interno dell’edificio industriale vi erano le officine dei forgiatori di canne di fucili, baionette e piastrine con 26 fuochi. Le officine fornivano alla Casa regia napoletana: 12 mila cantaia di proiettili, mortai e bombe; vi si costruivano enormi ruote di ferro fuso, pezzi di macchine, docce, tubi, campane, attrezzi militari e rotaie. Tutto il complesso comprendeva, anche, 26 alloggi per gli impiegati, 6 caserme per gli operai ed altre 3 per semplici manovali ed un quartiere per la truppa ivi di stanza. I manufatti per Napoli prendevano la via del mare dal porto di Pizzo che qui vi arrivavano a dorso di muli attraverso un sentiero che poi sarebbe diventato la “strada nazionale borbonica”, la stessa che ancora oggi dallo snodo dell’Angitola si arrampica fino ai centri montani delle Serre. Per molti anni le fabbriche non conobbero soluzione di continuità ed anche con i francesi di Murat. Anzi, quest’ultimo incrementò la lavorazione del ferro battuto nelle circa 300 fabbriche della vicina Serra dove il minerale veniva trattato con una particolare vernice dorata, per cui i nostri lavori risultavano più appetibili dei napoletani. Insomma grandi cose per tre secoli orsono, poi venne l’Unità d’Italia! Della grande operosità di Mongiana e paesi limitrofi, per fortuna, è rimasta la tradizione dei cosiddetti “ferraioli” che hanno arricchito chiese, palazzi e monumenti vari e non solo in Calabria.. È rimasto famoso il detto “la maestranza di la Serra” estesa naturalmente anche ai centri vicini. La tradizione non è andata perduta, anzi ancora oggi proliferano i lavoratori del ferro battuto e negli anni ’20 del secolo scorso molti “ferraioli”  operai, manovali, tecnici, attratti dall’Eldorado “Montecatini”, sono emigrati verso Crotone in fitta schiera e solo da  Mongiana, tantissimi, basta dare uno sguardo ai cognomi ancora presenti nel capoluogo pitagorico: Bava, Ciccarelli, La Grotteria, Panucci, Pisani, Totino, Canfora ed altri. Mongiana non è solo Ferriere. C’è Villa Vittoria sede dell’Amministrazione Forestale, la riserva naturale biogenetica di Cropani – Micone, tutto attorno un vasto orto botanico che è parte integrante del Parco regionale delle Serre. Ma senza tema di essere smentito, la rinascita di Mongiana la si deve a lui, don Peppino Scopacasa che negli anni ’90 ha intrattenuto residenti, emigranti, turisti e uomini di cultura con l’irripetibile “Agosto per il ritorno degli emigrati”. Un mese, ma anche durante l’anno, ricco di mostre di pittura e fotografiche, sagre di prodotti tipici e soprattutto gli incontri letterari con poeti e scrittori provenienti da ogni dove. Per i Beni culturali ricordo le tante sculture in legno, ferro, granito e bronzo, in particolare il monumento funerario a Luigi Morabito e quello ai Caduti con la statua in bronzo fuso, entrambe opere dello scultore Giovanni Salvatore Pisani (Mongiana 1859 – Milano 1920), lo stesso che ha lasciato tante opere scultoree in tutta Italia e nel cimitero monumentale di Serra San Bruno la statua bronzea del “Redentore” e il busto marmoreo del serrese Mons. Giuseppe Barillari, vescovo di Cariati. E nella chiesa parrocchiale è custodita una pregevole statua lignea della Madonna  delle Grazie di scuola serrese. Oggi cosa resta a Mongiana? Di sicuro le Ferriere borboniche restituite alla fruizione di studiosi e turisti e tanta tranquillità e bellezze paesaggistiche  e soprattutto, come scriveva l’indimenticabile don Peppino: “qui l’animo umano, che il meccanismo della vita moderna sembra aver inaridito sotto una scorza di freddo materialismo, si spoglia d’amarezza e preoccupazione, per liberarsi leggero nella contemplazione delle bellezze naturali, in un mondo incontaminato dall’affanno terreno.”

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Mongiana: la signora Rosina, ultimo baluardo della civiltà contadina

Rosina, mani da soldato e gote arrossate dalla calura, m’indica una casetta abbracciata dai ciuffi di parietaria: «Andiamo lì – mi dice – saremo al fresco». Come le tante contadine del sud, anche nei campi, è avvolta nel nero di sempre. Oltre al lutto per il defunto marito, nelle sue parole si legge anche quello per la società contadina che ha lasciato il passo alla civiltà moderna: «Che volete ormai i tempi sono cambiati». E’ domenica mattina e i solchi battuti dal sole la vedono già dalle prime luci dell’alba intenta a parlare con le piante e ad ascoltare la terra. Rosina ha un cuore caldo come la pietra focaia e si preoccupa subito di donarmi qualcosa. Entriamo nella casa di Santa Maria di Cropani, nel comune di Mongiana, dove una credenza e un vecchio tavolo occupano mezza stanza, quattro sedie impagliate s’impossessano del resto mentre il cane fa una tregua con se stesso per non finire subito un tozzo di pane raffermo. Economa in tutto, mastica lentamente e mi ricorda una vecchia zia contadina: ad un cane che la guardava mentre gustava una pasta alla crema disse: «Prendi, mangiane anche tu, da come mi guardi sembra che non ne hai visto mai». E’, forse, una delle ultime rappresentanti della civiltà contadina calabrese, o almeno di quella parte di civiltà contadina pura, fatta di uomini e donne dalla vita passata ad imbrunire sull’uscio di una sola stanza. Dalle credenze popolari suggestive, fatte di miti e di superstizioni ma anche di sofferenza e coraggio. Già, perché per dirla con Ignazio Silone, i contadini, quelli del sud, non sono come quelli che ci mostra la televisione che a lavoro ci vanno fischiettando, no. Nell’alta montagna ci vanno sofferenti, e, forse, imprecano pure. Mi racconta di quella volta quando una zingara, durante la fiera di ferragosto a Serra, la guarì da uno strano male che le portava forti dolori di testa e che spesso la faceva a cadere a terra come fosse morta: «Voi non ci credete – mi dice sorridendo – ma quella donna indovinò i soldi che mio marito aveva in tasca, fu questo che mi convinse a sottopormi ai suoi rimedi particolari». Gli occhi spietati della memoria la invitano a parlare di amori, odi e drammi personali e collettivi. Li rievoca come fossero episodi di un lungo viaggio che sta per giungere al capolinea. Come uno di quelli che era solita fare da bambina, quando, con la propria famiglia andava a lavorare per conto di «padroni», avidi e ottusi. Ma sempre a contatto con la grande madre terra.

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Mongiana ed i suoi "Luoghi del cuore"

C’è, anche, Mongiana nell’elenco dei “Luoghi del cuore” del Fai, il progetto con il quale il Fondo ambiente italiano, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, ogni anno cataloga le località da “non dimenticare”.  L’iniziativa, nell’edizione del 2014, ha coinvolto “un milione e seicentomila persone” che hanno indicato quelli che considerano i loro “luoghi del cuore”.  Tra le oltre ventimila segnalazioni, distribuite in più di quattromila comuni, figurano ben quattro siti ubicati nel comune di Mongiana. Le località entrate nella classifica dei “tesori più o meno noti, che rivestono un significato importante per il loro valore emozionale e identitario, e non solamente storico, artistico e paesaggistico”, ci sono, anche,: la Fabbrica d’armi borbonica, le Reali ferriere, Villa Vittoria ed il parco cittadino. A darne comunicazione, il sindaco Bruno Iorfida che, nei giorni, scorsi ha ricevuto la comunicazione ufficiale del presidente del Fai Andrea Carandini. Nelle comunicazione inviata al primo cittadino del borgo delle ferriere, il rappresentante del sodalizio ha evidenziato come l’iniziativa non abbia soltanto un valore simbolico. “Grazie al censimento – infatti – in questi dodici anni il Fai è intervenuto a favore di 45 beni in 15 regioni, spesso con il concorso degli Enti pubblici, creando circuiti virtuosi”.  Intervento di cui, anche quest’anno, potranno beneficiare  i “Luoghi del cuore che hanno ottenuto almeno 1.000 voti”, previa presentazione di una candidatura al Fai da proporre entro il 9 giugno. Grande la soddisfazione del sindaco Iorfida il quale ha commentato: "sono veramente soddisfatto nell'apprendere la notizia. Vuol dire che il lavoro di promozione e valorizzazione del territorio sta funzionando nel migliore dei modi. Questo piccolo ma importantissimo traguardo ci dà la spinta per continuare a promuovere un territorio dalle peculiarita e potenzialità enormi. Questo è stato anche possibile grazie anche al Corpo Forestale dello Stato UTB Mongiana avendo contribuito a far venire visitatori e a far conoscere il nostro territorio. Mongiana è un luogo dove storia e natura si intrecciano dando al visitatore diversi spunti di riflessione e scorci incantevoli. Facendo rivivere per un attimo ciò che eravamo".

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A Mongiana, si parlerà della seta in Calabria

Appuntamento domani alle 17,30 con la seconda serata dell’Anno letterario MoMò. La rassegna, organizzata dall’associazione culturale per la promozione sociale “MoMò” si svolgerà nella cornice di Villa Trozzo Scrive, a Mongiana. Protagonista dell'iniziativa sarà “La seta a Catanzaro e Lione” (Rubbettino), della giornalista catanzarese Angela Rubino. All’incontro, patrocinato da Confimpresa (Confederazione della Piccola Media Impresa e dell'Artigianato) e dell’Associazione Nazionale “Briganti”, prenderanno parte, oltre all’autrice del libro, Diego Giovinazzo, segretario nazionale di Confimpresa, lo storico Mario Saccà e Francesco Lo Giudice, Dott. Ric. In Sociologia Politica – UNICAL e Giuseppe Bartiromo (tra i fondatori dell’Associazione Briganti Nazionale). I temi che saranno affronteranno nel corso del dibattito andranno al di là dell’aspetto storico, legato all’illustre passato che vide il capoluogo calabrese distinguersi in tutta Europa, per la straordinaria qualità dei tessuti serici prodotti nelle sue filande. La serata, infatti, sarà arricchita dal racconto delle esperienze di imprenditori che illustreranno uno spaccato della Calabria contemporanea. Veranno, infatti, narrate le storie del Lanificio Leo, la più antica fabbrica tessile attiva in Calabria e della Cooperativa “Nido di Seta”, che a San Floro pratica la gelsi bachicoltura a scopo didattico. All’incontro seguirà un “Aperitivo Sociale”. La serata sarà suggellata dalle note dei The clack's bat (jazz/blues/oldies), la cui esibizione avrà inizio intorno alle 19 circa (ingresso libero).

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