Crisi al Comune di Serra, Salerno:"Serra ha bisogno di essere governata, non può cadere in mano ad avventurieri"

Riceviamo e pubblichiamo

"Ho sempre combattuto la sinistra, forte, fortissimo delle convinzioni politiche che hanno caratterizzato il mio cammino. Da quando era ragazzo e fino ad ora che mi ritrovo con più di qualche capello bianco ho scelto di abbracciare, affermare e diffondere idee di centrodestra. Valori ed ideali che mi hanno accompagnato in ogni passo e che, a distanza di tanti anni, animano ancora la mia visione. La mia appartenenza era, è, sarà sempre chiara e lineare. Altrettanto forte è il senso di responsabilità che mi impone di pensare al bene del mio paese. Serra oggi ha bisogno di essere governata e guidata, non può permettersi di cadere in mano ad avventurieri, mossi da ambizioni personali, egoismi, finti moralismi. Persone che processano e giudicano gli altri ma non se stessi. E non può permettersi una fase commissariale che avrebbe una durata addirittura superiore all’anno, perché sarebbe devastante per i cittadini. Serra ha bisogno di una viabilità degna di questo nome: da sempre, le vie di comunicazione sono strumenti indispensabili per gli scambi commerciali e culturali. Serra ha bisogno di un Piano strutturale comunale: l’edilizia è in ginocchio, le imprese sono ferme, i lavoratori sono a casa, i giovani scappano via. Lo dico senza mezzi termini: io sono per il fare, non per l’aspettare. Ma tutto deve avvenire nella massima limpidezza. Serra ha bisogno di un Comune che disponga di risorse umane e finanziarie adeguate per svolgere i suoi compiti. Non è ammissibile, ad esempio, che nella città che si propone come punto di riferimento per il comprensorio montano ci sia un solo agente di Polizia municipale.  Serra ha bisogno di un Comune operativo, trasparente ed efficiente. Tutto deve avvenire alla luce del sole, senza sotterfugi e senza secondi fini.  Queste sono alcune delle priorità, ma tanti altri problemi vanno affrontati e risolti. Problemi seri ed atavici, aggravati negli ultimi anni dalla riduzione dei servizi, che affliggono tutti i comuni delle zone montane. Rivolgo, in questo senso, un appello alla classe politica regionale ed ai parlamentari di tutti gli schieramenti affinché promuovano tutte le iniziative valide a sostenere le aree interne e realizzino provvedimenti concreti per lo sviluppo di territori che, al momento, sembrano essere abbandonati. Ho avuto l’onore di rappresentare la comunità serrese e so bene quale rilevanza abbiano questi elementi: da sindaco ho avuto modo di lavorare per costruire e provvedere alla manutenzione delle strade, a realizzare le indispensabili opere di urbanizzazione, al controllo ed al razionale sfruttamento del bosco, a sostenere le attività economiche che hanno deciso di porre la propria sede operativa a Serra. Se c’è qualcuno che va alla ricerca di chi additare per il dialogo che sarà avviato nell’interesse dei serresi, eccomi qua. Sono io il responsabile morale. Rivendico con fermezza questa scelta, che ho condiviso con il gruppo, di verificare l’esistenza delle condizioni per mandare avanti la consiliatura ed evitare un commissariamento che potrebbe anche comportare la dichiarazione di dissesto finanziario. Penso, dunque, che Serra abbia bisogno di gente che si rimbocchi le maniche e che sia pronta al sacrificio, non di parolieri, attori ed arrivisti".

  Nazzareno Salerno

"Robin Hood", la Cassazione conferma il sequestro di 237 mila euro a Nazzareno Salerno

E’ stato confermato dalla Cassazione, il sequestro in via preventiva della somma di oltre 237 mila euro all'ex assessore regionale al Lavoro, Nazzareno Salerno.

Il politico serrese, che attualmente ricopre il ruolo di consigliere regionale di Forza Italia, nel febbraio dell'anno scorso è finito in carcere nell'ambito dell’inchiesta "Robin Hood".

In particolare, l'inchiesta avrebbe permesso di documentare l’illecita gestione dei fondi europei destinati al sostegno economico delle famiglie in difficoltà.

Secondo l’accusa, Salerno avrebbe favorito la nomina dei cinque componenti del Comitato di gestione del Credito sociale "esclusivamente per motivi personali e privati”.

Lo scorso 10 gennaio Salerno e gli altri indagati sono stati rinviati a giudizio dal gup di Catanzaro Claudio Paris. Il processo inizierà il prossimo 5 aprile.

Inchiesta "Robin Hood", Nazzareno Salerno rinviato a giudizio

Il giudice dell'udienza preliminare distrettuale di Catanzaro ha rinviato a giudizio gli indagati coinvolti nell'inchiesta "Robin Hood" che hanno optato per il giudizio ordinario.

Il 5 aprile prossimo, dinanzi al Tribunale collegiale di Catanzaro dovranno comparire: l'ex assessore regionale al Lavoro ed attuale consigliere regionale Nazzareno Salerno, 53 anni, di Serra San Bruno; Pasqualino Ruberto, 47 anni, di Lamezia Terme, ex presidente di Calabria Etica, società "in house" della Regione Calabria; Vincenzo Caserta, 61 anni, di San Costantino Calabro ma residente a Catanzaro, ex direttore del Dipartimento Lavoro della Regione Calabria; Vincenzo Spasari, 57 anni, di Nicotera;  Gianfranco Ferrante, 54 anni, di Vibo Valentia; Ortensio Marano, 44 anni, di Belmonte, ex amministratore delegato della Cooperfin Spa; Claudio Isola, 38 anni, di Vibo; Damiano Zinnato, 50 anni, di Nicotera; Saverio Spasari, 28 anni, di Nicotera; Antonio Cusimano, 57 anni, di Catanzaro; Valerio Grillo, 65 anni, avvocato di Vibo Valentia; Michele Parise, 45 anni, di Castrolibero; Patrizia Nicolazzo, 44 anni, di Lamezia Terme; Maria Francesca Cosco, 48 anni, avvocato di Catanzaro; Bruno Dellamotta, 70 anni, nativo di Genova ma residente a Firenze.

Rito abbreviato invece per: Giuseppe Avolio Castelli, 60 anni, di Roma, e per Francesco Masciari, 52 anni, avvocato di Catanzaro, indagato per rivelazione di segreti d’ufficio. 

L’inchiesta "Robin Hood", scattata nel febbraio dello scorso anno, riguarda una presunta truffa ai danni dell'Unione europea per la gestione dei fondi destinati al Credito sociale.

 

 

Inchiesta "Robin Hood", chiesto il rinvio a giudizio per Nazzareno Salerno

La Dda di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio per Nazzareno Salerno.

L’ ex assessore al Lavoro della Regione Calabria ed attuale consigliere regionale, è rimasto coinvolto nell'operazione "Robin Hood", scattata il 2 febbraio scorso, con la quale è stata fatta luce su un presunto sistema illecito nella gestione dei fondi europei.

Oltre al politico serrese, la richiesta di rinvio a giudizio avanzata al gup, Claudio Paris coinvolge 16 indagati e due società.

  Dalle indagini della Guardia di Finanza di Vibo Valentia e del Ros di Catanzaro è emersa l'esistenza di un presunto "comitato d'affari" che avrebbe distratto i finanziamenti comunitari vincolati al progetto regionale "Credito sociale", indirizzandoli su conti correnti di società private.

I reati contestati, a vario titolo, sono truffa, estorsione aggravata dal metodo mafioso, corruzione, peculato, turbativa d'asta ed abuso d'ufficio.

Inchiesta Robin Hood, Nazzareno Salerno lascia i domiciliari

Nazzareno Salerno ha lasciato gli arresti domiciliari ed è stato rimesso in libertà. Lo ha deciso il Tribunale del riesame di Catanzaro che ha accolto l'istanza presentata dagli avvocati Vincenzo Gennaro e Domenico Naccari. Ex assessore al Lavoro nella passata Giunta regionale di centrodestra, il politico di Serra San Bruno era stato arrestato il 2 febbraio scorso nell'ambito dell'inchiesta "Robin Hood" coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

Dal 20 giugno era sottoposto al regime della detenzione domiciliare.

Salerno è accusato di una presunta truffa nella gestione di fondi destinati dall'Unione europea al sostegno del reddito di nuclei familiari indigenti ed in particolare di aver intascato una tangente di oltre 200 mila euro.

I reati ipotizzati, a vario titolo, nei confronti dei nove indagati coinvolti nell'inchiesta vanno dall'abuso d'ufficio alla corruzione, dall'estorsione aggravata dal metodo mafioso alla minaccia, dal peculato alla turbativa d'asta. 

  • Pubblicato in Cronaca

Inchiesta Robin Hood: indagini chiuse, 18 persone indagate

Sono diciotto gli avvisi di conclusione indagini consegnati ad altrettante persone indagate nell’ambito dell'inchiesta Robin Hood.

I reati contestati a vario titolo sono: truffa, estorsione aggravata dal metodo mafioso, corruzione, peculato, turbativa d'asta ed abuso d'ufficio.

Tra gli indagati figurano: l'ex assessore regionale al Lavoro, Nazzareno Salerno (attualmente ai domiciliari); l'ex presidente di Calabria Etica, Pasqualino Rupero; l'ex direttore generale del Dipartimento regionale lavoro Vincenzo Caserta; il funzionario di Equitalia Vincenzo Spasari; gli avvocati Francesco Masciari e Valerio Grillo; Damiano Zinnato, cognato del presunto boss Luigi Mancuso di Limbadi assunto in Calabria Etica.

L'inchiesta mira a per far luce sull'appropriazione dei fondi destinati al Credito sociale. In particolare, l'attività della guardia di finanza di Vibo Valentia e del Ros di Catanzaro avrebbe accertato l'esistenza di un presunto "comitato d'affari" che avrebbe distratto i finanziamenti comunitari vincolati al progetto regionale "Credito sociale", indirizzandoli su conti correnti di societa' private, anche all'estero

Credito Sociale, Operazione Robin Hood: sequestrati oltre 230 mila euro

 Nuove irregolarità nella gestione del progetto regionale denominato “Credito sociale” portate alla luce dall’attività investigativa svolta dalla Compagnia della guardia di finanza di Vibo Valentia sotto le direttive della Procura della Repubblica di Catanzaro.

Le investigazioni svolte nell’ambito dell’operazione convenzionalmente denominata Robin Hood, avevano portato, il due febbraio, all’arresto di nove persone, tra cui l’ex assessore regionale al Lavoro Nazzareno Salerno. I reati contestati sono: corruzione, peculato, turbativa d’asta e falso materiale in atto pubblico, in relazione all’ipotizzata esistenza di un “comitato d’affari” che avrebbe gestito discrezionalmente le risorse del “Credito sociale”.

I successivi accertamenti svolti dalle fiamme gialle vibonesi, avrebbero rilevato irregolarità, anche, nella nomina di un “Comitato di Gestione” costituito per curare l’istruttoria delle domande degli aspiranti al beneficio del “Credito Sociale”, che avrebbero potuto essere istruite, senza alcun costo aggiuntivo per la Regione, dal personale interno all’Ente.

Secondo l’ipotesi accusatoria, che ha già superato il vaglio del Tribunale del riesame di Catanzaro, si sarebbe dapprima costituito l’organo e successivamente, senza l’avvio di idonee procedure di selezione a tutela dell’interesse della pubblica amministrazione, sarebbero stati nominati e, di conseguenza, contrattualizzati cinque professionisti, che avrebbero così ottenuto un ingiusto vantaggio per un  importo complessivo  di 237mila euro.

All’esito degli approfondimenti investigativi, nei confronti dell’ex Assessore al “Lavoro, formazione professionale, famiglia e politiche sociali” della Regione Calabria, Nazzareno Salerno, è stato disposto ed eseguito nei giorni scorsi dai finanzieri della Compagnia di Vibo Valentia, il sequestro delle somme indebitamente percepite dai professionisti.

La Calabria e l'opposizione inesistente

La Calabria è la prima d’Europa per disoccupazione. Congratulazioni vivissime! La colpa è di: A. Guarasci, A. Ferrara, P. Perugini, A. Ferrara di nuovo, B. Dominijanni, F. Principe, R. Olivo, G. Rhodio, D. Veraldi, G. Nisticò, B. Caligiuri, L. Meduri, G. Chiaravalloti, A. Loiero, G. Scopelliti e Stasi, e Oliverio in veste di assessore; ma, dal 2014, di Oliverio in veste di presidente e della sua in utilissima Giunta di Alto Profilo.

Domanda facile facile: che ci sta a fare, l’opposizione di centro(destra)? Per fare nomi, che ci stanno a fare al mondo Mimmo Tallini e Wanda Ferro?

E cosa, tutti gli altri? Salerno escluso, che qualcosa fa, in galera!

Attenzione, io non credo che l’opposizione di centro(destra) sia in combutta, sia pagata da Oliverio. Infatti, si paga una cosa che vale; si paga una persona perché faccia o non faccia qualcosa. E invece i consiglieri regionali di centro(destra) non fanno gratis, non fanno perché sono incapaci di fare. Tacciono, essi, in Consiglio; tacciono nelle piazze; tacciono sui giornali… Qualcuno pensa che si muovano a fine mese per prendere lo stipendio, ma non è così: avranno l’accredito in banca, immagino.

Se non fanno niente i consiglieri regionali, forse fanno qualcosa i loro partiti? Peggio mi sento: muti come la notte.

E volete farmi due risate? In privato mi scrivono che sono d’accordo con me nel concetto che il centro(destra) non esiste. Ridete tra le lacrime.

  • Pubblicato in Diorama
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