Si scaglia contro le forze dell'ordine intervenute per calmarlo, arrestato

I carabinieri della locale Compagnia e gli agenti del Commissariato di Palmi e della polizia locale hanno tratto in arresto Maurizio Pardeo, 40enne accusato di resistenza, minacce e violenza a pubblico ufficiale.

In particolare, i carabinieri sono intervenuti in seguito ad una telefonata con la quale è stata segnalata la presenza, in un'immobile, di un uomo intento a danneggiare mobili e proprietà del condominio.

Alla luce del forte stato di agitazione dell’uomo, sono giunte in rinforzo le pattuglie del Commissariato e della polizia locale che, insieme al personale sanitario, hanno cercato di calmare l’uomo, per ricondurlo alla ragione senza l’uso della forza.

Tuttavia, ogni tentativo si è rivelatilo vano dal momento che Pardeo, in stato di alterazione dovuto all’assunzione di alcolici, avrebbe continuato ad inveire contro gli operatori di polizia ed i sanitari, scagliandogli contro mobili e minacciando di aprire una bombola del gas per fare saltare in aria l’abitazione.

Al fine di rendere inoffensivo l'esagitato, carabinieri e poliziotti hanno fatto ricorso allo spray al peperoncino in loro dotazione.

L’uomo è stato quindi arrestato con l’accusa di resistenza, minacce e violenza a pubblico ufficiale ed associato presso la casa circondariale di Reggio Calabria Arghillà.

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Violenza e oltraggio a pubblico ufficiale, 20enne finisce in manette

Danneggiamento aggravato, resistenza, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Questi i reati per i quali un cittadino marocchino di 20 anni è stato tratto in arresto, a Reggio Calabria.

A stringere le manette attorno ai polsi del magrebino, sono stati i poliziotti delle volanti, intervenuti in un locale pubblico nel quale era stata segnalata la presenza di una persona che disturbava la clientela.

Giunti sul posto, gli agenti hanno cercato d'identificare il giovane, il quale, dopo aver opposto ferma resistenza al controllo, ha assunto un atteggiamento minaccioso, culminato infine nel danneggiamento dell'auto della Polizia.

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Arena, scoppia la rissa. Un arresto e due denunce: schiaffi anche ai carabinieri

Nel corso della notte, i carabinieri della Stazione di Arena, unitamente ai militari dell’aliquota radiomobile, hanno tratto in arresto, in flagranza reato:

-    Vincenzo Mazza, 18enne residente ad Acquaro, con precedenti di polizia, cugino di primo grado di un altro soggetto, già tratto in arresto poiché responsabile dei reati di violenza, minaccia, resistenza, oltraggio a pubblico ufficiale e rissa. Nello stesso contesto, hanno deferito in stato di libertà:

-    Francesco Cognetta, 23enne residente a Dasà, incensurato;

-    Domenico Arruzza, 23 residente a Torino, incensurato.

In particolare, in piazza Generale Pagano ad Arena, il personale operante è intervenuto per sedare una rissa scoppiata per futili motivi, tra Mazza da una parte e Cognetta e Arruzza dall’altra. Il 18enne, prima di essere bloccato e tratto in arresto, ha proferito nei confronti dei carabinieri frasi minacciose e ingiuriose, percuotendo con uno schiaffo al volto, un carabiniere. Nessuno, tra i militari intervenuti, ha fatto ricorso alle cure mediche. L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato associato presso la propria abitazione, in regime arresti domiciliari, così come disposto dall’Autorità giudiziaria.

Insulta i Carabinieri che lo fermano per un controllo: denunciato

I Carabinieri hanno denunciato in stato di libertà un uomo di 30 anni per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale. Controllato a bordo del proprio veicolo, alla presenza di terzi, A.C., di San Procopio, in provincia di Reggio Calabria, avrebbe proferito frasi ingiuriose nei confronti dei militari dell'Arma. 

Insulta e minaccia di morte gli agenti intervenuti per un incidente: arrestato

Un giovane di 26 anni è stato arrestato dalla Polizia per resistenza ed oltraggio a Pubblico Ufficiale. Intorno alle 21 di mercoledì, un equipaggio della Squadra Volante della Questura di Vibo Valentia è intervenuto nella frazione Longobardi per la segnalazione di una accesa discussione in atto a seguito di un incidente stradale. Giunti sul posto, gli agenti hanno notato un gruppo di persone nei pressi delle autovetture coinvolte nel sinistro. Mentre si attivavano per comprendere chi avesse richiesto l'intervento e la dinamica di quanto accaduto, improvvisamente, il giovane, Rosario Tavella, secondo quanto riferito dagli stessi poliziotti, facendosi largo fra i presenti, avrebbe inveito contro gli agenti, apparentemente senza motivo, minacciandoli di morte e rivolgendo loro numerose e svariate offese. Avrebbe, inoltre, rifiutato di fornire le proprie generalità, accennando anche ad un tentativo di aggressione. I poliziotti, pertanto, lo hanno arrestato e posto ai domiciliari, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria, che nella giornata di ieri ha convalidato il provvedimento restrittivo. 

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Minaccia, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale: arrestato un 26enne

Un giovane di 26 anni, che era stato sottoposto al regime della sorveglianza speciale, è finito ai domiciliari sulla base di un provvedimento disposto dal Tribunale di Reggio Calabria. D.S., espletate le formalità di rito, è stato condotto dai Carabinieri della Stazione di San Luca presso la residenza in cui vive e dove sconterà otto mesi inflittigli perché giudicato responsabile di minaccia, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. 

In preda all'alcol ingiuria e minaccia i Carabinieri: in manette un 47enne

I Carabinieri traevano in arresto un 47enne già noto alle forze dell'ordine per i reati di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Donato Avati, di San Giorgio Morgeto, secondo la ricostruzione degli inquirenti, nel corso di un controllo ad un esercizio pubblico del luogo, all’interno del quale l'uomo si trovava in evidente stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcolici, ha inveito ripetutamente contro i militari con frasi ingiuriose e minacciose, per poi dimenarsi allo scopo di sottrarsi al controllo.

Arrestato il figlio del presunto boss Pantaleone Mancuso

Deve rispondere oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale Emanuele Mancuso, 26 anni, già in passato coinvolto in altri procedimenti penali. E' figlio di Pantaleone, considerato il capo dell'omonimo clan. Il giovane è finito in manette insieme ad un altro ragazzo, Demetrio Putortì, 22 anni.  Secondo quanto riferito dai Carabinieri, gli arrestati, sottoposti ad un controllo effettuato ad un posto di blocco, hanno insultato ed aggredito i militari dell'Arma che avevano intimato l'alt alla vettura a bordo della quale stavano viaggiando. Ristretti ai domiciliari, attendono ora le disposizioni del magistrato. 

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