Paziente muore in ospedale, manette per due infermieri

Omicidio preterintenzionale, falsità in atto pubblico, peculato, truffa aggravata ai danni del ministero della Sanità e false attestazioni sulla presenza in servizio.

Queste le accuse, con le quali la polizia di Stato ha arrestato e posto ai domiciliari due infermieri del Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria.

Gli arrestati, G. L. e A. S. T., di 52 e 51 anni, avrebbero somministrato un farmaco non prescritto in cartella clinica, né annotato nel diario infermieristico, né portato a conoscenza dei medici, compreso il medico di turno reperibile, ad una paziente di 41 anni, poi deceduta.

Gli arresti sono stati disposti dal Gip del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura.

Le indagini svolte dalla Squadra Mobile, con il coordinamento del Procuratore Vicario Gerardo Dominijanni e del Sostituto Nicola De Caria sono partite dall'improvviso decesso della donna, ricoverata per sindrome bipolare, avvenuto il 24 febbraio 2018.

 

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Altri pazienti ex-Covid verso Serra, Tassone e Notarangelo presentano un’interrogazione:

I consiglieri regionali Luigi Tassone e Libero Notarangelo hanno presentato un’interrogazione al fine di avere lumi sul trasferimento di pazienti post-Covid, ex ospiti della Rsa di Chiaravalle Centrale, all’ospedale di Serra San Bruno.

I due esponenti del Pd premettono che “il Dg del Dipartimento Tutela della Salute Antonio Belcastro aveva individuato la Rsa di Soriano Calabro come unica Rsa pubblica presente nella regione a diretta gestione dell’Asp” aggiungendo che “5 Oss, già selezionati dal Dipartimento Protezione civile, erano stati assegnati all’ex presidio ospedaliero di Soriano”.

“Appaiono gravi – sottolineano Tassone e Notarangelo – una serie di fatti dai quali emerge una gestione dell’emergenza approssimativa se non addirittura alla giornata. Innanzitutto – specificano – è evidente la contraddizione per la quale sia stato individuato l’ospedale di Tropea come centro di gestione, ma poi venga completamente ignorato scaricando ogni peso sull’ospedale di Serra senza preventivamente dotarlo di adeguati strumenti per affrontare la particolarità della situazione. Altrettanto ingiustificabile è poi che il dg Belcastro si sia accordato per le vie brevi con il commissario straordinario dell’Asp Giuseppe Giuliano per effettuare trasferimenti di pazienti post-Covid ulteriori rispetto ai 3 già trasferiti senza provvedere, come consentito dalla normativa vigente, ad individuare strutture idonee nell’area centrale della Calabria anche attraverso provvedimenti di requisizione”.

Tassone e Notarangelo puntualizzano che, “secondo quanto appreso, per quasi tutti gli ex pazienti considerati guariti, ex ospiti della Rsa di Chiaravalle, è previsto lo spostamento a Serra e ciò sta generando serie perplessità nella popolazione locale in quanto questi pazienti potrebbero rappresentare, almeno teoricamente, motivo di avvio di un nuovo focolaio. Non è infatti noto a quanti tamponi di controllo siano stati sottoposti e sembrerebbe che in un caso sia ancora richiesta la sottoposizione a Tac. Questi pazienti sarebbero, peraltro, da ripartire fra il Reparto di Medicina e quello di Lungodegenza, dove già ci sono pazienti che combattono con patologie in atto e con patologie pregresse”.

“Chiediamo pertanto – concludono Tassone e Notarangelo – alla presidente Santelli di porre fine a questo modo superficiale di far fronte all’emergenza e di bloccare immediatamente questi trasferimenti adottando invece tutte le misure previste dai protocolli. Non si tratta di questioni territoriali, ma di avere visione e lungimiranza nella gestione di un’emergenza, finora affrontata con un approccio assolutamente inadeguato”.

L'associazione Valentia consegna due Hfnc all'ospedale di Vibo

L’associazione Valentia, in collaborazione con Calabriafood e Welcome to Favelas Vibo, grazie alla raccolta fondi per contrastare l’emergenza coronavirus che ha visto la partecipazione di decine di imprese del territorio e centinaia di donatori di Vibo e non, ha consegnato, oggi, all'ospedale di Vibo due Hfnc. "Al fine - si legge in una nota -di poter ottimizzare al meglio le risorse economiche, frutto della generosità dei donatori, e dopo esserci consultati con il direttore sanitario dell'ospedale dott. Miceli, che come sempre ci fornisce puntuali ed efficaci indicazioni in merito alle esigenze e necessità del nosocomio da lui diretto, e con i medici impegnati nel trattamento dei pazienti affetti da covid-19 attualmente ricoverati presso l’ospedale cittadino, abbiamo acquistato  due apparecchiature Hfnc utili a garantire un'adeguata ventilazione alveolare attraverso l'ossigenazione ad alti flussi. Da oggi, grazie a questa donazione,  il nostro reparto di malattie infettive Covid, disporrà di una metodica moderna che negli ultimi anni ha suscitato notevole interesse. Le linee guida redatte dalla 'Society of critical care medicine' per la gestione dei pazienti adulti affetti da covid-19, raccomandano l'ossigenazione a alti flussi in pazienti affetti da covid-19 con insufficienza respiratoria acuta nonostante la terapia convenzionale di ossigeno e che non necessitano di ventilazione artificiale invasiva. Si tratta - conclude il comunicato - di una strumentazione innovativa che può migliorare l'efficienza della ventilazione polmonare attraverso un sistema di ossigenazione non invasivo e ben tollerato dai pazienti. Una volta finita l'emergenza coronavirus potranno essere molto utili anche in ambito pediatrico".

Ospedale di Soverato, Wanda Ferro (FDI) chiede di garantire il funzionamento del reparto di chirurgia

«Intervenire al più presto per garantire la ripresa dell’attività chirurgica nell’ospedale di Soverato».

È quanto chiede il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, commentando le notizie, pubblicate anche dalla stampa, di un sostanziale fermo del reparto di Chirurgia per carenza di personale medico.

«Pur comprendendo il particolare momento di difficoltà legato all’emergenza coronavirus - dice Wanda Ferro - diventa urgente garantire la sostituzione del personale andato in pensione e di quello assente per gravi ragioni di salute, così da non privare l’ospedale soveratese di un importante reparto come quello della Chirurgia, in cui vengono trattate anche le urgenze. L’ospedale di Soverato è un presidio sanitario di vitale importanza per tutto il territorio del basso jonio catanzarese, e va salvaguardato anche per evitare ulteriori pressioni sui nosocomi già impegnati nel trattamento dei pazienti covid».

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Serra: sopralluogo del commissario dell'Asp all'ospedale

Questa mattina il commissario straordinario dell’Asp di Vibo Valentia Giuseppe Giuliano, si è recato presso l’ospedale di Serra San Bruno per effettuare un sopralluogo.

La visita è stata programmata all’indomani della firma del contratto di appalto dei lavori per la realizzazione di ulteriori dieci posti letto di lungodegenza all’interno del presidio serrese.

"Il commissario straordinario - si legge in una nota dell'Asp - pur impegnato in questo particolare momento nella gestione sanitaria legata all’emergenza Coronavirus, continua a mantenere ferma e forte la sua attenzione sulla necessità di assicurare, all’interno delle diverse articolazioni aziendali, servizi sempre più rispondenti alle esigenze dei pazienti. Per il massimo esponente della sanità vibonese l’occasione è stata propizia per fare una verifica su quanto avviato in merito al percorso Covid-19 all’interno dell’ospedale e, sensibile alle istanze provenienti dal personale sanitario che ha ringraziato per l’impegno profuso in questo difficile momento, ha disposto - a garanzia della loro integrità fisica - l’invio di ulteriori dispositivi di protezione individuale (mascherine FFP2) appena acquistate dall’azienda sanitaria".

“La realizzazione dei lavori presso il reparto di lungodegenza dell’ospedale di Serra San Bruno con l’aggiunta di ulteriori 10 posti – ha affermato il commissario straordinario – consentirà di mettere a disposizione degli utenti una struttura dove potrà essere garantita, in ambienti completamente ristrutturati e messi in sicurezza, la filiera delle prestazioni sanitarie per gli anziani ricoverati. Tutto questo conferma l’attenzione del management sul presidio serrese che ha bisogno di essere supportata, in un percorso comune fra azienda sanitaria, amministratori e popolazione, da comunità d’intenti per realizzare un’attività sanitaria qualificata e realmente in grado di dare risposte ai cittadini.

I fanatici delle Serre in 4x4 donano dispositivi di protezione all'ospedale "San Bruno"

La lunga e dura battaglia contro il coronavirus non lascia indifferenti neppure le associazioni sportive che, in molti casi, si stanno prodigando per dare sostegno e supporto sia alle strutture sanitarie che alle persone in difficoltà.

Alla gara di solidarietà non si sono sottratti “I fanatici  delle Serre in 4x4”, che si sono autotassati per acquistare materiali da donare al pronto soccorso dell’ospedale di Serra San Bruno.

Tutti i componenti del sodalizio che raccoglie gli appassionati di fuoristrada delle Serre, hanno risposto all’appello, permettendo di donare al “San Bruno” camici, cuffie, cappellini in Tnt, occhiali di protezione e mascherine.

Il materiale, che è stato consegnato oggi, sarà d’ausilio al personale sanitario che si trova in prima linea nella lotta al virus.

Serra, ospedale: in arrivo altri 10 posti in lungodegenza

“Questa mattina, presso la sede legale dell’Azienda Sanitaria, è stato firmato il contratto di appalto dei lavori per la realizzazione di ulteriori dieci posti letto di lungodegenza all’interno del Presidio Ospedaliero di Serra San Bruno”.

E’ quanto si legge in una nota dell’Asp di Vibo Valentia.

 “Si tratta – ha commentato il commissario Giuseppe Giuliano - di un’opera importante per l’ospedale di Serra San Bruno, grazie alla quale sarà possibile dare una maggiore attenzione agli anziani che necessitano di assistenza continua e costante”.

Serra: anestesista salva un uomo arrivato in ospedale con una crisi respiratoria

Avrebbe potuto avere un esito tragico il caso di un uomo arrivato al pronto soccorso dell'ospedale di Serra San Bruno in preda ad una crisi respiratoria.

Il paziente, originario di un comune del circondario serrese, è stato salvato grazie alla presenza di un anestesista che, constata la gravità della situazione, ha proceduto all'intubazione.

In  ogni caso, soprattutto alla luce delle recenti polemiche che hanno avuto al centro il “San Bruno” (Per approfondire clicca qui e qui), l'episodio dimostra, qualora c'è ne fosse stato bisogno, la necessità di mantenere operativo un presidio ospedaliero che, nonostante i molteplici tagli cui è stato oggetto nel corso degli anni, continua, ancora, ad effettuare interventi capaci di salvare la vita alle persone.

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