Chiaravalle C.le. Emanuela Neri riconfermata nella Commissione Pari opportunità della Provincia di Catanzaro

Sono stati ufficializzati da parte della Provincia di Catanzaro i componenti della Commissione Pari Opportunità. Dei venti componenti, dodici vengono scelti dal Consiglio Provinciale e otto sono nominati dal Presidente. La nuova Commissione sarà composta da: Anna Altomare, Carmelina Audino, Giovanna Arona, Daniela De Fazio, Caterina Ermio, Rosa Elia, Stefania Figliuzzi, Rosella Gallelli, Vincenza Matacera, Marta Monteleone, Sonia Munizzi, Emanuela Neri, Daniela Palaia, Giulia Pucci, Rosy Rubino, Maria Antonietta Sacco, Raffaela Sestito, Anna Maria Sirianni, Donatella Soluri e Catia Trapasso. Confermata, quindi, il consigliere comunale del Pd a Chiaravalle C.le Emanuela Neri. “E’ stata una bella notizia quella della riconferma in commissione” afferma la Neri. "Un segnale importante che fa ben sperare. Quando si lavora bene si ottengono gratificazioni. Quello dell'abbattimento di ogni forma di discriminazione è un tema a me molto caro. Prima dell'estate grazie all'associazione femminile che ho l'onore di presiedere e grazie all'emittente televisiva Telejonio abbiamo avviato la prima stagione di un forum tutto al femminile: L'altra Metà del Cielo. Un format che vuole dare voce alle donne che per diversa origine e professionalità, contribuiscono quotidianamente a combattere la battaglia contro le discriminazioni.  Mi auguro che la mia presenza in commissione possa aiutare me e le altre componenti a mettere in campo iniziative come questa e come tante altre". Oltre a far parte della commissione Provinciale, la Neri è presidente dell’ associazione Sulle Note del Tempo, che da anni lavora per l’affermazione dei diritti delle donne e contro la violenza di genere, in un territorio in cui molti dei soprusi a danno delle donne avvengono nelle quattro mura domestiche e lì rimangono per il timore, molte volte, di non poter trovare un valido aiuto al di fuori della famiglia. “Da sempre ho vissuto nella consapevolezza”, continua “che la libertà di scelta, la libertà di espressione,  la libertà di vivere come meglio si crede debba essere uguale per tutti e nel rispetto dell'altro. Oggi lotto perché ancora molto è da fare non solo in paesi considerati sottosviluppati, ma anche e soprattutto nella nostra società che si ritiene tanto avanzata e che invece, quotidianamente, fa vedere il peggio dell'arretratezza culturale. La nostra è una terra difficile dove il ruolo della donna è ancora confinato nella donna madre e moglie curatrice del focolare domestico. Dove arretratezza e retaggi culturali ci costringono a dover lottare di più per poter realizzare i nostri sogni.  Dove ancora, e parlo da dirigente di un partito e da consigliere comunale,  una donna che fa politica rimane ai margini se non si impone con la forza.  Dove una donna che intraprende una carriera politica e lavorativa è perché è la donna di un uomo potente. Non accetto di vivere in una società del genere, non accetto di educare mia figlia a questo e di farla vivere così. Nel mio piccolo ci provo, provo ad insegnarle ad essere libera e a fare della sua libertà come individuo, il motore per realizzare i suoi sogni. Attraverso la commissione si può fare un lavoro di sensibilizzazione nelle scuole e in tutti i luoghi dove si formano le coscienze di domani e dove il rispetto dell'altro può essere trasmesso come valore che rende migliore il mondo”. In conclusione, Emanuela Neri spera di “continuare a lavorare bene con le colleghe riconfermate e allo stesso modo di trovare feeling e sinergie con le nuove compagne di viaggio. Auguro, inoltre, a tutte buon lavoro e ringrazio il presidente della provincia e il consiglio nella sua interezza per questa nomina”.

Reddito di cittadinanza, Guccione (Pd): "Nelle regioni del Sud rischia di diventare una forma d'assistenzialismo"

Riceviamo e pubblichiamo

" Il reddito di cittadinanza ha una giusta finalità: chi si trova in una situazione di difficoltà deve essere sostenuto e aiutato. Mi auguro che anche il Partito Democratico riconosca la necessità di avere degli strumenti che vanno nella direzione di garantire un reddito a chi si trova in condizione di povertà. Ma va detto con molta chiarezza che il rischio di assistenzialismo è molto alto se non legato a percorsi di inserimento al lavoro.

Il decreto è sbagliato e rischia di screditare e vanificare lo strumento stesso. Mettere in campo il reddito di cittadinanza senza che i Centri per l’impiego funzionino produrrà una catena clientelare e, se guardiamo alla nostra regione, si rischia una vera e propria degenerazione. Attualmente in Calabria nessuno dei 15 Centri per l’impiego (Cpi) è in grado di reggere tale impatto.

Ad oggi negli uffici del servizio pubblico regionale calabrese risultano impegnati 406 operatori che si trovano a gestire circa 1500 disoccupati a testa, contro una media nazionale – secondo gli ultimi dati Anpal (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro) - di 359 disoccupati per ogni operatore. Come faranno a reggere l’impatto del reddito di cittadinanza? È facile intuire la difficoltà dei dipendenti che si vedrebbero impegnati nella gestione dei beneficiari del reddito di cittadinanza e poi nell’accompagnamento nel mondo del lavoro. I Cpi, contando al momento sullo stesso numero di dipendenti, già largamente deficitario, si troveranno a gestire un carico di lavoro maggiore, considerando anche che la Calabria è una delle regioni con il più alto tasso disoccupazione e ciò comporta un utilizzo maggiore dei servizi pubblici per il lavoro.

In Calabria si registra già da ora un’aspettativa altissima. In queste settimane persone che mancavano da anni ai Cpi, sono ritornate a iscriversi. Così come professionisti, commercianti, titolari di Partita Iva preferiscono chiudere le proprie attività per essere potenziali beneficiari del Reddito di cittadinanza, dando dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro.

I Centri per l’impiego calabresi non sono nelle condizioni di fronteggiare la mole di lavoro che arriverà con le pratiche del Reddito di cittadinanza. Il rischio è che tale strumento si trasformi in una semplice Social Card rilasciata dall’Inps.

In queste condizioni si arriverebbe a una doppia beffa: l’illusione per migliaia di famiglie di ottenere benefici e l’illusione per tanti giovani di entrare nel mondo del lavoro anche attraverso la figura dei tutor-navigator.

La preoccupazione, più che legittima, è che il sistema possa andare in tilt già prima di partire e che non si riescano a mettere in campo tutti gli strumenti che serviranno a garantire il Reddito di Cittadinanza. Ad esempio, nell’articolo 6 del decreto, si fa riferimento all’attivazione delle Piattaforme digitali per condividere le informazioni sia tra le amministrazioni centrali e i servizi territoriali sia, nell’ambito dei servizi territoriali, tra i centri per l’impiego e i servizi sociali. Ma quali saranno i tempi di realizzazione di queste Piattaforme digitali? Non dimentichiamo, tra l’altro, che tutti i Cpi calabresi addirittura sono in attesa da anni non solo di un adeguamento tecnologico delle apparecchiature informatiche, ma il Sistema informativo lavoro denominato Sil-Calabria non è in linea con le cinque banca-dati attualmente presenti nelle cinque province.

È evidente che siamo in notevole ritardo sulla tabella di marcia. Il personale dei Centri per l’impiego non è ancora stato potenziato con nuove assunzioni. E in Calabria servirebbero almeno altri 1200 operatori per adeguare i Cpi regionali agli standard del resto d’Italia. Così come non sappiamo nulla di quando e come verranno selezionati i tutor-navigator, figure professionali che dovranno accompagnare i beneficiari del Reddito di cittadinanza nella ricerca del lavoro.

La Regione non può assistere passivamente al rischio di un fallimento annunciato, vista la fragile struttura del sistema dei Cpi, sia in termini di personale che di distribuzione territoriale. Urge un tavolo istituzionale specifico tra Regione Calabria e Governo nazionale.  In queste condizioni nella nostra regione il Reddito di cittadinanza si limiterebbe solo a una semplice erogazione di una Social Card.

Al di là delle competenze istituzionali specifiche, vanno messe in campo una serie di iniziative finalizzate ad ottenere una reale applicazione del Reddito di cittadinanza. Ad oggi il vero primo atto del federalismo differenziato, proprio alla luce delle differenze logistiche, gestionali, organizzative e di carico lavorativo dei Cpi (un dipendente su 350 disoccupati nelle regioni del Triveneto, un dipendente su 1500 disoccupati in Calabria) tra le regioni del Nord, quelle del Sud e la Calabria, avverrebbe proprio su questa materia.

Tale enorme divario tra i vari uffici pubblici del lavoro delle diverse regioni impegnati nell’erogazione del reddito di cittadinanza, garantirebbe al Sud un semplice sostegno assistenziale, mentre al Nord uno strumento di vero accompagnamento al lavoro".

Carlo Guccione - Consigliere regionale Pd

 

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La Lega fa proseliti in Calabria e tutto finirà (forse) a "tarallucci e vino"

 La caccia al parente è inconsistente sul piano giudiziario, e sciacallesca sul piano morale. In Calabria siamo tutti parenti e amici e nemici, comunque ci conosciamo tutti; e io sono sicurissimo che, in una qualsiasi delle mie infinite avventure politiche, culturali eccetera, devo aver cenato con qualche delinquente dai modi molto gentili. “Qualunque cosa… ” mi dissero una volta due giovanottoni ammirati dalla mia oratoria, e io feci finta di non capire; o bastava chiedere…

 Con la teoria dei parenti e quella delle cene, la Bindi, con la capacità analizzatrice di un rinoceronte alla carica, ha fatto sciogliere non so quanti Comuni calabresi. Perciò, se qualcuno ha delle accuse e delle prove, le esibisca; se no, con le insinuazioni non si va da nessuna parte.

 Non sono preoccupato che il leghista meridionale abbia un cugino. E del resto, i mafiosi calabresi sono tutti conosciutissimi, latitanti inclusi.

 Sono preoccupato che la Lega, ora che è al potere a Roma e che potrebbe prendere anche le Regioni, si meridionalizzi nel senso peggiore del termine, cioè vi si insinuino mandrie di avvoltoi e riciclati, capacissimi di rinnegare la loro Dc, il loro Ps, e anche il loro Pd, e mettersi a parlare in purissimo dialetto della Brianza!

 Illazioni? Ma no: nel 1860 i Meridionali erano quasi tutti borbonici, l’anno dopo tutti sabaudi; nel 1943 erano quasi tutti fascisti, il mese dopo avevano bruciato la camicia nera. E non dimentichiamo quando quasi tutti i medici della Calabria diventarono socialisti.

 O vogliamo scordare quella manica di girella e voltagabbana che, dopo anni di reggicoda Dc e Psi e senza mai aver votato Msi manco una volta, nel 1994, si scoprirono improvvisamente neofascisti, e si iscrissero in massa ad Alleanza nazionale? E davano lezioni di fascismo! E raccontavano le più squallide bugie sulle loro giovanili vicende eroiche: ahahahah!

 Ecco, io non vorrei che tutti questi signori o i loro figli e nipoti entrassero nella Lega, facessero carriera nella Lega, “portassero voti” alla Lega, per poi ricordarsi che la figlioletta ha un concorso… e il rampollo ha un esame difficile da pagare; sì, pagare: tanto arriva la prescrizione come è successo all’università Magna Graecia di Catanzaro.

 Io, al posto di Salvini, porrei un fittissimo filtro alle iscrizioni; e se un candidato alla tessera è stato Dc, Psi, Pd e roba simile, gli farei fare un annetto di anticamera.

 Intanto, nel dubbio, io resto all’ultima tessera di partito della mia vita, scaduta il 31 dicembre 1994.

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Vibo, Pd compatto a sostegno della mozione di sfiducia

Riceviamo e pubblichiamo 
"Alla luce degli avvenimenti delle ultime ore, il Partito Democratico di Vibo Valentia ribadisce il proprio sostegno alla mozione di sfiducia presentata dai propri Consiglieri comunali, invitando nuovamente tutti coloro che sono convinti che si debba ridare la parola ai cittadini, a firmarla e a sostenerla apertamente. Non possiamo affatto condividere la richiesta di "tavoli tecnici" e di "governi di salute pubblica" non leggittimati dal voto popolare, poiché riteniamo che il problema  principale da rimuovere sia il fallimento del Sindaco Elio Costa e della sua gestione politico-amministrativa. Pertanto il Partito Democratico di Vibo Valentia si rivolge a tutti i Consiglieri comunali che condividono questa impostazione per il bene della Comunità.
Ad oggi le firme raccolte sono dieci; ne mancano tre per poter ufficialmente discutere in Consiglio la mozione di sfiducia.
Dal nostro punto di vista è giunto il momento di costruire una chiara alternativa alle politiche del Sindaco Elio Costa.
Per tale motivo, dalle prossime settimane, proporremo a tutte le forze sociali, agli ordini professionali, al terzo settore e alle realtà commerciali e imprenditoriali presenti in città, di contribuire a fornire idee e progetti per una "Vibo diversa" che sappia unire le forze e le professionalità migliori col fine di risollevare le sorti di questa comunità. Contestualmente lavoreremo sin da subito alla costruzione di una piattaforma  programmatica sulla quale confrontarsi liberamente con tutte le energie politiche vive della città. Fuori dal Consiglio Comunale ci sono tante persone che vogliono dire la propria e dare un contributo per la rinascita di Vibo Valentia. Il Partito Democratico offrirà loro uno spazio, partendo dalla piazza, per ragionare su proposte concrete al fine di dare un contributo utile al miglioramento delle condizioni future di Vibo Valentia".
 
Partito democratico Vibo Valentia
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Terzo macrolotto Ss 106, Bruno Bossio (Pd): "Il progetto va avanti senza modifiche, dai 5stelle calabresi solo parole in libertà"

"I lavori del terzo macrolotto della Statale 106 proseguiranno così come sono stati programmati e finanziati dal Governo precedente; nessuna variazione del progetto è in cantiere, anzi 'a seguito dell’approvazione da parte del Cipe del progetto definitivo, sono state avviate tutte le attività propedeutiche per l’inizio lavori'. Prendo, dunque, atto con soddisfazione delle indicazioni appena ricevute dal ministero alle Infrastrutture, al quale nei mesi scorsi avevo rivolto un'interrogazione per conoscere le intenzioni del Governo preoccupata dalle esternazioni dei parlamentari 5stelle calabresi, che avevano paventato un imminente stravolgimento del progetto definitivo con un'inevitabile compromissione dell'opera. Invece, ancora una volta, si trattava di parole in libertà, prive di fondamento ma assai dannose, dal momento che non poco allarme avevano suscitato nella popolazione e in chi da anni si batte per un'infrastruttura più sicura e più moderna".
 
E' quanto si legge in una nota della deputata Enza Bruno Bossio (Pd)

 

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Cosenza, il Pd attacca il sindaco Occhiuto: "fa cassa con multe ai cosentini"

Riceviamo e pubblichiamo
 
"Ben 5 milioni e 400 mila euro. È questa la cifra che il Comune incassa dalle multe fatte agli automobilisti e che viene riportata nella delibera di variazione del Bilancio del Comune di Cosenza, già approvata dalla Giunta e inserita in uno dei punti all’ordine del giorno del consiglio comunale che si terrà domani, 19 novembre.
Il sindaco Mario Occhiuto continua spregiudicatamente a fare cassa ricorrendo alle multe, chiudendo le strade cittadine con varchi Ztl poco visibili e ingannevoli. Già nell’ottobre del 2017 ci siamo opposti alle nuove Ztl e il primo cittadino, lo scorso mese di gennaio, dopo aver difeso fino all’ultimo le decisioni portate avanti sull’attivazione della Ztl e ribadito che le multe non potevano essere annullate, ha dovuto ammettere che erano stati commessi degli errori, confermando così la bontà della nostra battaglia. 
Dopo tutto questo però, ancora oggi, il Comune continua a usare questo escamotage per rimpinguare le casse comunali, colmare i debiti accumulati da una gestione dissennata. 
Con la chiusura di viale Mancini, le sanzioni sono aumentate in maniera esorbitante. Il nostro obiettivo non è quello di difendere gli automobilisti indisciplinati, ma abbiamo il dovere di tutelare chi, esasperato, spesso si trova costretto, magari a sua insaputa, a incorrere in errore. Cosenza è allo sbando, la città è invivibile, il traffico è diventato insopportabile, soprattutto nella zona di via Popilia, via Roma e via XIV Maggio. I lavori del Parco Urbano sono iniziati ma la viabilità alternativa che sarebbe servita a snellire il traffico non è stata realizzata, così come avevamo chiesto più volte insieme alla riapertura dei varchi Ztl per rendere più fluida la circolazione veicolare e colmare i disagi degli automobilisti.
Nel frattempo il sindaco Occhiuto applica una vera e propria “mattanza” nei confronti dei cosentini, con il solo obiettivo di fare cassa. Questo modo di amministrare la città non ci piace, e domani in consiglio comunale ci opporremo alla ratifica di questa delibera. Cosenza merita un altro modello di Governo che non può essere quello di mettere le mani nelle tasche dei cosentini, ma piuttosto avere una visione della città nel suo insieme, capace di essere motore di sviluppo e di traino per l’area urbana e l’intera provincia". 
 
Gruppo Pd – Comune Cosenza
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Il libro di Gianni Pittella (Pd) presentato a Reggio Calabria

Europa, valori, giovani, risorse ed elezioni: sono stati questi gli argomenti principali della presentazione, avvenuta a Palazzo Alvaro di Reggio Calabria, del libro “Il più bello dei mari è quello che non navigammo” del senatore Gianni Pittella; presenti all’evento, oltre all’ autore, il deputato al Parlamento europeo Giosi Ferrandino.

“I valori non sono scomparsi, sono ancora presenti e vivi - ha dichiarato Pittella - Se non fossero ancora vivi i valori, non ci sarebbero i giovani che scendono in piazza per rivendicare il diritto allo studio e all’educazione e nella società dominerebbero solamente mali come l’ignoranza, il razzismo e la xenofobia”.

“Se non ci fossero più valori – ha proseguito Pittella - non ci sarebbe più neppure la democrazia per questo bisogna continuare a lottare nel segno dell’uguaglianza e dell’equità.”

“Bisogna ascoltare più attentamente le giovani generazioni- ha affermato l’eurodeputato Ferrandino – altrimenti ne va del loro futuro e di quello dell’intera Unione.”

“Non possiamo mai allontanarci, neanche per un momento, dal cuore della gente – ha concluso Ferrandino - Il Sud ha più bisogno dell’Ue rispetto al resto della Penisola: l’unica possibilità di sviluppo risiede in un corretto utilizzo dei fondi strutturali europei unito ad una grande competenza tecnica dei funzionari pubblici, altrimenti si continueranno a perdere soldi che potrebbero essere spesi per progetti molto importanti e per la cosa pubblica”.

A portare i saluti istituzionali per il comune di Reggio Calabria è stata il consigliere del Pd Paola Serranò, che ha rimarcato l’importanza del sentimento europeista nell’azione quotidiana degli amministratori locali.

A dare un contributo c’è stato anche Jamie Gonzales Molina, consigliere comunale di Sant’Agata del Bianco, unico consigliere comunale straniero a sedere in un civico consesso italiano.

All’incontro moderato dal presidente della commissione politiche giovanili della Metro city, Adele Briganti, hanno preso parte tra gli altri anche il dirigente del settore Politiche comunitarie della Città metropolitana, Francesco Macheda che ha sottolineato la necessità di una più corretta e concreta visione di impegno sui fondi comunitari e il consigliere metropolitano Antonino Castorina, che ha portato i saluti istituzionali per la Città metropolitana.

 

 

 

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Callipo replica a Oliverio: «Al Pd serviva una scossa, si affrontino nel merito le questioni che ho sollevato»

«Le parole del presidente Oliverio confermano la bontà della scelta che ho fatto». Il sindaco di Pizzo, Gianluca Callipo, replica al governatore della Calabria che ieri ha commentato duramente la sua decisione di sostenere il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, qualora venga candidato alle regionali del 2019. Qui le dichiarazione del Presidente Oliverio
 
«Al Pd calabrese serviva uno shock per scuotersi dal torpore autoreferenziale nel quale si è adagiato da troppo tempo - afferma Callipo -. Qualcuno doveva dire che il re è nudo e io l’ho fatto, a viso aperto e senza nascondermi. Nonostante ciò, Oliverio, nel suo commento alla mia decisione, non è mai entrato nel merito dei problemi che ho sollevato, non ha speso una parola sullo scollamento totale del Partito democratico dai suoi iscritti e dai suoi elettori. Si è limitato ad accusarmi di mancanza di “coerenza e lealtà” verso il partito. Al contrario, io credo che in questi anni sia stato il partito a non essere coerente con i propri principi democratici e leale verso i suoi militanti. I giovani sono stati tenuti a distanza privandoli di qualsiasi capacità di incidere sulle dinamiche decisionali, i confronti pubblici sono stati evitati come la peste preferendo la confortevole intimità dei caminetti, le aree di potere sono state consolidate con tesseramenti che hanno dopato tutti (comunque pochissimi) gli appuntamenti congressuale. Ultima spallata alla credibilità già fiaccata del partito è stata l’autocandidatura dello stesso presidente Oliverio, proposta con oltre un anno di anticipo sulla scadenza elettorale». 
 
A questo proposito, Callipo replica anche alle critiche mosse nei suoi confronti dal governatore con riferimento alla carica che ricopre in Anci Calabria.
«Mi si dice che essendo il presidente di Anci Calabria non dovrei esprimere giudizi sull’operato del governo regionale, né puntare su chi ritengo che abbia fatto meglio come amministratore - sottolinea -. Ma è singolare che questa affermazione venga dal presidente della Regione, cioè colui che in teoria dovrebbe essere il presidente di tutti, che usa la sua postazione di vertice istituzionale per imporsi come candidato del Pd senza che nel partito ci sia stato un solo minuto di confronto. Se questa è la premessa, non vedo come possa pretendere di essere preso sul serio quando critica me».
 
Due pesi e due misure, secondo Callipo, anche quando Oliverio censura la sua scelta civica.
«Lo ribadisco – precisa – io non ho aderito al centrodestra. Resto coerente alle mie idee ed ho applicato lo stesso approccio tanto caro a Oliverio. Il presidente ha ragione quando invita a guardare oltre i partiti puntando sulle persone. Ed è proprio quello che ho fatto. Non si può esaltare il civismo soltanto in una direzione, da destra a sinistra. Mario Occhiuto è un amministratore in gamba che ha fatto della sua città un esempio di buongoverno in Italia. Non mi interessa altro, né mi interessa più di tanto di che partito sia. È facendo leva su questo principio che cercherò di dare il mio contributo alla sua elezione, qualora venga candidato».
Infine, il sindaco di Pizzo bolla come pretestuoso l’accenno di Oliverio al presunto rancore che nutrirebbe nei suoi confronti per l’esito delle primarie nel 2014.
 
«Accusa risibile che appare come un semplice pretesto per controbattere senza entrare nel merito delle questioni che ho posto con la mia scelta - conclude -. Sono passati 4 anni da allora e sono cambiate tante cose. L’unica cosa che non è cambiata è l’immobilismo del Pd calabrese. Più che preoccuparsi del mio rancore, che non c’è mai stato, neanche all’indomani della sconfitta alle primarie, il candidato del Pd alle Regionali si preoccupasse delle promesse tradite verso coloro che, con il 42% di consensi che mi attribuirono, chiedevano un cambiamento che non c’è stato. Oliverio e il partito hanno completamente ignorato quelle istanze di rinnovamento che venivano da quasi la metà del popolo delle primarie, eppure nessuno mai, me compreso, si è azzardato a mettere in discussione la sua leadership politica e di governo. Ma ora che ha scelto di candidarsi, ignorando per l’ennesima volta la base del partito ed evitando un confronto aperto su questa ipotesi, non c’era altra alternativa che dire basta».
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