Serre, Preserre e Basso Jonio. Incontro in diretta facebook per discutere del futuro dopo il covid-19

Videoconferenza in diretta facebook tra vari esponenti politici e rappresentanti del territorio delle Serre, Preserre e Basso Jonio, in cui si è parlato delle prospettive possibili a seguito della pandemia di COVID-19. All’incontro dal titolo “Serre, Preserre e Basso Jonio. Un futuro dopo il Covid-19 è possibile” e organizzato da Emanuela Neri, consigliere comunale di Chiaravalle Centrale, componente della Conferenza regionale Democratiche Calabria e segretaria di Circolo del PD, hanno partecipato imprenditori, professionisti e rappresentanti politici. Dalla camera dei deputati è intervenuto Antonio Viscomi, assieme ai consiglieri regionali Luigi Tassone e Libero Notarangelo e ai sindaci Ernesto Alecci di Soverato e Vitaliano Papillo di Gerocarne. Oltre a Teresa Esposito, Responsabile Conferenza Democratiche Calabria, Anna Pittelli, componente della Direzione Nazionale del Pd, Giuliano Fera, ingegnere civile, Luciano Principe, imprenditore di Chiaravalle Centrale e la stessa organizzatrice Emanuela Neri. Durante la discussione tutti i partecipanti, partendo da ciò che sta succedendo in tutto il mondo e dall’impatto che la pandemia ha avuto nel sociale e nell’economia, hanno manifestato l’esigenza di analizzare le conseguenze che tutto ciò ha avuto in un piccolo territorio come quello delle serre, preserre e basso jonio e se ci potesse essere la possibilità di trasformare la negatività che la situazione odierna inevitabilmente ha portato in positività in modo da creare i presupposti, attraverso le scelte politiche e l’apporto di tutti gli ambiti sociali, per far rivivere le piccole realtà. “Abbiamo un’opportunità, – secondo Emanuela Neri – ci si presenta l’occasione di far sviluppare le nostre piccole realtà. Come afferma Fuksas, bisogna ritornare all’umanesimo, dobbiamo tornare a vivere i nostri paesini. Allontanarci dal Global – ha proseguito la Neri - per tornare a goderci il Local in un modo nuovo. In contatto costante con tutto il mondo così come oggi le nuove tecnologie ci danno la possibilità di fare”. “Dagli eventi negativi si dovrebbe prendere esempio – per Giuliano Fera – così come è successo a Genova. La burocrazia allunga i tempi di ripresa e uccide un pezzo alla volta tutte le realtà produttive di un territorio. La cosa da fare non sarebbe solo saltare alcuni passaggi farraginosi nei momenti di emergenza, ma cancellarli e rendere in ogni momento il più fluido possibile tutta la macchina istituzionale e produttiva”. Luciano Principe ha auspicato una collaborazione tra la società civile e imprenditoriale e la politica, che è fatta di persone che se scelte bene recepiscono e portano nelle sedi istituzionali le istanze di tutte le componenti di un territorio. Fiducia nelle istituzioni, quindi, e collaborazione tra le parti in causa per superare questo momento e ripartire più forti di prima. Dello stesso parere Vitaliano Papillo, secondo cui “la prima cosa da fare è snellire la macchina amministrativa. Per ogni richiesta ad un ente o per partecipare a un bando ci sono decine di documenti da presentare e una miriade di fogli da compilare. In questo modo si allontanano i cittadini dalle istituzioni e non si riesce ad intervenire laddove è necessario in tempi brevi e si crea un muro tra chi rappresenta, che ascolta sempre di meno il territorio, e chi deve essere rappresentato”. La diffusione del COVID-19, potrebbe portare la maggior parte di coloro che andranno in vacanza a rimanere in Italia e in particolare a scegliere le regioni del sud dove il virus si è manifestato in maniera meno diffusa. “Dobbiamo, quindi, cogliere la sfida – secondo Alecci – e aiutare le aziende che lavorano nel turismo per preparare nel migliore dei modi la stagione estiva”. Per Anna Pittelli, in Calabria, si dovrebbe parlare di costruzione e non di ricostruzione, in quanto si dovrebbe “partire da zero e implementare l’offerta culturale e turistica accogliendo i visitatori con una serie di servizi che duri tutto l’anno e non solo la stagione estiva”. Secondo Luigi Tassone, il percorso che la Calabria dovrebbe seguire per rilanciarsi dovrebbe passare dal Turismo, che è una parte importante dell’economia regionale, ma soprattutto dall’Agricoltura, che è il settore che più influisce economicamente sul tessuto sociale. “Per far ripartire l’economia calabrese bisogna investire sull’agricoltura, sul turismo, sulla sanità e sull’imprenditoria”. In conclusione l’intervento di Antonio Viscomi, deputato del Partito Democratico che ha posto l’accento sulla necessità della realtà calabrese “di fare sistema. Il turismo, l’agricoltura, il manifatturiero, il terzo settore e il commercio devono concorrere e partecipare alla crescita della nostra regione. Lo scoglio da superare sono tutti i campanilismi. Bisogna unire tutte le realtà e portarle a combattere per lo stesso obiettivo, quello di far crescere il nostro territorio”.

Rischio taglio fondi alle Regioni del Sud, il gruppo Pd in consiglio regionale presenta un ordine del giorno

Sta suscitando viva preoccupazione la bozza di documento redatta dal Dipartimento programmazione e coordinamento politica economica (Dipe) della Presidenza del Consiglio dei ministri, nella quale sarebbe previsto un taglio di risorse alle Regione meridionali.

Le indiscrezioni rimbalzate sulla stampa non hanno lasciato indifferenti i componenti del gruppo Pd al Consiglio regionale della Calabria (Domenico Bevacqua, Carlo Guccione, Nicola Irto, Libero Notarangelo e Luigi Tassone) che hanno presentato il seguente ordine del giorno:  

“Nella bozza di Piano dal titolo “L’Italia e la risposta al Covid-19” ci sarebbero molti nodi da sciogliere e un imminente pericolo per le regioni del Sud a cui potrebbero essere sottratte le risorse europee, penalizzando l’economia del Mezzogiorno.

Infatti, nella bozza del documento, messo a punto negli uffici del Dipartimento programmazione e coordinamento politica economica (Dipe) della Presidenza del Consiglio dei ministri, si pensa di sospendere la legge che prevede il rispetto della “quota 34%”.

Fino al 2016, le regioni meridionali, pur rappresentando il 34% della popolazione del Paese, ricevevano in media solo il 26% delle risorse pubbliche: il governo Gentiloni, con il decreto Mezzogiorno, intervenne per sanare questa ingiustizia e stabilì che la quota di investimenti pubblici destinati al Sud Italia dovesse rispettare il criterio di proporzionalità alla popolazione residente.

Il governo non può guardare alle risorse destinate al Mezzogiorno decidendo di sospendere la clausola del 34% dei fondi ordinari da investire al Sud. È un’ipotesi da scongiurare e che potrebbe aumentare ancora di più il divario con le regioni meridionali. Solo una bozza ma, visto che nulla è stato ancora definito, le Regioni del Sud devono alzare la voce e impedire che vengano sottratte risorse destinate al Sud. Nel mirino ci sono i fondi Ue del ciclo 2014-2020 ma anche le risorse non spese che, secondo un articolo pubblicato sul “Mattino”, in Calabria sarebbero 1681 milioni (tra  Fesr e Fse).

Tra l’altro, solo negli ultimi dieci anni, i conti pubblici certificano un trasferimento dalle Regioni meridionali a quelle del Centro-Nord di circa 4 miliardi all'anno di risorse ordinarie in conto capitale, per una perdita complessiva di oltre 40 miliardi.

Alcune proposte del documento del Dipe potrebbero essere molto dannose: ecco perché dobbiamo impedire che venga modificato il vincolo di destinazione territoriale delle risorse europee non ancora utilizzate.

Anche il ministro per il Sud e la coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, parla di “proposta inaccettabile”. Il ministro, qualche settimana fa, era stato chiaro anche sulla flessibilità dei fondi europei per le spese legate all’emergenza Coronavirus: “Abbiamo chiarito ai governatori che non c’è alcuna distrazione territoriale delle risorse del Sud verso il Nord del Paese”.

Il Consiglio regionale della Calabria impegna il presidente della Giunta regionale a mettere in atto, insieme agli altri governatori delle Regioni del Mezzogiorno, tutte le iniziative per evitare che vengano sottratte le risorse destinate al Sud. Non deve esserci alcun dirottamento dei fondi europei e deve rimanere il criterio del 34% degli investimenti destinati al Mezzogiorno”.

 

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No del Pd di Catanzaro al centro Covid a Villa Bianca, la replica di Wanda Ferro (FdI)

«Leggendo la nota con cui il Pd di Catanzaro si oppone in maniera decisa alla realizzazione di un ospedale Covid e quindi di un centro specialistico di malattie infettive nella sede dell’ex policlinico “Villa Bianca” - una proposta che ha riscosso un sostegno ampio e trasversale in tutta la regione, tra i rappresentanti politici e istituzionali, il mondo dell’associazionismo, le rappresentanze studentesche, ma soprattutto tra gli operatori sanitari, tanto ospedalieri quanto universitari - verrebbe da chiedersi quanto questa posizione sia realmente condivisa anche all'interno dello stesso partito».

E’ quanto afferma il deputato Wanda Ferro, coordinatrice provinciale di Fratelli d’Italia Catanzaro, che prosegue: «Non voglio entrare in casa d’altri, anche se non posso fare a meno di notare l’identità di vedute tra il "Pd di Catanzaro" e il commissario dell’Azienda ospedaliera universitaria Giuseppe Zuccatelli, unica altra voce contraria alla riconversione di “Villa Bianca” in centro Covid. Riflessioni legittime, se fossero argomentate serenamente e con spirito costruttivo. Spiace invece riscontrare una vena sarcastica che appare inappropriata rispetto all’importanza e alla serietà della discussione, e che assume addirittura sfumature autolesioniste, laddove si ironizza sull’autorevolezza di Guido Bertolaso, che persino il governatore Pd delle Marche ha chiamato come consulente per la realizzazione di una struttura specializzata covid ad alta dotazione tecnologica. La proposta di Bertolaso di realizzare un centro covid per ogni regione, tra l’altro, coincide pienamente con quella formulata proprio ieri dal governo nazionale sostenuto dal Pd, attraverso le dichiarazioni del presidente Conte e del ministro Speranza. Insomma se il Partito democratico catanzarese non è piombato in una vera e propria crisi di identità, quantomeno ha imboccato una strada diversa da quella intrapresa dal governo e dalle altre regioni in cui amministra. Ma è soprattutto il merito della posizione che lascia perplessi. Considerata infatti la consistente disponibilità di risorse, le comprensibili preoccupazioni sui lunghi tempi di adeguamento della struttura, a parere degli esperti, possono essere superate attraverso una netta semplificazione delle procedure burocratiche, mettendo in campo una reale volontà politica e una piena condivisione istituzionale, basti pensare a quanto avvenuto con la ricostruzione del ponte di Genova. Il Partito democratico catanzarese, invece, sostiene, in sintesi, l’opportunità di trattare i pazienti covid all’interno delle strutture ospedaliere, seppur con i dovuti accorgimenti strutturali e di formazione del personale. Una visione di organizzazione sanitaria che ha mostrato ovunque i suoi limiti, e che anzi ha contribuito al diffondersi dell’epidemia, esponendo a rischi gravissimi di contagio sia gli operatori medici e sanitari che gli stessi pazienti, soprattutto quelli più deboli. Basterebbe ricordare quanto avvenuto all’interno del reparto di Dialisi del “Pugliese-Ciaccio”, nonostante tutti gli accorgimenti messi in campo dal management aziendale. Anche la proposta di destinare ai pazienti Covid l’edificio C del policlinico comporterebbe una serie di difficoltà e di rischi legati ai percorsi comuni con le altre strutture universitarie. Non è un caso che la posizione del Pd di Catanzaro sia del tutto isolata, e ci auguriamo che anche il commissario Zuccatelli, che ha motivato le sue perplessità con i tempi di realizzazione legati alle procedure burocratiche, possa riconsiderare la validità di un progetto ambizioso e di prospettiva, che potrebbe rappresentare un passo importante e pienamente condiviso nel processo di integrazione tra l’ospedale “Pugliese” e il policlinico “Mater Domini”, e che soprattutto potrebbe consentire alla Calabria di dotarsi di un centro di eccellenza di malattie infettive. Un centro in cui effettuare ricerca, diagnosi e assistenza anche dopo la fine dell’emergenza covid, come chiaramente spiegato dal rettore De Sarro che, da ricercatore, ha evidenziato la necessità di attrezzarsi per tempo per affrontare sia una evoluzione del virus che l’impatto di altre possibili epidemie». 

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Tassone si schiera con l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti: “Allineare il contributo alla previsione legislativa”

“Il riconoscimento e la tutela dei diritti di tutti i disabili visivi passa anche attraverso un sostegno reale che si deve concretizzare nell’assegnazione all’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti dell’integrale contributo previsto dalla Legge regionale 44/2002”.

È quanto afferma il consigliere regionale Luigi Tassone che si rivolge all’assessore al Bilancio Francesco Talarico ed a tutta la maggioranza affinché, “in osservanza della stessa Legge, sia riconosciuto il contributo annuale di 250.000 euro all’associazione che fornisce attività di supporto ad una categoria debole”

“In particolare – sostiene Tassone – chiedo all’assessore Talarico, che so essere una persona sensibile rispetto a questo tipo di problematiche, di evitare qualsiasi tipo di taglio perché, soprattutto in un momento di grande difficoltà quale quello attuale, occorre compiere uno sforzo in più a favore di chi vive maggiori disagi. Il disegno di legge formulato dalla Giunta regionale prevede un contributo di 180.000 euro per il triennio 2020/2022 che appare insufficiente rispetto alle esigenze. Chiedo, pertanto, che questa posizione sia riveduta e che le attività non lucrative a favore delle persone cieche pluriminorate calabresi sia da subito allineato alla previsione legislativa”.

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Coronavirus, Bruno Bossio (Pd): "Contributo di solidarietà:chi più ha, più deve dare.Esentare gli operatori sanitari"

"E' in situazioni straordinarie ed emergenziali - come quella che stiamo vivendo - che chi più ha, più deve dare e ciò non solo in una logica di redistribuzione economica ma nel solco di quei valori di solidarietà, ben visibili nella Costituzione e che segnano la nostra storia repubblicana".
 
Ad affermarlo è la parlamentare del Pd, Enza Bruno Bossio, che aggiunge: "Ecco perché condivido la decisione del gruppo Pd alla Camera di proporre l'introduzione di un contributo di solidarietà a carico dei redditi più elevati, da destinare a tutti coloro che versano in situazioni di povertà a causa della crisi o in situazioni di grave difficoltà per la perdita completa del reddito come i giovani lavoratori autonomi. Ci sono famiglie che in questi giorni non hanno risorse sufficienti per provvedere all'acquisto nemmeno dei beni di prima necessità: c'è un rischio di indigenza per un ulteriore milione di bambini. Un primo intervento è stato messo in campo dal governo che ha stanziato 400 milioni di euro perché i Comuni possano cominciare a dare risposte".

"Ma altri ulteriori interventi dovranno essere previsti nel prossimo decreto - prosegue la deputata - come il reddito di emergenza per tutti coloro i quali sono, a causa del coronavirus, senza nessun reddito. Per questo  l'istituzione di un contributo di solidarietà per gli anni 2020 e 2021, che dovranno versare i cittadini con redditi superiori ad 80.000 euro, è un intervento coerente con i principi sanciti dalla nostra Costituzione. Il gettito atteso con tale provvedimento è pari ad un miliardo e trecento milioni annui.  A tale strumento, oggi sicuramente necessario, si è già fatto ricorso in passato da governi di diverso colore e, alla luce del contesto nel quale siamo immersi, potrebbe prevedere anche delle categorie "esentate" come tutti gli operatori sanitari che stanno già dando il loro prezioso contributo alla causa, attraverso la dedizione e in molti casi eroismo messi in campo nella tutela della salute di tutti noi".
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Emergenza coronavirus, Calabria: il Pd chiede chiarezza sul piano straordinario di assunzioni

«Quanti e quali sono le strumentazioni acquistate dalla Regione Calabria attraverso l’avviso di manifestazione di interesse del 18 marzo 2020, per la fornitura di dispositivi di protezione individuale e strumentazioni utili al potenziamento dei posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva del Sistema sanitario regionale della Calabria? In particolare, chiediamo numeri precisi per quanto riguarda la fornitura di Dispositivi di protezione individuali, centrali di monitoraggio per la terapia intensiva, ecografi portatili, mascherine chirurgiche, guanti in lattine, in vinile e in nitrile, tute di protezione, detergenti e soluzioni disinfettanti-antisettici, ventilatori ad aria compressa, caschi CPAPA-caschi NIV, barelle di biocontenimento».

È quanto scrivono in una nota i consiglieri regionali del Gruppo Pd - Domenico Bevacqua, Carlo Guccione, Nicola Irto, Libero Notarangelo, Luigi Tassone – che hanno inviato un’interrogazione a risposta scritta al presidente della Giunta regionale Jole Santelli.

«La Regione Calabria - prosegue il comunicato - per fronteggiare la situazione di rischio in atto che continua ad aggravarsi per il diffondersi del virus con pericolo imminente per la popolazione e che impone l’assunzione immediata di ogni misura di contenimento, il 18 marzo 2020 ha pubblicato l’avviso di manifestazione di interesse utilizzando lo strumento della somma urgenza specificando che: “Con riguardo all’approvvigionamento delle forniture mediche, tenuto conto che le gare centralizzate, avviate da Consip per conto del Dipartimento della Protezione Civile, non consentono alla nostra regione di far fronte ai propri fabbisogni con le tempistiche necessarie, si ritiene necessario, acquisire le manifestazioni di interesse da parte di tutti gli operatori economici in grado di fornire in tempi rapidi dispositivi di protezione individuale e strumentazione utili al potenziamento dei posti letto di terapia intensiva e sub-intensiva. Si provvederà in urgenza, con i poteri di deroga di cui al D.L. 14/2020 e con la previsione di forme quasi immediate di pagamento”.

Da qui nasce la richiesta di chiarimento da parte dei consiglieri regionali del Gruppo PD che pongono l’attenzione anche sul «Piano straordinario per l’assunzione di personale medico e sanitario non medico a tempo determinato, finalizzato alla gestione dell’emergenza. In data 12 marzo 2020 la Regione Calabria ha pubblicato l’avviso per il reclutamento di 300 medici specializzati e specializzandi, le cui candidature dovevano essere trasmesse entro e non oltre il 19 marzo 2020. Inoltre, ha deciso di utilizzare le graduatorie degli idonei a scorrimento per l’assunzione, sempre a tempo determinato di 270 infermieri e 200 Oss, oltre a biologi e tecnici di laboratorio».

In data 21 marzo 2020 – scrivono i consiglieri del gruppo Pd all’interno dell’interrogazione - la Presidenza della Giunta regionale, alla scadenza del bando per l’assunzione dei medici, informava che 320 sono i medici che hanno dato la propria disponibilità per essere impiegati in Calabria durante l’emergenza Covid-19 e ribadiva che si sarebbe provveduto allo scorrimento delle graduatorie degli idonei per l’assunzione, sempre a tempo determinato di 270 infermieri, 200 Oss, oltre a biologi e tecnici di laboratorio».

Ma cosa è accaduto alla scadenza del bando? I consiglieri regionali Domenico Bevacqua, Carlo Guccione, Nicola Irto, Libero Notarangelo, Luigi Tassone, chiedono di sapere se «si è provveduto all’assunzione dei medici selezionati attraverso il bando predisposto dalla Regione Calabria e se sono state poi avviate le assunzioni dei 270 infermieri e 200 Oss oltre a quelle di biologi e tecnici di laboratorio per rendere operativo ed efficace il Piano per fronteggiare l’emergenza Coronavirus nella nostra regione».

PD Chiaravalle Centrale. La segretaria Emanuela Neri ringrazia gli elettori

Riceviamo e pubblichiamo:

"Con questa mia nota voglio ringraziare tutti coloro i quali Domenica 26 Gennaio hanno riconfermato la loro fiducia verso il Partito Democratico di Chiaravalle C.le. La base del popolo PD ancora una volta ha dimostrato di esserci e di crederci anche in un momento storico-politico nel quale forze populiste sembrano avere la meglio con la politica delle facili promesse. Il Pd a Chiaravalle C.le con il 19.38 % si attesta quale secondo partito dopo la Lega. Purtroppo è difficile dover constatare che un partito come la Lega possa aver ricevuto così tanti consensi in una cittadina come Chiaravalle che forse in questo momento ha dimenticato quanto i leader di questo partito hanno denigrato e infangato la nostra terra. Sono fiduciosa però che così come già accaduto con il fenomeno 5 stelle anche questa ondata leghista si placherà quando alla prova di governo dimostrerà di aver rubato la fiducia dei Calabresi facendo leva sui bisogni con false promesse. Nei prossimi giorni convocherò il direttivo del mio partito avviando un’analisi approfondita dei risultati. Spero da questo incontro venga fuori la voglia di ripartire proprio dai nostri elettori cercando di capire anche come recuperare la fiducia dei cittadini che non hanno votato PD ma che storicamente rientrano tra le anime della nostra coalizione. Ringrazio, dunque, tutti coloro che pur posizionandosi in un contenitore diverso dal PD ha coerentemente dato fiducia al programma e agli uomini del centrosinistra. Immagino che con loro si possa per il prossimo futuro avviare un percorso unitario che faccia riscoprire i luoghi della politica dove discutere assieme dei temi importanti per questo territorio e delle possibili soluzioni dei vari problemi".

Emanuela Neri

Segretario circolo pd

Capogruppo pd

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Chiaravalle C.le. Emanuela Neri riconfermata nella Commissione Pari opportunità della Provincia di Catanzaro

Sono stati ufficializzati da parte della Provincia di Catanzaro i componenti della Commissione Pari Opportunità. Dei venti componenti, dodici vengono scelti dal Consiglio Provinciale e otto sono nominati dal Presidente. La nuova Commissione sarà composta da: Anna Altomare, Carmelina Audino, Giovanna Arona, Daniela De Fazio, Caterina Ermio, Rosa Elia, Stefania Figliuzzi, Rosella Gallelli, Vincenza Matacera, Marta Monteleone, Sonia Munizzi, Emanuela Neri, Daniela Palaia, Giulia Pucci, Rosy Rubino, Maria Antonietta Sacco, Raffaela Sestito, Anna Maria Sirianni, Donatella Soluri e Catia Trapasso. Confermata, quindi, il consigliere comunale del Pd a Chiaravalle C.le Emanuela Neri. “E’ stata una bella notizia quella della riconferma in commissione” afferma la Neri. "Un segnale importante che fa ben sperare. Quando si lavora bene si ottengono gratificazioni. Quello dell'abbattimento di ogni forma di discriminazione è un tema a me molto caro. Prima dell'estate grazie all'associazione femminile che ho l'onore di presiedere e grazie all'emittente televisiva Telejonio abbiamo avviato la prima stagione di un forum tutto al femminile: L'altra Metà del Cielo. Un format che vuole dare voce alle donne che per diversa origine e professionalità, contribuiscono quotidianamente a combattere la battaglia contro le discriminazioni.  Mi auguro che la mia presenza in commissione possa aiutare me e le altre componenti a mettere in campo iniziative come questa e come tante altre". Oltre a far parte della commissione Provinciale, la Neri è presidente dell’ associazione Sulle Note del Tempo, che da anni lavora per l’affermazione dei diritti delle donne e contro la violenza di genere, in un territorio in cui molti dei soprusi a danno delle donne avvengono nelle quattro mura domestiche e lì rimangono per il timore, molte volte, di non poter trovare un valido aiuto al di fuori della famiglia. “Da sempre ho vissuto nella consapevolezza”, continua “che la libertà di scelta, la libertà di espressione,  la libertà di vivere come meglio si crede debba essere uguale per tutti e nel rispetto dell'altro. Oggi lotto perché ancora molto è da fare non solo in paesi considerati sottosviluppati, ma anche e soprattutto nella nostra società che si ritiene tanto avanzata e che invece, quotidianamente, fa vedere il peggio dell'arretratezza culturale. La nostra è una terra difficile dove il ruolo della donna è ancora confinato nella donna madre e moglie curatrice del focolare domestico. Dove arretratezza e retaggi culturali ci costringono a dover lottare di più per poter realizzare i nostri sogni.  Dove ancora, e parlo da dirigente di un partito e da consigliere comunale,  una donna che fa politica rimane ai margini se non si impone con la forza.  Dove una donna che intraprende una carriera politica e lavorativa è perché è la donna di un uomo potente. Non accetto di vivere in una società del genere, non accetto di educare mia figlia a questo e di farla vivere così. Nel mio piccolo ci provo, provo ad insegnarle ad essere libera e a fare della sua libertà come individuo, il motore per realizzare i suoi sogni. Attraverso la commissione si può fare un lavoro di sensibilizzazione nelle scuole e in tutti i luoghi dove si formano le coscienze di domani e dove il rispetto dell'altro può essere trasmesso come valore che rende migliore il mondo”. In conclusione, Emanuela Neri spera di “continuare a lavorare bene con le colleghe riconfermate e allo stesso modo di trovare feeling e sinergie con le nuove compagne di viaggio. Auguro, inoltre, a tutte buon lavoro e ringrazio il presidente della provincia e il consiglio nella sua interezza per questa nomina”.

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