Chiaravalle C.le. Emanuela Neri esprime solidarietà al Presidente provinciale della UILDM Giovanni Sestito

Riceviamo e pubblichiamo:

 

E’ strano come ancora nel 2020 si possano leggere storie come quelle del presidente della UILDM di Chiaravalle C.le. Leggo e rimango basita di come a distanza di mesi Giovanni abbia dovuto scrivere parole come quelle di questi giorni per far valere un diritto. E rimango ancora più incredula del fatto che nessuna reazione è seguita alle sue parole che mi rimbombano in testa da ieri: “sono chiuso in casa da mesi senza poter effettuare visite mediche e uscire a fare minima vita di relazione”. L’articolo diramato a mezzo stampa nella giornata del 13 Agosto dovrebbe essere arrivato a chi di competenza e avrebbe dovuto aver già fatto scattare una soluzione immediata.

Invece sembra essere passato inosservato. Ciò che si cela dietro il grido di allarme di Giovanni non può trovare spiegazione nell’emergenza, sicuramente certa, del covid. Il problema è molto più profondo ed è molto più atavico.

Ne abbiamo discusso nel mese scorso in un bellissimo momento di confronto. Un wabinar organizzato dall’associazione femminile Sulle note del tempo, associazione che mi onoro di presiedere. Il tema della diversità affrontato e discusso in tutta la sua dura attualità  “DISABILITÀ POST COVID – LA DIVERSABILITÀ COME FATTORE DI TRASFORMAZIONE COMUNITARIA”. È stato proprio in quella occasione che il presidente della UILDM insieme a tanti altri che vivono quotidianamente queste difficoltà hanno lanciato nuovamente il loro grido di protesta. La questione del diritto alle pari opportunità, il diritto all’uguaglianza, il diritto di vivere in un mondo che deve essere accessibile a tutti. Adulti, bambini, vecchi, disabili ognuno deve vedersi garantito il diritto di vivere una vita dignitosa e deve poter partecipare alla vita sociale di questo paese.

L’ Italia purtroppo è lontanissima dai livelli degli standard europei ma in Italia c’è poi la dura vita in Calabria. Questo non è più accettabile. Noi viviamo la drammaticità di un sistema sanitario inefficace e inefficiente che non riesce a garantire i livelli minimi di assistenza a nessuno immaginiamo cosa può significare vivere da calabrese la diversità.

Allora è impossibile lasciare da solo chi cerca di vivere dignitosamente. Chi non fa altro che reclamare quelli che sono solo diritti. La politica non può e non deve voltarsi dall’altra parte. Mi unisco per il piccolo e umile ruolo che ricopro alla richiesta di intervento fatta da Giovanni ai vertici dell’asp e all’assessore regionale alle politiche sociali. Mi unisco alla sua battaglia che è la battaglia di chi come lui vive momenti difficili. Battaglia che deve diventare una battaglia di civiltà alla quale dobbiamo unirci tutti.

Chiedo anche io a chi di dovere di intervenire. Capendo tutte le difficoltà del momento ma non potendole accettare come giustificazioni perché la “non vita” non si può accettare per nessuno in una società civile e democratica fondata su una costituzione che garantisce uguaglianza, libertà e pari diritti per tutti i cittadini.

 

 

Emanuela Neri

Segretario Circolo Pd Chiaravalle C.le

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“Aree di crisi industriali: idee e proposte. Per un Sud per l’impresa”, se ne parlerà a Lamezia Terme

“Il Partito democratico nelle scorse settimane ha presentato una proposta per una nuova politica industriale. È arrivato il momento di fare scelte strategiche e concentrare le risorse sugli investimenti. L’accordo raggiunto nel vertice dell’Unione europea sulle risorse del Recovery fund che assegna 209 miliardi all’Italia, di cui molti a fondo perduto, può rappresentare una straordinaria occasione per la Calabria e il Mezzogiorno. Innestare innovazione, sostenere la transizione green e digitalizzare le imprese: sono questi solo alcuni degli spunti per rilanciare un Sud che non può essere immaginato senza imprese. L’obiettivo? Trasformare il Mezzogiorno in una opportunità di crescita”.

È quanto afferma il consigliere regionale e responsabile nazionale “Crisi industriali” del Pd Carlo Guccione che domani (mercoledì 22 luglio), insieme al responsabile nazionale “Lavoro” del Pd Marco Miccoli, inizierà un tour nazionale per le aree industriali in crisi per fare il punto della situazione e superare le attuali criticità per lo sviluppo produttivo delle varie aree.

“Aree di crisi industriali: idee e proposte. Per un Sud per l’impresa”.

È questo il titolo dell’iniziativa del Partito Democratico organizzata dal responsabile nazionale Crisi industriali Pd Carlo Guccione e dal responsabile nazionale Lavoro Pd Marco Miccoli. “Ripartiamo, Calabria". Ed è proprio da qui, infatti, che parte il tour nazionale. Dall’area ex Sir di Lamezia Terme – spiega Guccione - dove furono investiti oltre 230 miliardi di vecchie lire per la realizzazione dell’intero complesso, fino all’ex area industriale Vibo Marina – Bivona – Triparni – Porto Salvo. Un Sud per l’impresa orientato all’innovazione e alle sfide che il dopo Covid ci pone davanti e che devono coinvolgere in toto il Mezzogiorno e le aree interne anche attraverso il Piano Sud 2030, rendendo la politica di coesione europea e nazionale realmente aggiuntiva e non sostitutiva alle politiche ordinarie”.

Dunque, prima tappa a Lamezia Terme dove domani, mercoledì 22 luglio, si terrà un incontro alle ore 11 nell’area produttiva Papa Benedetto XVI, ex Sir.

Nel pomeriggio alle ore 17 si terrà un secondo appuntamento all’hotel Cala del Porto a Vibo Marina. Insieme a Marco Miccoli e Carlo Guccione interverranno amministratori locali, consiglieri regionali, forze sociali ed esponenti del Partito democratico.

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Sondaggi, boom di consensi per Fratelli d'Italia

Un vero e proprio boom di consensi per il partito di Giorgia Meloni che in un anno guadagna quasi il 10 per cento (esattamente + 9,4 per cento rispetto a luglio del 2019).

E’ quanto emerge dal sondaggio Monitor Italia, nato dalla collaborazione tra Agenzia Dire e Istituto Tecne’, con interviste effettuate tra ieri ed oggi.

Con il 16 per cento, Fratelli d’Italia diventa, quindi, il terzo partito italiano alle spalle della Lega (24,9 per cento) e del Pd (20,2 per cento).

Il M5s non va oltre il 15 per cento, mentre Forza Italia si ferma all’8,3 per cento.

Appaiati, La Sinistra e Azione al 2,9 per cento, mentre Italia viva si attesta al 2,7 per cento.

Infine, +EU al 1,9 per cento ed i Verdi all’1,6 per cento.

Rimane bassa la fiducia nell’operato di Conte e dei suoi ministri.

Solo il 29,8 per cento degli intervistati approva la linea del governo, contro il 65,8 per cento che ne censura l’operato.
Il 4,4 per cento, invece, non esprime alcuna posizione.

Dasà, Scaturchio (Pd): “Positiva l’azione di Tassone, basta con chi divide e si erge a capocorrente”

“Esprimo viva soddisfazione per la sentenza del Tar che ha confermato l’elezione a consigliere regionale di Luigi Tassone, al quale manifesto il mio convinto sostegno per la sua azione politica, fatta di concretezza e lungimiranza, e che invito a creare un momento di confronto al fine di rafforzare la crescita del Partito democratico, combattere con più efficacia le destre populiste e promuovere nuovi interventi che affrontino i problemi del territorio. Penso, in particolare, alle difficoltà del settore turistico determinate dalle conseguenze della diffusione del Covid-19, al sempre presente tema dell’occupazione, alla necessità di sostenere i sindaci alle prese con criticità di sistema come, ad esempio, la gestione dei rifiuti”.
 
Il segretario del Circolo del Pd di Dasà, Giovanni Scaturchio, interviene sulla sentenza che ha ribadito la permanenza di Tassone a Palazzo Campanella e sostiene di essere “contrariato per il ricorso di Raffaele Mammoliti, che va nella direzione opposta della storia della sinistra, che ha sempre messo al primo posto le idee e non le persone.
 
“L’esito del ricorso – aggiunge Scaturchio – era scontato e la cosa era nota a tutti. Viene da domandarsi perché Mammoliti si sia fatto illudere da qualcuno procedendo con un ricorso generico e senza speranze. Forse adesso avrà tempo e modo per ritagliarsi un ruolo, grazie all’appoggio del suo capocorrente del momento che, forte della sua investitura, lavora per rimodellare il partito in Calabria, ma che nei fatti produce divisioni e non unità. Con questo sostegno potrà probabilmente ottenere una candidatura in posizione utile alla Camera dei deputati. Da canto mio – conclude - auspico una nuova stagione in cui il Partito democratico ritrovi il senso dei valori della sinistra e la determinazione per affrontare le questioni aperte in Calabria, che ha bisogno di una classe dirigente in grado di produrre sviluppo e benessere per il territorio”.
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Serre, Preserre e Basso Jonio. Incontro in diretta facebook per discutere del futuro dopo il covid-19

Videoconferenza in diretta facebook tra vari esponenti politici e rappresentanti del territorio delle Serre, Preserre e Basso Jonio, in cui si è parlato delle prospettive possibili a seguito della pandemia di COVID-19. All’incontro dal titolo “Serre, Preserre e Basso Jonio. Un futuro dopo il Covid-19 è possibile” e organizzato da Emanuela Neri, consigliere comunale di Chiaravalle Centrale, componente della Conferenza regionale Democratiche Calabria e segretaria di Circolo del PD, hanno partecipato imprenditori, professionisti e rappresentanti politici. Dalla camera dei deputati è intervenuto Antonio Viscomi, assieme ai consiglieri regionali Luigi Tassone e Libero Notarangelo e ai sindaci Ernesto Alecci di Soverato e Vitaliano Papillo di Gerocarne. Oltre a Teresa Esposito, Responsabile Conferenza Democratiche Calabria, Anna Pittelli, componente della Direzione Nazionale del Pd, Giuliano Fera, ingegnere civile, Luciano Principe, imprenditore di Chiaravalle Centrale e la stessa organizzatrice Emanuela Neri. Durante la discussione tutti i partecipanti, partendo da ciò che sta succedendo in tutto il mondo e dall’impatto che la pandemia ha avuto nel sociale e nell’economia, hanno manifestato l’esigenza di analizzare le conseguenze che tutto ciò ha avuto in un piccolo territorio come quello delle serre, preserre e basso jonio e se ci potesse essere la possibilità di trasformare la negatività che la situazione odierna inevitabilmente ha portato in positività in modo da creare i presupposti, attraverso le scelte politiche e l’apporto di tutti gli ambiti sociali, per far rivivere le piccole realtà. “Abbiamo un’opportunità, – secondo Emanuela Neri – ci si presenta l’occasione di far sviluppare le nostre piccole realtà. Come afferma Fuksas, bisogna ritornare all’umanesimo, dobbiamo tornare a vivere i nostri paesini. Allontanarci dal Global – ha proseguito la Neri - per tornare a goderci il Local in un modo nuovo. In contatto costante con tutto il mondo così come oggi le nuove tecnologie ci danno la possibilità di fare”. “Dagli eventi negativi si dovrebbe prendere esempio – per Giuliano Fera – così come è successo a Genova. La burocrazia allunga i tempi di ripresa e uccide un pezzo alla volta tutte le realtà produttive di un territorio. La cosa da fare non sarebbe solo saltare alcuni passaggi farraginosi nei momenti di emergenza, ma cancellarli e rendere in ogni momento il più fluido possibile tutta la macchina istituzionale e produttiva”. Luciano Principe ha auspicato una collaborazione tra la società civile e imprenditoriale e la politica, che è fatta di persone che se scelte bene recepiscono e portano nelle sedi istituzionali le istanze di tutte le componenti di un territorio. Fiducia nelle istituzioni, quindi, e collaborazione tra le parti in causa per superare questo momento e ripartire più forti di prima. Dello stesso parere Vitaliano Papillo, secondo cui “la prima cosa da fare è snellire la macchina amministrativa. Per ogni richiesta ad un ente o per partecipare a un bando ci sono decine di documenti da presentare e una miriade di fogli da compilare. In questo modo si allontanano i cittadini dalle istituzioni e non si riesce ad intervenire laddove è necessario in tempi brevi e si crea un muro tra chi rappresenta, che ascolta sempre di meno il territorio, e chi deve essere rappresentato”. La diffusione del COVID-19, potrebbe portare la maggior parte di coloro che andranno in vacanza a rimanere in Italia e in particolare a scegliere le regioni del sud dove il virus si è manifestato in maniera meno diffusa. “Dobbiamo, quindi, cogliere la sfida – secondo Alecci – e aiutare le aziende che lavorano nel turismo per preparare nel migliore dei modi la stagione estiva”. Per Anna Pittelli, in Calabria, si dovrebbe parlare di costruzione e non di ricostruzione, in quanto si dovrebbe “partire da zero e implementare l’offerta culturale e turistica accogliendo i visitatori con una serie di servizi che duri tutto l’anno e non solo la stagione estiva”. Secondo Luigi Tassone, il percorso che la Calabria dovrebbe seguire per rilanciarsi dovrebbe passare dal Turismo, che è una parte importante dell’economia regionale, ma soprattutto dall’Agricoltura, che è il settore che più influisce economicamente sul tessuto sociale. “Per far ripartire l’economia calabrese bisogna investire sull’agricoltura, sul turismo, sulla sanità e sull’imprenditoria”. In conclusione l’intervento di Antonio Viscomi, deputato del Partito Democratico che ha posto l’accento sulla necessità della realtà calabrese “di fare sistema. Il turismo, l’agricoltura, il manifatturiero, il terzo settore e il commercio devono concorrere e partecipare alla crescita della nostra regione. Lo scoglio da superare sono tutti i campanilismi. Bisogna unire tutte le realtà e portarle a combattere per lo stesso obiettivo, quello di far crescere il nostro territorio”.

Rischio taglio fondi alle Regioni del Sud, il gruppo Pd in consiglio regionale presenta un ordine del giorno

Sta suscitando viva preoccupazione la bozza di documento redatta dal Dipartimento programmazione e coordinamento politica economica (Dipe) della Presidenza del Consiglio dei ministri, nella quale sarebbe previsto un taglio di risorse alle Regione meridionali.

Le indiscrezioni rimbalzate sulla stampa non hanno lasciato indifferenti i componenti del gruppo Pd al Consiglio regionale della Calabria (Domenico Bevacqua, Carlo Guccione, Nicola Irto, Libero Notarangelo e Luigi Tassone) che hanno presentato il seguente ordine del giorno:  

“Nella bozza di Piano dal titolo “L’Italia e la risposta al Covid-19” ci sarebbero molti nodi da sciogliere e un imminente pericolo per le regioni del Sud a cui potrebbero essere sottratte le risorse europee, penalizzando l’economia del Mezzogiorno.

Infatti, nella bozza del documento, messo a punto negli uffici del Dipartimento programmazione e coordinamento politica economica (Dipe) della Presidenza del Consiglio dei ministri, si pensa di sospendere la legge che prevede il rispetto della “quota 34%”.

Fino al 2016, le regioni meridionali, pur rappresentando il 34% della popolazione del Paese, ricevevano in media solo il 26% delle risorse pubbliche: il governo Gentiloni, con il decreto Mezzogiorno, intervenne per sanare questa ingiustizia e stabilì che la quota di investimenti pubblici destinati al Sud Italia dovesse rispettare il criterio di proporzionalità alla popolazione residente.

Il governo non può guardare alle risorse destinate al Mezzogiorno decidendo di sospendere la clausola del 34% dei fondi ordinari da investire al Sud. È un’ipotesi da scongiurare e che potrebbe aumentare ancora di più il divario con le regioni meridionali. Solo una bozza ma, visto che nulla è stato ancora definito, le Regioni del Sud devono alzare la voce e impedire che vengano sottratte risorse destinate al Sud. Nel mirino ci sono i fondi Ue del ciclo 2014-2020 ma anche le risorse non spese che, secondo un articolo pubblicato sul “Mattino”, in Calabria sarebbero 1681 milioni (tra  Fesr e Fse).

Tra l’altro, solo negli ultimi dieci anni, i conti pubblici certificano un trasferimento dalle Regioni meridionali a quelle del Centro-Nord di circa 4 miliardi all'anno di risorse ordinarie in conto capitale, per una perdita complessiva di oltre 40 miliardi.

Alcune proposte del documento del Dipe potrebbero essere molto dannose: ecco perché dobbiamo impedire che venga modificato il vincolo di destinazione territoriale delle risorse europee non ancora utilizzate.

Anche il ministro per il Sud e la coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, parla di “proposta inaccettabile”. Il ministro, qualche settimana fa, era stato chiaro anche sulla flessibilità dei fondi europei per le spese legate all’emergenza Coronavirus: “Abbiamo chiarito ai governatori che non c’è alcuna distrazione territoriale delle risorse del Sud verso il Nord del Paese”.

Il Consiglio regionale della Calabria impegna il presidente della Giunta regionale a mettere in atto, insieme agli altri governatori delle Regioni del Mezzogiorno, tutte le iniziative per evitare che vengano sottratte le risorse destinate al Sud. Non deve esserci alcun dirottamento dei fondi europei e deve rimanere il criterio del 34% degli investimenti destinati al Mezzogiorno”.

 

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No del Pd di Catanzaro al centro Covid a Villa Bianca, la replica di Wanda Ferro (FdI)

«Leggendo la nota con cui il Pd di Catanzaro si oppone in maniera decisa alla realizzazione di un ospedale Covid e quindi di un centro specialistico di malattie infettive nella sede dell’ex policlinico “Villa Bianca” - una proposta che ha riscosso un sostegno ampio e trasversale in tutta la regione, tra i rappresentanti politici e istituzionali, il mondo dell’associazionismo, le rappresentanze studentesche, ma soprattutto tra gli operatori sanitari, tanto ospedalieri quanto universitari - verrebbe da chiedersi quanto questa posizione sia realmente condivisa anche all'interno dello stesso partito».

E’ quanto afferma il deputato Wanda Ferro, coordinatrice provinciale di Fratelli d’Italia Catanzaro, che prosegue: «Non voglio entrare in casa d’altri, anche se non posso fare a meno di notare l’identità di vedute tra il "Pd di Catanzaro" e il commissario dell’Azienda ospedaliera universitaria Giuseppe Zuccatelli, unica altra voce contraria alla riconversione di “Villa Bianca” in centro Covid. Riflessioni legittime, se fossero argomentate serenamente e con spirito costruttivo. Spiace invece riscontrare una vena sarcastica che appare inappropriata rispetto all’importanza e alla serietà della discussione, e che assume addirittura sfumature autolesioniste, laddove si ironizza sull’autorevolezza di Guido Bertolaso, che persino il governatore Pd delle Marche ha chiamato come consulente per la realizzazione di una struttura specializzata covid ad alta dotazione tecnologica. La proposta di Bertolaso di realizzare un centro covid per ogni regione, tra l’altro, coincide pienamente con quella formulata proprio ieri dal governo nazionale sostenuto dal Pd, attraverso le dichiarazioni del presidente Conte e del ministro Speranza. Insomma se il Partito democratico catanzarese non è piombato in una vera e propria crisi di identità, quantomeno ha imboccato una strada diversa da quella intrapresa dal governo e dalle altre regioni in cui amministra. Ma è soprattutto il merito della posizione che lascia perplessi. Considerata infatti la consistente disponibilità di risorse, le comprensibili preoccupazioni sui lunghi tempi di adeguamento della struttura, a parere degli esperti, possono essere superate attraverso una netta semplificazione delle procedure burocratiche, mettendo in campo una reale volontà politica e una piena condivisione istituzionale, basti pensare a quanto avvenuto con la ricostruzione del ponte di Genova. Il Partito democratico catanzarese, invece, sostiene, in sintesi, l’opportunità di trattare i pazienti covid all’interno delle strutture ospedaliere, seppur con i dovuti accorgimenti strutturali e di formazione del personale. Una visione di organizzazione sanitaria che ha mostrato ovunque i suoi limiti, e che anzi ha contribuito al diffondersi dell’epidemia, esponendo a rischi gravissimi di contagio sia gli operatori medici e sanitari che gli stessi pazienti, soprattutto quelli più deboli. Basterebbe ricordare quanto avvenuto all’interno del reparto di Dialisi del “Pugliese-Ciaccio”, nonostante tutti gli accorgimenti messi in campo dal management aziendale. Anche la proposta di destinare ai pazienti Covid l’edificio C del policlinico comporterebbe una serie di difficoltà e di rischi legati ai percorsi comuni con le altre strutture universitarie. Non è un caso che la posizione del Pd di Catanzaro sia del tutto isolata, e ci auguriamo che anche il commissario Zuccatelli, che ha motivato le sue perplessità con i tempi di realizzazione legati alle procedure burocratiche, possa riconsiderare la validità di un progetto ambizioso e di prospettiva, che potrebbe rappresentare un passo importante e pienamente condiviso nel processo di integrazione tra l’ospedale “Pugliese” e il policlinico “Mater Domini”, e che soprattutto potrebbe consentire alla Calabria di dotarsi di un centro di eccellenza di malattie infettive. Un centro in cui effettuare ricerca, diagnosi e assistenza anche dopo la fine dell’emergenza covid, come chiaramente spiegato dal rettore De Sarro che, da ricercatore, ha evidenziato la necessità di attrezzarsi per tempo per affrontare sia una evoluzione del virus che l’impatto di altre possibili epidemie». 

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Tassone si schiera con l’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti: “Allineare il contributo alla previsione legislativa”

“Il riconoscimento e la tutela dei diritti di tutti i disabili visivi passa anche attraverso un sostegno reale che si deve concretizzare nell’assegnazione all’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti dell’integrale contributo previsto dalla Legge regionale 44/2002”.

È quanto afferma il consigliere regionale Luigi Tassone che si rivolge all’assessore al Bilancio Francesco Talarico ed a tutta la maggioranza affinché, “in osservanza della stessa Legge, sia riconosciuto il contributo annuale di 250.000 euro all’associazione che fornisce attività di supporto ad una categoria debole”

“In particolare – sostiene Tassone – chiedo all’assessore Talarico, che so essere una persona sensibile rispetto a questo tipo di problematiche, di evitare qualsiasi tipo di taglio perché, soprattutto in un momento di grande difficoltà quale quello attuale, occorre compiere uno sforzo in più a favore di chi vive maggiori disagi. Il disegno di legge formulato dalla Giunta regionale prevede un contributo di 180.000 euro per il triennio 2020/2022 che appare insufficiente rispetto alle esigenze. Chiedo, pertanto, che questa posizione sia riveduta e che le attività non lucrative a favore delle persone cieche pluriminorate calabresi sia da subito allineato alla previsione legislativa”.

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