L'azienda Personal Factory di Simbario segnalata nel settore "start up della green economy".

Con l'adesione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha conferito la medaglia all’iniziativa, il premio "Sviluppo Sostenibile" è stato consegnato il 5 novembre a Rimini nell’ambito di Ecomondo. Oltre ai vincitori, fra i partecipanti sono state segnalate altre 9 imprese che si sono distinte per ciascuno dei tre settori del premio: mobilità sostenibile, start up della green economy, rifiuti e risorse. Le aziende premiate e segnalate si devono essere distinte per attività e progetti che producano rilevanti benefici ambientali, abbiano un contenuto innovativo, positivi effetti economici e occupazionali e un potenziale di diffusione. A Personal Factory, che ha sede a Simbario, in provincia di Vibo Valentia, è stata consegnata una targa di riconoscimento in quanto azienda segnalata nel settore start-up della green economy per il suo impianto robotizzato ORIGAMI, per la produzione di malte a km 0. Sin dalla nascita, Personal Factory ha a cuore la tutela dell’ambiente. Grazie al suo impianto brevettato ORIGAMI, si producono malte in loco, con materie prime locali, riducendo così drasticamente il trasporto su lunghe distanze, con conseguente riduzione di emissioni di CO2 (un po’ più di 800.000 kg risparmiate ad oggi). Inoltre, Personal Factory prosegue su questa via, dedicando risorse in Ricerca e Sviluppo per creare malte che usano inerti riciclati proveniente da materiali di demolizione.

Personal Factory vara la barca “Dumbo”. Ennesimo successo per l’azienda calabrese

E’ stata chiamata “Dumbo” come l’elefante della Walt Disney che riusciva a volare sfidando la forza di gravità. A scegliere lo stesso nome per l’imbarcazione varata nei giorni scorsi presso i laghi salati di Sibari, sono stati l’Università della Calabria, Personal Factory ed Enea. Il nome non è stato scelto a caso dal momento che il progetto sviluppato dai tre partner rappresenta anch’esso una sfida.  Ma proprio come l’elefante della Walt Disney, anche la “Dumbo” anfibia è riuscita a compiere l’impresa impossibile. Come si può facilmente immaginare “Dumbo” non è una semplice barca. Il natante, del peso di 3.500 Kg, è stato realizzato con materiali “riciclati” nell’ambito del progetto “Ecofibar”, grazie al Pon “Ricerca e Competitività – Investiamo nel vostro futuro”. Lo scopo del progetto era dimostrare empiricamente la possibilità di creare nuovi materiali applicabili al settore costruzioni, usando gli scarti provenienti dalle demolizioni. Il principio ispiratore alla base dell’esperimento è in perfetta sintonia con l’idea che, partendo dalla sede di Simbario, in provincia di Vibo Valentia, ha permesso alla Personal Factory di rivoluzionare il mondo della malte per l’edilizia. Grazie al robot “Origami”, l’azienda calabrese è riuscita, infatti, a trasformare i rivenditori di malte in veri e propri produttori. Il progetto, ovviamente, non è fine a se stesso e non è stato sviluppato con l’intenzione di varare una “semplice” barca. A confermarlo l’amministratore di Personal Factory, Francesco Tassone per il quale: “lo scopo principale del progetto è quello di dimostrare che un nuovo paradigma nel settore delle costruzioni è possibile, con un’edilizia a cortissimo raggio che non ha bisogno di estrarre milioni di metri cubi dalle cave e smaltire milioni di metri cubi di rifiuti in discarica. Tale approccio è fondamentale se si vuole ridurre l’impronta ecologica dell’edilizia grazie alla tecnologia a corto raggio di cui la Personal Factory oggi è leader mondiale. Se è possibile realizzare un’imbarcazione che resiste in ambiente chimicamente aggressivo, fortemente sollecitato da acqua, sole, sale, tanto più è possibile realizzare malte da allettamento, intonaci, massetti, rasanti che devono sopportare sollecitazioni centinaia di volte inferiori”. Un modello di business che, aggiunge Tassone “non è compatibile con le tecnologie produttive classiche in cui mega stabilimenti, fortemente centralizzati, servono mercati molto estesi. Servono nuovi modelli con siti produttivi vicino alle aree urbane perché il ciclo del rifiuto funziona soltanto se è a cortissimo raggio, e servono anche nuove normative che privilegino l’uso del riciclo e disincentivino le materie prime vergini esattamente il contrario di quel che accade oggi”. Come dimostra la storia della Personal Factory, la ricerca e l’innovazione tecnologica permettono non solo di proporre soluzioni eco ambientali, ma anche di scardinare i tradizionali equilibri di mercato riuscendo, così, a creare occupazione anche in aree tradizionalmente depresse. Del resto, per l’Ad dell’azienda calabrese il “vantaggio di fare ricerca così avanzata nel settore deriva dal fatto che bisogna cercare soluzioni originali ed innovative che permetto di apprendere molto di più che con progetti standard o con semplici miglioramenti di prodotto”. Il sistema è stato ampiamente sperimentato tanto da avere già avuto importanti ricadute sulla produzione standard della Personal Factory. Lo sviluppo dell’imbarcazione è stato attuato sulla base di lavoro sinergico che ha coinvolto tre Dipartimenti dell’Università della Calabria (DIATIC, DIMEG, DIMES relativamente ai gruppi di ricerca coordinati dai Proff. Fortunato Crea - Responsabile Scientifico del Progetto, Franco Furgiuele e Raffaele Zinno), due Centri di Ricerca Enea (Trisaia e Casaccia coordinati dall’ingegner Piero De Fazio) e dal soggetto proponente, ovvero la Personal Factory coordinata da Francesco Tassone. L’esperimento ha permesso di valutare le ottime prestazioni del prodotto soprattutto in considerazione del fatto che si tratta di materiali da riciclo. I dati sono eloquente, i nuovi materiali impiegati offrono, infatti, una resistenza alla compressione di oltre 80MPa, circa il 250% superiore ad un calcestruzzo standard. A ciò si aggiunga l’elevata possibilità di riciclare il prodotto finito (superiore al 95%). Oltre allo studio ed all’impiego dei nuovi materiali, il progetto di ricerca ha permesso di mettere in campo un progetto di formazione che ha coinvolto undici studenti per un periodo di ventiquattro mesi. 

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Dodici motivi per non fare impresa in Calabria

Quella che segue è la lettera aperta indirizzata alla “classe dirigente” calabrese da Francesco Tassone, fondatore ed amministratore delegato della Personal Factory, ovvero una delle eccellenze industriali italiane che, a Simbario, in provincia di Vibo Valentia, produce “Origami”, un robot capace di trasformare i rivenditori di malte per l’edilizia in piccoli produttori.

Lettera aperta alla classe dirigente di questa regione. Cari di cui sopra vi chiedo un favore spiegateci perché dovremmo fare impresa in Calabria. Vorrei fare un breve e riduttivo elenco ad uso di qualche anima pia che voglia un giorno forse interessarsi dello sviluppo economico del territorio calabrese. Piuttosto che esibirsi in qualche piagnisteo televisivo a posteriori dopo che le aziende chiudono. Noi oggi siamo il più grosso insediamento industriale delle Serre Calabre con quattro sedi nel comune di Simbario. Produciamo tecnologia medio alta con quote di export fuori area euro prossime al 60%. Allo stesso tempo abbiamo uno dei 5 laboratori privati più grandi e meglio attrezzati di Italia Lo sapete che i costi per un’impresa del nostro tipo insediata nel nostro territorio sono minimo il 35% superiori a quelli della Brianza?

1. Siamo costretti ad avere una doppia sede con doppio affitto, doppio personale oltre che dover pagare decine di migliaia di euro per viaggi ed alberghi dei dipendenti che fanno la spola tra le due sedi. Questo perché commercialmente siamo irraggiungibili dai clienti. A questo si aggiunge la beffa di una compagnia di bandiera che riduce i voli facendo esplodere i costi. Fossimo in un’isola almeno godremmo di qualche agevolazione ma purtroppo siamo solo isolati.

2. Vi rendete conto che siamo senza strade. Anche i vicini nord africani hanno infrastrutture migliori. L’unica infrastruttura stradale importante a livello regionale è un’autostrada interrotta per tempo indefinito con passaggio di autotreni per paesini di montagna con costi logistici esplosi. Per un’impresa ligure, emiliana, veneta etc., importare un container dalla Cina, Brasile, Germania costa 800 dollari, spedirlo dal sud Italia 1500. A questo si aggiunge una viabilità interna da cordigliera delle Ande, con strade ad una carreggiata invase dalla quella che ormai è diventata una giungla con buche profonde decine di centimetri. Solo nelle ultime quattro settimane abbiamo avuto ben 8 pneumatici danneggiati, mezzi fermi per recuperi etc. Con la beffa di una superstrada a 100m dall’azienda (la tristemente famosa trasversale delle serre) in costruzione penso dal 1965

3. Ma ci sono i treni. Visto che Trenitalia per tutte le regioni del sud dedicherà in investimenti ben il 2% del totale degli investimenti. Questo nonostante il notevole ritardo del Sud ed un’alta velocità ed un trasporto locale inesistenti.

4. Ma noi puntiamo sulla digital economy. Peccato che nel nostro comune il costo per banda sia tra le 15 e le 20 volte superiori alle grosse metropoli e dove un’intera area PIP è da 2 settimane senza connessione telefonica causa cavo interrotto con un costo per noi di circa 900€ giorno causa alcuni macchinari fermi. Tanto perché abbiamo deciso di puntare sul cloud Manufacturing. Vorrei sapere se Telecom fa aspettare lo stesso tempo il bellissimo km rosso di Bergamo o le altre aree produttive italiane.

5. Benvenuti nel far west fiscale. Come si ripianano i dissesti comunali provinciali, regionali etc.? Semplice portando tutte le addizionali ai massimi consentiti dalla legge. Il risultato un capannone costruito nella zona di cui sopra dove i terreni e le tasse dovrebbero essere gratis paga (con questi eccellenti livelli si servizio) di più rispetto a trovarsi su uno svincolo della tangenziale di Milano o fronte autostrada del sole. Idem la tassazione sul lavoro etc.

6. Ma esiste la leggenda che il lavoro costa poco. Bene provate a convincere manager e figure tecniche di medio/alto livello con esperienza di almeno 15 anni a lavorare a Simbario e valutate quanto bisogna pagarli per convincerli al trasloco non meno di 30% in più rispetto ad un concorrente lombardo o veneto oltre a benefit da zona disagiata. Certo facessimo call center troveremmo migliaia di giovani neolaureati a lavorare quasi gratis. Ma purtroppo produciamo alta tecnologia dove per crescere in fretta servono competenze ed esperienza.

7. Agevolazioni per l’occupazione queste sconosciute. Se tu impresa calabrese vuoi assumere una figura di basso profilo con competenze basse, magari disoccupata cronica ecco che la regione e lo Stato si mobilitano per farti pagare pochissimo una persona che comunque pagheresti molto poco. Quindi ecco che il modello call center continua a pagare. Ma se devi assumere buoni ingegneri ecco che l’aiuto concesso equivale a zero euro. Peccato che lo sviluppo locale aumenta più con il secondo profilo che con il primo. Risultato dalla nostra apertura zero aiuti.

 8. Ma il bello viene con l’export. Se fossimo un’azienda marchigiana, piemontese, lombarda, veneta etc. ecco che camere di commercio, province, regioni, agenzie per lo sviluppo si mobilitano per facilitarti il più possibile la presenza a fiere internazionali. Pur avendo ottime fiere a pochi km dai cancelli dell’azienda. Se invece sei made in Calabria ti paghi tutto da solo in compenso puoi scegliere tra decine di corsi in cui persone che non hanno mai venduto neanche un bullone ti spiegano come si esporta. Risultato ad ogni fiera in giro per il mondo i nostri vicini di stand italiani spendono 30-40.000 euro in meno rispetto a quello che spendiamo noi. Moltiplicato per 5 fiere all’anno parliamo di un extra costo di 200.000 euro rispetto ad essere nella famosa Italia di serie A.

9. Ma ecco gli aiuti industriali. Finalmente riusciamo ad avere un aiuto di natura industriale. Che vuol dire riuscire ad avere un mutuo al 4% cioè il tasso di mercato. Quindi noi imprenditori calabresi dobbiamo ringraziare l’aiuto pubblico se riusciamo ad avere un mutuo il cui tasso è a valori di mercato perché dobbiamo ritenerci fortunati ed aiutati se una banca ci presta soldi.

10. Per non parlare della burocrazia. Dove i soldi delle nostre tasse vengono usati per pagare un esercito di imboscati negli uffici pubblici il cui lavoro consiste nel incasinare e trattare con sufficienza il lavoro delle imprese. Nel nostro caso vuol dire un anno e mezzo per un certificato antimafia durante il quale si hanno i mezzi di trasporto bloccati oppure vuol dire che dipendenti di lingua russa (il cui lavoro è quello di farci da commerciali) restino bloccati ogni anno per 6 mesi causa rinnovi permessi di soggiorno. Soluzione basta trasferirli a Milano ed in pochi giorni hanno il definitivo. Ma vuol dire anche pagare, probabilmente a livello mondiale le più alte patrimoniali sui rifiuti (visto che si paga al mq) con il divieto di poterne conferire e dover pagare a sua volta società private per lo smaltimento. Con in più l’onere di controllare se realmente possono operare altrimenti ti prendi una bella accusa penale.

11. Meno male che ci pensa il mercato locale ad aiutarti. Anche qui meglio importare che comprare locale ed ecco che i capitolati sono ad uso e consumo di aziende del nord, quando anche da una semplice analisi di impatto ambientale (a parità di costo se non inferiore) conviene comprare a km zero. Ed è anche legale visto che i punteggi per la certificazione verde leed sono usati in molte regioni. Eppure basta guardare i capitolati per il ripristino e costruzione di scuole, caserme, uffici vari per vedere cosa suggeriscono. Lo scorso anno il nostro fatturato in regione è stato del 3% sul totale.

12. Ma ecco un territorio a basso costo ideale per i giovani. Peccato che nelle centinaia di ruderi abbandonati per motivi elettorali risultano residenti centinaia di persone emigrate ormai da generazioni e che approfittano della residenza per percepire aiuti da braccianti agricoli e pensioni. Risultato che giovani coppie si vedono chiedere decine di migliaia di euro per delle baracche. Idem per i terreni i cui prezzo sono assolutamente senza senso. Lì la tassazione che sulla improduttività dovrebbe essere feroce è zero. Cari politici sinceramente vorrei che nelle programmazione dei fiumi di miliardi comunitari (che mediamente non siete in grado di spendere) prendeste in esame almeno qualche punto. Piuttosto che preoccupavi di accumulare posti di lavoro inutili che servono sono per uno squallido assistenzialismo ed un bacino di voto di scambio. Perché come dimostriamo in Calabria si può operare. Il problema è che cominciamo a sembrare degli emeriti coglioni che lavorano 7 giorni su 7 365 giorni all’anno non per crescere a tripla cifra quale è il nostro potenziale ma per sopravvivere. Ed ancora mi rivolgo ai nostri corregionali. Quanti dei vostri risparmi sono stati investiti sui territori, nel lanciare attività produttive, nel ristrutturare case, nel riprendere le coltivazioni sui terreni spesso di proprietà. E’ facile lamentarsi e fare interminabili e stucchevoli piagnistei pretendendo che l’economia cresca con i soldi degli altri. Dal territorio ad ogni occasione si spreme sono squallido assistenzialismo per poi magari con quei soldi comprarsi la rendita romana o milanese. Pensate veramente che il motivo per cui in Calabria non nascono grandi aziende sia per idiozia ed incapacità dei suoi imprenditori oppure frutto di un sistema che crea una selezione naturale al ribasso dove i vincitori sono i “prenditori” prosperano truffando Stato e dipendenti.

 Fondatore ed amministratore delegato della Personal Factory SpA

 

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Personal Factory, Unical e Enea: proclamazione degli esperti in compositi cementizi "eco"

Si è concluso il Master biennale universitario di II Livello in "COmpositi Cementizi ECocompatibili" dell'Università della Calabria, realizzato con l'obiettivo di formare esperti nella progettazione, realizzazione e caratterizzazione di compositi cementizi ecocompatibili realizzati con fibre e con aggregati di riciclo. L'iniziativa, finanziata con fondi Pon, ha riguardato undici ingegneri calabresi che hanno usufruito di 10 borse di studio di 1200 euro ciascuna. Il Corso di formazione ha previsto un periodo di stage di 6 mesi presso l'azienda Personal Factory. Attualmente in Calabria, l'offerta di tecnici con alto livello di preparazione professionale specializzata nel campo dei compositi cementizi è scarsa, ancor più per i tecnici specializzati in conglomerati cementizi ecocompatibili, mentre il numero delle aziende specializzate del settore, considerando anche le Pmi, sono in continuo aumento. Pertanto, il mercato chiede figure professionali in grado di offrire nell'immediato risposte concrete ai diversi problemi che si possono presentare nelle costruzioni civili. Non è un caso che un importante centro di ricerca del Nord Italia abbia appena selezionato uno degli ingegneri che ha partecipato al Master in "COmpositi Cementizi ECocompatibili".

I PARTNER

 

- Personal Factory, la startup di Simbarìo (Vibo Valentia) fondata nel 2009 dai fratelli Francesco (34 anni) e Luigi Tassone (28 anni), è ai primi posti di tutte le principali classifiche delle imprese innovative per il valore dei finanziamenti ottenuti (3.8 milioni di euro in totale), per fatturato (oltre il milione di euro ) e per occupazione.

Personal Factory ha sviluppato e brevettato " Origami" una macchina che consente di miscelare e confezionare inerti e prodotti chimici, costituendo una piattaforma tecnologica in grado di trasformare ogni rivenditore anche in un produttore di materiali per l'edilizia. La macchina, concentrata in 6 metri quadrati e fortemente automatizzata, rende la produzione più veloce, precisa e flessibile: ciò consente di ottenere vantaggi in termini di riduzione del costo del venduto e di offrire un ampio catalogo di prodotti certificati "on demand" riducendo così le scorte di magazzino.

 - Università della Calabria, soggetto capofila, con il Prof. Fortunato Crea responsabile scientifico dell’intero progetto (ricerca e formazione) dell’ex Dipartimento di Ingegneria Chimica  e dei Materiali, il Prof. Franco Furgiuele, dell'ex Dipartimento di Meccanica e il Prof. Raffaele Zinno, dell'ex Dipartimento di Modellistica per l'Ingegneria.

 

 - ENEA,  Ente per le energie alternative, con i centri di ricerca della Trisaia, di Brindisi e della Casaccia e  sotto la direzione dell'Ing. Piero De Fazio.

 

Il percorso di formazione è stato articolato in 3 moduli principali:

approfondimento delle conoscenze specialistiche

esperienze di laboratorio aziendale (stages)

apprendimento di conoscenze in materia di programmazione, gestione strategica, valutazione e organizzazione operativa dei progetti di ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale.

 

L'EVENTO

Giovedì 26 febbraio, nella sala dell'University Club (UNICAL), ore 9, dopo i saluti istituzionali del Rettore dell'Università della Calabria, Prof. Gino Mirocle Crisci, del Direttore del DIMEG, Prof. Sergio Bova, del Responsabile dell’Unità Tecnica Tecnologie di Trisaia – UTTRI, Ing. Giacobbe Braccio, dell’Amministratore Delegato  della Personal Factory S.p.A., Ing. Francesco Tassone, e del Direttore del Master, Prof. Franco Furgiuele, i partecipanti al Master  presenteranno i loro “Project Work” alla commissione esaminatrice. La commissione esaminatrice è composta dal Prof. F. Crea (presidente) dell’UNICAL, Prof.ssa C. Bartuli  dell’Università “La Sapienza” di Roma,  Ing. P. De Fazio dell’ENEA , centro ricerche ENEA Trisaia, Prof.ssa P. Frontera dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Prof. F. Furgiuele dell’Unical, Ing. F. Tassone della Personal Factory e Prof. R. Zinno dell’Unical.

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