Calabria: in arrivo 1,6 milioni di euro per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca

Promuovere la competitività delle aziende ittiche calabresi operanti nei settori della trasformazione e commercializzazione. Questa la finalità della misura 5.69 “Trasformazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura” del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Feamp), 2014/2020, in via di pubblicazione. Dalla graduatoria risulta che le domande di sostegno ammesse a valere sul bando siano state quattro, per un importo complessivo di 1.600.000 euro.
 
“Il comparto ittico regionale – commenta l’assessore regionale alle Politiche Agroalimentari, Gianluca Gallo - ha subito gravi danni a causa della pandemia da Covid 19. Ora più che mai esso necessita di un sostegno concreto, in quanto la pesca non solo è fonte di sostentamento per tanti calabresi, ma è anche un’attività dalle antiche tradizioni, che deve essere tutelata adeguatamente”.
 
Aggiunge Gallo: “Attraverso le risorse del Feamp, la Regione Calabria supporterà investimenti finalizzati al risparmio energetico ed alla riduzione dell'impatto sull’ambiente, al miglioramento della sicurezza, dell’igiene e delle condizioni di lavoro. I progetti approvati hanno lo scopo di qualificare il comparto della pesca, puntando ad innovare sia le strutture sia i processi produttivi e, al contempo, a realizzare impianti per la lavorazione dei prodotti provenienti dagli impianti di acquacoltura presenti nel territorio regionale”. 

 

 

 

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Coronavirus: violano le misure anti contagio per andare a pescare, denunciati

Hanno violato le misure anti contagio, per andare a pescare.

Per questo motivo, tre persone sono state denunciate dai carabinieri forestale di Corigliano (Cs).

In particolare, i tre sono stati sorpresi mentre erano intenti a pescare nel canale “Stombi”, a Cassano Ionio. 

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Vibo: 17enne s'infilza una mano con una fiocina, intervengono i Vigili del fuoco

Intervento piuttosto insolito per i Vigili del fuoco del Comando provinciale di Vibo Valentia che, nella serata di ieri, sono stati allertati dai sanitari dell'ospedale di Vibo Valentia, alle prese con un ragazzo che si era infilzato la mano con una fiocIna.

Il paziente, un diciassettenne in vacanza sulla costa tirrenica vibonese, si trovava nel reparto di ortopedia con le quattro punte della fiocina bloccate nella mano sinistra.

Impossibilitati ad effettuare l'estrazione, i medici si sono rivolti ai Vigili del fuoco che, grazie all'attrezzatura in dotazione, hanno tranciato le punte, consentendo la rimozione dello strumento da pesca.

Calabria, sequestrati 4 quintali di novellame di sarda

La guardia di finanza di Corigliano Calabro (CS), nell’ambito dei controlli finalizzati ad assicurare il rispetto della normativa di settore che impone il divieto di cattura di specie ittiche vietate o sottomisura, nonché il rispetto delle normative igienico sanitarie a tutela dei consumatori, ha sequestrato 400 chili di novellame di sarda.

Il prodotto è stato rinvenuto in un furgone “Fiat Ducato”, occultato da altro pescato regolarmente trasportato.

La pesca del novellame è vietata da una norma comunitaria, che ne considera dannosa la cattura, in quanto incide negativamente sul ripopolamento dei mari.

Nei confronti del conducente dell’automezzo sono state, quindi, contestate sanzioni amministrative per un importo pari a 25 mila euro.

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Calabria: Sequestrata una tonnellata di novellame di sarda

I finanzieri della Tenenza di Montegiordano nell’ambito dei controlli finalizzati ad assicurare il rispetto della normativa di settore che impone il divieto di cattura di specie ittiche vietate o sottomisura, nonché, il rispetto delle normative igienico sanitarie a tutela dei consumatori, hanno sequestrato sulla S.S.106 Jonica, nel territorio di Roseto Capo Spulico (CS), una tonnellata di novellame di Sarda.

Il pesce è stato rinvenuto in un furgone adibito al trasporto di generi alimentari con annessa cella frigorifera diretto nel coriglianese.

Stipato all’interno della cella di refrigerazione e dell’abitacolo, in casse di polistirolo e secchi di plastica, oltre ad essere al di sotto della taglia minima consentitia, il novellame non era accompagnato dai documenti obbligatori per la tracciabilità.  Sul posto è intervenuto, inoltre, il servizio veterinario del distretto sanitario di Rossano che ha rilevato la non idoneità al consumo umano del pescato, disponendone, la distruzione attraverso il riversamento in mare.

La pesca del novellame è vietata da una norma comunitaria perché considerata dannosa per la fauna marittima in quanto incide negativamente sul ripopolamento dei mari.

L’automezzo, sul quale era trasportato il pescato, condotto da un cittadino di nazionalità rumena, è risultato essere di proprietà di un imprenditore di Corigliano Calabro, titolare di una ditta individuale che commercializza prodotti ittici.

Nei confronti del conducente e del proprietario dell’automezzo sono state quindi contestate sanzioni amministrative per un importo pari ad euro 28.000. I verbali di contestazione amministrativa sono stati inviati alla Regione Calabria – dipartimento Tutela salute politiche sanitarie, quale organo competente all’accertamento.

“Lo smembramento della Polizia provinciale può essere evitato”

“Non disperdere le competenze e le professionalità acquisite dai Corpi di Polizia provinciale”. È l’obiettivo del consigliere regionale Giuseppe Graziano, ad avviso del quale “per la Calabria, regione che conta su un patrimonio agricolo, boschivo e faunistico di inestimabile valore, il mantenimento di un’entità così specializzata non può che essere una risorsa in più per garantire la tutela e la salvaguardia dei territori. Oggi più che mai, soprattutto per gli effetti della cervellotica riforma del Governo Renzi sulle forze dell’ordine che ha cancellato il Corpo forestale, serve un’azione incisiva che possa assicurare un presidio di controllo costante sull’ambiente. Umbria e Toscana – osserva l’esponente della Cdl - si sono già determinate per assicurare alle loro province uno stanziamento ulteriore di risorse per ampliare lo spettro d’azione della polizia territoriale e rendere la sua azione più incisiva. Il Governo Oliverio si adoperi per avviare questo stesso percorso così da evitare il proliferare dei reati all’ecosistema, soprattutto nell’ambito dei settori caccia e pesca”. Graziano, sulla questione della Polizia provinciale della Calabria e sulla vigilanza nelle materie non fondamentali, oggetto di riordino da parte del Governo Renzi, ha anche presentato un’interrogazione per chiedere al Governo regionale quali azioni intenda intraprendere al fine di tutelare questa essenziale forza di prevenzione e tutela ambientale. “In Calabria – afferma il segretario questore del Consiglio regionale - abbiamo una risorsa importante di professionalità e competenze nell'ambito della tutela del territorio, nella lotta ai crimini ambientali, al fenomeno del maltrattamento degli animali, del bracconaggio ed in genere contro lo sfruttamento criminale dell'ambiente e degli animali, rappresentata dai Corpi di Polizia provinciale. Il loro ridimensionamento, previsto dalla riforma Delrio al seguito dell’annullamento delle Province, rappresenta una mannaia per le politiche a difesa dell’ambiente e dell’ecosistema che, seppur con grandi difficoltà, sono state avviate sul territorio regionale. Si pensi all’assist che si darebbe all’azione dei bracconieri o dei trafficanti di rifiuti o, ancora, alle ecomafie senza la presenza di un organo di repressione. Appare ovvio – aggiunge Graziano - che ci troviamo di fronte all’ennesima decisione bizzarra del Governo centrale che da un lato taglia, ingiustamente, fondi e competenze ma dall’altro, ovviamente, esige massimo controllo dei territori attraverso un’azione di polizia pervasiva. E si capiscono le difficoltà delle Regioni, così come quelle dei Comuni, nel dover far fronte ai servizi avendo poche risorse disponibili. Ecco perché è d’obbligo, soprattutto in questa contingenza, essere lungimiranti e scaltri. Magari trovando le giuste interpretazioni alla legge. A proposito, l’accordo Stato-Regioni – precisa Graziano – dello scorso 5 novembre fornisce una cornice interpretativa condivisa per la migliore applicazione della normativa introdotta dal decreto legge 78/15 in materia di Polizia Provinciale. Alle regioni, viene data la possibilità di riallocare il personale per le funzioni di vigilanza collegate alle funzioni non fondamentali oggetto di riordino da parte della Regione, con copertura delle relative spese. Diverse regioni, come l’Umbria e la Toscana, hanno già annunciato l'accordo con le Province, che consentirà, di mantenere l'unitarietà dei corpi di polizia provinciale, evitando inutili quanto dannose dispersioni in altri ambiti, di personale specializzato in materie importanti. In tali convenzioni, si stabilisce che la Polizia Provinciale, oltre ad occuparsi della vigilanza sulle materie fondamentali oggi in capo agli Enti di area vasta, si occuperà, per conto delle regioni, anche di controlli sulla caccia, sulla pesca, e su diverse materie, di competenza amministrativa regionale. Potrebbe fare lo stesso anche la Regione Calabria, che in tal modo – è la proposta di Graziano - potrebbe evitare sia la parziale, scompaginata e incongrua mobilità di personale di polizia provinciale verso altre destinazioni e sia la drastica riduzione o annullamento delle attività di presidio del territorio in aree rurali ed extraurbane”.

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Tavolo azzurro Pesca, Gualtieri (Fai-Cisl) chiede la modifica della legge regionale di settore

La Fai Cisl calabrese rivolge ancora una volta un appello alla Regione Calabria, al suo presidente Mario Oliverio, al presidente del Consiglio regionale e a tutti i consiglieri, affinché venga modificata la legge regionale sul settore pesca, la 27 del 2004, al fine di allargare anche alle organizzazioni sindacali del settore la composizione del tavolo istituzionale per le   politiche regionali della pesca e dell’acquacoltura, denominato Tavolo Azzurro. “L’esclusione delle organizzazioni sindacali - afferma il segretario generale della Fai Cisl Calabria Giuseppe Gualtieri – rappresenta un vulnus giuridico, un vuoto normativo da riempire per rendere effettiva e riconoscibile il ruolo e la funzione di chi quotidianamente dà voce alle istanze dei lavoratori del comparto”. “Sulla pesca è il momento di passare ai fatti, adeguando la legge alle esigenze attuali del comparto. Per questo chiediamo ai presidenti di Giunta e Consiglio, come a tutti i gruppi consiliari – dice Gualtieri – di promuovere una modifica integrativa dell’articolo 3 della legge quadro regionale, laddove nell’istituire il tavolo azzurro, che si appresta a partire, quale strumento di governo, di indirizzo e di programmazione del settore, non viene prevista la partecipazione delle organizzazioni sindacali. Un vuoto che va colmato, come chiedono i lavoratori, chiamati ad essere protagonisti dello sviluppo e del rilancio della pesca calabrese, e come impone soprattutto l’attuale fase che vive il mercato ittico e agroalimentare europeo, italiano e calabrese in particolare. Bisogna dare un ruolo attivo di chi la pesca la esercita e la vive quotidianamente, attraverso una revisione della legge regionale di riferimento che dia riconoscimento giuridico e pari dignità alle organizzazioni sindacali del comparto, che nel concreto e nella quotidianità svolgono già, di fatto, un ruolo essenziale di raccordo, di proposizione e di sintesi delle istanze dei lavoratori e di stimolo alle istituzioni”. “Per questo motivo – conclude Gualtieri - il presidente, la giunta e l’assemblea regionale devono agire al più presto, nella prossima riunione di consiglio, per una modifica della legge che riconosca finalmente il ruolo e la voce del sindacato. Il treno del rilancio e dello sviluppo dell’agroalimentare, che passa per le ingenti risorse comunitarie, impone a noi tutti di agire responsabilmente insieme, rapidamente e con la giusta determinazione nell’interesse del comparto e dello sviluppo del territorio”.

 

 

Regione. Agricoltura e pesca: importanti provvedimenti approvati dalla II Commissione

La seconda Commissione consiliare,’Bilancio, programmazione economica e attività produttive, affari dell’Unione europea e relazioni con l’estero’, presieduta dal consigliere Giuseppe Aieta (Pd), ha espresso parere favorevole a due atti deliberativi della Giunta regionale concernenti la rimodulazione del piano finanziario relativo al Fondo europeo per la pesca e la revisione del Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013. "Si tratta di due importanti provvedimenti – ha detto il presidente Aieta – il cui obiettivo è di massimizzare l’impegno e la velocità di spesa in favore di due settori, come la pesca e l’agricoltura, di primaria importanza per la Calabria. La Commissione, inoltre, ha incardinato la discussione su una proposta di provvedimento amministrativo della Giunta regionale, in materia di riprogrammazione del Por 2007/2013,  i cui contenuti sono soprattutto orientati in favore delle politiche attive per il lavoro e per l’assistenza sociale – afferma Aieta -  attraverso un sostegno al reddito dei lavoratori e incoraggiando l’impegno delle imprese ad avviare piani di rilancio con processi innovativi e competitivi.  In questo quadro, l’atto prevede l’aggiornamento ed il rinforzo delle competenze  per i lavoratori sospesi, con possibilità di rientro in azienda; la riqualificazione per quanti non riusciranno nella ricollocazione occupazionale. Inoltre, saranno predisposti percorsi personalizzati per il lavoro dedicati alle persone a rischio povertà. Ed ancora: prevenire il diffondersi di forme di lavoro sommerso e promuovere un sistema premiante rivolto alle aziende che assumono personale disoccupato.  Voglio, infine, ringraziare l’assessore al Lavoro Federica Roccisano, che ha voluto con la sua presenza assicurare l’attenzione della Giunta regionale verso i lavori della Commissione, così come i dirigenti regionali De Marco, Salvino, Caridi, Zanfino e Tarsia, che hanno puntualmente illustrato nei loro interventi i contenuti degli atti sottoposti alla valutazione dell’organismo, chiarendo opportunamente con le loro risposte i dubbi e le richieste avanzate dai colleghi consiglieri”.  Ai lavori della Commissione hanno fornito il loro contributo i consiglieri Giuseppe Neri (Democratici e Progressisti), Francesco Cannizzaro (Casa delle Libertà) e  Antonio D’Acri (Oliverio Presidente). 

 

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