Pizzeria, quali sono le attrezzature più utilizzate?

La pizza è uno dei piatti più famosi della cucina italiana. Quali sono le attrezzature più utilizzare per la sua produzione? Vediamolo insieme in questa guida.

Quando si assaggia una pizza, si prova una serie di sensazioni che molte persone dicono essere indescrivibili. È senza ombra di dubbio uno dei piatti più famosi ed apprezzati della cucina italiana, e ogni giorno sono milioni le persone che ne gustano una delle sue varianti.

Per comprendere al meglio questo piatto, che nella sua semplicità racchiude una difficoltà nella preparazione sopra la media, qui di seguito è possibile leggere quali sono gli strumenti più utilizzati per la sua preparazione.

Se sei interessato a rinnovare il proprio parco di oggetti in laboratorio, può visionare la selezione di attrezzature per la tua pizzeria presente sul catalogo di Gastrodomus. Questo negozio online di oggetti e attrezzature per la ristorazione e il settore alberghiero, è in grado di offrire soluzioni ideali per tutte le tipologie di azienda.

Le attrezzature più utilizzare nelle pizzerie

Una delle attrezzature più utilizzate nella realizzazione della pizza è sicuramente la impastatrice. La sua funzione è quella di amalgamare tutti gli ingredienti necessari a realizzare l’impasto che poi andrà in cottura nel forno. È bene ricordare, che senza ingredienti di buona qualità e una serie di conoscenze su come utilizzarli al meglio non si potrà avere un impasto di qualità.

Il banco refrigerato della pizzeria, è un’altra attrezzatura che permette ai pizzaioli di realizzare una delle migliori pizze che abbiate mai mangiato. La sua funzione è quella di far lievitare la pasta, riuscire a mantenerla alla giusta pizza nella fase di preparazione e quindi nel servizio vero e proprio. Oltre a mantenere la pasta della pizza, il banco refrigerato mantiene alla corretta temperatura di conservazione gli ingredienti che andranno a finire come guarnizione sulla pizza. Questi ingredienti, se non correttamente conservati, potrebbero diventare con il passare dei giorni non più commestibili e quindi nocivi per la preparazione di una buona pizza.

La pala per inserire la pizza in cottura e quindi rimuoverla dal forno è il terzo utensile più utilizzato dai pizzaioli. Indispensabile per inserirla nel forno, girarla per ottenere una buona cottura in ogni lato e quindi estrarre dal forno la pizza, la pala è uno dei mezzi del mestiere che ogni pizzaiolo ama e odia allo stesso tempo. Infatti, agli inizi del suo utilizzo non è sempre facile utilizzarla nel migliore dei modi e gestire le pizze. Solo con una lunga esperienza, e molte pizze bruciate o rotte, si potrà imparare a padroneggiare nel migliore dei modi questa pala.

Al termine di questa veloce carrellata, è bene ricordare che i forni elettrici per pizza Gastrodomus sono senza ombra di dubbio l’attrezzatura più utilizza da ogni pizzaiolo. Dopo tutto, è nella fase finale di cottura vera e propria che la pizza completa il suo “viaggio” e si trasforma in quella deliziosa e gustosa pietanza che è entrata nel cuore di milioni di persone.

Come si è visto le attrezzature che utilizza un pizzaiolo non sono tante, ma è sempre necessario avere una buona conoscenza di come utilizzarle per padroneggiarle nel migliore dei modi. Fare la pizza può sembrare una cosa semplice, ma se si osserva bene ogni azione si può comprendere che si ha bisogna di molto studio per arrivare a una perfetta padronanza delle abilità necessarie per realizzare una buona pizza.

  • Pubblicato in Diorama

L'arte per la pizza diventa patrimonio dell'umanita Unesco

"L'arte del pizzaiuolo napoletano è patrimonio culturale dell'Umanità Unesco". Lo annuncia il Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina su Twitter.

Per l'Unesco, si legge nella decisione finale, "il know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l'impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale. I pizzaiuoli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da "palcoscenico" durante il processo di produzione della pizza. Ciò si verifica in un'atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità. Per molti giovani praticanti, diventare Pizzaiuolo rappresenta anche un modo per evitare la marginalità sociale".

L'Organizzazione delle Nazioni Unite ha premiato così il lungo lavoro del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali che nel 2009 aveva iniziato a redigere il dossier di candidatura con il supporto delle Associazioni dei pizzaiuoli e della Regione Campania, superando i pregiudizi di quanti vedevano in questa antica arte solo un fenomeno commerciale e non una delle più alte espressioni identitarie della cultura partenopea.

 

Sottoscrivi questo feed RSS