Serra, redatto il nuovo Piano di protezione civile

“Il Comune di Serra San Bruno, attesa l’importanza primaria e strategica della Protezione Civile soprattutto in chiave di previsione e prevenzione dei rischi multifattoriali, ha avviato la riorganizzazione del servizio al fine di poter garantire alla popolazione una risposta tempestiva ed efficace per fronteggiare le prime necessità in caso di emergenze”.

Questo l’incipit di un comunicato diffuso da Salvatore Guerra e Sergio Raimondo, rispettivamente commissario e sub commissario al Comune di Serra San bruno.

“In tale ottica – prosegue la nota - sono stati interessati gli uffici preposti per la predisposizione di un piano redatto in conformità alle vigenti disposizioni in materia. Ciò si è reso necessario in quanto lo strumento vigente, approvato nell’anno 2009 ed aggiornato nell’anno 2012, non è adeguato alle attuali esigenze di Protezione Civile. Gli uffici interessati hanno redatto e sottoposto all’approvazione un piano redatto tenendo conto dell’evoluzione normativa in materia con particolare riferimento alle linee guida approvate dalla Regione Calabria con D.G.R. n. 611 del 20/12/2019. In particolare sono stati introdotti nel piano per i rischi di incendi boschivi e di interfaccia/meteorologico (neve, gelate e venti forti)/sanitario, i relativi scenari ed i modelli di intervento. In data odierna il piano redatto sarà messo in pubblicazione per 30 giorni sul sito dell’Ente (www.comune.serrasanbruno.vv.it) per consentire a chiunque di produrre osservazioni, suggerimenti ed informazioni mirate al suo miglioramento. Ultimato il periodo di pubblicazione e dopo la valutazione delle eventuali osservazioni, suggerimenti ed informazioni pervenute, si procederà con l’approvazione definitiva. Dopo l’approvazione si procederà con l’individuazione e la nomina di tutte le figure previste nel piano (Coordinatore, Responsabili di funzione, componenti Unità Tecnica Mobile Comunale) e, considerato che il Piano di Protezione Civile potrà raggiungere gli obiettivi fissati solo con la collaborazione di tutti, ad una divulgazione massima finalizzata a rendere lo strumento conosciuto a tutta la cittadinanza. Infine – conclude il comunicato - nel solco di una attività di prevenzione condivisa e sinergica, con Delibera n. 7/2020 è stato approvato il nuovo regolamento per la costituzione del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile ed in data 17/06/2020 è stato pubblicato l’avviso pubblico per l’adesione rivolto a tutti i cittadini”.

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Coronavirus, Calabria: la Protezione civile rafforza l'unità di crisi

La Protezione civile regionale rafforza l’Unità di crisi istituita a seguito dell’emergenza Coronavirus, dal presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, con ordinanza n.4 del 10 marzo 2020, attraverso un gruppo operativo con competenze trasversali ai dipartimenti regionali. Il fine, come riportato nel decreto a firma del dirigente facente funzioni, Fortunato Varone, è quello di supportare le attività di coordinamento poste in essere dalle strutture della Regione Calabria e “dare corso alle attività tecnico-amministrative funzionali in concreto alla corretta gestione della situazione emergenziale in atto”.

Compito del gruppo operativo è quello di supportare l’Unità di crisi regionale impegnata nelle attività di coordinamento delle attività emergenziali, di indirizzo operativo e la cura di tutti rapporti con le Istituzioni. Una particolare attenzione sarà dedicata alla esigenza diffusa di conoscere e avere informazioni tempestive da parte della comunità sui dati e sulle attività attuate attraverso la   Protezione civile regionale. 

Si tratta di un gruppo chiamato a fornire il supporto a chi è impegnato in prima linea nel tentativo di assicurare anche all’esterno la conoscenza e la trasparenza sulle attività che costantemente sono realizzate a beneficio delle persone in Calabria, in uno spirito di servizio fuori dal comune. Una specifica attenzione riguarda la comunicazione attraverso la quale far conoscere la complessità delle scelte di pianificazione dei fabbisogni, degli acquisti, l’organizzazione e il coordinamento necessario per allineare i dati e i flussi delle informazioni che sono gestite secondo un modello condiviso con tutte le Regioni.

Mascherine non idonee all'uso sanitario distribuite dalla Prociv, interrogazione di Wanda Ferro (FdI)

Centinaia di migliaia di mascherine con la dicitura “Ffp2 equivalenti” destinate dalla Protezione civile agli operatori sanitari non sono adatte all'uso sanitario e per questo sono state ritirate. Sulla vicenda, riportata dagli organi di stampa, ha chiesto chiarimenti al governo, il deputato di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, che ha rivolto una interrogazione al presidente del Consiglio Conte e al ministro della Salute Speranza.

Wanda Ferro ha citato il contenuto di una circolare che il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici, Filippo Anelli, ha inviato agli Ordini dei medici dei capoluoghi di Regione invitando a "sospendere immediatamente la distribuzione e l'utilizzo di quanto ricevuto, informando eventuali medici o strutture che ne fossero già in possesso".

In particolare, si legge nella circolare, “Il commissario straordinario per l'emergenza Covid-19, Domenico Arcuri mi ha appena informato che le mascherine contenute in involucri che riportavano la dizione maschere Ffp2 equivalenti, inviati dalla Protezione civile in data odierna agli Ordini dei medici dei capoluoghi di Regione, non sono dispositivi autorizzati per l'uso sanitario dalla Protezione civile”. 

Le rappresentanze di medici e personale ospedaliero stanno chiedendo chiarimenti sulla possibilità che altri lotti della stessa fornitura siano stati consegnati al personale al lavoro negli ospedali. 

Come confermato dal capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, l’Italia non ha una produzione nazionale di mascherine e dpi perché in passato è stata considerata a basso margine per gli operatori economici e ora ne paghiamo le conseguenze. È compito del commissario Arcuri razionalizzare le strutture che possono essere riconvertite per la produzione.

Nonostante molte aziende abbiano convertito la loro normale produzione in fornitura di Dpi, le amministrazioni pubbliche, come ospedali, forze armate e forze dell'ordine, che si approvvigionano attraverso il mercato elettronico, potranno continuare ad acquistare tali dispositivi soltanto se certificati, con conseguente aggravio burocratico, certamente inconciliabile con la corsa contro il tempo per sconfiggere questo male invisibile, ma letale.

L'on. Wanda Ferro ha chiesto quindi ai rappresentanti del governo «come sia stato possibile l’invio di mascherine non autorizzate per l’uso sanitario e quale sia la modalità di approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale e, in particolare, delle mascherine» e se anche le amministrazioni pubbliche potranno avvalersi delle deroghe previste dal decreto legge 18 del 17 marzo al fine di snellire le procedure burocratiche per l'acquisto di dispositivi di protezione individuale. 

 

Coronavirus, Italia: i morti di oggi sono 475, i guariti, 1084

Ancora una giornata nera sul fronte del coronavirus, dove si registrano 475 morti in più rispetto a ieri.

Il totale dei decessi si attesta ora a quota 2.978.

I malati sono, invece, 28.710 (+2.648).

Durante la consueta conferenza stampa alla Protezione civile, il commissario Angelo Borrelli ha evidenziato anche le cifre relative alle persone guarite che, con le 1.084 di oggi, salgono a 4.025.

Il  numero complessivo dei contagiati - comprese le vittime e i guariti - ha raggiunto invece le  35.713 unità.

Coronavirus: in Italia 1145 nuovi casi, i contagiati sono 5061

È salito a 5.061 il numero dei contagiati dal coronavirus in Italia. Rispetto a ieri si è registrato quindi un incremento di 1.145 unità.
 
Il numero dei morti raggiunge quota 233, con 36 nuovi decessi nelle ultime ventiquattr'ore.
 
I malati ricoverati in terapia intensiva sono invece 567, ovvero 105 in più rispetto a ieri.
 
I dati aggiornati sono stati forniti dal commissario Angelo Borrelli nella conferenza stampa alla Protezione civile. 
 

Nasce "Simple alert Mongiana", l'applicazione WhatsApp con informazioni ed aggiornamenti in tempo reale

Si chiama "Simple Alert Mongiana", l'applicazione WhatsApp attivata dal Gruppo comunale volontari di Protezione civile del borgo delle Ferriere.
 
Si tratta di un'app grazie alla quale, nell'ambito del Sistema comunale di Protezione civile, i cittadini potranno ricevere notizie, informazioni ed aggiornamenti in tempo reale.
 
Le notizie diffuse attraverso il gruppo sono quelle di interesse pubblico, come: informazioni sulla previsione e prevenzione dei rischi, sui piani d'emergenza, condivisione delle allerte meteo, informazioni sulle buone pratiche di Protezione civile, condivisione di eventuali ordinanze riguardanti la chiusura delle scuole di Mongiana e tante altre informazioni sul Sistema comunale di Protezione civile.
 
Per iscriversi al servizio, che è gratuito, è sufficiente salvare il numero di telefono 389 0244908 nella rubrica del cellulare. Una volta salvato il numero, per completare l’operazione basta inviare via WhatsApp un messaggio con scritto "Nome e cognome – Attiva Simple altert  Mongiana".
 
Con l’invio del messaggio, il titolare dell’utenza telefonica autorizza il Gruppo di Protezione civile Mongiana a trasmettere, tramite l’applicazione WhatsApp, news relative al territorio.
 
Ciascun utente potrà cancellarsi dal servizio in qualsiasi momento, mediante invio del messaggio: "Nome e cognome – Disattiva Simple altert  Mongiana".

 

 

 

Davoli, sopralluogo di Tansi sui luoghi dell'alluvione

Sopralluogo del capo della protezione civile regionale, Carlo Tansi, oggi a Davoli, sui luoghi dell'alluvione del 6 ottobre scorso.

Accompagnato dal sindaco, Giuseppe Papaleo, Tansi ha voluto verificare personalmente il disastro provocato dall'esondazione del torrente “Roella”.

Una fiumara apparentemente innocua cui è bastata una notte di intensi temporali per mettere in ginocchio un intero quartiere. Case allagate, scantinati invasi dal fango, mobilia ed elettrodomestici distrutti o inutilizzabili, cancelli divelti, finestre sfondate: questo lo scenario che ancora oggi si presenta nel centro jonico, dove i cittadini e l'amministrazione comunale adesso sono alle prese con la conta dei danni.

Una residente, in lacrime, ha raccontato i momenti drammatici vissuti la notte dell'alluvione, chiedendo interventi immediati a sostegno della popolazione locale.

Carlo Tansi ha ribadito la sua posizione sul tema della prevenzione: “Noi interveniamo nell'emergenza, ma non ci sarebbe emergenza se gli enti preposti agissero con responsabilità”. Non crede, dunque, alle teorie delle “bombe d'acqua” o della “fatalità” il capo delle protezione civile regionale, secondo cui “bisogna darsi da fare prima del danno”. C'è poi da “semplificare e annullare la confusione sulle competenze, a cominciare da chi deve avere compiti specifici sulla pulizia degli alvei fluviali”.

Un tema particolarmente “caldo” a Davoli, proprio perché il sindaco già in estate aveva sollecitato un intervento della Regione sul torrente “Roella”, invaso da arbusti e canneti. Intervento successivamente programmato da “Calabria Verde”, dopo continui solleciti, per la fine di ottobre. Evidentemente, troppo tardi.

Tansi ha elogiato l'operato del sindaco Papaleo per quanto ha fatto sia durante la notte dell'alluvione che nei giorni seguenti e ha invitato i cittadini a predisporre tutta la documentazione necessaria per richiedere il rimborso dei danni subiti. 

Maltempo, sindaci contro il sistema di protezione civile: non funziona

Quattro amministrazioni comunali. Un coro univoco. “Così com'è il sistema della protezione civile regionale non funziona”.

Al forum sui danni alluvionali, moderato dal giornalista Francesco Pungitore, i sindaci Mimmo Donato (Chiaravalle Centrale), Alessandro Doria (San Vito sullo Ionio), Giuseppe Papaleo (Davoli) e Marco Martino (Capistrano) hanno lanciato bordate pesanti nel commentare le due recenti giornate di pioggia che hanno seminato danni su tutto il territorio.

“Se la protezione civile deve servire solo a mandare e-mail di allerta, allora non ha senso” ha accusato Donato, prima che Doria accentuasse ancora di più i toni. “Neanche una telefonata da Tansi” ha dichiarato il primo cittadino di San Vito, denunciando “isolamento e abbandono” da parte della protezione civile regionale.

“Ho chiesto aiuto e mi hanno risposto che la sola ruspa a loro disposizione si trovava a Cosenza” ha rincarato la dose Donato, puntando l'indice contro un sistema “che scarica sui sindaci le responsabilità, senza dotare i comuni di uomini, mezzi e risorse per affrontare catastrofi enormi come quelle vissute il 5 e 6 ottobre”. Critiche a “Calabria Verde”, per la mancata pulizia tempestiva di fossi e fiumare, sono arrivate dal sindaco di Davoli, Giuseppe Papaleo.

Mentre Marco Martino ha puntato l'indice soprattutto contro la Provincia di Vibo, “totalmente assente sul fronte della manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade”.

Tutti hanno riconosciuto il ruolo importante e decisivo delle prefetture e dei Vigili del Fuoco nelle nottate concitate che si sono vissute nella parte centrale della Calabria, dallo Jonio al Tirreno. Difficile ancora quantificare i danni, anche se i sindaci hanno ipotizzato “svariati milioni di euro” per le opere pubbliche e le abitazioni private travolte dall'onda di piena.

Ferite che il territorio difficilmente riuscirà a sanare da solo, senza un intervento diretto di Regione e Governo.

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