Chiusura ufficio postale Fabrizia, "Ramoscello d'Ulivo": "Dal sindaco risposte generiche e poco convincenti"

"Se le rassicurazioni di Fazio sull’Ufficio Postale di Fabrizia sono simili a quelle che fornì a suo tempo sulla filiale di banca BPER, oppure a quelle che sta fornendo quotidianamente a scolari e famiglie sulla refezione scolastica, non c’è per nulla da stare allegri. In simili condizioni tutto potrebbe far prevedere e ipotizzare, anche, la chiusura o il ridimensionamento dell’Ufficio Postale, con la refezione scolastica che non sarà più avviata per questo scorcio di anno 2019. Ma con ogni probabilità al Sindaco è sfuggito il contenuto del cartello affisso da Poste Italiane contenente la seguente scritta: 'Avviso chiusura temporanea ufficio dal 18 al 23/11/2019 per intervento strutturale'. Ciò presuppone che i lavori devono essere eseguiti nei giorni di chiusura previsti da parte di una impresa od operai dei quali non si scorge nemmeno l’ombra. Ed a meno che essi non li stia realizzando qualcuno a porte chiuse in assenza della tabella che indica un cantiere aperto, viene da domandarsi ma l’Amministrazione Comunale era stata informata preventivamente dell’esecuzione delle opere su di un immobile, peraltro, di sua proprietà? E’ stato definito un cronoprogramma limitato e circoscritto per ridurre al minimo i giorni di chiusura e i disagi alla cittadinanza, che se per necessita deve recarsi a Mongiana o Serra S. Bruno, non può fare a meno di percorrere la viabilità da terzo mondo che tutti conosciamo? Il Sindaco anziché fornire risposte generiche e poco convincenti all’opposizione e alla cittadinanza, farebbe bene a chiedere lumi alla Direzione Provinciale di Poste Italiane costringendola a pubblicare un comunicato stampa preciso contente le rassicurazioni necessarie al mantenimento dell’Ufficio Postale di Fabrizia nel suo funzionamento regolare a tempo pieno, cosi come avvenuto fino ad oggi. In tale eventualità, come gruppo “Ramoscello d’ulivo per Fabrizia” saremmo lieti di essere smentiti. In caso contrario, sappia il Sindaco e Poste Italiane che terremo desta l’attenzione su un problema di interesse pubblico generale a favore della collettività, verificando che il 24/11/2019 l’ufficio riapra i battenti erogando regolarmente tutti i servizi di sua competenza, tanto le scuse per gli eventuali disagi Poste Italiane le ha già chieste nell’avviso di chiusura temporanea. Una cosa è certa, come gruppo di opposizione, non consentiremo a nessuno che l’Ufficio Postale di Fabrizia sia scippato come la filiale della banca BPER, complice la pubblica amministrazione".

È quanto si legge in un comunicato diramato dal gruppo "Ramoscello d’Ulivo per Fabrizia"

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Fabrizia: ufficio postale verso la chiusura? Il gruppo "Ramoscello d'ulivo" lancia l'allarme

"Ma che cosa è il prologo alla chiusura, pure, dell’Ufficio Postale di Fabrizia dopo quello della Banca BPER? Il maldestro tentativo di trasformare l’apertura da tempo pieno in giorni alterni ed orario ridotto? Oppure una forma subdola e strisciante di sopperire a carenza di personale presso altri uffici con l’espediente del ricorso all’esecuzione di un intervento strutturale volto a penalizzare l’Ufficio Poste di Fabrizia creando disagi a tutti gli utenti? Sta di fatto che un cartello affisso sulla porta avvisa che l’ufficio rimarrà chiuso dal 18/11/2019 al 23/11/2019 per consentire l’esecuzione di un intervento strutturale, ma di operai o ditte incaricate neanche l’ombra. Incomincia a serpeggiare nella popolazione preoccupazione e inquietudine per l’aumentare dei disagi che la chiusura sta provocando agli utenti costretti a recarsi a Mongiana o Serra San Bruno percorrendo strade da terzo mondo. Il gruppo “Ramoscello d’ulivo per Fabrizia” memore di quanto già accaduto con la chiusura della filiale della BPER, lancia un grido di allarme, magari anche preventivo e in via precauzionale, e richiama alle proprie responsabilità le Istituzioni preposte affinché intervengano con la dovuta determinazione per accertare quanto e cosa sta accadendo alle Poste di Fabrizia. Facendo sì da ridurre al minimo indispensabile i giorni di chiusura e i disagi che si stanno profilando. Terremo alta l’attenzione e seguiremo la vicenda da vicino per evitare che al danno della Banca si aggiunge la beffa dell’eventuale ridimensionamento o peggio ancora della chiusura dell’Ufficio Postale di Fabrizia".

È quanto si legge in una nota del gruppo "Ramoscello d’Ulivo per Fabrizia".

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Fabrizia, "Ramoscello d'ulivo": "La visita del prefetto sia l'occasione per rimarcare la marginalità del territorio"

"È proprio il caso di fare il punto della situazione sulla viabilità nel territorio di Fabrizia e delle Serre Vibonesi, alla luce della visita che il Prefetto farà a Fabrizia in concomitanza alla inaugurazione e intitolazione del campo di calcetto a Francesco Fortugno assassinato dalla mafia. Il gruppo “Ramoscello d’ulivo per Fabrizia”, Minniti, Mamone e Suppa, ha di recente chiesto ed ottenuto la convocazione del Consiglio Comunale, tenutosi martedì 20 agosto 2019, durante il quale è stato approvato un ordine del giorno congiunto e unitario, che ci si augura sia stato consegnato nelle mani del Prefetto durante la riunione del 28 agosto 2019, alla quale l’opposizione non è stata invitata a partecipare pur avendone fatta espressa richiesta durante la seduta Consigliare. Dell’esito della riunione e delle decisioni assunte non è stato diramato nessun comunicato ufficiale alla comunità, eccetto scarne note stampa on-line che lasciano trasparire tutta la delusione dei partecipanti a quel tavolo per le inadeguate risposte ricevute dai vertici delle istituzioni provinciali e regionali. Quindi, la visita del Prefetto, che percorrerà in auto le strade dissestate e pericolose del comprensorio e di Fabrizia, costituisce l’occasione per rimarcare, qualora c’è ne fosse bisogno, la marginalità di una comunità nel contesto sociale di un territorio abbandonato a sé stesso dove la viabilità, in primis, associata alla carenza degli altri servizi pubblici lo penalizzano e lo relegano ai confini della comunità nazionale e regionale. Serve un sussulto di orgoglio da parte delle istituzioni locali e dei comitati spontanei per sottoporre con maggiore vigore all’attenzione del Prefetto, la gravità della condizione in cui è costretta a vivere la comunità fabriziese per i suoi spostamenti quotidiani. Serve rimarcare con determinazione la volontà di un comune montano delle zone interne che non ha nessuna volontà di rassegnarsi o ricorrere a forme di suicidio assistito in conseguenza di un abbandono scientificamente programmato e voluto da una politica inetta ed incapace. Serve, al contrario, guardare verso orizzonti di sviluppo di interi territori ricchi di valori storico, culturali, ambientali e sociali che nel corso della loro storia hanno reso grande l’Italia e che ora rischiano di disperdersi per l’abbandono di chi li abita, avendo riscoperto l’emigrazione di ritorno quale unico sbocco per il loro futuro e quello dei loro figli. Pertanto, il gruppo “Ramoscello d’ulivo per Fabrizia”, rappresentato per l’occasione dal consigliere comunale Pino Suppa e dal suo portavoce Avv. Antonio Carè, saranno presenti alla manifestazione per segnalare al Prefetto, anche, la condizione atavica di abbandono della viabilità locale che mette a rischio quotidianamente la sicurezza dei cittadini e di quanti la percorrono. Non si vince sempre, non siamo sempre i più forti, i più sani, i più intelligenti, e quando succede di farci male, ricordiamo di essere così fragili che tutto si può scompaginare all’improvviso con la facilità con cui si soffiano le briciole dalla tavola".

È quanto scrive in una nota il gruppo "Ramoscello d'ulivo per Fabrizia".

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Fabrizia, Carè (Ramoscello d'Ulivo): "Dal sindaco solo annunci e promesse"

Riceviamo e pubblichiamo

"Il gruppo d’opposizione “Ramoscello d’Ulivo per Fabrizia” nella persona del suo portavoce Avv. Antonio Carè, intende precisare quanto segue: se la maggioranza pensa di trattare l’opposizione come un orpello si sbaglia di grosso e farebbe bene a riconsiderare la propria posizione, e quella di qualche consigliere comunale guascone e spiritoso che sui social si lascia andare a facile ironia, perché essa non abdicherà al proprio ruolo istituzionale che è quello di vigilare sull’operato della maggioranza, segnalando apertamente all’opinione pubblica tutte le sue malefatte. Certamente l’opposizione non si farà imbavagliare da amministratori che, allo stato, stanno dimostrando scarsa capacità amministrativa adottando atti (vedi delibera di G.C. n. 30 del 9/04/2019) fortemente discutibili. Da quando Fazio è sindaco non fa altro che “brillare” per annunci, proclami e promesse mancate. E, intanto sotto la sua amministrazione registriamo un dato di fatto: Fabrizia ha perso una banca storica che non sarà di certo un bancomat evoluto a sostituirla; registriamo la chiusura dello “Sprar” che ha fatto perdere ben otto posti di lavoro; registriamo dopo due anni di amministrazione l’assenza di una giornata di lavoro per i pochi cittadini rimasti; registriamo una massiccia emigrazione di intere famiglie e di molti giovani in cerca di prima occupazione; registriamo che dopo l’approvazione del rendiconto di gestione 2018 l’ente è da considerarsi in condizioni strutturalmente deficitario. Questi sono “i meravigliosi risultati” dell’amministrazione Fazio!!! Fake news che egli sta raccontando ai cittadini fabriziesi che ormai però si sono resi conto del grande bluff e anche quegli estimatori che gli sono rimasti stanno rendendosi conto che dietro tutta quella propaganda si nasconde il nulla. Quanto al rilievo che il sindaco Fazio muove all’opposizione per non essere stata a fianco del Comitato civico, anche questa è un’altra delle sue tante bugie, atteso che, il gruppo “Ramoscello d’Ulivo”, sin da subito e precisamente in occasione della serrata delle attività commerciali del 23 gennaio 2019 ha espresso tutta la sua vicinanza offrendo e garantendo la più ampia disponibilità a collaborare sia nella raccolta delle firme sia nel richiamare l’attenzione delle Istituzione per impedire la chiusura della filiale “Bper”. Relativamente ai locali siti in via Barco di proprietà comunale ridotti ad uno scempio, ricordo al sindaco Fazio che in quei locali ci sono diverse attività commerciali, ivi compreso “Poste Italiane”, tutti muniti di regolare agibilità dove, però, a differenza di “Bper Banca S.p.A.” i conduttori pagano un regolare affitto al comune. Ed infine il sottoscritto portavoce non può non constatare come la concessione gratuita alla “Bper” del locale per l’istallazione del bancomat non è stata fatta per andare incontro ai cittadini fabriziesi, che, nel frattempo per la stragrande maggioranza, hanno cambiato banca, ma per favorire una società per azioni che registra utili per centinaia e centinaia di milioni di euro all’anno. Ma ciò pare che al sindaco e a tutta la maggioranza interessi poco a tal punto da stigmatizzare una legittima presa di posizione dell’opposizione a cui veramente stanno a cuore le sorti del nostro paese. Ecco le motivazioni che hanno spinto l’opposizione a richiedere la convocazione del Consiglio comunale, sede istituzionale per un confronto sui contenuti e non sulle chiacchiere da social".

Fabrizia, "Ramoscello d'ulivo" attacca l'amministrazione: "La lapide che ricorda i caduti appartiene a tutti"

Riceviamo e pubblichiamo

“'Le istituzioni vengono prima delle persone'. E il tentativo di confondere la situazione amministrativa venutasi a determinare al comune di Fabrizia sarebbe una banale mistificazione, un espediente furbesco non più ammissibile che evidenziano una commistione di ruoli, istituzionali e personale, che vanno oltre la semplice legalità. Perché relegare la cerimonia di così alto valore storico-simbolico, del “Centenario della posa della lapide in marmo sulla facciata della chiesa matrice in memoria dei caduti della Prima guerra mondiale”, a semplice divulgazione propagandistica, è stato un clamoroso autogol sia per gli ideatori, sia per i suoi organizzatori. Non si programma una celebrazione così importante con un semplice annuncio pubblicato il giorno 18 maggio 2019 da un quotidiano on-line o da un quasi furtivo manifestino, per poi svolgerla il giorno successivo 19 maggio 2019. La maggioranza avrebbe dovuto valutare prima, molto attentamente, le condizioni per favorire la partecipazione della cittadinanza e di tutte le istituzioni democratiche, che volutamente sono state ignorate, come se l’iniziativa fosse prerogativa di un gruppo ristretto di amici e non, invece, organizzata dalla massima istituzione locale il comune di Fabrizia. Ma quella lapide marmorea è forse di esclusiva proprietà della maggioranza amministrativa o appartiene per caso all’opposizione consiliare? Oppure è della chiesa perché posata sulla facciata del sagrato? No! Occorre ribadire con estrema chiarezza e fermezza: la lapide appartiene al patrimonio storico della comunità fabriziese nella sua interezza. Perché i nomi di quegli eroi in essa scolpiti e caduti durante la Grande guerra non sono proprietà di nessuno in particolare, ma appartengono a Fabrizia e alle rispettive famiglie di provenienza. Per quegli ideali di libertà quei giovani e valorosi eroi hanno immolato fino all’estremo sacrificio la loro giovane vita che non può essere ingannata da iniziative estemporanee e irresponsabili o da espedienti di corto respiro. Averne poi banalizzato la rilevanza storica, sociale e popolare della cerimonia, e semplificato il suo profondo contenuto istituzionale, con un mordi e fuggi da fine settimana alla presenza di pochi intimi, rappresenta una esibizione propagandistica intollerabile da respingere e condannare. La poca importanza che l’amministrazione ha rivolto a questa cerimonia equivale all’incapacità nell’affrontare tutti i problemi reali del nostro paese".

“Ramoscello d’ulivo per Fabrizia”

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Fabrizia, la maggioranza attacca: "minoranza ingiustificatamente finora assente"

Riceviamo pubblichiamo da parte del gruppo di maggioranza del Comunale di Fabrizia, un resoconto del secondo consiglio comunale con annesso un duro attacco alla minoranza, che a loro dire, è finora latitante

"Dopo il primo consiglio di insediamento, durante il quale sono state messe a votazione nomine, designazioni e investiture più che altro procedurali e di rito, già da subito a Fabrizia si comincia ad entrare nel vivo dell’attività consiliare ed amministrativa. Il secondo Consiglio Comunale, convocato dal Presidente Vincenzo Costa per discutere ed approvare importanti questioni tecniche e finanziarie, ha visto la partecipazione di un nutrito numero di liberi cittadini, sinceramente interessati a seguire la concreta messa in pratica di quella che ormai viene comunemente avvertita come una svolta sostanziale ed innovativa nell’agire politico, sociale ed amministrativo della collettività.

Il gruppo di Maggioranza Liberi e Giovani, guidato dal sindaco Francesco Fazio, ha compiutamente relazionato ed unanimemente approvato tutte le proposte inserite all’ordine del giorno. I lavori si sono svolti in un clima molto professionale ma anche interlocutorio, in modo tale da permettere a tutti i cittadini presenti di entrare nel merito e giudicare – al di là dei tecnicismi – la bontà e l’opportunità delle proposte deliberative. Tenendo conto delle specifiche competenze personali e professionali di ciascuno, hanno relazionato ed apportato il proprio contributo tutti i consiglieri del gruppo di maggioranza: dal Vice-Sindaco Andrea Leonardo Pasqualino, all’Assessore Antonio Tassone, dal capo-gruppo Enzo Iacopetta ai consiglieri Francesco Cirillo, Samantha Nesci e Rosita Daniele.

A margine del consiglio, ovviamente, l’intero gruppo di maggioranza ha voluto esprimere piena solidarietà nei confronti del figlio del Consigliere Mamone, condannando qualsiasi gesto di violenza, per qualsiasi ragione o circostanza e ribadendo, tra l’altro, il proprio impegno amministrativo sulla questione della Pubblica Sicurezza.

Unica nota negativa dell’intero consiglio rimane l’ingiustificabile, incomprensibile ed inopportuna latitanza dell’intero gruppo di minoranza – così detto Ramoscello d’Ulivo (poiché a dire il vero i tre consiglieri eletti tra le fila della minoranza non hanno ancora effettuato nessuna costituzione ufficiale di tale gruppo consiliare, anche se vi sono norme regolamentari e statutarie che consentono di definirlo e considerarlo tale, fino a prova contraria, sulla base della comune elezione all’interno della lista uscita sconfitta dalle ultime elezioni amministrative). Assenza incomprensibile ed inopportuna, specie se si considerano i diversi proclami dal sapore propagandistico veicolati a più non posso a mezzo stampa e social network, mediante i quali e in tono forse solo provocatorio, tra l’altro, si suggerivano punti per l’ordine del giorno da inserire in Consigli Comunali che, paradossalmente, la stessa minoranza continua a dissertare.

Eppure, durante l’ultimo Consiglio, si doveva discutere ed approvare uno degli aspetti più importanti della gestione amministrativa dell’ente, ovvero l’assestamento generale del bilancio e la salvaguardia degli equilibri per la gestione 2017-2019. Un argomento talmente importante che avrebbe potuto più che giustificare la tanto attesa discesa dall’Aventino – metafora che, comunque, un gruppo di giovani rappresentanti politici, la maggior parte dei quali di centro-sinistra, che hanno ottenuto l’importante mandato da un ampio e caloroso consenso elettorale-democratico, non può che criticare e condannare apertamente come denigratoria ed inopportuna."

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