Furto in appartamento, 38enne finisce in manette

Un trentottenne, G.I., è stato arrestato dalla Polizia di Stato di Reggio Calabria, perché ritenuto responsabile di un furto in appartamento in concorso, avvenuto nel marzo del 2016, durante al quale erano state sottratte ingenti quantità di armi, munizioni e monili in oro.

L’arresto rappresenta l’epilogo delle indagini condotte dai poliziotti, il cui lavoro avrebbe permesso di raccogliere inconfutabili elementi a carico di G.I..

Al termine delle formalità di rito, l’uomo è stato tradotto presso la casa circondariale di Arghillà.

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Trovati in un casolare poco meno di 3 Kg di marijuana

Nell’ambito di un’articolata attività di prevenzione e controllo del territorio, gli agenti della Polizia di Stato di Reggio Calabria hanno rinvenuto e sequestrato poco meno di tre chili di marijuana.

Lo stupefacente, già essiccato e pronto per essere venduto, è stato rinvenuto in un casolare abbandonato, in località Archi di Reggio Calabria.

 

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Scippa un'anziana, minorenne finisce in manette

Gli agenti della Polizia di Stato di Reggio Calabria hanno tratto in arresto C.A., minorenne di nazionalità romena, ritenuto responsabile di un violento tentativo di furto con strappo ai danni di una donna anziana.

A causa delle lesioni riportate in seguito alla caduta provocata dal giovane, la donna ha dovuto ricorrere alle cure mediche.

 

 

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‘Ndrangheta: interessi delle cosche nel settore eolico, 13 persone in manette

Ha preso il via alle prime ore di questa mattina, in varie località del territorio nazionale, una vasta operazione condotta dell’Arma dei Carabinieri di Reggio Calabria, finalizzata all’esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misura cautelare nei confronti di 13 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione, illecita concorrenza con violenza o minaccia e danneggiamento, aggravati dal metodo o delle finalità mafiose, e induzione indebita a dare o promettere utilità.

Le attività investigative, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, hanno permesso di accertare la sistematica infiltrazione delle cosche calabresi nei lavori necessari alla realizzazione dei parchi eolici nelle province di Reggio Calabria, Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia.

Nel corso delle indagini, gli investigatori hanno documentato numerosi episodi estorsivi, consumati ai danni delle aziende committenti, perfezionati grazie all’apporto di imprese colluse con le compagini mafiose egemoni sulle aree in cui sono state realizzate le opere.

I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che il Procuratore di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, terrà alle ore 10.30 presso il Comando provinciale Carabinieri.

Stanza101 presenta il libro “Dittatura finanziaria” di Francesco Toscano

Il salotto dell’associazione culturale “Stanza101” si sposta nello splendido scenario di Villa Orwell, sita sulla collina di Arghillà (RC), per presentare, venerdì 6 luglio alle ore 19, il libro “Dittatura Finanziaria” con la presenza dell’autore, Francesco Toscano.

Il volume, che offre uno sguardo smaliziato sulla contemporaneità, demistifica il racconto prevalente che tende a ridurre la “crisi” a mero fatto economicistico quasi indipendente dalla volontà degli uomini.

A tal fine il lettore verrà “investito” da una serie di approfondimenti che spazieranno dalla macroeconomia alla geopolitica, dalla sociologia all’antropologia, dalla globalizzazione livellante all’immigrazione selvaggia, dalla tecnocrazia europea al terrorismo politico.

 

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Truffa ai danni dell'Inps, denunciati 93 falsi braccianti

I finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, coordinati dalla Procura della Repubblica di Locri, hanno scoperto una presunta frode, perpetrata da due imprenditori agricoli operanti nella zona ionica reggina.

Per i militari, la fittizia comunicazione all’Inps dell’assunzione di falsi braccianti agricoli, la predisposizione e l’esibizione ad enti pubblici di atti falsi, avrebbero permesso di moltiplicare le giornate lavorative effettivamente rese, consentendo, così, a 93 persone di ottenere il pagamento indebito di indennità di disoccupazione, malattia o altri benefici di natura agricola, per un importo pari a circa  285 mila euro. 

Gli ideatori della presunta truffa avrebbero presentato atti da considerarsi a tutti gli effetti non validi, in quanto contenenti firme false e comunicazioni di assunzione di manodopera agricola in realtà mai avvenute, tutte a nome e per conto di ignari proprietari di terreni agricoli, adibiti a coltivazioni varie quali grano, frumento e olive, nonché allevamento di ovini.

Le indagini condotte dalle fiamme gialle hanno portato alla segnalazione all’Autorità giudiziaria di 95 persone, tutte accusate di reati che vanno dal falso ideologico commesso da privato in atto pubblico, al falso materiale, alla truffa aggravata.

 

 

Le mani della 'ndrangheta sui canili, eseguite 11 misure cautelari

Nel corso di una vasta operazione condotta a partire dalle prime luci dell'alba, la Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, ha eseguito 11 provvedimenti di custodia cautelare (3 in carcere, 4 agli arresti domiciliari, 3 di sottoposizione all’obbligo di dimora e presentazione alla Pg e 1 di sottoposizione all’obbligo di dimora), nei confronti di altrettante persone ritenuti responsabili, a vario titolo, di tentata estorsione e illecita concorrenza con minaccia e violenza, commesse con l’aggravante del ricorso al metodo mafioso, ovvero al fine di agevolare la ‘ndrangheta; turbata libertà degli incanti; intestazione fittizia di beni e truffa aggravata.

Durante l'operazione denominata "Happy dog", che ha portato anche al sequestro di alcune aziende, sono state effettuate numerose perquisizioni in provincia di Reggio Calabria, in altre provincia calabresi e in quella di Milano.

L’inchiesta, condotta dal 2014 al 2016 dalla Squadra Mobile reggina e dal Commissariato di Bovalino (RC), ha consentito d'accertare l’infiltrazione nel settore canino degli interessi di soggetti vicini alla cosca Zagari-Fazzolari-Viola di Taurianova (RC), con conseguente condizionamento degli appalti indetti per l’assegnazione dei servizi di custodia e assistenza di cani randagi presso strutture private (canili); di documentare condotte intimidatorie ed estorsive poste in essere dagli stessi nei confronti di un imprenditore operante nella Locride nello stesso settore, vessato anche da soggetti vicini alle cosche operanti nel territorio di Platì (RC) e Sant’Ilario sullo Ionio (RC); di portare alla luce condotte di concorrenza sleale finalizzate ad ostacolare e screditare l’operato del titolare del canile della Locride che si era aggiudicato l’appalto di Taurianova, anche attraverso campagne mediatiche e denigratorie, con il coinvolgimento di trasmissioni televisive locali e nazionali, realizzate con il concorso di funzionari pubblici infedeli, che avrebbero posto in essere comportamenti ostruzionistici nell’esercizio delle loro funzioni in danno della vittima, ed esponenti locali di associazioni animaliste; nonché infine di accertare alcuni delitti di intestazione fittizia di beni poste in essere al fine di partecipare ad alcune gare di appalto nel settore canino, nel tentativo di superare gli impedimenti derivanti dalle interdittive antimafia disposte dalla Prefettura di Reggio Calabria, con conseguente truffa aggravata ai danni di Enti comunali.

Tra i destinatari dei provvedimenti, figurano: i fratelli Francesco ed Antonio Fava, imprenditori di Taurianova ritenuti vicini alla cosca Viola-Zagari-Fazzolari operanti nel settore canino e titolari/gestori di un canile nella cittadina pianigiana, per i quali il gip ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere; Domenico Marando, nipote del boss di Platì Domenico Papalia (attualmente detenuto), per il quale è stata disposta la misura cautelare in carcere; Luigi Bartolo, titolare di un canile a Melissa (KR) (arresti domiciliari).

Arresti domiciliari anche per il direttore del servizio veterinario dell’Asp di Reggio Calabria Antonino Ammendola, per il dirigente del servizio veterinario di Locri, Vincenzo Brizzi e per Maria Antonia Catania, rappresentante locale di un’associazione animalista.

Disposto l’obbligo di dimora e della presentazione alla Pg nei confronti di rappresentanti e commercianti di prodotti per animali.

Nel corso dell’operazione, in esecuzione di un provvedimento emesso dal gip su richiesta della Dda sono state sequestrate le imprese “Happy Dog s.rl.” e “Rifugio Canino il Parco s.r.l.” con sede a Taurianova e “Mister Dog s.r.l.” con sede a Rocca di Neto (KR), operanti nel settore della custodia e assistenza di cani randagi.

 

Pedopornografia, 63enne arrestato in Calabria

Dietro l’apparenza innocua di un normale impiegato e padre di famiglia, si celava la personalità di un appassionato collezionista di immagini e video pornografici, realizzati mediante l’utilizzo di minori di diciotto anni.

È questo il profilo di un impiegato 63enne residente a Reggio Calabria, che emerge dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere adottata nei suoi confronti dal Gip presso il Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Il provvedimento restrittivo è stato eseguito dalla polizia postale di Reggio Calabria che, qualche tempo addietro, aveva eseguito una perquisizione presso l’abitazione e la sede lavorativa dell’indagato nell’ambito di un altro procedimento penale aperto, sullo stesso fenomeno, dalla Procura della Repubblica di Venezia.

L’accurata analisi svolta dagli specialisti della polizia postale, avrebbe consentito di rinvenire quasi 2 mila files di immagini e video conservati nelle memorie digitali degli strumenti sequestrati, dal contenuto esplicitamente pedo-pornografico del quale, secondo l’accusa, l’uomo era perfettamente consapevole, tanto che gli viene contestata l’aggravante dell’utilizzo di mezzi atti ad impedire la propria identificazione. 

Gli accertamenti avrebbero, inoltre, permesso di provare anche la divulgazione del materiale e la presenza di video che documentano abusi sessuali su vittime preadolescenti, nonché la creazione di apposite “cartelle” destinate a classificare le diverse tipologie di immagini e video. 

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