Strappa un bambino di 5 anni dalle mani della madre e lo rapisce, individuato e arrestato

Un trentasettenne, G.A.P., di nazionalità romena è stato arrestato a Reggio Calabria, con l'accusa di sequestro di persona ai danni di un bambino.

In particolare, dopo aver sottratto alla madre il figlio di 5 anni, l'uomo ha cercato di far perdere le proprie tracce.

Il fatto è accaduto nel parcheggio di un negozio, quando il piccolo, tenuto per mano dalla madre, è stato afferrato e portato via dall'arrestato.

La donna ha quindi chiamato in soccorso il marito che si trovava nei pressi. L'uomo si è immediatamente precipitato lungo la direzione indicata dalla moglie ed riuscito a bloccare il rapitore con l'aiuto di alcuni passanti e grazie al tempestivo intervento delle volanti della polizia di Stato.

Il trentasettenne è stato pertanto accompagnato in questura ed al termine delle formalità di rito, su disposizione dall’autorità giudiziaria, è stato ristretto presso la locale casa circondariale.

 

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Aggrediscono un ragazzo nigeriano e gli portano via 300 euro, arrestati

I carabinieri della Sezione radiomobile della compagnia di Reggio Calabria e della Stazione di Rione Modena hanno arrestato Sunny Omorotinwen, nigeriano, 30enne e Carmine Gino Caroprese, reggino, 22enne.

I due sono accusati di rapina e lesioni personali, in quanto, nei pressi del lido comunale, hanno aggredito con una spranga di ferro un nigeriano di 22 anni, cui hanno sottratto anche 300 euro.

Ad evitare il peggio sono stati gli uomini dell’Arma che, intervenuti in seguito ad una segnalazione, hanno messo fine all’aggressione.

Dopo aver arrestato il flagranza di reato Omorotinwen, i militari si sono messi sulle tracce di Caroprese, il quale era riuscito ad allontanarsi.

 

Una volta individuato, il 22enne è stato tratto in arresto

 

Al termine delle formalità di rito, i due sono stati tradotti presso la casa circondariale di Reggio Calabria Arghillà.

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Droga e munizioni, 56enne in manette a Reggio Calabria

I carabinieri delle Stazioni di Catona e Gallico e dei Cacciatori di Calabria, hanno arrestato Giovanni Bucolia, reggino, 56enne, per il reato di coltivazione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e detenzione abusiva di munizionamento.

In particolare, i militari hanno sorpreso l’uomo in località San Giovanni di Sambatello in una piantagione composta da poco meno di 50 arbusti di canapa indica.

Durante la successiva perquisizione effettuata a casa dell’arrestato, i militari hanno trovato un centinaio di cartucce calibro 12.

Dopo aver sequestrato il materiale rinvenuto, gli uomini dell'Arma hanno tratto in arresto il 56enne, il quale, al termine delle formalità di rito è stato associato nella casa circondariale di Reggio Calabria Arghillà.

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Aggredisce un connazionale per rubargli lo zaino, arreststo

I carabinieri della sezione radiomobile della Compagnia di Reggio Calabria hanno arrestato Alahy Said, marocchino, 50enne, senza fissa dimora, disoccupato, con precedenti penali, accusato di tentata rapina e lesioni personali.

In particolare, l’uomo, all’altezza della fermata dell’autobus del ponte della Libertà ha tentato di rubare uno zaino ad un connazionale, 55enne, residente a Reggio Calabria, il quale è stato aggredito con calci, pugni ed una forbice.

I militari dell’Arma, che stavano svolgendo un normale servizio di pattugliamento, hanno raggiunto e bloccato l'aggressore.

L’arrestato, espletate formalità di rito, è stato tradotto presso casa circondariale di Arghillà in attesa dell’udienza di convalida.

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Uomo travolto da un treno in Calabria

Un uomo di cui non si conosce l'identità è morto questa mattina, dopo essere stato travolto da un treno regionale nei pressi della stazione Reggio Calabria Omeca.

L'ipotesi più probabile è che possa trattarsi di un suicidio.

Secondo una testimonianza, infatti, la vittima si sarebbe buttata sui binari al passaggio del convoglio.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della polfer, della scientifica ed il magistrato di turno. 

Bloccato mentre compie una rapina, arrestato

Un 43enne, B.A., è stato arrestato a Reggio Calabria, mentre armato di pistola stava cercando di rapinare il Mac Drive ubicato sulla statale 106 Ravagnese.

In particolare, poco dopo la mezzanotte di ieri, è giunta al 113 una chiamata con la quale è stata segnalata la presenza nel locale di un uomo armato.

Grazie al sistema di prevenzione attivo nella zona sud della città dello Stretto, che prende il nome di “Martello di Thor”, le nuove unità Nibbio della polizia di Stato sono immediatamente entrate in azione permettendo di circondare l’esercizio commerciale.

Gli agenti hanno, quindi, fatto irruzione nel locale, mentre il malvivente stava mordendo la mano al cassiere.

Pertanto, i poliziotti hanno bloccato e disarmato il rapinatore, il quale è comunque riuscito ad esplodere, fortunatamente senza conseguenze, un colpo di pistola.

Durante la successiva perquisizione cui è stato sottoposto, il 43enne è stato trovato in possesso di un caricatore per pistola con quindici cartucce.

L'uomo è stato quindi tratto in arresto e condotto in questura. 

Durante la perquisizione eseguita a casa dell'arrestato, i poliziotti hanno trovato, inoltre, un fucile calibro12 con 79 munizioni e 12 cartucce per pistola calibro 9X21.

Entrambe le armi sono risultate legittimamente detenute da B.A..

 

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Presentato il volume "Tutto scorre"

È l’esito di una ricerca sul territorio durata dieci anni e condotta da studiosi che hanno agito con scienza e amore per i luoghi.

Un saggio ricco di annotazioni demo-etno-antropologiche e con un chiaro intento divulgativo che, attraverso le sue 459 pagine e un catalogo storico descrittivo e documentario, effettua una ricognizione sui mulini, i frantoi, le gualchiere, le seghe idrauliche dell’Aspromonte, soffermandosi specificamente sulla vallata del torrente Gallico a Nord di Reggio Calabria di cui rievoca la storia di una comunità.

“E compie un’azione meritoria dal duplice significato: invita la politica e le classi dirigenti a prendersi cura dell’ambiente e della sua salvaguardia e toglie dall’oblio un pezzo di storia della nostra gente che altrimenti rischiava di essere cancellato”: il consigliere regionale Giuseppe Neri ha introdotto così la presentazione del volume “Tutto scorre” (panta rei: il celebre aforisma di Eraclito) nell’aula Giuditta Levato di Palazzo Campanella.

Presenti gli autori Domenico Malaspina e Antonino Sapone e l’editore Roberto Laruffa, che ha segnalato l’importanza di far conoscere la storia della Calabria grazie al coraggio di un’editoria che, però, ha bisogno, per continuare a fare il proprio lavoro in libertà, del sostegno pubblico. Questo é un libro che non poteva non essere sostenuto".

Libro di memorie, storico, pedagogico, “ma anche frutto - ha segnalato Francesca Martorano dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria - di un atto di protesta e di ribellione popolare:il presidio organizzato nel 2004 dal Comitato civico La Cartiera nel tentativo di bloccare la realizzazione dell’impianto di rifiuti nella contrada omonima. Una lotta per la tutela del patrimonio e dei valori che esprimeva, vinta dalla cittadinanza, che riuscì a impedire la costruzione dell’edificio. Purtroppo, il paesaggio fu intaccato per la distruzione degli agrumeti che non furono più reintegrati. Nel 2014 tutto ciò fu ricordato in una mostra e oggi abbiamo finalmente un testo scritto”.

La recensione che più conferisce al volume autorevolezza e ne garantisce la metodologica scientifica è stata svolta dal prof. Giuseppe Caridi dell’Università di Messina, presidente della Deputazione della storia patria della Calabria e saggista di successo (l’ultimo suo lavoro: “Alfonso il Magnifico”, il re del Rinascimento che fece di Napoli la capitale del Mediterraneo).

Caridi ha ricostruito, da par suo, la proprietà delle famiglie attive nell’azione molitoria e la cronologia (nascita e durata) delle 36 macchine idrauliche identificate (si noti che a fine Ottocento le macchine segnalate sulla carta idrografica d’Italia erano soltanto 20) e l’esatto posizionamento di quelle ancora esistenti. Ha riconosciuto l’intelligenza della casa editrice Laruffa nell’editare il libro ed ha detto che “si tratta di un volume di straordinaria importanza che ricostruisce sotto il profilo topografico e architettonico, anche con cospicui riferimenti documentati, le vicende delle macchine idrauliche della vallata del Gallico”.

Coadiuvati da un suggestivo apparato fotografico, gli autori si sono intrattenuti sull’immenso lavoro condotto in dieci anni fra gli archivi e la sterminata bibliografia, senza tralasciare le testimonianze degli anziani di quando in Aspromonte e nella vallata del Gallico i “mulinari” erano un pezzo preponderante di un’economia agricola fiorente. Ha sottolineato Domenico Malaspina: “Abbiamo potuto sovrapporre molte cartine storiche che abbiamo ritrovato in archivio alle carte più moderne il che ci ha consentito varie analisi”.

Antonino Sapone: “Non è stato un lavoro facile, ma gli appunti che vado prendendo da anni non potevano restare al chiuso della mia stanza. Così abbiamo reso possibile la pubblicazione di un libro che non deve restare negli scaffali delle librerie. Mi auguro che venga diffuso, conosciuto, studiato, anche criticato e letto dalle Amministrazioni pubbliche e dalle associazioni che hanno interesse alla valorizzazione della memoria del nostro territorio. Ci sottoponiamo al loro giudizio, lanciando una sfida ai lettori: questo ‘mattone’ può avere due direzioni: essere la pietra tombale sul sistema delle macchine idrauliche e sulla cultura e le comunità di cui erano espressione, oppure essere un inizio per realizzare una progettazione che abbia al centro la riscoperta e la messa a valore delle nostre radici. La fine o l’inizio - ha concluso - per portare nuova acqua a quei meravigliosi mulini".

Citando lo storico Augusto Placanica, il giornalista Romano Pitaro ha detto che “la storia della Calabria non si mostra, perché spesso di quel passato non è rimasta traccia. E’ mancata non solo alle classi dirigenti, ma anche alle comunità il gusto di guardare e provvedere a un domani più alto”.

Inoltre, ha definito “il caso di studio del libro, paradigmatico di quanto è capitato in due secoli alla Calabria contadina, ma anche di come possa mutare il destino di un popolo, se le comunità acquisiscono consapevolezza delle loro gloriose radici e assumono su di sé la responsabilità di cambiare il corso degli eventi attraverso la conoscenza”. Il consigliere regionale Neri, infine, ha proposto, “considerata la valenza del libro e l’utilità che può derivare per le comunità, la realizzazione a Palazzo Campanella di una mostra che sia da stimolo per una discussione senza rete da cui possa nascere una proposta che rimedi agli errori del passato e rilanci le ragioni dell’Aspromonte e del territorio reggino”. 

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Porta via il figlio di pochi mesi, i familiari dell'ex compagna lo feriscono a colpi di pistola: arrestati

I carabinieri della Compagnia di Reggio Calabria, a conclusione di un’attività d'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica reggina, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale della città dello Stretto, per i reati di tentato omicidio aggravato e detenzione e porto illegale d'armi comuni da sparo, nei confronti di Cosimo e Andrea Bevilacqua, rispettivamente di 61 e 32 anni.

I due, padre e figlio, sono ritenuti i responsabili dell'agguato, consumato il 13 aprile scorso, nel quartiere Ciccarello di Reggio Calabria, ai danni del diciannovenne Domenico Passalacqua.

In particolare, per gli investigatori, gli arrestati avrebbero aggredito la vittima e al culmine di una lite l'avrebbero ferita ad un braccio con due colpi d’arma da fuoco.

Per i carabinieri, il movente dell’aggressione sarebbe da ricercare nei dissidi familiari tra il ferito e gli arrestati, rispettivamente padre e fratello dell'ex compagna di Passalacqua.

Nello specifico, i presunti aggressori avrebbero atteso il ragazzo che, di ritorno da Catanzaro, era andato a riportare il figlio di pochi mesi all'ex compagna, alla quale lo aveva sottratto senza un preventivo accordo.

Al termine delle formalità di rito, gli arrestati sono stati tradotti presso casa circondariale “G. Panzera” di Reggio Calabria.

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