Brogli elettorali alle amministrative di Reggio Calabria, i nomi degli indagati

Reggio Calabria - I poliziotti della Digos di Reggio Calabria hanno eseguito questa mattina, un’ordinanza d’applicazione di misure cautelari degli arresti domiciliari nei confronti di cinque persone.

Una sesta persona è stata, invece, raggiunta dalla misura della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di: alterazione del voto, falsità ideologica in atto pubblico ed abuso d’ufficio.

I reati sarebbero stati compiuti durante le elezioni amministrative che nel settembre scorso portarono alla rielezione del sindaco Giuseppe Falcomatà (Pd)  

In particolare, il gip ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari a carico di Antonino Castorina, consigliere comunale del Comune di Reggio Calabria che, a dicembre scorso era stato sottoposto ai domiciliari per lo stesso motivo e che risulta ora indagato per ulteriori ipotesi di reati elettorali e, in concorso, per abuso d’ufficio e falsità ideologica in atto pubblico; Francesco Laganà (consigliere comunale di Calanna); Simone D’Ascola; Fortunato Morelli e Giuseppe Saraceno, tutti indagati per concorso materiale e morale in varie ipotesi di reati elettorali.

Sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio, invece, per Antonino Covani, all’epoca dei fatti responsabile del Servizio elettorale del Comune di Reggio Calabria, indagato per concorso in abuso d’ufficio e falsità ideologica in atto pubblico.

  • Pubblicato in Cronaca

Brogli elettorali alle amministrative di Reggio Calabria, 5 arresti

Reggio Calabria - Questa mattina, la Digos della Questura di Reggio Calabria, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa a carico di sei persone indagate, a vario titolo, per ipotesi di alterazione del voto, falsità ideologica in atto pubblico ed abuso d’ufficio.

Nei loro confronti, il gip presso il Tribunale di Reggio Calabria, accogliendo le richieste della Procura della Repubblica che coordina le indagini, ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari, mentre in un caso, la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico.

I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 10.30.

Violazione delle norme anti covid, chiusi due locali

Reggio Calabria - Due locali sono stati chiusi a Reggio Calabria, per violazione delle norme anti covid.

I provvedimenti, che avranno una durata di cinque giorni, sono stati assunti in seguito a controlli, durante  i quali i poliziotti della locale Questura hanno constatano degli assembramenti.

  • Pubblicato in Cronaca

Brogli alle comunali di Reggio Calabria, la Fiamma tricolore denuncia “l’immobilismo di partiti e istituzioni”

"Intimoriti dalle minacce di chi ha fatto votare persino i morti e ora minaccia querele, abbiamo aspettato un paio di giorni prima di farci coraggio, sfidare la sorte e rinforzare lo stomaco per le porcherie lette producendo codesto comunicato stampa.

Quanto accaduto alle ultime elezioni comunali di Reggio Calabria, nonostante si parli di “sistema collaudato nel tempo”, appare sempre più scandaloso, contro ogni forma di legalità e delegittima giorno dopo giorno sindaco, giunta e consiglio comunale scaturiti da elezioni totalmente falsate.

Non vogliamo per l’ennesima volta fare inutili richiami alle inesistenti dignità di chi oggi amministra la città: sarebbe bastato riconoscere il degrado in cui la si è gettata in questi anni per dimettersi per manifesta incapacità.

Il silenzio, per le faccende serie, che oggi come sempre contraddistingue il sindaco e la squadra di governo della città nasconde però grande nervosismo a Palazzo San Giorgio da parte di chi sa ormai di essere spacciato: troppo evidenti i brogli, troppo evidente l’utilizzo spregiudicato del potere, degli uffici comunali a proprio uso e consumo.

Così mentre il mese di marzo è ormai alle porte, senza che il consiglio comunale si sia riunito nemmeno una volta nel nuovo anno, è la magistratura a gettare l’ennesima tegola in testa a chi rimane disperatamente saldato alla poltrona.

Ci chiediamo dunque: può essere il Castorina unico capro espiatorio dell’intera vicenda? Sicuramente il più spregiudicato, il più insofferente alle regole ed alle procedure ma certamente non l’unico!

Non possiamo non accodarci alle dichiarazioni di “fiducia nella magistratura” che deve e dovrà fare il suo corso. Noi però non siamo semplici cittadini che chiedono giustizia sia fatta: noi facciamo politica e pertanto non possiamo assistere al fatto che i partiti lascino esclusivamente alla giustizia una vicenda che la riguarda per intero e che avrebbe dovuto portare ad una profonda riflessione seguita da dimissioni di massa.

In questo contesto i partiti stanno facendo veramente una pessima figura nel nome della partitocrazia più nauseabonda in cui non può non registrarsi il silenzio assordante e la complicità delle istituzioni governative di ogni livello che, mancando le dimissioni politiche, avrebbero da subito dovuto annullare le elezioni e ridare la parola al popolo sovrano ancora una volta violentato delle proprie volontà".

E' quanto si legge in una nota del portavoce provinciale della federazione reggina del Movimento sociale - Fiamma tricolore, Giuseppe Minnella

 

 

  • Pubblicato in Politica

'Ndrangheta, operazione "Nuovo Corso": 5 arresti per estorsione e associazione mafiosa

Reggio Calabria - È scattata all’alba di oggi un’operazione, denominata “Nuovo corso”, con la quale la polizia di Stato, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, ha eseguito 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di elementi ritenuti affiliati o contigui alle potente cosca di ‘ndrangheta dei De Stefano.

Gli indagati sono accusati a vario titolo, d’associazione mafiosa, estorsione e tentata estorsione, reati aggravati dal metodo e dall’agevolazione mafiosa.

Le ordinanze sono state disposte alla luce dei risultati emersi nel corso di un’indagine, durante la quale i poliziotti della Questura reggina, con il coordinamento della locale Dda, hanno documentano l’operatività della cosca De Stefano nel capoluogo di provincia, soprattutto nel settore delle estorsioni consumate ai danni di imprenditori aggiudicatari di gare d’appalto per la realizzazione di opere pubbliche.

In particolare, gli investigatori hanno fatto luce su gravi vicende estorsive che hanno interessato i lavori di rifacimento di corso Garibaldi e piazza Duomo, nella città dello Stretto.

Durante l’operazione - i cui dettagli saranno resi nella conferenza stampa che il Procuratore della Repubblica Giovanni Bombardieri terrà alle 10.30 di oggi insieme al Questore Bruno Megale – i poliziotti hanno eseguito anche diverse perquisizioni domiciliari a carico degli indagati.

Reggio C, il circolo Reggio 70 contro Falcomatà: “Usa la cortina fumogena del politicamente corretto, per nascondere lo zero assoluto della sua azione politica”

"Ottobre 1943, fronte orientale della seconda guerra mondiale. L’Armata Rossa deve attraversare il basso Dnepr per conquistare le posizioni ad est del fiume. L’obiettivo è tagliare i rifornimenti tedeschi in Crimea per indebolirli. Come attraversare il fiume senza subire il tiro dell’artiglieria tedesca? I generali russi hanno un’idea che si rivelerà vincente, stendere una cortina fumogena di 30 chilometri per non farsi vedere e disorientare l’avversario.

L’avvocato Falcomatà deve aver preso spunto dai diari militari del generale Konev. E’ evidente la tattica che sta mettendo in atto da qualche mese: stendere una cortina fumogena di stucchevole buonismo mainstream, per nascondere lo zero assoluto della sua azione politica. Dopo anni passati ad accusare l’amministrazione precedente, adesso non può più farlo, perché si auto accuserebbe. Ed ecco il diversivo, la supercazzola del pensiero unico conformato e allineato ai canoni globalitari, la cortina fumogena del politicamente corretto.

Purtroppo per il sindaco, i reggini vedono meglio rispetto all’artiglieria tedesca impegnata sul Dnepr, anche se non hanno certo dimostrato di avere buona memoria quando lo hanno rieletto.

Notiamo divertiti come, tra i tanti temi mainstream snocciolati quotidianamente, non ci sia traccia della questione ambientale, tanto cara ai gretini. Falcomatà si guarda bene dall’affrontare questo tema, perché ha evidentemente la coda di paglia. La città è sull’orlo del disastro ambientale e la spazzatura troneggia in ogni angolo. In periferia la situazione è drammatica ed i media nazionali se ne sono finalmente accorti (a differenza del nostro prefetto), ma il sindaco pensa ai calzini spaiati.

Falcomatà dovrebbe ricordarsi di aver preso impegni precisi con i reggini che lo hanno votato (viventi e non..). Che fine ha fatto la discarica di Melicuccà, promessa in piena campagna elettorale? La discarica che, a detta del sindaco, avrebbe dovuto renderci autonomi rispetto alla Regione Calabria, additata come responsabile unico del problema rifiuti?

Ma andiamo all’ultimo capolavoro del sindaco, la censura delle opinioni, che brutta caduta di stile. Ci troviamo di fronte ad un unicum nazionale, proprio come il caso dei morti che hanno votato questa amministrazione. Dopo aver implicitamente autorizzato l’affissione dei manifesti pro life, Falcomatà ne richiede la rimozione stracciandosi le vesti, quanta ipocrisia in un solo sindaco. Come si concilia la censura delle opinioni, con la raccolta firme contro fascismi e intolleranze? Non basta dare la cittadinanza alla Segre e raccogliere due firme, per dimostrare di essere contro ogni tipo di totalitarismo, celebrando degnamente la giornata della Memoria. Si dovrebbe iniziare quantomeno con la tolleranza delle opinioni altrui.

Altra domanda: non vogliamo entrare nel merito del delicatissimo tema etico dell’aborto, ma ci sorge un dubbio. La censura della campagna pro life, come tanti altri temi cavalcati da Falcomatà, si allinea a determinate politiche portate avanti dai circuiti dem ultra progressisti. Per caso, il nostro Giuseppe è favorevole anche all’aborto fino al 9° mese, sostenuto dal neo vicepresidente Usa, Kamala Harris?

E’ evidente come l’obiettivo di queste iniziative di facciata, sia soltanto quello di nascondere le inadempienze della sua amministrazione, camuffandosi da persona moralmente impeccabile. Falcomatà si dimostra però incompetente anche in questo campo, sostenendo temi antitetici, in maniera oltretutto casuale. Conferisce, ad esempio, la cittadinanza onoraria ad Ocalan e richiede contestualmente la liberazione di Patrick Zaki in Egitto.

Caro Giuseppe, se vuoi ergerti a paladino del pensiero dominante, dovresti prima studiare qualcosina. Il sostegno al terrorista Ocalan rappresenta un allineamento alle posizioni francesi, in ottica anti turca. Ignori però che i francesi abbiano appena conferito la legion d’onore ad Al-Sisi, il presidente egiziano carceriere di Patrick Zaki. Per i francesi, infatti, gli egiziani rappresentano un argine all’avanzata turca in Libia.

Ovviamente non ci aspettiamo che l’avvocato sia a conoscenza di queste dinamiche geopolitiche. Dal momento che, come da lui candidamente ammesso in uno dei tanti post su Facebook, non ha capito neanche la crisi di governo innescata da Renzi (sic!).

E’ chiaro come il principio morale non sia alla base del neo attivismo (a scoppio ritardato) del sindaco. Il motivo principale è l’ostilità nei confronti dei cittadini e la necessità di potere. Il modo di agire di Falcomatà non è razionalmente calcolato per essere di beneficio alle minoranze che dichiara di aiutare. Le priorità dei reggini sono chiare ed è logico che, nel drammatico contesto cittadino in cui ci troviamo, qualsiasi presa di posizione che vada al di là di queste priorità, non venga accolto positivamente.

Giuseppe si rifugia quindi nel suo Paese delle Meraviglie, dove per magia scompaiono la spazzatura, le strade disastrate e la carenza idrica. Un Paese immaginario, dove le priorità sono le panchine rosse e fucsia, i calzini spaiati, la censura delle opinioni altrui. E non importa quanto questi temi siano coerenti tra di loro perché, esattamente come disse lo stregatto ad Alice: “se non sai dove andare, non importa quale strada prendi”.

E' quanto si legge in una nota del circolo Reggio 70

  • Pubblicato in Politica

Anziani malnutriti in una casa di riposo abusiva, tre indagati a Reggio Calabria

Reggio Calabria - I Carabinieri hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro emesso dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, nei confronti di una cooperativa sociale e di una struttura del luogo che sarebbe stata trasformata abusivamente in una casa di riposo per anziani. Contestualmente, i militari hanno anche notificato un avviso di garanzia alla legale rappresentante dell’attività ed a due operatori socio sanitari, accusati a vario titolo di abbandono di persone incapaci, maltrattamenti ed esercizio abusivo della professione sanitaria.

La vicenda ha avuto inizio a marzo scorso, in seguito un controllo effettuato dai Carabinieri del Nas, intervenuti dopo che alcuni ospiti della struttura avevano contratto il coronavirus.

Durante l’attività, gli uomini dell’Arma hanno constatando che la casa alloggio, autorizzata solo per sei unità ed “a bassa intensità assistenziale”, in realtà era stata trasformata in casa di riposo con oltre dieci ospiti, di cui molti non autosufficienti e allettati, bisognevoli di cure e terapie farmaceutiche continue e, quindi, di un’assistenza altamente professionale.

Oltre alle irregolarità di carattere amministrativo, i militari hanno riscontrato che l’assistenza agli anziani sarebbe stata assicurata solo dalla cuoca e da due operatori sanitari, i quali avrebbero somministrato abusivamente anche i farmaci.

Come se non bastasse, per gli inquirenti, la rappresentante legale non avrebbe rifornito adeguatamente di derrate alimentari la struttura, al punto che molti anziani, soprattutto quelli allettati, sarebbero stati malnutriti. Un degente, addirittura, a causa della carenza di cibo sarebbe arrivato a pesare solo 35 chili.

Pertanto, in considerazione degli elementi raccolti dagli investigatori, il gip presso il Tribunale di Reggio Calabria ha accolto la richiesta di sequestro avanzata dalla locale Procura della Repubblica.

 

Violano le normative anti Covid durante una festa, sanzionati in 44

Reggio Calabria - I poliziotti della Questura di Reggio Calabria hanno sanzionato 44 persone per violazione delle norme anti Covid.

In particolare, in seguito ad una segnalazione, gli agenti sono intervenuti a in un’area privata del quartiere Catona, dove al loro arrivo hanno constatato che era in corso una festa.

Dopo aver identificato i presenti, i poliziotti hanno sanzionato 44 persone trovate a consumare alimenti, in una sala con le finestre chiuse.

Il titolare della struttura è stato sanzionato per non aver impedito che fossero disattese le prescrizioni in materia di Covid-19 e per aver trasformato, temporaneamente, un’ambiente della struttura in una sala mensa.

  • Pubblicato in Cronaca
Sottoscrivi questo feed RSS