In giro con la bici elettrica con alcune dosi di cannabis, arrestato

Un 21enne, G.P., è stato arrestato dai poliziotti della Questura di Reggio Calabria, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

In particolare, il giovane si trovava su una bicicletta elettrica, quando, fermato ad un posto di controllo, ha tentato di scappare, liberandosi di un involucro nel quale, una volta recuperato, sono stati trovati 18 grammi di cannabis.

Gli agenti hanno quindi inseguito e, nonostante  la resistenza opposta, bloccato il 21enne.

Inevitabili, quindi, l’arresto e le sanzioni previste per le violazioni delle norme anti coronavirus.

Al termine delle formalità di rito, il giovane è stato posto ai domiciliari.

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Operazione Fullones: 117 indagati per truffe informatiche e phinshing

I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari, emesso dalla Procura della Repubblica della città dello Stetto Reggio Calabria, nei confronti di 117 persone indagate, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati, tra i quali, accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, detenzione e diffusione abusiva di codici d’accesso a sistemi informatici o telematici, frode informatica e riciclaggio.

Il provvedimento giunge al termine di una complessa e articolata attività d’indagine, avviata nel luglio 2017 dai militari della Stazione di Reggio Calabria – Principale, in seguito a diverse denunce.

In particolare, le vittime hanno dichiarato di essere state tratte in inganno da mail con le quali erano state invitate ad inserire dati riservati per l’accesso ai propri conti correnti in maschere del tutto similari a quelle realmente in uso alle pagine “home banking” dei loro istituti di credito.

Gli investigatori hanno quindi delineato la modalità d’azione dell’associazione che operava in collegamento con altre organizzazioni specializzate nel procurarsi illecitamente i codici di accesso ai profili home banking dei correnti.

Preliminarmente, il sodalizio avrebbe reclutato persone disponibili - dietro il pagamento di un importo prestabilito di 100 euro - ad attivare una carta prepagata, un conto corrente o analoghi strumenti finanziari, sui quali accreditare i bonifici.

Il denaro, fraudolentemente sottratto, veniva quindi prelevato in contanti lo stesso giorno dell'accredito e suddiviso tra i sodali.

In tale ambito, già nell’agosto del 2019, i militari del Comando provinciale di Reggio Calabria avevano dato esecuzione a ordinanze di applicazione di misura cautelare personale in carcere, emesse dal gip del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 5 persone.

In particolare, dall'indagine è emerso che l'organizzazione sarebbe riuscita a sottrarre dai conti correnti delle vittime circa 170 mila euro.

 

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Rubano un'auto, arrestati

Quattro persone sono state arrestate in flagranza di reato dai poliziotti della Questura di Reggio Calabria.

In particolare, in seguito alla chiamata con la quale un cittadino aveva comunicato al 113 la presenza di alcune persone intente ad armeggiare su una Fiat Punto, gli agenti sono entrati in azione e nei pressi del luogo segnalato, hanno fermando una Smart, con a bordo tre persone e la Fiat Punto appena rubata, con a bordo il solo conducente.

Dopo aver sequestrato la Smart, peraltro guidata da un minorenne, i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato una centralina ed arnesi da scasso utilizzati per rubare la Punto, che è stato immediatamente restituito alla proprietaria.

Per i quattro, quindi, oltre all’arresto è scattata anche la denuncia per l’inosservanza delle misure anti coronavirus.

Al termine delle formalità di rito gli arrestati sono stati posti ai domiciliari.

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Coronavirus, Stanza 101 chiede dove siano finiti i commissari dell’Asp di Reggio Calabria

"In un momento molto particolare per non dire drammatico a livello mondiale, causa pandemia da Coronavirus, desta sgomento il particolare del precipitoso allontanamento dalla città di Reggio dei tre commissari dell’Asp".

E' quanto si legge in una nota del Cenacolo culturale "Impertinente- Stanza 101"

"Bene ha fatto - prosegue - l’onorevole Cannizzaro a presentare immediata interpellanza a carattere di urgenza presentata al Governo. A quanto pare, i tre commissari della sanità reggina non si vedono negli uffici da più di due settimane, proprio nel momento in cui ogni buon capitano non dovrebbe assolutamente abbandonare la nave.

Nessuna traccia di delibere, niente determine. Insomma, il nulla di nulla ed un silenzio assordante che stordisce tutti noi semplici e disarmati cittadini ed utenti della sanità.

E così - conclude la nota - mentre medici, infermieri e tutto il personale sanitario non mollano di un metro la linea di trincea, i generali abbandonano precipitosamente la zona di guerra? Una vergogna che chi di dovere deve immediatamente porre fine".

 

 

 

Sorpreso con una pistola, arrestato

I carabinieri del Nucleo radiomobile di Reggio Calabria hanno arrestato Vittorio Morelli, 29enne del posto, per detenzione di arma alterata.

In particolare, durante una perquisizione personale, l’uomo è stato trovato in possesso di 15 grammi di cocaina, di una pistola calibro 38 special con matricola abrasa e di 21 cartucce di vario calibro.

Dopo l’arresto, Morelli è stato tradotto nella casa circondariale di Reggio Calabria – Arghillà.

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Droga e munizioni, 37enne in manette

I carabinieri della Stazione di San Martino di Taurianova (Rc) hanno arrestato Giancarlo Recupero, di 37 anni, per detenzione di sostanza stupefacente, munizionamento illecito e attrezzatura utilizzata per la realizzazione artigianale di proiettili.

In particolare, i militari sono entrati in azione dopo aver notato, in una zona isolata, l’auto con a bordo l’uomo.

E’ scaturita, quindi, una perquisizione durante la quale sono stati rinvenuti 200 grammi di marijuana già essiccata, cinque piante della stessa sostanza, un bilancino di precisione e denaro contante.

La successiva perquisizione a casa del 37enne ha, invece, permesso di trovare 200 bossoli di vario calibro, 149 inneschi per proiettili e una macchina caricatrice di cartucce con imbuti, detenuti illegalmente.

L’uomo è stato posto agli arresti domiciliari, in attesa del giudizio direttissimo.

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Sorpreso in compagnia di un pregiudicato, sorvegliato speciale in manette

I carabinieri della Stazione di Reggio Calabria - Rosario Valanidi, hanno arrestato Cosimo Borghetto, di 66 anni.

L’uomo, ritenuto elemento di spicco della cosca Caridi – Zindato – Borghetto, attiva nei quartieri Ciccarello, Rione Modena e San Giorgio Extra, è accusato d’inosservanza delle prescrizioni imposte dalla misura di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, cui era sottoposto.

In particolare, l’arrestato è stato sorpreso dagli uomini dell’Arma, insieme a Z. P., di 56 anni, pluripregiudicato per omicidio volontario, rapina, armi, reati sugli stupefacenti, ricettazione e associazione a delinquere.

I due, in relazione ai provvedimenti emergenziali per contrastare la diffusione del coronavirus, sono stati denunciati per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità e dichiarazioni mendaci.

Borghetto, al termine delle formalità di rito, su disposizione dell’autorità giudiziaria di Reggio Calabria è stato posto agli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo.

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Non si ferma all'alt e cerca di speronare una pattuglia, 43enne finisce in manette

Ieri, nell’ambito dei servizi di controllo per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid-19 disposti su tutto il territorio nazionale, il personale degli Uffici Digos e Upgsp della Questura di Reggio Calabria e del Reparto prevenzione crimine di Siderno, ha tratto in arresto per resistenza a pubblico ufficile, C.G., reggino di 43 anni, già sottoposto alla misura della libertà vigilata.

L’uomo, intercettato in via Vittorio Veneto alla guida di un’autovettura, non ha ottemperato all’ordine di fermarsi intimatogli dal personale della Digos, e si è dato alla fuga, percorrendo diverse vie cittadine a velocità sostenuta, non rispettando le indicazioni semaforiche e tentando più volte di speronare le auto della polizia di Stato intervenute per fermarlo.

Soltanto dopo alcuni chilometri, con un’operazione congiunta di due volanti, l’auto dell’inseguito è stata fermata in via Nazionale San Cristoforo. L’uomo è stato arrestato e denunciato per violazione del Dpcm per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 e per danneggiamento e rifiuto di indicazioni sulla propria identità.

In seguito al giudizio per direttissima, che si è svolto nella mattinata odierna, il 43enne è stato posto agli arresti domiciliari.

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