Frodi in agricoltura, sequestro di beni per mezzo milione di euro

I finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo di somme di denaro, beni mobili e immobili per un valore di circa 500 mila euro, emesso nell’ambito di una indagine delegata dalla Procura della Repubblica di Palmi, per reati in materia di frodi finalizzate al conseguimento di erogazioni pubbliche.

I provvedimenti scaturiscono da complesse investigazioni che avrebbero portato alla luce l’esistenza di condotte illecite connesse a fenomenologie fraudolente a danno del bilancio dell’Unione europea inerenti alla percezione, da parte di aziende agricole locali, di somme derivanti da interventi sovvenzionati da Fondi comunitari.

Tali condotte, che sarebbero consistite nella falsa attestazione della disponibilità di terreni agricoli finalizzata alla percezione di finanziamenti poi elargiti dall’Agenzia della Regione Calabria per le Erogazioni in Agricoltura, determinerebbero responsabilità di carattere penale a carico di due imprenditori agricoli, fatti salvi ulteriori approfondimenti che saranno eseguiti, anche in favore degli indagati, nel corso del procedimento che attualmente pende nella fase delle indagini preliminari, e la conferma delle ipotesi investigative sinora formulate negli eventuali successivi gradi di giudizio.

Operazione “Magnifica” per reati contro la pubblica amministrazione: otto misure interdittive all’università Mediterranea di Reggio Calabria

I finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare personale interdittiva, emessa dal gip del locale Tribunale, nei confronti di 6 professori ordinari e 2 dipendenti dell’area amministrativa dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

Tra le persone sottoposte alla misura cautelare del divieto temporaneo all’esercizio del pubblico ufficio ricoperto presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria figurano anche l’attuale rettore dell'Ateneo, sottoposto ad una misura interdittiva della durata di 10 mesi, nonché il suo predecessore, l’attuale prorettore vicario, sottoposto ad una misura interdittiva della durata di 12 mesi. Nei confronti di quesz,t’ultimo, il gip ha disposto anche l’esecuzione di un sequestro preventivo del valore di circa 4 mila euro.

Contestualmente, i finanzieri hanno dato esecuzione a decreti di perquisizione domiciliare e personale nei confronti di 23 persone e di sistemi informatici/telematici in uso all'università reggina , nonché di richiesta di consegna di documentazione ritenuta essenziale ai fini probatori.

L’operazione costituisce l’esito di un’articolata indagine condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria di Reggio Calabria che ha consentito di ipotizzare condotte illecite, commesse dal 2014 al 2020, integranti l’esistenza di un’associazione dedita alla commissione di delitti contro la pubblica amministrazione e contro la fede pubblica nella direzione e gestione dell’Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria e delle sue articolazioni compartimentali.

Le indagini traggono origine da un esposto, presentato alla locale Procura della Repubblica, da una candidata non risultata vincitrice, nel quale venivano segnalate condotte irregolari perpetrate in occasione dell’espletamento della procedura di valutazione comparativa per un posto di ricercatore universitario. L’esponente, per tutelare la propria posizione, aveva promosso appositi giudizi presso i competenti organi di giustizia amministrativa, in tale contesto, come emerso agli atti delle indagini, veniva suggerito al predetto di rinunciare all’azione giudiziaria intrapresa ed “aspettare il proprio turno” per avere accesso a future opportunità professionali all’interno del Dipartimento.

Sulla base di quanto emerso dalle indagini, la perpetrazione di molteplici e reiterati atti contrari ai doveri d’ufficio di imparzialità, lealtà, correttezza e fedeltà si sarebbero manifestati, soprattutto, in occasione delle varie procedure concorsuali e comparative, nella selezione delle commissioni esaminatrici attraverso la scelta di componenti ritenuti “affidabili” e pertanto idonei a garantire un trattamento favorevole ai singoli candidati scelti “direttamente” o a seguito di “segnalazione”.

Le procedure comparative e concorsuali riguardavano indistintamente le posizioni di ricercatori, di professori ordinari e associati, di assegnisti di ricerca nonché le selezioni per l’accesso ai dottorati di ricerca e ai corsi di specializzazione.

Inoltre, sulla scorta delle indagini sarebbero state riscontrate ulteriori irregolarità nella gestione delle risorse universitarie: le autovetture di servizio, infatti, sarebbero state sistematicamente sottratte alle loro finalità istituzionali per essere utilizzate ai fini privati, nonché taluni appalti dei lavori edili di manutenzione dei locali universitari sarebbero stati assegnati in assenza di apposite procedure di gara e sulla base di false prospettazioni della realtà fattuale. Peraltro, l’indebito utilizzo delle risorse dell’ente non avrebbe riguardato solo le autovetture di servizio, le contestazioni di peculato concernono, infatti, anche le carte di credito intestate all’Università, reiteratamente utilizzate per pagare spese di natura prettamente personale.

Le condotte contestate agli indagati consistono – ad oggi e fatte salve le valutazioni dei successivi organi di giudizio - nella associazione a delinquere, nella concussione, nella corruzione, nell’abuso d’ufficio, nella falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, nella turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e nel peculato. 

 

Pedopornografia, 42enne arrestato in Calabria

Il compartimento Polizia postale e delle comunicazioni di Reggio Calabria, nell’ambito dell’azione di contrasto al fenomeno della pedopornografia online, ha eseguito una perquisizione locale, personale ed informatica a carico di un 42enne residente nella provincia di Reggio Calabria, resosi responsabile del reato di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico mediante social network.

La perquisizione e l’immediata attività di analisi forense effettuata da personale specializzato della polizia di Stato ha consentito di rinvenire oltre mille, tra immagini e video con bambini in tenera età abusati da soggetti adulti, il che ha determinato l’arresto in flagranza di reato.

Le successive indagini tecniche svolte sul materiale informatico sequestrato hanno consentito di accertare, allo stato degli atti e fatte salve le successive verifiche giudiziarie, il possesso di un ingente quantitativo di file multimediali di natura pedopornografica, ritraenti minori anche di tenera età, archiviato sia sui propri dispositivi fissi e mobili, sia direttamente sul web, in cloud.

Come in precedenti occasioni, anche in questa vicenda è stato fondamentale il ruolo d’impulso assunto da una segnalazione pervenuta attraverso il circuito internazionale di cooperazione in materia di contrasto allo sfruttamento dei minori online, con enti esteri e associazioni non governative, i cui sviluppi sono coordinati sul territorio nazionale dal Centro nazionale per contrasto alla pedopornografia online, incardinato a Roma presso il servizio Polizia postale e delle comunicazioni.

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Sorpresi a rubare cavi di rame, due arresti e una denuncia

Due cittadini romeni,  M. N. V. e B. E. D., di 25 e 32 anni, sono stati arrestati dalla polizia a Reggio Calabria, in flagranza del reato di tentato furto aggravato di cavi in rame.

In particolare, i due sono stati sorpresi nel cantiere del nuovo Palazzo di Giustizia, mentre erano intenti a sottrarre circa 360 chili di cavi elettrici. Individuato e fermato anche un presunto complice, R. M., cittadino romeno di 44 anni, il quale è stato denunciato per lo stesso reato. L’auto dei presunti malviventi, una Opel Astra, è stata posta sotto sequestro.

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Oltre 400 uova di Pasqua sequestrate in un laboratorio abusivo

Durante un’ operazione effettuata nella zona jonica della provincia di Reggio Calabria, i carabinieri del Nas hanno sequestrato 460 uova di Pasqua prodotte in un laboratorio abusivo e prive delle indicazioni sulla tracciabilità.

In particolare, l’ispezione ha permesso di accertare gravi carenze igienico sanitarie e strutturali, con locali e attrezzature sporchi, nonché l’impossibilità di risalire alla provenienza degli ingredienti utilizzati perché privi di etichetta o documenti sull’origine.

Il personale del Dipartimento di prevenzione dell’Asp, intervenuto a supporto dei carabinieri, ha disposto l’immediata sospensione del laboratorio, mentre al titolare dell’attività sono state elevate sanzioni per oltre 7 mila euro.

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Evade dai domiciliari, arrestato

I poliziotti di Reggio Calabria, durante un servizio di controllo, hanno rintracciato un 46enne del luogo evaso dai domiciliari.

L’uomo è stato individuato e arrestato nei pressi dell’abitazione della madre.

L’arrestato, al termine delle attività di rito, è stato condotto nella casa circondariale di Reggio Calabria Arghillà.

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Scovato poliambulatorio abusivo con falso medico

I carabinieri del Nas di Reggio Calabria durante un’attività ispettiva, effettuata lo scorso settembre, hanno scoperto un poliambulatorio medico abusivo allestito da un 46enne del luogo.

I militari notando che, in località Pellaro, presso la sede di un'associazione di volontariato, di cui il 46enne è presidente, c’era un intenso via vai di persone, soprattutto anziani e donne, hanno deciso di procedere con il controllo, raccogliendo gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo, in quanto, in un immobile di 3 piani, aveva allestito un vero e proprio poliambulatorio per  interventi chirurgici, esami diagnostici e cure fisioterapiche, con tanto di medicheria con presidi medici, attrezzature e farmaci utilizzati in chirurgia, nonché ecografi ed elettrocardiogrammi, tutto, del valore di decina di migliaia di euro, sottoposto a sequestro penale. 

Inoltre, dai documenti sequestrati, quali certificati medici, fatture e referti diagnostici, sono scaturite ulteriori indagini che hanno permesso di denunciare in stato di libertà l’uomo, per il reato di “esercizio abusivo della professione sanitaria”, in quanto avrebbe svolto una visita ginecologia con ecografia in assenza di titolo professionale.

A conclusione gli accertamenti ed allo stato degli atti, la Procura della Repubblica ha emesso nei confronti di M.P.G., un avviso di conclusione delle indagini preliminari ed informazione della persona sottoposta alle indagini sul diritto alla difesa.

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Incidente sul lavoro in Calabria, morto un 42enne

Tragico incidente sul lavoro in Calabria dove, un uomo, Giuseppe Cuzzola, di 42 anni, è morto nello stabilimento Hitachi Rail della città dello Stretto.

La vittima, da quanto comunicato dall'azienda, era titolare di una ditta esterna specializzata nella raccolta e smaltimento di materiali speciali industriali

Secondo quanto emerso dai primi accertamenti, l’uomo sarebbe rimasto schiacciato all’interno di un cassone durante la manovra di stoccaggio dei rifiuti che stava compiendo con un braccio meccanico.

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