Il quartiere Archi di Reggio Calabria ricorda il centenario del Milite ignoto

La comunità di Archi si ritroverà oggi, alle ore 11:30, presso il monumento al Milite Ignoto di Archi, per la solenne commemorazione che vedrà la deposizione della corona d'alloro. All’evento sono invitate le autorità civili e militari, le organizzazioni patriottiche e le associazioni combattentistiche, tutti i cittadini.

Un secolo fa, esattamente il 4 novembre 1921, ebbe luogo la tumulazione del Milite Ignoto nel sacello dell’Altare della Patria. Dopo la Prima Guerra Mondiale, le Nazioni che vi avevano partecipato vollero onorare i sacrifici e gli eroismi delle collettività nella salma di un anonimo Combattente, caduto armi in pugno. In Italia l’allora Ministero della guerra dette incarico ad un’apposita commissione di esplorare tutti i luoghi nei quali si era combattuto e di scegliere una salma ignota e non identificabile per ognuna delle zone del fronte: Rovereto, Dolomiti, Altipiani, Grappa, Montello, Basso Piave, Cadore, Gorizia, Basso Isonzo, San Michele, tratto da Castagnevizza al mare.

Il Parlamento approvò la legge 11 agosto 1921, n.1075, “per la sepoltura in Roma, sull’Altare della Patria, della salma di un soldato ignoto caduto in guerra”. Undici salme, una sola delle quali sarebbe stata tumulata a Roma al Vittoriano, furono trasportate nella Basilica di Aquileia. Qui venne operata la scelta tra undici bare identiche. A guidare la sorte fu chiamata Maria Bergamas, madre del Fante Italiano, Antonio Bergamas, morto durante la Grande Guerra, la cui scelta cadde sulla decima bara. La donna si accasciò gridando il nome del figlio. Arruolato nell’esercito Austriaco, il giovane Antonio Bergamas disertò per combattere tra le fila italiane e cadere nel 1916 sotto una raffica di mitraglia mentre guidava il suo plotone all’attacco. Il Feretro prescelto fu trasferito a Roma su ferrovia, con un convoglio speciale a velocità ridotta sulla linea Aquileia-Venezia-Bologna-Firenze-Roma, ricevendo gli onori delle folle presso ciascuna stazione e lungo gran parte del tracciato.

Tutte le rappresentanze dei combattenti, delle vedove e delle madri dei Caduti, con il Re in testa, e le Bandiere di tutti i reggimenti attesero l’arrivo del convoglio nella Capitale e mossero incontro al Milite Ignoto per rendergli solenne omaggio. Il Feretro fu poi scortato da un gruppo di dodici decorati di Medaglia d'Oro fino alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, al cui interno rimase esposto al pubblico. L’epilogo avvenne il 4 novembre 1921 con una solenne cerimonia. Più di trecentomila persone accorsero per quel giorno a Roma da ogni parte d’Italia e più di un milione di italiani fece massa sulle strade della Capitale. Il corteo avanzò lungo Via Nazionale, lungo la quale erano rappresentati i soldati di tutte le armi e di tutti i servizi dell’Esercito. Dinanzi al gran monumento, in piazza Venezia, uno smisurato picchetto fu schierato in quadrato, mentre 335 Bandiere dei reggimenti attendevano il Feretro. Prima della tumulazione, un soldato semplice pose sulla bara l’elmetto da fante.

I militari presenti e i rappresentanti delle nazioni straniere erano sull’attenti, mentre tutto il popolo in ginocchio. Il feretro del Milite Ignoto veniva quindi inserito nel sacello e così tumulato presso quel monumento che poteva ora ben dirsi Altare della Patria.

Così come, cento anni fa, gli sforzi effettuati per fare in modo che quel Soldato, voluto come “di nessuno”, potesse in realtà essere percepito come “di tutti”, al punto da trasformarsi nella sublimazione del sacrificio e del valore dei combattenti della Prima Guerra Mondiale e successivamente di tutti i Caduti per la Patria, oggi è giunto il momento in cui, in ogni luogo d’Italia, si possa orgogliosamente riconoscere la “paternità” di quel Caduto.

 

 

Giochi "pop it" pericolosi sequestrati in Calabria

I Carabinieri del Nas di Reggio Calabria hanno sequestrato oltre 150 giochi “pop it”, privi del marchio “Ce” e delle indicazioni sulla sicurezza e sul corretto uso per evitare danni alla salute.

I “pop it”, ovvero giochi formati da una sagoma morbida, con delle palline in rilievo cave, da spingere giù con le dita, sono stati trovati in un negozio gestito da un commerciante di nazionalità cinese.

Dopo aver effettuato il sequestro della merce non in regola con le normative italiane ed europee, i Nas hanno segnalato alle autorità competenti il titolare dell’esercizio commerciale, il quale rischia una multa fino  a 10 mila euro.

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Sorpreso a spacciare marijuana, arrestato

Un 42enne del luogo è finito in manette a Reggio Calabria, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di marijuana.

A stringere le manette attorno ai polsi dell’uomo sono stati i poliziotti della locale questura i quali, su segnalazione di un collega libero dal servizio, sono intervenuti in via Reggio Campi, dove era stata notata un’attività di spaccio di stupefacenti.

Giunti sul posto, gli agenti avrebbero sorpreso il 42enne a cedere droga a due persone.

E’ seguita, quindi, una perquisizione personale, nel corso della quale sono stati sequestrati 400 euro in contanti e sei  grammi di marijuana. Altri  900 grammi della stessa sostanza sono stati rinvenuti a casa dell’uomo, insieme a diverso materiale usato per confezionare e lavorare lo stupefacente.

‘Ndrangheta, operazione “Mala pigna” contro il traffico illecito di rifiuti: 29 misure cautelari

I Carabinieri forestale del Gruppo di Reggio Calabria, coadiuvati dai colleghi dei Reparti di Calabria, Sicilia, Lombardia ed Emilia Romagna e dai Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, con il supporto dello Squadrone eliportato "Cacciatori Calabria" e dell’8° Nucleo elicotteri di stanza a Vibo Valentia, hanno eseguito in diverse regioni italiane un’ordinanza di misure cautelari per vari reati, tra i quali: associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico illecito di rifiuti ed altri reati ambientali.

Il  provvedimento - emesso dal gip presso il Tribunale di Reggio Calabria, sulla base delle risultanze di un’indagine condotta dagli uomini dal Nipaaf (Nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale) di Reggio Calabria, sotto il coordinamento dalla locale Direzione distrettuale antimafia  - ha portato all’emissione di 29 misure cautelari personali, diverse delle quali rivolte ad esponenti apicali della ‘ndrangheta ed al sequestro di cinque aziende di trattamento rifiuti tra Calabria ed Emilia Romagna.

I dettagli dell’operazione, convenzionalmente denominata “Mala pigna”, verranno resi noti durante una conferenza stampa che si terrà questa mattina, alle ore 11.00, presso il Comando provinciale Carabinieri di Reggio Calabria, alla quale saranno presenti il Generale Antonio Pietro Marzo, Generale comandante delle unità forestali, ambientali e agroalimentari dei Carabinieri ed i vertici della Procura della Repubblica di Reggio Calabria.

Fuoco alle auto senza motivo: identificato il presunto autore

La Squadra mobile della Questura di Reggio Calabria ha eseguito una misura cautelare degli arresti domiciliari disposta dal gip del Tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di S.R., 39 anni, del luogo, accusato di aver incendiato alcune auto, tra cui un’ambulanza della Croce rossa.

Ad agevolare l’individuazione del presunto responsabile dei roghi, sono state le immagini di diversi impianti di videosorveglianza, sia pubblici che privati.

Per gli investigatori, alla base degli incendi ci sarebbe il precario stato psichico del 39enne.

Oltre che per gli incendi, l’uomo è stato deferito anche per i reati di minaccia aggravata e tentata estorsione ai danni di alcuni familiari, con i quali sarebbero in corso dissidi di natura economica.

Dopo l’arresto, il 39enne è stato posto ai domiciliari.

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Violazione norme anti Covid, sospese due attività

Un circolo privato e un centro scommesse sono stati sospesi dai carabinieri del  Nas, a Reggio Calabria, per violazione delle norme anti Covid.

In particolare, durante una serie di servizi di controllo, gli uomini dell’Arma hanno sorpreso gli avventori di entrambi gli esercizi privi delle necessarie mascherine. Come se non bastasse, in violazione delle norme contro il gioco d’ azzardo, nel centro scommesse erano presenti dieci minorenni.

Entrambe le attività sono state sospese per cinque giorni.

Complessivamente, durante le attività, i militari hanno sanzionato ben 17 persone.

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Sorpresi di notte a scaricare rifiuti sul greto di un torrente, denunciati

I militari della Stazione Carabinieri Forestale di Reggio Calabria, nei giorni scorsi, hanno sorpreso due soggetti che a bordo di un grosso autocarro erano in procinto di scaricare l’intero carico di macerie e rifiuti edili sul greto del torrente Valanidi, nei pressi della località “Oliveto” di Reggio Calabria. La zona era già posta all’attenzione dei militari dell’Arma poiché interessata da frequenti scarichi di rifiuti di varia natura ed oggetto, pertanto, di frequenti pattugliamenti anche notturni. E’ stato l’incedere a fari spenti dell’autocarro lungo una strada sterrata ad insospettire i militari che, seguendo il mezzo, sono giunti nei pressi di una briglia idraulica dello stesso torrente, dove l’autocarro si era posizionato in retromarcia in procinto di scaricare il cassone ribaltabile.

Qui è stato colto in flagranza di reato e per di più senza patente di guida, B.C. un sessantaduenne di Reggio Calabria, alla guida dell’autocarro risultato di proprietà di una azienda Reggina attiva nel settore del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti, a sua volta intestata al figlio, F.C di anni 35.

Ad entrambi è stato contestato il reato di trasporto e smaltimento illegale di rifiuti con deferimento all’Autorità Giudiziaria, che ha convalidato anche il sequestro dell’autocarro.

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Al Gom di Reggio Calabria “Il bergamotto d’argento” del “Kiwanis club Città dello Stretto”

Lo scorso venerdì, 10 settembre, il Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria è stato insignito del “Bergamotto d’argento”.

Il premio, conferito dal “Kiwanis club Città dello Stretto” di Reggio Calabria al Commissario Straordinario, Iole Fantozzi, in rappresentanza del Gom, è un significativo riconoscimento dell’operato dell’ospedale a tutela della salute di tutti i cittadini e, in particolare, nella battaglia contro il Covid-19, oltre che di un concreto rapporto di collaborazione ed interscambio tra la società civile reggina e il suo Ospedale.

La cerimonia di premiazione è avvenuta nell’ambito di una conferenza su “Eutanasia e terapie palliative - la cura come arte medica”, tenutasi all’Accademia Gourmet, che ha visto, tra gli altri, i saluti istituzionali del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, e l’intervento del direttore della Uoc Terapia intensiva, Sebastiano Macheda.

Il premio è stato assegnato al Gom con la seguente motivazione:

“Con la consegna del premio Bergamotto d’argento, il club Kiwanis Città dello Stretto, con profonda riconoscenza stima e gratitudine, vuole rivolgere un sentito ringraziamento al Commissario, al personale direttivo, al personale medico, agli operatori sanitari ed a tutti coloro che a vario titolo, sono stati e sono ancora in prima linea nella lotta di questa pandemia”.

In particolare è stato sottolineato come il Gom di Reggio Calabria, nella persona del commissario e di tutti i responsabili di direzione e di reparto, abbia dato risposte immediate mettendo in atto dei provvedimenti di natura organizzativa per il contenimento della diffusione del virus creando un Covid hospital autonomo con percorsi e reparti Covid dedicati gestito da personale altamente specializzato.

“La consegna rappresenta - scrivono in una nota i soci del Città dello Stretto - un riconoscimento doveroso per tutti coloro che hanno affrontato con abnegazione, con professionalità e umanità questo lunghissimo periodo segnato dal corona virus”.

Alla luce di questo, ed in considerazione della vicinanza dimostrata dal “Kiwanis club” anche attraverso le diverse donazioni effettuate in questi difficili mesi, la direzione aziendale del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria esprime la più profonda e sincera gratitudine.

“Sono onorata di ricevere il Bergamotto d’argento – afferma il commissario del Gom, ing. Fantozzi – e mi compiaccio in particolar modo della motivazione con cui questo riconoscimento viene assegnato a noi. Le vostre parole danno risalto a tutti i nostri sforzi e dimostrano che siamo riusciti a trasmettere, anche all’esterno, la nostra dedizione ed il nostro impegno. La battaglia contro il Covid-19 non è ancora finita – continua la Commissaria –, anzi inizia adesso una nuova fase della campagna vaccinale. Dal canto nostro, nonostante le difficoltà e la ristrettezza delle risorse, continueremo a fare del nostro meglio, a lavorare sodo, per contribuire a mettere la parola fine a questa brutta vicenda”.   

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