Rubano una costosa borsa, non ne comprendono il valore e la lasciano per strada

Gli uomini della polizia di Stato hanno rinvenuto, in via Sant’Agata al Fiume, a Reggio Calabria una borsa rubata venerdì scorso e abbandonata precipitosamente dai ladri durante l’inseguimento delle Volanti.

La borsa, di una nota e costosa marca, aveva al suo interno tutti i documenti e gli oggetti personali, tranne il borsellino contenente poche decine di euro.

La notizia del ritrovamento è statra accolta con gratitudine dalla proprietaria che, oltre ad aver recuperato i documenti, è tornata in possesso della sua preziosa borsa, il cui valore è ben superiore al contenuto del borsellino svuotato.

I ladri, evidentemente non comprendendone il valore, hanno deciso di disfarsene.

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Compiono un furto, ma vengono messi in fuga dall'intervento della polizia

Una pattuglia di poliziotti motociclisti del dispositivo Athena, è intervenuta in via Aschenez, a Reggio Calabria, dove era stato segnalato un furto su un'autovettura.

L'immediata attivazione del dispositivo di sicurezza ha costretto i malviventi ad allontanarsi dalla zona centrale della città a bordo di uno scooter, per rifugiarsi nel quartiere Ciccarello, dove hanno abbandonando il motociclo che era stato rubato il 19 aprile scorso nei pressi dello stadio cittadino.

Il mezzo sarà restituito al proprietario, una volta completati gli accertamenti di polizia scientifica per la rilevazione di impronte.

I poliziotti hanno, quindi, acquisito le immagini delle telecamere del centro storico per cercare d'individuare gli autori del reato.

 

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Scoperti mille falsi braccianti, truffa all'Inps da 5 milioni di euro

I finanzieri del Gruppo di Locri, in collaborazione con il personale dell’ufficio vigilanza ispettiva dell’Inps di Reggio Calabria, hanno scoperto una truffa aggravata compiuta ai danni dell’Istituto di previdenza, da 31 aziende agricole operanti nella Locride.

In particolare, nel periodo intercorso tra il 2012 ed il 2018, oltre mille persone sarebbero state assunte in maniera fittizia, con un conseguente costo per le casse dello Stato di circa 5 milioni di euro.

Per le fiamme gialle, le imprese avrebbero presentato all’ente previdenziale falsi contratti di affitto o comodato di terreni riconducibili anche a persone completamente estranee alla truffa e denunce aziendali trimestrali fasulle con le quali sarebbe stato attestato l’impiego, mai avvenuto, di operai, al fine di consentire l’indebita percezione d’indennità di disoccupazione, malattia, assegno nucleo familiare e maternità.

Nel corso delle indagini sono state ricostruite le presunte false dichiarazioni e le comunicazioni fatte all’Inps dai datori di lavoro.

Come se non bastasse, le aziende indagate avrebbero evaso 770 mila euro di contributi previdenziali.

Nel corso degli accertamenti economico-patrimoniali effettuati a carico di alcuni braccianti, i militari hanno scoperto, inoltre, il possesso di beni mobili di lusso e immobili di pregio a fronte della modesta situazione reddituale dichiarata.

Le indagini si sono concluse, quindi, con la denuncia dei rappresentanti legali delle imprese, per le ipotesi di reato di truffa aggravata ai danni dell’Inps e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.

I mille falsi braccianti, alcuni dei quali in passato già deferiti per associazione a delinquere di stampo mafioso, sono stati, invece, segnalati per il reato di truffa aggravata in concorso con il fittizio datore di lavoro.

Sorpresi a incendiare cavi di rame rubati, due fratelli in manette

Due fratelli reggini, S.V. e A.V., di 44 e 47 anni, sono stati arrestati dalla polizia di Stato di Reggio Calabria, perché sorpresi ad incendiare cavi di rame.

L’arresto è scaturito in seguito ad una telefonata alle forze dell’ordine con la quale è stata segnalata la presenza di una densa nube di fumo, in località San Gregorio della città dello Stretto.

Giunti sul posto, gli agenti hanno trovato i due fratelli intenti ad incendiare un ingente quantitativo di cavi di rame, di provenienza furtiva, al fine di separare il metallo dalla guaina esterna.

Oltre ai 140 chili di rame rinvenuti, il cui valore commerciale si aggira sui mille euro, i poliziotti hanno sequestrato l’auto usata per il trasporto.

Per i due fratelli, invece, sono scattati gli arresti per ricettazione e combustione illecita di rifiuti.

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Violentato una coetanea, tre ventenni in manette

Violenza sessuale di gruppo nei confronti di una coetanea ed atti osceni, questa l'accusa con la quale gli uomini della questura di Reggio Calabria hanno tratto in arresto tre giovani, C.D. di 20 anni, F.S. (20) e C.G. (21)..

La misura cautelare giunge al termine delle indagini che hanno consentito di far luce su una drammatica vicenda di violenza sessuale posta in essere, durante una serata danzante in una località del basso Ionio reggino, nel corso della quale, gli arrestati avrebbero approfittato dello stato di ebbrezza di una ragazza poco più che diciottenne, per abusarne a turno.

Dalla ricostruzione dei fatti operata dagli investigatori della Squadra mobile è emerso che durante la notte di San Lorenzo, la diciottenne avrebbe subito violenza sessuale da almeno tre giovani, sulla spiaggia prossima ad una discoteca.

L’allarme dei presunti abusi sessuali subiti dalla ragazza era stato lanciato da alcuni passanti.

La giovane, quindi, era stata portata in ospedale da un’ambulanza per essere sottoposta al protocollo sanitario previsto per le vittime di violenza sessuale.

Le indagini, che si sono avvalse tra l'altro, d'intercettazioni telefoniche ed ambientali e dell'esame del Dna, hanno permesso d'identificare i presunti responsabili nei tre ventenni. 

C.D., dovrà rispondere anche del reato di violenza o minaccia volta a costringere taluno a commettere un reato, dal momento che avrebbe cercato d'indurre una testimone a non raccontare ciò che aveva visto.

Nell'ambito della stessa operazione, denominata "Perseidi", il gip ha emesso una misura cautelare di presentazione alla polizia giudiziaria a carico di B.E.di 20 anni, M.A. (19) e F.S. (20), perchè ritenuti responsabili del reato di favoreggiamento.

Gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati condotti in carcere.

Strappano una catenina dal collo di un 60enne, arrestati

Al termine di articolate indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, gli uomini della questura reggina hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal gip presso il tribunale di Reggio Calabria, nei confronti di Francesco Hasni e Massimo Tomasello, rispettivamente di 21 e 41 anni.

I due sono accusati del reato di rapina in concorso, poichè avrebbero spinto e fatto cadere un sessantenne, al quale avrebbero strappato dal collo una collana con crocefisso in oro.

I presunti responsabili del crimine, sono stati individuati grazie alle immagini dei sistemi di video sorveglianza.

 

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Trovato in possesso di marijuana, arrestato un nigeriano di 20 anni

Gli uomini della polizia di Stato hanno arrestato, a Reggio Calabria, un cittadino nigeriano di 20 anni, responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

L'arresto è scattato in seguito ad una chiamata con la quale era stata segnalata una lite tra extracomunitari, scoppiata in un'abitazione.

Giunti sul posto, i poliziotti hanno sottoposto a controllo quattro cittadini di nazionalità nigeriana, uno dei quali è stato trovato in possesso di 43 grammi di marijuana.

Una volta condotto negli uffici della questura, l'arrestato si è scagliato contro gli agenti, colpendoli con calci e pugni.

Al termine degli accertamenti sugli altri inquilini dell’appartamento, due cittadini nigeriani di 20 e 21 anni sono risultati irregolari sul territorio nazionale ed a loro carico il questore ha immediatamente emesso un decreto di espulsione con accompagnamento coatto presso il Centro di permanenza per i rimpatri di Potenza. 

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Cocaina nascosta nel vano della ruota di scorta, arrestato 65enne

Detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Questa l'accusa con la quale i carabinieri della Stazione di Reggio Calabria - Rione Modena hanno tratto in arresto il sessantacinquenne  Salvatore Fazio.

In particolare, durante una perquisizione, nel vano della ruota di scorta dell’auto dell'uomo sono stati rinvenuti 30 grammi di cocaina.

Dopo aver sequestrato lo stupefacente, i militari hanno tratto in arresto Fazio, che è stato posto ai domiciliari, in attesa di rito direttissimo, al termine del quale il giudice ha deciso di applicare la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

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