Rifiuti usati per alimentare un forno, sequestrato un panificio

I militari del Nipaaf (Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale) di Cosenza, in collaborazione con gli uomini della locale Stazione carabinieri forestale, hanno posto sotto sequestro un panificio attivo in contrada "Ciavola" della città bruzia.

Il provvedimento è stato eseguito al termine di un controllo, nel corso del quale i militari hanno denunciato il titolare ed un dipendente dell'attività, per violazione alla normativa ambientale.

In particolare, durante l'attività i carabinieri forestali hanno individuato un ingente quantitativo di rifiuti (truciolati in legno, compensato in legno, mobili laccati, sedie ecc...), posto a margine della strada, in prossimita del panificio.

I militari hanno accertato che i rifiuti venivano usati per la combustione all’interno del forno.

Rifiuti che, per la tipologia del forno a “cottura indiretta”, non erano a contatto con gli alimenti prodotti dall’attività.

I militari hanno accertato in flagranza, la gestione, il deposito e lo smaltimento illecito dei rifiuti.

Gli indagati dovranno rispondere, inoltre, di emissione di fumi provenienti dalla combustione dei rifiuti speciali, senza alcuna autorizzazione e senza alcun metodo di filtraggio.

Infine, durante l’ispezione sarebbe stata riscontrata la presenza di un'impastatrice contenente circa 200 chili di farina, negli stessi locali in cui erano presenti i rifiuti.

Al termine del controllo, i due uomini sono stati denunciati in concorso, mentre il panificio, i rifiuti e le attrezzature utilizzate per la panificazione sono stati posti sotto sequestro.

 

 

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Deposito incontrollato di rifiuti, due fratelli denunciati nel Vibonese

I militari della Stazione di Limbadi, del Nas di Catanzaro e del Comando Gruppo carabinieri forestali di Vibo Valentia, hanno sottoposto a controllo due aziende agricole di Caroni di Limbadi, di proprietà di due fratelli di 53 e 52 anni.

Nel corso della loro attività, gli uomini dell'Arma hanno riscontrato che, in un’area di loro proprietà, entrambi i fratelli avrebbero scaricato illegalmente 60 metri cubi di rifiuti zootecnici posti direttamente a contatto con il suolo.

Per tale ragione, i due imprenditori sono stati deferiti all'autorità giudiziaria. Contestualmente, i militari hanno posto sotto sequestro il terreno sul quale sono stati individuati i rifiuti.

Infine, dal controllo ai capi di bestiame di proprietà dei due fratelli, sarebbe emerso che molti degli ovini, anche di età superiore ai 6 mesi, non avevano i boli ruminali, necessari al “censimento” dell’animale e per testarne la sicura provenienza.

Pertanto, oltre ad elevare una sanzione di 3 mila euro, i carabinieri hanno effettuato il sequestro di 223 ovini.

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La Regione pronta a posticipare di 6 mesi il termine per il passaggio ai comuni della gestione dei rifiuti

La Regione si dice pronta ad accogliere la richiesta dei comuni calabresi che avevano sollecitato la proroga di sei mesi dei termini per il passaggio definitivo delle competenze in materia di rifiuti.

È quanto comunica il presidente di Anci Calabria, Gianluca Callipo, che ieri ha ricevuto dagli uffici regionali la risposta ufficiale all’istanza presentata affinché fosse differito il termine ultimo del 30 giugno. Una richiesta che era già stata oggetto di un proficuo incontro con l’assessore all’Ambiente Antonella Rizzo, alla quale erano state illustrate le difficoltà in merito alla piena attuazione della normativa sancita dalla legge regionale 14/2014, che prevede il subentro dei comuni nei contratti per la gestione dell’intero ciclo dei rifiuti (dunque non solo raccolta e trasporto) tramite i cinque Ambiti territoriali ottimali (Ato) che coincidono con i rispettivi territori provinciali. 

Nonostante l’impegno delle amministrazioni comunali, ritardi si sono accumulati in particolare nei processi di adesione agli Ato, alcuni dei quali non sono ancora pienamente operativi per problemi organizzativi legati talvolta al mancato versamento delle quote necessarie per il funzionamento della gestione associata, nonché per carenza di personale e lacune formative legate alle nuove competenze.

Una serie di motivi che hanno indotto Anci a farsi portavoce della richiesta dei comuni di posticipare la scadenza del passaggio. 

La Regione ha risposto a stretto giro, dicendosi disponibile a rimandare il termine ultimo al 31 dicembre 2018, a patto che i sindaci dei comuni capofila convochino con urgenza un’assemblea delle Amministrazioni che fanno parte dei diversi Ato, al fine di deliberare l’espresso impegno al rispetto del nuovo termine, con l’approvazione entro il 30 novembre delle delibere comunali di ratifica dei contratti di subentro.

«È quello che chiedevamo - commenta Callipo - e per questo ringrazio l’assessore Rizzo, i dirigenti e gli uffici regionali con i quali abbiamo lavorato. Il passaggio alla gestione autonoma dell’intero ciclo dei rifiuti è un adempimento molto delicato, che porta con sé conseguenze amministrative rilevanti. I comuni si impegneranno a dare le garanzie richieste e fare la propria parte, fermo restando la necessità che la Regione ci affianchi con personale esperto e qualificato, che possa accompagnare i Comuni nell’organizzazione e nell’avvio della gestione associata del ciclo dei rifiuti».

 

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Calabria, il Movimento 5 stelle sostiene la petizione dei cittadini per fare luce sulla gestione rifiuti

"Sono state discusse al Parlamento europeo due petizioni riguardanti la Calabria, una relativa alla gestione dei rifiuti solidi urbani, l’altra sul traffico illecito dei rifiuti tossici radioattivi. Un’emergenza ambientale e sanitaria che dura da decenni. Sosteniamo la voglia di cambiamento che arriva dai cittadini calabresi. Il Piano regionale di gestione dei rifiuti presenta numerose criticità. Non c’è una chiara ed efficace strategia per la riduzione, il riuso, il riciclo e l'informazione ai cittadini come prevedono le direttive europee. Inoltre, si fa largo uso dell'inceneritore di Gioia Tauro e dei cementifici per bruciare il combustibile solido secondario. Queste scelte politiche fallimentari avvantaggiano le lobby dei signori delle discariche e favoriscono le commistioni tra politica, business e criminalità organizzata”.

Ad affermarlo, è l’europarlamentare del Movimento 5 stelle Laura Ferrara. 

“La Commissione europea deve finanziare programmi di monitoraggio dei suoli e dei mari che prevedano, attraverso l’uso di tecnologie, l’individuazione di siti potenzialmente inquinati. Un esempio che andava in questa direzione è stato il progetto MIAPI, Monitoraggio e Individuazione delle Aree Potenzialmente Inquinate, cofinanziato con i fondi europei”, conclude Laura Ferrara. 

Ciclo dei rifiuti e navi dei veleni in Calabria, se ne discute a Bruxelles

"Quella di domani (mercoledì 21 marzo) sarà una giornata importante per la tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini in Calabria".

E' quanto si legge in una nota diffusa dall'eurodeputata Laura Ferrara (M5s).

In Commissione Peti, infatti, si dicuterà dello studio portato avanti dalla Commissione e rilasciato qualche giorno fa, che accorpa la petizione lanciata nel 2013 dal meetup di Cosenza “Amici di Beppe Grillo”, sul ciclo dei rifiuti in Calabria e la petizione sul traffico di rifiuti radioattivi e tossici e le navi dei veleni che si ritiene siano state affondate nei mari calabresi con correlati casi di tumori.
"La discussione di domani è molto importante per il nostro territorio, anche perchè – precisa Ferrara – le risposte che la Commissione ha dato per entrambe le petizioni non ci soddisfano.
Sono veramente tanti i temi da portare all'attenzione della Commissione, dal piano regionale dei rifiuti, ancora inattuato e decisamente inadeguato, alla correlazione tra ambiente e salute, fino alla sanzione comminata all´Italia per le discariche abusive (il nostro Paese ha già pagato 178 milioni di euro di multa). La Calabria era una delle regione con il maggior numero di siti da bonificare, circa 200 su scala nazionale. Ad oggi non è dato sapere quali interventi siano stati adottati a livello regionale per la bonifica delle aree identificate come discariche irregolari, ancora 23 (quelle censite) in Calabria e che devono essere bonificate, una criticità che rimane aperta anche per la Commissione europea.
Alla petizione sul traffico dei rifiuti radioattivi e le navi dei veleni, la Commissione risponde che non ci sarebbero navi affondate recentemente con rifiuti radioattivi, così come vuole essere rassicurante circa l'incremento dell'incidenza tumorale.
Alla luce di questo, chiederò che vengano fatti monitoraggi approfonditi e più seri, magari, così come suggerito dal deputato Paolo Parentela che sulla questione molto si è speso, utilizzando l'innovazione tecnologica che abbiamo a disposizione, un esempio da emulare potrebbe essere il progetto Miapi.
La presenza di rifiuti tossici e radioattivi e l'aumento esponenziale di patologie tumorali in Calabria è a nostro avviso strettamente collegato e l'Europa non può tapparsi gli occhi di fronte a questa emergenza per difendere interessi terzi. La bonifica delle aree inquinate, una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti, uno studio attento dei casi di tumore nelle cosidette terre dei fuochi. Chiederemo questo – conclude la parlamentare europea - e non ci fermeremo perché la salute dei cittadini e la tutela del territorio è per noi fondamentale e deve diventarlo anche per le Istituzioni».

Calabria: in aumento la percentuale di rifiuti differenziati

Si è ufficialmente concluso il periodo concesso ai Comuni calabresi per integrare, o comunicare per la prima volta se assenti, i dati sull’andamento della raccolta differenziata, il Catasto regionale rifiuti dell’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Calabria) ha pubblicato oggi sul sito web dell’Agenzia (www.arpacal.it) il definitivo Report regionale per la raccolta differenziata 2017 (riferito a dati 2016) .

Sono stati 57, su un totale di 409, i Comuni calabresi che hanno usufruito di questi “tempi supplementari”, previsti dal Regolamento sull’acquisizione dei dati, che hanno determinando un incremento percentuale della base dati utile del 14% e, ovviamente, anche del valore totale della raccolta differenziata: si è passati, infatti, dal 27% del report “provvisorio”, al 31,20% di quello definitivo ( +4,2 %).

Anche le province hanno potuto godere di questa fase di integrazione, determinando un aumento dei Comuni che hanno provveduto ad inviare i dati, ed anche un incremento del totale della differenziata.

La provincia di Catanzaro passa dal 30,46% al 38,13% di raccolta differenziata, grazie all’integrazione di 15 Comuni.

La provincia di Cosenza passa dal 37,40% al 41,58% di raccolta differenziata, grazie all’integrazione di 23 Comuni.

La provincia di Crotone passa dal 9,87% al 12,56% con 5 Comuni che hanno integrato i dati.

La provincia di Reggio Calabria aumenta la differenziata dal 19,01% al 21,63%, con 10 Comuni che hanno integrato i dati.

La provincia di Vibo Valentia, con 4 Comuni che hanno integrato i dati, passa dal 21,69% al 22,62%.   

 

Sequestrata ex area industriale adibita a discarica

I carabinieri forestale del Nucleo investigativo e della Stazione di Reggio Calabria, hanno sottoposto a sequestro preventivo un'ex area industriale di circa 2,5 ettari, situata nella città dello Stretto.

Nel sito, in evidente stato di degrado ed accessibile a chiunque, sono stati rinvenuti rifiuti speciali, anche pericolosi, depositati in modo incontrollato sia nelle aree esterne che all'interno di alcuni locali.

In seguito ad una ricognizione, i militari hanno riscontrato la presenza di ingenti quantitativi di rifiuti miscelati in modo incontrollato, sia di natura urbana (rifiuti solidi urbani, rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, elettrodomestici vari) che industriale (quali materiali di risulta edile, pneumatici fuori uso, fusti metallici deteriorati, alcuni dei quali contrassegnati da avviso di alta infiammabilità e di tossicità), nonchè rifiuti pericolosi quali solventi, lastre di cemento amianto e soda caustica.

Una parte dei rifiuti era stata data alle fiamme.

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Sequestrata discarica con 4 mila metri quadrati di rifiuti pericolosi

Gli uomini della capitaneria di porto di Reggio Calabria ed il titolare del locale ufficio marittimo hanno sequestrato una discarica abusiva, nella quale erano stati scaricati oltre 4 mila metri quadi di rifiuti pericolosi e non.

L'area, nella quale erano ammassati vecchi elettrodomestici, scarti di attività di costruzione e demolizione, inerti e lastre di eternit, è stata individuata in località foce del Torrente Praialonga di Bagnara Calabra.

Una volta sigillata e posta sotto sequestro, la discarica è stata affidata in custodia al Dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Bagnara, competente per quanto riguarda le successive attività di bonifica.

L’attività di polizia giudiziaria è stata convalidata dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta del magistrato titolare delle indagini.

 

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