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Serra, da domani riprenderà il servizio di raccolta dei rifiuti indifferenziati

È in programna per domani (27 maggio), la ripresa del servizio di raccolta dei rifiuti indifferenziati a Serra San Bruno.

È quanto si apprende in un avviso alla cittadinanza diffuso dal Comune. 

Nella comunicazione, s'invita la "popolazione" alla "corretta esposizione del rifiuto, esclusivamente presso l’ingresso della propria abitazione: nelle giornate prestabilite dal calendario, dalle ore 6,30 alle ore 8,30".

Fabrizia: raccolta rifiuti, il sindaco Fazio emette un'ordinanza

Il sindaco di Fabrizia, Francesco Fazio ha emesso un’ordinanza destinata a regolamentare ulteriormente il servizio “Porta a porta” dei rifiuti.

Il provvedimento finalizzato, tra l’altro, ad incrementare la percentuale di  raccolta differenziata, dispone una serie d’indicazioni destinate agli utenti.

La misura, oltre a ribadire il divieto di “abbandono indiscriminato sul suolo pubblico di rifiuti differenziati e non differenziati, ed il conferimento degli stessi con modalità e orari difformi a quelli previsti”, prescrive di “conferire i rifiuti urbani  in regime di raccolta differenziata secondo la modalità del ‘porta a porta’ stabilite”.

I cittadini vengono pertanto invitati, a conferire il materiale all’esterno dell’abitazione, dalle ore 7 alle ore 8, nel rispetto del seguente calendario:

Lunedì – Umido/Pannolini

Martedì - Multimateriale

Mercoledì – Umido/Pannolini

Giovedì -Carta/cartone/Vetro

Venerdì –Umido/Pannolini/ Indifferenziato.

Infine, viene ricordato che gli indumenti usati vanno conferiti negli appositi contenitori, mentre per la consegna dei materiali ingombranti è necessario contattare la seguente utenza: 0963314001.

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Rifiuti, blocco per la possibilità di scaricare per i Comuni del Vibonese. Tassone: “Inaccettabile, questa ingiustizia deve finire subito”

“Ho avuto modo di sentire l’assessore regionale all’Ambiente, Sergio De Caprio, che mi ha riferito che è stato avviato un tavolo istituzionale che dovrebbe portare a stretto giro di posta alla risoluzione della questione per la quale non è possibile procedere con il conferimento dei rifiuti. Si tratta di un problema inaccettabile, soprattutto in un momento di emergenza”. Il consigliere regionale Luigi Tassone, che esprime “solidarietà ai sindaci che si sono trovati a fare i conti con questo problema che, anche per la mia esperienza, so essere motivo di gravi disagi”, prende posizione ed auspica che “questa risoluzione avvenga nel più breve tempo possibile e che cessi anche l’ingiustizia per la quale i Comuni del Vibonese siano costretti a scaricare secondo un penalizzante ordine di priorità”.
“È inaccettabile – precisa Tassone - che siano stilate graduatorie di precedenza imponendo di fatto un blocco alla possibilità di scaricare ai Comuni del Vibonese che, comunque, sono in regola con il versamento delle spettanze”. “Non è certo questo – conclude – il momento delle guerre fra poveri, è invece il momento di dare risposte usando la logica del confronto”.

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Coronavirus: il ruolo di Arpacal nell'ordinanza regionale sulla gestione dei rifiuti

L’impegno dell'Agenzia, in qualità ente di supporto tecnico-scientifico, è quello di fornire al decisore regionale il maggior numero di dati ed informazioni ambientali pertinenti, in maniera tale da poter seguire e guidare efficacemente la filiera della produzione e gestione dei rifiuti in questo periodo di emergenza”.

E’ quanto dichiara il direttore generale dell’Arpacal, Domenico Pappaterra, all'indomani della ordinanza del presidente della giunta regionale, Jole Santelli, che coinvolge l’Agenzia nelle azioni di monitoraggio sulla corretta gestione dei rifiuti in Calabria in questo periodo di emergenza covid-19, che ha un impatto importante anche sulla regolare produzione e gestione dei rifiuti urbani, e sulla quale l’Istituto superiore di sanità prima e il Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (Snpa) poi hanno prodotto delle linee guida nelle quali forniscono utili direttive tecniche.

In Calabria, la Regione ha già trasmesso ai Comuni i documenti per informarli sulle accortezze tecniche e procedurali da seguire.

Così il 10 aprile scorso, il presidente della giunta regionale, con un'ordinanza, ha fissato anche una precisa regolamentazione sulla gestione dei rifiuti – dalla raccolta sino al trattamento negli impianti autorizzati – con particolare riguardo ai Comuni in cui siano state individuate persone positive al coronavirus o vi siano abitanti che debbano rimanere in casa per la cosiddetta quarantena obbligatoria anche se non in positività. Il fine ultimo è quello di non incidere negativamente sulla filiera produttiva che si occupa della gestione dei rifiuti, ma anche quella di garantire una maggiore sicurezza della salute dei cittadini e dei lavoratori del comparto nei casi di raccolta di rifiuti provenienti da soggetti positivi al covid-19.

Per seguire l’intero flusso di dati del settore, anche per verificarne l’adempimento all'ordinanza, la Regione Calabria ha così incaricato l’Arpacal – già in contatto costante con l’assessore all'Ambiente, Sergio De Caprio - di raccogliere dai Comuni calabresi le informazioni necessarie per monitorarne l’andamento della produzione dei rifiuti. L’Arpacal, infatti, tra le sue competenze istituzionali ha anche la gestione del Catasto regionale rifiuti, sulla base del quale produce e divulga annualmente il report sulla produzione di rifiuti urbani e differenziati in Calabria.

L’agenzia ambientale calabrese, parte integrante del Sistema nazionale della protezione dell’ambiente, in questo periodo emergenziale ha già contribuito con la sua partecipazione alle riunioni del Consiglio nazionale Snpa in cui sono state approvate le linee guida che dettano le più adeguate accortezze tecniche sulla gestione dei rifiuti.

Così, nel fine settimana pasquale, in parallelo con l’ordinanza del presidente della Regione Santelli, l’Arpacal ha trasmesso a tutti i comuni una dettagliata richiesta di dati per avviare subito quanto richiesto dall'ordinanza stessa.

Ogni settimana, è previsto, l’Arpacal riceverà i dati dai Comuni, li elaborerà e, successivamente, li trasmetterà alla stessa Regione per i provvedimenti conseguenti.

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Blocco del conferimento dei rifiuti in discarica, lo sdegno dell’Ato di Vibo

"I sindaci dell’Ato di Vibo esprimono profondo sdegno per la decisione del direttore dell’Ato di Catanzaro di bloccare il conferimento dei rifiuti presso gli appositi impianti ai comuni non in regola con il versamento degli oneri. In un momento di estrema emergenza sanitaria si tratta di una decisione ingiustificata che creerebbe una gravissima emergenza nell’emergenza sanitaria generale, andando a minare ulteriormente la salute pubblica. Potremmo capire una così drastica risoluzione in un periodo di “normalità”, ma non adesso, quando ben altre e ben più serie sono le preoccupazioni dei cittadini e degli amministratori chiamati a dar loro risposte, trovandosi, tra le altre cose, alle prese con uffici comunali che funzionano a singhiozzo, per via della discontinuità lavorativa dei dipendenti. Tra l’altro il governo nazionale ha chiesto di prorogare le scadenze dei tributi, per cui i comuni, non incassando, hanno a loro volta difficoltà a pagare. In questi giorni di estrema incertezza assistiamo a gesti di solidarietà che provengono da ogni dove, anche e soprattutto da parte dei privati, che prestano il loro aiuto alle autorità in vari modi, con senso di umana responsabilità. Un senso di responsabilità che qui, inconcepibilmente, viene messo da parte, andando contro, tra l’altro, all’ordinanza emessa lo scorso 11 marzo dal presidente della giunta regionale che, in ottemperanza alle misure urgenti per prevenire e getire l’emergenza epidemiologica da Covid – 19, impone con decorrenza immediata assoluta continuità nel trattamento dei rifiuti urbani da parte di tutti i gestori degli impianti pubblici e privati di interesse pubblico. Il tutto, come detto, al fine di evitare un aggravarsi dell’attuale emergenza sanitaria. Il blocco del conferimento, pertanto, non si configura solo come un arbitrario gesto di immotivata insensibilità ma, cosa più grave, va contro a delle sacrosante direttive regionali, prese per evitare di minare ulteriormente la salute pubblica. Per questa ragione se i privati rimangono sordi di fronte ad un allarme planetario, i sindaci interessati invocano a gran voce l’intervento della regione Calabria, chiamata a svolgere il proprio ruolo di garante dell’incolumità collettiva e a far ritrovare la ragione ai gestori degli impianti di Catanzaro e provincia, prima che la situazione diventi irreparabile. In una fase così delicata come mai nella storia recente era capitato di affrontare gli scriventi, indignati, confidano nel senso di responsabilità della presidente Santelli, affinché si adoperi nell’immediata risoluzione di questa urgente ed indifferibile problematica".

È quanto si legge in una nita dei sindaci dell’Ato di Vibo

Abbandono di rifiuti, una denuncia

I carabinieri forestale di Corigliano hanno posto sotto sequestro un'area di circa 300 metri quadri e denunciato l’amministratore di una ditta di manufatti di cemento per abbandono e deposito incontrollato di rifiuti.

Il provvedimento è stato eseguito in seguito ad un controllo effettuato nella zona industriale di Corigliano Rossano.

In particolare, i militari hanno notato, a ridosso della Ss 106, un cumulo di rifiuti composto da pezzi di manufatti in cemento, pannelli ad altre tipologie di rifiuti speciali non pericolosi, quali ingombranti, pneumatici, Raee, materiale plastico, calcinacci, blocchi di cemento, scaffali di legno, mattonelle ed altro.

Dopo aver predisposto un posto d'osservazione al fine di risalire all’autore dell’illecito, i carabinieri forestale hanno individuato il dipendente di una ditta del luogo il quale con l’ausilio di una pala meccanica, trasportava e scaricava rifiuti nella zona interessata.

Una volta bloccato il mezzo, gli uomini dell'Arma hanno identificato e denunciato l’amministratore della ditta che avrebbe commissionato al dipendente l’abbandono di rifiuti.

Al vaglio degli inquirenti c'è anche la posizione del dipendente.

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Abbandonano rifiuti non pericolosi, sei persone sanzionate

Abbandono di rifiuti non pericolosi. È quanto hanno contestato a sei persone, i carabinieri forestale della Stazione di Rossano (Cs).

In particolare, durante un controllo nei pressi del Torrente Colognati, i militari hanno scoperto un cumulo di rifiuti di vario genere.

Dopo aver passato al setaccio il materiale rinvenuto, gli uomini dell'Arma hanno scovato documenti che hanno permesso di risalire ai presunti responsabili dell'abbandono dei rifiuti.

I sei, una volta, identificati sono stati sanzionati con una multa da 600 euro e con l'obbligo di rimuovere il materiale smaltito illecitamente.

In un'altra attività effettuata in località “Pennino Donnanna”, nel comune di Corigliano – Rossano, i carabinieri hanno sanzionato con 50 mila di euro di multa una persona responsabile di aver estirpato, senza autorizzazione, cinquanta piante d'ulivo.

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Sorpreso a bruciare rifiuti, denunciato

Un 34enne di nazionalità romena è stato colto in flagranza dai carabinieri mentre bruciava rifiuti a Brancaleone (Rc).

In particolare, i militari della Compagnia di Bianco hanno beccato M.C., di 34 anni, mentre appiccava il fuoco ai rifiuti contenuti in un cassonetto, in un’isola ecologica, in contrada Pantano di Brancaleone.

Gli uomini dell’Arma, che avevano intensificato i controlli dopo essere intervenuti in seguito ad alcuni incendi di rifiuti avvenuti nei giorni scorsi, hanno sorpreso sul fatto il responsabile.

L’uomo alla vista dei carabinieri è corso via a gambe levate, non abbastanza, però, per sfuggire ai militari, che lo hanno rincorso e bloccato poco dopo.

Inevitabile, quindi, la denuncia alla Procura della Repubblica di Locri, dove dovrà rispondere dei reati di smaltimento illecito di rifiuti e danneggiamento seguito da incendio.

 

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