Sequestrata una discariba abusiva, una denuncia

I carabinieri della locale Stazione hanno sequestrato un’area di circa 170 metri quadrati, in viale Rimembranze, nel comune di Bagnara Calabra e deferito all’autorità giudiziaria il proprietario.

I militari hanno rinvenuto sul posto, quintali di rifiuti pericolosi e non, quali: materiali ferrosi, arredi in legno, elettrodomestici e materiali industriali.

L’area, di proprietà di un privato cittadino versava in precarie condizioni, pertanto gli uomini dell’Arma hanno circoscritto la zona sottoponendola a sequestro.

Dopo aver denunciato in stato di libertà il proprietario del terreno, i carabinieri hanno avviato le indagini finalizzate ad identificare eventuali responsabili dell’abbandono dei rifiuti.

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Sorpresi a bruciare rifiuti, denunciati

Un imprenditore di Cerzeto (Cs) e due suoi operai sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Cosenza per aver smaltito un cumulo di rifiuti attraverso la combustione illecita.

Alla denuncia dei tre si è arrivati in seguito ad un controllo, dopo che i carabinieri forestale delle Stazione di Montalto e Cerzeto sono stati attirati da una colonna di fumo  proveniente dall’azienda dell’imprenditore il quale, insieme a due operai, è stato colto a smaltire illecitamente svariate fibre di lana resinosa, scarti di materiale legnoso, segatura ed altri residui di lavorazione.

Una volta spente le fiamme, i militari hanno accertato sul luogo le tracce di diversi roghi.

L’area interessata, di circa 400 metri quadrati, un contenitore e due fusti colmi di rifiuti di lavorazione sono stati posti sotto sequestro.

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Gettano rifiuti in strada, individuati tramite scontrini e bollette

I carabinieri di Palizzi Marina (Rc) ed i colleghi forestale di Brancaleone sono intervenuti a Palizzi e nella frazione Spropoli, dove hanno individuato tre discariche abusive, nelle quali erano stati abbandonati rifiuti di vario genere.

Durante l'ispezione di alcuni sacchetti, i militari hanno trovato scontrini, bollette e corrispondenza che hanno permesso di risalire ai responsabili dell'abbandono, ovvero cinque persone che sono state immediatamente sanzionate con multe da 600 euro ciascuno.

 

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Gettano rifiuti in strada, individuati tramite scontrini e bollette

I carabinieri di Palizzi Marina (Rc) ed i colleghi forestale di Brancaleone sono intervenuti a Palizzi e nella frazione Spropoli, dove hanno individuato tre discariche abusive, nelle quali erano stati abbandonati rifiuti di vario genere.

Durante l'ispezione di alcuni sacchetti, i militari hanno trovato scontrini, bollette e corrispondenza che hanno permesso di risalire ai responsabili dell'abbandono, ovvero cinque persone che sono state immediatamente sanzionate con multe da 600 euro ciascuno.

 

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Reggio, CasaPound: "La città della Rivolta in uno stato rivoltante"

Riceviamo e pubblichiamo

"Scenario disgustoso, a tratti disarmante, quello che si presenta con cadenza quotidiana davanti gli occhi dei cittadini reggini. L’esasperazione è palpabile: basti tener nota delle innumerevoli manifestazioni di protesta che – tramite ogni canale, da internet alla piazza –  si stanno susseguendo non solo negli ultimi mesi, ma dall'insediamento di questa disastrosa giunta comunale.

E’ – ahinoi – risaputo che i quartieri della Città Metropolitana versino in condizioni pietose, ma neanche il centro storico se la passa meglio. Dopo aver ricevuto svariate segnalazioni, vogliamo accendere i riflettori sullo stato di abbandono e degrado in cui si trova la preziosa Tomba Ellenistica in via Demetrio Tripepi, in pieno centro città.

Già nell'Ottobre del 2016, il Parco Archeologico era stato ripulito e riconsegnato ai cittadini dai militanti di CasaPound, che erano intervenuti dopo aver accolto il grido disperato da parte dei residenti. Oggi, a distanza di anni da quell’opera di bonifica, non si può far altro che evidenziare come la situazione sia rimasta totalmente invariata, se non peggiorata, sotto il silenzio assordante e l’indifferenza di chi invece dovrebbe avere a cuore le sorti della città e dei suoi cittadini.

Le immagini (che alleghiamo a questa denuncia pubblica) parlano chiaro: cancelli divelti, sterpaglie, immondizia che ricopre la rampa di accesso alla tomba, pezzi di mobili vari, interi punti usati come toilette dai senzatetto, ratti, indumenti vecchi.

Stiamo parlando di un sito di interesse storico-culturale databile al III – II secolo A.C., che dovrebbe essere visitato dai turisti e che dista solo 450 metri dal Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, un fiore all'occhiello per la città, un biglietto da visita che si sta trasformando in un “manifesto del degrado”.

A ridosso delle imminenti elezioni, mentre chi dovrebbe pensare ad amministrare degnamente la Città Metropolitana è impegnato ad allestire il solito carrozzone fatto di passerelle elettorali, false promesse e sorrisi di plastica, noi di CasaPound vogliamo – tramite la nostra ennesima denuncia – far venire a galla l'assenza e l'incompetenza di un'amministrazione comunale che ha inferto colpi mortali alla già martoriata Città di Reggio Calabria.

I nostri padri scesero coraggiosamente in piazza, 50 anni fa, per difendere l'orgoglio di una Reggio attaccata dall'esterno, umiliata e vilipesa dai compromessi politici. Oggi è ancora tempo di lottare, di innalzare barricate contro nemici interni ed esterni, che evidentemente vogliono Reggio in ginocchio.

Ma i Reggini non abbassarono la testa allora e non lo faranno di certo neanche adesso!".

CasaPound Reggio Calabria

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Balneazione nel Vibonese, l'Arpacal sollecita i Comuni a reprimere l'abbandono di rifiuti sull'arenile

La campagna di monitoraggio delle acque di balneazione in Calabria prosegue a cura dell’Arpacal secondo il calendario stilato con Regione e Ministero della Salute. I diversi interventi sul territorio dei tecnici dei dipartimenti provinciali dell’agenzia ambientale calabrese, per prelevare i campioni da sottoporre ad analisi nei laboratori, permettono anche di accertare lo stato dei luoghi, ed in particolare delle spiagge, individuando potenziali criticità provocate da abbandono di rifiuti sull'arenile o sversamenti abusivi a mare.

Questo è successo nei giorni scorsi a Nicotera e Pizzo Calabro, in provincia di Vibo Valentia, quando i tecnici dell’Arpacal, proprio in occasione delle date in calendario per il prelievo dei campioni per la campagna di balneazione, hanno riscontrato la presenza massiccia e non controllata di rifiuti sulle spiagge.

Per questo motivo, il direttore del Dipartimento di Vibo Valentia dell’Arpacal, dr. Clemente Migliorino, ha scritto ai comuni interessati per sollecitare alla loro attenzione la responsabilità che hanno non solo nel vietare l’abbandono di rifiuti sulla spiaggia, ma anche di provvedere alla pulizia delle stesse.

Ciò non soltanto per un fatto prettamente estetico, ma anche e soprattutto perché la presenza di rifiuti, come quelli trovati generalmente nell’alveo delle fiumare, è causa successiva di inquinamento delle acque marine.

Sequestrate tre discariche abusive

I carabinieri della locale Stazione hanno sequestrato tre discariche abusive realizzate nelle località Acqua Grande e Condoleo del comune di Scilla (Rc) e in contrada Runci della frazione di Solano Superiore.

Nelle tre aree è stata rilevata la presenza di diversi quintali di rifiuti pericolosi e non, quali: materiali ferrosi, mobili, elettrodomestici, scarti industriali e di lavorazione, lavabi in acciaio, reti metalliche da letto e sciacquoni di servizi igienici.

Dopo aver sequestrato le tre discariche, i militari hanno avviato le indagini per identificare i responsabili dell’abbandono dei rifiuti.

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Rifiuti speciali abbandonati in un terreno, una denuncia

Durante un servizio di controllo in località “Policaretto” di Acri (Cs), i carabinieri forestale della locale Stazione hanno sequestrato un terreno privato sul quale erano stati abbandonati rifiuti di ogni genere.

Tra il materiale rinvenuto, tanti rifiuti speciali, quali: pneumatici, veicoli fuori uso, metalli ferrosi, elettrodomestici, scarti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche.

I militari hanno individuato il presunto responsabile, nel proprietario del terreno il quale è stato denunciato per gestione illecita di rifiuti.

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