Coi fucili fanno irruzione in casa di un anziano nel Vibonese e lo derubano

Lo hanno immobilizzato e dopo aver fatto razzia dei pochi soldi che aveva in casa sono fuggiti a gambe levate. I malviventi non si sono preoccupati dell'età avanzata della vittima della rapina, un uomo di 85 anni e, piombati in casa sua imbracciando dei fucili a canne mozze, gli hanno sottratto i quasi mille euro racimolati con la pensione e che custodiva dentro l'abitazione. L'episodio è avvenuto nella serata di venerdì a San Calogero, in provincia di Vibo Valentia.  I Carabinieri, che hanno dato avvio alle indagini mirate all'individuazione dei responsabili, confidano nelle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza dei negozi vicini. 

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Ferito a San Calogero un ragazzo di 20 anni

I Carabinieri hanno avviato indagini sul ferimento di un ragazzo di 20 anni. Privo di documenti, perdeva sangue e giaceva a terra nel tratto di strada che da San Calogero conduce a Calimera, in provincia di Vibo Valentia. Ad accorgersi della sua presenza sono state alcune persone che hanno percorso quel tratto di strada ai bordi del quale si trovava il ventenne. I militari dell'Arma non hanno ancora potuto raccogliere la testimonianza del giovane di origini senegalesi perché le gravi ferite gli impediscono di interagire con gli investigatori. Il personale sanitario del 118 giunto sul luogo del ritrovamento ha accompagnato la vittima all'ospedale "Jazzolino" di Vibo Valentia da dove è stato successivamente trasferito a Catanzaro.  I medici non hanno sciolto la prognosi. Accanto al suo corpo c'era una bicicletta, particolare che induce a ritenere probabile l'ipotesi di un incidente. Un pirata della strada potrebbe averlo investito omettendo poi di soccorrerlo. 

    

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Armi e furti: arresti e denunce dei Carabinieri nella zona delle Serre

E’ in corso, da parte dei Carabinieri, una costante attività di contrasto ai reati predatori ed in materia di armi, soprattutto nella zona delle Serre, con quotidiani risultati operativi. A San Nicola da Crissa è stato tratto in arresto in flagranza di reato  il cittadino rumeno E. F., di 30 anni, per il furto di una banconota da cento euro da un registratore di cassa in un mini market del piccolo centro montano. A San Calogero è stato denunciato un sessantacinquenne del luogo per furto di energia elettrica, e nel corso della medesima attività è stata rinvenuta una pistola calibro 22, risultata provento di furto, nonché un barattolo in cartone contenente grammi 22,0  marijuana. A Fabrizia, un sessantenne del luogo è stato denunciato per detenzione abusiva di munizionamento per armi comuni da sparo. A Vibo Valentia, una coppia di cittadini marocchini è stata denunciata perché stava tentando di asportare dei capi di abbigliamento da un negozio del centro commerciale Vibo Center.  Sul campo sono impegnate tutte le articolazioni del Comando Provinciale di Vibo Valentia, supportate dagli specialisti dello Squadrone Eliportato "Cacciatori".

 

 

 

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Bambino di 9 anni gravemente ferito per l'esplosione di un petardo a San Calogero

Raccogliere da terra un petardo che non era ancora esploso è risultato fatale per un bambino di 9 anni per il quale si è reso necessario il trasporto presso il reparto di Chirurgia plastica dell'ospedale di Messina dopo un primo trasferimento allo "Jazzolino" di Vibo Valentia. L'episodio si è verificato a San Calogero. Lo scoppio ha ustionato il piccolo, nato in Romania, alla mano destra e causato lesioni in faccia, alle gambe ed al torace. 

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Preiti chiede le dimissioni del sindaco di San Calogero: "Comune in un vicolo cieco"

"E’ davvero incredibile che, ancora una volta, il sindaco, vorrebbe apparire vittima e non artefice della vicenda che riguarda la cattiva gestione politica amministrativa che ha condotto il Comune di San Calogero, da lui guidato, in una direzione che porta ad un vicolo cieco e che fino a pochi anni fa era del tutto inimmaginabile". Dichiarazioni, queste, di Giuseppe Preiti, consigliere comunale di minoranza che interviene in merito all'attuale situazione dell'ente municipale. "Il sindaco - sostiene l'esponente dell'opposizione - deve sapere infatti, come sicuramente è a sua conoscenza, che l’avviso conclusioni indagini  è stato emesso in seguito alla relazione formata di 800 pagine del dottor Barreca, nominato dalla Prefettura  in sede di accesso agli atti che  successivamente ha portato allo scioglimento del Consiglio Comunale. Appare quindi improbabile che il Tribunale di Vibo Valentia possa archiviare la posizione. E ciò dovesse avvenire, tanti auguri. Ma cosi non fosse sarebbe un grave danno perché significa che la comunità sancalogerese si sarebbe affidata a persone che non l’avrebbero tutelata dal punto di vista della legalità amministrativa. I rilievi posti, dal sottoscritto sono stati dettati dal ruolo che occupava e occupa, quello di opposizione intransigente avverso certi atti che sono stati ritenuti non conforme al dettato legislativo. Certamente non sono stati dettati da motivi personali, né tanto meno da motivi di invidia di lavoro. Si deve rammentare che l’Arch. Mazzeo Vincenzo ha assunto servizio anche tramite il sottoscritto, quando era maggioranza, avendo approvato la delibera  di Giunta Comunale. Se avesse voluto occupare quel posto, certamente non avrebbe, il sottoscritto,  posto fine alla diatriba giudiziaria che contrapponeva il Mazzeo con il Comune di san Calogero per fatti scaturiti da diversi amministratori. Dispiace sentire ancora una volta dal Sindaco che eventuali responsabilità sarebbero  del Mazzeo in qualità di ex tecnico. Non so quanto sia stato aiutato durante il periodo ante scioglimento. Comunque non spetta al sottoscritto difendere l’ex responsabile dell’UTC, il quale in cuor suo saprà distinguere il male dal bene, al di la del lessico che ognuno può usare o meno. Se è vero che l’elettore ha premiato la lista del sindaco, è anche vero che bisognerebbe analizzare il voto e le sue motivazioni". "D’altronde - è la considerazione del consigliere - se il TAR Lazio ha confermato lo scioglimento per infiltrazione mafiose ed il giudice ordinario non  è  entrato nel merito dell’incandidabilità   una  ragione c’è.  Certamente non è quella che vorrebbe far passare il primo cittadino.  Una delle ragioni sta nella perdita di credibilità sia a livello locale che a livello centrale, sapendo che fra poco la Corte di Appello di Catanzaro dovrà ritornare a decidere sull’incandidabilità  che per indirizzo della Cassazione sarà quasi certamente dichiarata. Inoltre, in ordine al  problema  “NATURA” si deve evidenziare che l’amministratore si propone al corpo elettorale per risolvere i problemi e non per trovare sempre le stesse giustificazioni sterili, magari sostituendo professionisti  con altri professionisti di fiducia, creando cosi il falso problema, come cioè che alla fine Natura rende. Appare scorretto contestare ad un professionista il compenso ricevuto. Forse gli altri professionisti nominati dal sindaco non vengono pagati? Forse, alcuni avvocati nominati dal primo cittadino non patrocinano vicende giudiziarie a persone vicine a Lui? Le querele, poi, sono la specialità del sindaco, che durante questi anni ha querelato gratuitamente  delle persone che hanno contestato  l’attività politico amministrativa, sia direttamente che tramite facebook, denunciando, peraltro, amministratori di banca e professionisti ecc. Che ne faccia un’altra al sottoscritto non importa, non sortirà alcun effetto come è avvenuto fino a questo momento. Concludendo, la politica deve rigenerarsi, deve diventare governo di tutti i cittadini, deve nascere il senso di appartenenza ad una comunità, e non come è  avvenuto fino ad oggi, una politica sterile indirizzata verso alcuni a danno di altri, come se gli “altri” non sono cittadini  del medesimo grado, che contribuiscono con i tributi e con tutto quello che hanno in termine di idee, progettualità ed altro alla crescita del paese. La concezione dell’IO” ha comportato un danno che sarà difficile riparare nell’avvenire, tranne  se  non rassegnasse le dimissioni e lasciasse che siano altre persone a interessarsi dei problemi della comunità sancalogerese, atteso che fino ad oggi non è risultato adeguato alle esigenze dell’itera comunità". Pertanto, piuttosto che preoccuparsi del futuro del sottoscritto, invito il sindaco e la sua fallimentare amministrazione, che non riesce a garantire nemmeno l’ordinario, a dimettersi, sarebbe un dovere morale - a giudizio di Giuseppe Preiti - nei confronti dei sancalogeresi, i quali non ne possono più".

Rapina a mano armata in un supermercato del Vibonese

Due banditi, armati di fucile e con i volti nascosti da caschi, hanno fatto irruzione all'interno di un market in località "Piana delle Querce", a San Calogero, nel Vibonese. Giunti sul luogo della rapina in sella ad una moto, hanno minacciato con le armi il titolare del supermercato imponendogli la consegna del denaro incassato. Impossessatisi del bottino, si sono dileguati. Le indagini sull'episodio sono affidate ai Carabinieri della locale Stazione.  

Tragedia nel Vibonese: un uomo si è suicidato sparandosi alla testa

Sono attoniti parenti e conoscenti di un uomo che stamattina ha deciso di togliersi la vita sparandosi un colpo di pistola calibro 6.35 alla tempia. La sciagura è avvenuta a San Calogero, in provincia di Vibo Valentia. Nulla, nella quotidianità dell'ottantenne, lasciava presagire il tragico epilogo. A trovare il cadavere, che giaceva riverso su una sedia nel giardino della sua abitazione, è stato il figlio. L'arma, detenuta secondo legge, era accanto, sul pavimento. Pensionato, la moglie già defunta, ha lasciato un biglietto su cui gli inquirenti hanno ritenuto di leggere, tra varie altre parole: "Sono stanco". Sono stati i Carabinieri a trovarlo all'interno del giubbotto. 

 

 

Armati di fucile rapinano un negozio

Una rapina a mano armata è stata messa a segno da due delinquenti all'interno di una rivendita all'ingrosso di prodotti edili a San Calogero. Col viso nascosto ed imbracciando un fucile, sono entrati nell'esercizio commerciale scagliandosi contro il proprietario. Impossessatisi di tutto il denaro in cassa, sono scappati a bordo di un'autovettura. Le ricerche dei malviventi sono affidate ai Carabinieri della locale Stazione. Non è possibile quantificare l'entità della somma rubata, in quanto a quell'ora non si era proceduto al conteggio, da parte del commerciante, dei soldi guadagnati durante la giornata. 

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