Ritrovato in mare il cadavere della donna scomparsa sabato scorso

Il corpo senza vita di una 48enne di nazionalita` russa e` stato ritrovato a tre miglia a largo dalla costa di Scalea (CS) grazie alla segnalazione fatta da un diportista. La vittima, giunta in Calabria con il marito per trascorrere un periodo di vacanza, sabato scorso era stata trascinata in mare da un'onda anomala mentre si trovava in spiaggia. Trascinata a largo, della donna che a quanto pare non sapeva nuotare, non si`saputo piu`nulla. Fino al ritrovamento del cadavere tutte le ricerche effettuate dalle forze dell'ordine e dalla capititaneria di porto di Maratea (PZ) si erano rivelate infruttuose.

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Scoperti in un bosco armi e piantagione di marijuana

Perlustrando un bosco, i Carabinieri si sono imbattuti in una vasta piantagione di marijuana e in un'officina all'interno della quale hanno trovato quattrocento proiettili, cinque pistole, tre chilogrammi di miscela esplosiva ed un fucile a canne mozze. I militari dell'Arma di Scalea, nel Cosentino, hanno effettuato la scoperta in una zona che si estende fra Diamante e Buonvicino. 300 piante di marijuana. Tre persone sono state sottoposte a fermo perché sorprese a raccogliere il ricavato dagli oltre trecento arbusti di marijuana. I Carabinieri riferiscono che la sostanza stupefacente, se messa in commercio, avrebbe garantito guadagni superiori al mezzo milione di euro. 

Politica e 'ndrangheta: condannato a 15 anni l'ex sindaco di Scalea

Condanna a quindici anni di reclusione per l'ex sindaco di Scalea, Pasquale Basile. La sentenza è stata emessa, con rito abbreviato, dai giudici del tribunale di Paola nell'ambito del processo contro presunti esponenti delle cosche della 'ndrangheta cosentina. Insieme a Basile, sono state condannate, a pene variabili dai 2 ai 14 anni di reclusione, altre 19 persone. Assoluzione, invece, per otto imputati tra cui l'ex vicesindaco Maurizio Ciancio e l'ex assessore al bilancio Giuseppe Forestieri. L'ex sindaco di Scalea era stato arrestato, nel luglio del 2013 nell'ambito dell'operazione Plinius compiuta dai carabinieri del comando provinciale di Cosenza. Le indagini, dirette dalla Dda di Catanzaro, avevano portato all'arresto di 38 persone accusate di essere legate alla cosca della 'ndrangheta dei Valente-Stummo. Nel corso dell'operzione erano stati, inoltre, sottoposti a sequestro beni per 60 milioni di euro. Il consiglio comunale di Scalea era stato sciolto per infiltrazione mafiosa nel febbraio scorso.

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Abusivismo: in un'operazione congiunta sequestrata una vasta area

Un'area utilizzata per il rimessaggio delle imbarcazioni è stata sequestrata all'esito di un'operazione condotta congiuntamente dalla Guardia Costiera di Maratea, dai Carabinieri della Compagnia di Scalea e dagli agenti della Polizia Municipale. L'individuazione, resa possibile anche grazie al supporto fornito dai dipendenti del settore tecnico dell'amministrazione comunale, è avvenuta in località "Torre Talao". Secondo quanto accertato dagli inquirenti, il proprietario della licenza, al quale era stato concesso un terreno vasto 683 metri quadrati, si era appropriato, con modalità abusive, di una fetta più consistente della zona oggetto di autorizzazione. Gli investigatori hanno sequestrato bagni, box, bagni, patio e prefabbricati. Peraltro, quasi 2.400 metri di arenile demaniale erano stati occupati  da diverso altro materiale, compresi carrelli portabarche e selle per natanti da diporto.

Accusato di perseguitare una dipendente: arrestato imprenditore

I Carabinieri hanno tratto in arresto e sottoposto al regime dei domiciliari un 37enne di Roma, sospettato di essere autore di atti persecutori ai danni di una giovane di 24 anni che risiede in Calabria. Di professione imprenditore, avrebbe fissato degli incontri legati all'attività lavorativa al solo fine di restare in solitudine con la 24enne. I continui dinieghi della ragazza lo hanno successivamente indotto a minacciarla più volte. La ragazza, tornata a Scalea, ha presentato formale denuncia di ciò che le era capitato. Individuato l'uomo nella stessa località che si affaccia sul Tirreno, i militari dell'Arma si sono mossi rapidamente per arrestarlo.

Ritarda l'orario della cena: uomo minaccia la moglie con coltello

I Carabinieri hanno stretto le manette ai polsi di un uomo accusato del reato di maltrattamenti in famiglia. Un comportamento che, secondo quanto rivelato dalla moglie, si protraeva ormai da tempo. Atti violenti e continue intimidazioni alla donna erano, infatti, all'ordine del giorno. Nell'ultimo caso, a convincere la vittima a chiamare i militari dell'Arma di Scalea è stato il coltello puntatole contro dal consorte che, in preda ai fumi dell'alcol, era furioso perché la moglie non aveva ancora preparato la cena. L'episodio è avvenuto sotto gli occhi attoniti dei due figli, rispettivamente di 13 ed 11 anni. Lo stesso era avvenuto la settimana scorsa: in quel caso l'uomo, di nazionalità romena, le aveva sferrato contro diverse suppellettili. A scatenare la sua ira il fatto che la donna fosse rientrata tardi a casa. 

 

Nonno tenta di violentare la nipote 13enne

Un uomo di 67 anni è stato denunciato per l'infamante sospetto di aver tentato di aggredire sessualmente la nipote acquisita di 13 anni. La ragazzina, residente in provincia di Roma, stava trascorrendo le vacanze in una località tirrenica del Cosentino. Con lei la nonna ed il fidanzato dell'anziana. Il misfatto si sarebbe consumato nella mattinata di mercoledì. Il 67enne, approfittando dell'assenza della compagna ed essendo all'interno dell'abitazione con la sola bambina, si sarebbe avvicinato e, toccandola più volte, avrebbe messo in atto vari tentativi di denudarla e baciarla. La prontezza della giovanissima vittima le ha, però, consentito di divincolarsi e chiudersi nella stanza. L'infelice esperienza appena vissuta l'ha poi indotta a comunicare immediatamente l'accaduto ad un'amica contattata su Facebook. L'arrivo del nonno in camera ha, tuttavia, impedito alle due minorenni di completare il discorso che avevano avviato. L'amica, a quel punto, ha prontamente avvisato i familiari della 13enne che si sono messi in contatto con i Carabinieri della Compagnia di Scalea. Gli uomini in divisa, messisi rapidamente in azione, hanno suggerito alla piccola di chiamare il 112 lasciando il telefono aperto così da consentire loro di individuare il luogo preciso in cui si trovava. E' così che sono riusciti a sottrarla all'incubo ed a farle abbracciare nuovamente il padre e la madre arrivati con urgenza alla stazione. Nelle ore precedenti, anche grazie al supporto  fornito dagli assistenti sociali invitati ad intervenire, hanno provveduto a tranquillizzare la bimba, nel frattempo tornata nella sua casa che si trova nella zona dei Castelli Romani. Il nonno deve ora rispondere del reato di violenza sessuale aggravata. 

 

Badante ubriaca picchia l'anziano che avrebbe dovuto accudire

Una badante polacca, di 49 anni, è stata arrestata dai Carabinieri della Compagnia di Scalea con l'accusa d'aver maltrattato l'anziano che avrebbe dovuto accudire. La donna, già nota alle forze dell'ordine, era stata assunta, tramite un'agenzia, da un ottantacinquenne di Scalea (CS). Secondo l'accusa, pare che la badante fosse solita maltrattare e minacciare l'anziano dopo aver abusato di sostanze alcoliche. Una situazione che si è ripetuta anche ieri pomeriggio quando, in evidente stato d'ebbrezza, avrebbe spintonato l'uomo fino a farlo cadere. Impaurito, dopo essersi rialzato, l'anziano si è chiuso in una stanza ed ha avvisato il 112. Il tempestivo intervento dei carabinieri ha quindi portato all'arresto della donna.

 

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