“Catanzaro e la Seta - la storia, i luoghi, gli splendidi manufatti”, un’iniziativa dell’associazione CulturAttiva per “nutrire” la mente in tempo di Covid

Catanzaro - Domenica prossima (14 marzo) l'associazione CulturAttiva propone il tour guidato “Catanzaro e la Seta - la storia, i luoghi, gli splendidi manufatti”.

Protagonista dell’iniziativa è, quindi, la seta.

Introdotta dai bizantini, fondatori della città e sviluppatasi al punto da rendere Catanzaro rinomata in tutta Europa, costituì per secoli la principale fonte di benessere economico per la popolazione.

Durante la passeggiata culturale, si andrà alla scoperta degli antichi quartieri dove la seta veniva lavorata e commercializzata; i luoghi-simbolo che raccontano quando profondo fosse il legame con il tessuto socio-economico e religioso in una società molto diversa da quella attuale.

Infine, accompagnati dal professor Sandro Scumaci, dell'Arciconfraternita del SS. Rosario, i partecipanti potranno ammirare gli splendidi manufatti custoditi nell’omonima chiesa, uno dei luoghi-simbolo della storia della seta a Catanzaro.

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il Bar One, che offrirà un “coffee break”, ovviamente secondo le normative anti-Covid in vigore, ragione per cui l’evento è a numero chiuso e per partecipare è necessaria la prenotazione.

Infoline: 339 6574421

IL PROGRAMMA COMPLETO – DOMENICA 14 MARZO

Ore 10.00: Ritrovo dei partecipanti in Piazza del Rosario davanti all’omonima chiesa ed accoglienza

Ore 10.15: Inizio tour e visita alla Chiesa e all’oratorio del SS. Rosario con focus sui meravigliosi paramenti sacri in seta custoditi all’interno della sagrestia.

Ore 11.00: Visita al quartiere Maddalena

Ore 11.30: Coffee break a cura del Bar One

Ore 12.00: Visita al quartiere Grecìa

Ore 12.30: Piccola sosta all’antico Largo Santa Chiara

Ore 12.45: Visita alla “Giudecca”, antico quartiere ebraico cittadino con il suo Vico dell’Onda.

Ore 13.00: Conclusione tour e saluti

  • Pubblicato in Cultura

Catanzaro celebra i 500 anni dall'istituzione del Consolato della seta

Catanzaro è pronta a ricordare, sabato 30 e domenica 31 marzo, l’istituzione del Consolato dell’arte della seta che il 30 Marzo 1519 l’Imperatore Carlo V concesse alla città.

La manifestazione per celebrare il 500° anniversario, denominata “Catanzaro e i magnifici consoli”, fortemente voluta dall’associazione di promozione turistico culturale “Cillene” ed organizzata con la collaborazione dalle associazioni “Catanzaro è la mia città”, “Gruppo storico Città di Catanzaro”, Cooperativa Artemide, prenderà il via a partire dalle ore 16 di sabato 30 marzo, presso la sala del consiglio della Provincia di Catanzaro, con un convegno su Carlo V ed il Consolato dell’arte della seta.

All'incontro, moderato dal giornalista Francesco Vallone, parteciperanno: l'archeologo Tommaso Scerbo, che parlerà su "lo sviluppo urbanistico alle origini della città in connessione all'economia della seta, letto attraverso la mappa del Gattoleo"; Mario Mauro che impernierà il suo intervento su “Carlo V e l’istituzione del consolato dell’arte della seta di Catanzaro”; la Florinda Tortorici e Maria De Stefano del Centro ricerca arte tessile che parleranno di “Copriletti e sacralità. Il valore oltre la funzione”.

La manifestazione continuerà su corso Mazzini, a partire dalle ore 18.00, con un corteo storico e la rievocazione dell’arrivo degli statuti con la presenza di figuranti, musici, sbandieratori e militi del gruppo storico città di Catanzaro.

Dalle ore 20:30 presso la Basilica dell’Immacolata si potrà assistere al concerto di musica vocale polifonica rinascimentale a cura dell’Ensemble vocale SeriChorum – Cantori della seta che concluderanno splendidamente la giornata in ricordo del particolare anniversario.

Inoltre, durante la due giorni saranno effettuate visite guidate (dalle 9:30 con raduno davanti la fontana del cavatore nel centro storico della città) lungo due itinerari.

Il primo, toccherà i luoghi dove i vari contingenti militari che difendevano la città durante l’assedio del 1528 si posizionarono e mostrerà gli stemmi ed i motti che utilizzarono i comandanti, narrerà aneddoti e vicende poco conosciute e renderà testimonianza di una tenera storia d’amore a lieto fine.

Il secondo, seguirà lo sviluppo urbanistico della città, partendo dalle origini e procedendo con lo sviluppo dell’economia cittadina, specie in relazione all’arte della seta.

Il costo della visita sarà di cinque euro e sarà possibile chiedere la riproduzione del carlino, l’antica moneta catanzarese.

Catanzaro, la città della seta

Nel corso dei secoli Catanzaro, città levantina, ha saputo intrecciare e coniugare diversi filoni di culture, soprattutto mediterranee, che oggi devono essere recuperati e valorizzati a partire dalla seta.

Per molti secoli – tra l’XI e il XVII – Catanzaro fu un importante centro della lavorazione della seta, rinomato in tutta Europa per la produzione dei velluti.

Introdotta tale manifattura da orientali prima del secolo XI ,  fu favorita dai Normanni nel “triangolo della seta”, che ricade tra San Floro, Borgia e Cortale.

A tale riguardo è utile punto di partenza il prezioso catalogo, L' arte della seta in Catanzaro: esposizione di tessuti antichi e moderni …, Catanzaro, 1898.

Del progresso nell’arte si ha la prova nello stupendo damasco stellato in oro che la città donò nel 1397 al re Ladislao in segno di gratitudine per l’esenzione di alcune tasse e nel fatto che nel 1470 artefici catanzaresi furono chiamati a Tours per insegnare l’arte ai Francesi. 

Famosa fu la fiera che si teneva a Santa Chiara, l’attuale Palazzo Municipale, per 15 giorni, alla quale accorrevano negozianti d’ogni parte.

L’industria richiamò numerosi ebrei, che ebbero il ghetto dietro l’odierno palazzo Fazzari. Catanzaro fu celebre in particolare per i velluti: era detta infatti la città delle tre V, con riferimento a questi tessuti, al vento che vi spira molto di frequente, e a San Vitaliano, patrono, come fu notato nel prezioso catalogo, L' arte della seta in Catanzaro: esposizione di tessuti antichi e moderni …, Catanzaro, 1898.

 A metà del XVII secolo la città, con una popolazione di circa 16 mila abitanti, aveva mille telai con 5 mila lavoratori; la peste del 1668 stremò talmente la città che la fiera non si tenne più e l’industria precipitò.

Ora è giunto finalmente il momento che ha avviato una larga gamma di iniziative rivolte, in particolare a disegnatori e progettisti tessili, studenti e insegnanti di materie tessili, storici e studiosi del tessuto, funzionari di musei e collezioni, restauratori e conservatori, persone interessate alla tessitura a mano, dalle tecniche più semplici a quelle più complesse, oltre alla possibilità di organizzare corsi personalizzati.

È una splendida occasione per rivitalizzare, anche sotto il profilo economico, Catanzaro e il suo distretto.

 

  • Pubblicato in Cultura
Sottoscrivi questo feed RSS