Simbario: vigili del fuoco impegnati nella notte per spegnere un incendio.

Un casolare agricolo è stato distrutto dalle fiamme nel Vibonese nel corso della notte.

E’ successo a Simbario dove i vigili del fuoco sono stati impegnati per spegnere l’incendio che ha causato non pochi danni, ancora in corso di quantificazione.

Solo dopo alcune ore di lavoro, i vigili sono riusciti a spegnere ogni focolaio. Indagini sul rogo sono state avviate dai carabinieri.

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Simbario e San Nicola da Crissa: arriva l'ecocompattatore, buoni sconto in cambio di rifiuti

Riciclare i rifiuti porta benessere all’ambiente e oggi anche ai cittadini, grazie a una serie di iniziative che servono da incentivo.

In particolare, oltre alla raccolta differenziata, alcuni Comuni si sono dotati di un “Riciclia point”, un ecocompattatore che rilascia buoni sconto da spendere nei negozi convenzionati in cambio di bottiglie in plastica, flaconi e lattine. Nelle scorse settimane a dotarsi dell’eco compattatore erano stati i Comuni di Ionadi, Maierato, Mileto e Pizzo Calabro, mentre nei prossimi giorni toccherà a San Nicola da Crissa e Simbario.

Nel primo caso, l’eco compattatore sarà posto in via Roma nei pressi del market Conté, mentre nel secondo al supermercato Conad.

 Il sistema del riciclo incentivante, oltre a sensibilizzare la cittadinanza rispetto al tema della salvaguardia ambientale, promuove il commercio del territorio e rappresenta un innovativo servizio sociale per le famiglie, che risparmiano sulla spesa grazie al recupero di materiali abitualmente considerati come scarti. Dall'altro lato questo circolo virtuoso di raccolta permette inoltre ai Comuni di abbattere i costi di gestione e smaltimento rifiuti, con ripercussioni positive anche sulle tasse.

Un insieme di cose che fanno bene al territorio e al suo ambiente.

Viabilità: i sindaci delle Serre si rivolgono al procuratore Giordano

"A distanza di tre giorni esatti dal sopralluogo effettuato venerdì scorso sulla provinciale che collega Vallelonga a Vazzano – attualmente chiusa al traffico – nel corso del quale è stato fatto il punto sulla viabilità del Vibonese con i rappresentanti della Provincia di Vibo Valentia e della Regione Calabria, i sindaci del comprensorio hanno inviato una lettera al procuratore della Repubblica di Vibo, Mario Giordano".
 
E' quanto scrive in una nota il sindaco di Serra San Bruno, Luigi Tassone.
 
"Nella stessa - prosegue la nota - i primi cittadini di Serra San Bruno, Simbario, Spadola, Brognaturo, Mongiana, Fabrizia, Vallelonga, Pizzoni, Vazzano e Monterosso chiedono a Giordano un 'incontro urgente per esporre le problematiche derivanti dal provvedimento di sequestro della strada statale 110', in ragione del 'forte disagio degli utenti, dei rilevanti risvolti economici negativi per il territorio di riferimento e dell'isolamento dell'entroterra vibonese, soprattutto in prossimità dell'imminente arrivo della stagione estiva'.
 
 
Un tratto dell'arteria in questione - che collega il bivio Angitola all'entroterra vibonese - è ancora infatti sotto sequestro, per come disposto nei mesi scorsi dalla Procura di Vibo e, di conseguenza, è stato interdetto al traffico fino a quando - conclude la Tassone - non si provvederà a metterlo in sicurezza".  

 

Serra, quattro persone denunciate per violazione alla normativa ecologica e paesaggistico-ambientale

Nell’ambito di servizi finalizzati al controllo del territorio, nel corso di due distinte operazioni,  i militari della Stazione Carabinieri Forestale di Serra San Bruno hanno deferito presso la competente Autorità Giudiziaria quattro persone per violazioni in danno all’ambiente perpetrati nei Comuni di Simbario e Gerocarne.

Nella prima, accertata in località Trainaro di Simbario, nel corso di una utilizzazione boschiva regolarmente autorizzata, i militari hanno verificato che 76 piante della specie di castagno erano state abbattute abusivamente, perché non comprese tra quelle autorizzate, ed il materiale legnoso era stato asportato. I responsabili sono stati individuati nel titolare della ditta boschiva utilizzatrice e due dipendenti.

Durante la seconda operazione, effettuata in località Pititto-Cammereri di Gerocarne, il personale operante ha accertato che un residente del luogo aveva realizzato, in assenza di autorizzazioni ed in una zona a forte pendenza, una pista di circa 250 m che sarebbe dovuta servire per lo smacchio del materiale legnoso da ritrarre dall’utilizzazione di un’area boscata insistente nella stessa area.

 

Considerato che entrambe le zone erano gravate da vincolo idrogeologico, nonché da quello paesaggistico-ambientale, tutte le persone coinvolte sono state deferite presso la competente Autorità Giudiziaria e dovranno rispondere delle violazioni alle normative di settore.

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Sanità, per i sindaci delle Serre i vertici Asp devono rispettare gli impegni assunti

“Con cadenza pressoché quotidiana, i sindaci dell'entroterra vibonese devono loro malgrado fare i conti con i reclami e le proteste dei cittadini, i quali registrano continui disservizi in materia sanitaria al punto che si sta sviluppando una netta sfiducia rispetto al fatto che i servizi possono e devono migliorare”. E’ quanto scrivono in un comunicato i sindaci di: Serra San Bruno, Luigi Tassone, Mongiana, Bruno Iorfida, Simbario, Ovidio Romano, Spadola, Giuseppe Barbara, Brognaturo, Giuseppe Iennarella e Vallelonga, Egidio Servello.

La nota arriva dopo le “rassicurazioni” ricevute dai “primi cittadini” ad ottobre del 2016, quando, nel corso di una visita presso l’ospedale di Serra San Bruno, il dg dell'Asp, Angela Caligiuri, accompagnata dal direttore sanitario, Michelangelo Miceli, aveva assunto “una serie di impegni nei confronti del territorio”

“Ebbene – scrivono i sindaci - sono passati più di quattro mesi e a distanza di tempo fino ad ora registriamo un solo risultato concreto: tutti gli impegni sono stati purtroppo disattesi. L'Azienda sanitaria provinciale dovrebbe assumersi le proprie responsabilità. Purtroppo non possiamo che esprimere forte preoccupazione in merito al ritardo sui lavori che avrebbero dovuto interessare l'ospedale e alcuni servizi riguardanti il consultorio familiare e la sede del distretto, che sarebbero dovuti iniziare con il nuovo anno. In particolare – prosegue la nota - giusto per citarne qualcuno, ricordiamo ancora oggi che la Caligiuri, per quel che riguarda il reparto di Medicina e Lungodegenza aveva detto che i 30 posti attuali sarebbero dovuti diventare in tutto 40, divisi tra 20 e 20; la riabilitazione doveva essere trasferita nell'ex reparto di ostetricia e ginecologia. Dove c'era la sala operatoria di Ginecologia doveva sorgere una palestra; si sarebbe dovuto procedere al trasferimento del reparto dialisi in un'ala ex chirurgia. Queste sono soltanto alcune delle promesse disattese. Così come ce ne sono anche altre che riguardano la riorganizzazione del distretto sanitario e del consultorio, i quali dovrebbero essere più efficaci in termini di servizi offerti all'utenza e, quindi, più funzionali ai bisogni della comunità. Evidentemente non sono bastati i continui solleciti fatti ai manager dell'Asp. C'è bisogno di un intervento immediato. Il territorio – concludono i sindaci - è stanco di aspettare. Per questo motivo, ci rivolgiamo ai manager dell'Asp affinché si avvii un confronto serio e, soprattutto, concreto con tutti i primi cittadini della zona. Di fronte alla salute delle persone non si può aspettare. Bisogna muoversi ed è necessario farlo subito”.

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Trasversale delle Serre: Il sindaco Tassone chiede la rimozione dei divieti al presidente della Provincia di Catanzaro

Il sindaco di Serra San Bruno, Luigi Tassone ha incontrato il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno. L’incontro è stato richiesto dal primo cittadino del borgo della Certosa - anche a nome dei colleghi di Fabrizia (Antonio Minniti), Spadola (Giuseppe Barbara), Brognaturo (Giuseppe Iennarella), Mongiana (Bruno Iorfida) e Simbario (Ovidio Romano) – per discutere di talune problematiche inerenti la viabilità di competenza della Provincia di Catanzaro. In particolare, i due rappresentanti istituzionali hanno parlato dell’impossibilità, per autobus e mezzi pesanti, di imboccare la “Trasversale delle Serre” nei pressi dello svincolo di Gagliato, a causa del divieto di transito posto al bivio di Satriano Marina. In virtù della prescrizione, i mezzi soggetti al divieto sono, infatti, costretti a percorrere la vecchia “Strada statale 182” che conduce in direzione di Campo Petrizzi. Il sindaco di Serra ha, quindi, chiesto la rimozione del divieto al fine consentire anche ad autobus e ai mezzi pesanti di poter fruire della “Trasversale delle Serre”. Dal canto suo, il presidente Bruno ha dato la sua disponibilità a valutare, con le autorità competenti, la convocazione di un incontro istituzionale finalizzato a trovare una soluzioni definitiva.

Ancinale, un "Contratto di fiume" per dare impulso all'economia delle Serre

Ancora a proposito dell’Ancinale del quale si può leggere una mia nota apparsa su il redattore.it il 19 febbraio del 2015. Negli anni ’90 il Wwf ne aveva proposto il progetto di un parco fluviale compreso da tutti i centri abitati interessati dal passaggio delle acque del fiume. Insomma, nelle intenzioni del progettista e dell’Associazione naturalistica voleva essere una sorta di museo naturale all’aperto, luogo di studio e di ricerca ed occasione di svago come la pesca della trota. Già, la trota come volano di sviluppo economico anche attraverso la creazione di vasche di allevamento come avviene in Sila, favorendo così la ripresa dell’ecosistema fluviale. E nel 2011 il divulgatore scientifico Luciano Pisani aveva proposto un progetto inteso a trasformare l’Ancinale in un’oasi ecologica capace di soddisfare bisogni sociali, oltre che la salvaguardia dello stesso corso d’acqua; un progetto di arredamento urbano, di parco attrezzato, uno spazio ludico, piacevoli soste di osservazione ecc. Il lavoro del Pisani pare sia piaciuto anche agli ambientalisti del Wwwf e agli amministratori del Parco delle Serre. Non se fece nulla; occasione mancata come tante altre. E dire che il letto dell’Ancinale appare continuamente e pericolosamente imbrigliato da vegetazione selvaggia e rifiuti di ogni sorta. Ad ogni minima caduta di acqua piovana il pericolo di allagamenti si rende reale. Ma si è dimenticata la disastrosa e letale alluvione del 21 novembre del 1935? E si sono facilmente dimenticati anche gli allagamenti recenti degli anni scorsi?Orbene forse è arrivato il momento di porre rimedio. La Regione Calabria sta avviando una nuova forma di governance partecipativa, di pianificazione multidisciplinare e di prevenzione  denominata “Contratto di fiume”. Si tratta di un progetto che ha per obiettivo la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali assieme, ovviamente, alla salvaguardia dal rischio idrogeologico. Interessati a questa nuova iniziativa sono tutti i Comuni attraversati da un corso d’acqua i quali con la sottoscrizione di un protocollo d’intesa possono dare avvio al percorso “Contratto di fiume”. Pertanto Serra San Bruno, in quanto capofila, Spadola, Brognaturo, Simbario, Cardinale, Chiaravalle Centrale e Satriano sono avvisati. Che anche questa non sia un’occasione mancata!

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La babele dei piani d'emergenza, anche Simbario ne ha uno

La storia dei piani d’emergenza comunali nel vibonese sembra essere una vera e propria babele. A leggere  l’elenco pubblicato sul sito nazionale della Protezione civile, i comuni che, alla data del 18 settembre 2015, hanno regolarmente adempiuto alla prescrizione della legge 100/2012 sono soltanto 4 (Fabrizia, Polia, Serra San Bruno e Zambrone). A sentire, alcuni, amministratori, sia ex che tuttora in carica, l’elenco sarebbe incompleto. Nei giorni scorsi, infatti il sindaco di Dasà, Raffaele Scaturchio, aveva reso nota la deliberazione n. 25, del 25 settembre 2012, con la quale era stato approvato il piano d’emergenza comunale. Analoga precisazione giunge, ora, da Simbario dove il piano d’emergenza è stato deliberato, il 20 dicembre 2012, dall’amministrazione guidata dall’allora sindaco Francesco Andreacchi. E’ probabile, quindi, che anche altri comuni vibonesi, pur avendo approvato il piano, non siano presenti nell’elenco pubblicato sul sito della Protezione civile. A questo punto sarebbe interessante capire il motivo per cui soltanto quattro enti figurino nella lista dei virtuosi. La legge 100/2012 imponeva ai comuni di approvare “con deliberazione consiliare, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, il piano di emergenza comunale previsto dalla normativa vigente in materia di protezione civile, redatto secondo i criteri e le modalità di cui alle indicazioni operative adottate dal Dipartimento della protezione civile e dalle giunte regionali”, nonché di provvedere “alla verifica e all'aggiornamento periodico del proprio piano di emergenza comunale, trasmettendone copia alla regione, alla prefettura-ufficio territoriale del Governo e alla provincia territorialmente competenti”. E’ possibile che, alcuni comuni, una volta varato il piano d’emergenza non lo abbiano trasmesso al Dipartimento regionale della protezione civile che, a sua volta, avrebbe dovuto inoltrarlo al livello superiore? In alternativa, è ipotizzabile che il Dipartimento regionale non abbia trasmesso gli atti deliberativi approvati da tutti i comuni? Come si spiega, infine, che pur essendo indicato un termine perentorio entro il quale procedere all’approvazione dei piani d’emergenza, nessuno si sia mai premurato di diffidare le amministrazioni inadempienti? Interrogativi che offrono la plastica dimostrazione di come ogni attore parli una propria lingua, il risultato è un’ineffabile babele

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