Sp 73 chiusa al traffico da due mesi, l’appello dei sindaci di Gerocarne, Soriano e Sorianello

«Una situazione inaccettabile da riportare immediatamente alla normalità».

Non usano mezzi termini i primi cittadini di Gerocarne, Soriano e Sorianello, Vitaliano Papillo, Vincenzo Bartone e Sergio Cannatelli, che in una nota congiunta stigmatizzano "il perdurante ed ingiustificato immobilismo di Sorical rispetto ad un necessario intervento di ripristino di un tratto della strada provinciale 73, Soriano – Mesima, nel comune di Gerocarne, chiusa esattamente da un mese per un crollo determinato dalla rottura della condotta dell’acqua dall’Alaco".

"Un ritardo ritenuto incomprensibile, quello di Sorical nel comunicare una data di inizio lavori -  specifica la nota - che ad oggi non si intravvede nemmeno all’orizzonte, allungando gli evidenti disagi per gli automobilisti dei tre comuni in questione (essendo i più vicini, ma non solo, visto che da quella strada accedono al capoluogo ed agli svincoli autostradali anche quelli di tutti gli altri del comprensorio e di parte delle Serre), costretti a percorsi alternativi molto più lunghi e tortuosi. Di fronte a questa “contumacia” – proseguono gli scriventi – noi sindaci abbiamo per tutto questo tempo intrattenuto delle interlocuzioni con la provincia (nelle cui competenze ricade la normale gestione dell’arteria), chiedendo di accelerare i tempi e mantenendo, comunque, toni pacati e silenziosi per un senso di rispetto istituzionale. Provincia che ha fatto proprie queste ed altre lamentele giunte al proprio indirizzo, girandole puntualmente a sua volta alla società di gestione della condotta, per chiedere lumi. Come l’ultima nota di biasimo di oggi, inviata per conoscenza anche alla prefettura, alla regione ed  a noi (i sindaci di Gerocarne e Soriano, nel cui territorio ricade la provinciale), con cui si richiede esplicitamente la sollecita comunicazione della data d’inizio  dei lavori di ripristino. A questa – concludono gli amministratori -, dopo averlo fatto insistentemente da dietro le quinte, aggiungiamo il nostro profondo sdegno e manifestiamo la nostra ferma richiesta di intervento immediato, esigendo da Sorical l’interruzione di questo gravissimo immobilismo ed il ripristino di quanto danneggiato ormai da due mesi dalla propria condotta".

 

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Tentata estorsione, arrestato 42enne di Sorianello

I carabinieri della Stazione di Soriano Calabro (VV) hanno eseguito un provvedimento cautelare in carcere, emesso dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di Salvatore Zannino, 42 anni, originario di Sorianello, accusato di tentata estorsione in concorso nei confronti di una ditta edile del territorio vibonese.

Zannino e Domenico Tassone, 35 anni, originario di Soriano Calabro, il 4 marzo scorso erano stati tratti in arresto per il medesimo reato, consumato nel febbraio 2019 nel borgo di san Domenico.

Per tale motivo, Zannino era stato posto ai domiciliari.

In seguito ad “ulteriori acquisizioni investigative”, i militari della Stazione di Soriano Calabro, hanno raccolto indizi dai quali sarebbe emersa “la sussistenza, ancora oggi, del pericolo che le condotte trasgressive di Zannino possano compromettere l’ulteriore prosieguo investigativo”.

Per i carabinieri, “la violazione riscontrata durante il controllo presso il domicilio di Zannino" sarebbe "sintomatica di una totale inaffidabilità del soggetto che ha mostrato l’assoluta inidoneità del regime detentivo domiciliare.

L’ordinanza di custodia cautelare che ha condotto Zannino nel carcere di Vibo Valentia, giunge a distanza di pochi giorni, dall’analogo provvedimento eseguito a carico di Domenico Tassone (Per leggere la notizia clicca qui).

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Sorianello: scoperta fabbrica abusiva di botti, due denunce

Aveva allestito a casa una fabbrica per la realizzazione di "botti". Per questo motivo, i carabinieri della Stazione di Soriano hanno denunciato C.A., di 45 anni.

La scoperta è stata fatta dopo che i militari hanno notato l'uomo cedere una busta a N.L., 33 anni, di Zambrone.

Insospettiti dalla circostanza, i carabinieri hanno deciso di verificare il contenuto della busta, scoprendo la presenza di materiale esplosivo non classificato, di chiara fattura artigianale.

La succesdiva perquisizione a casa di C.A. ha portato alla luce una rudimentale fabbrica abusiva di esplosivi e petardi.

Alla luce della scoperta, i militari hanno chiesto l’intervento dei colleghi artificieri di Reggio Calabria e Cosenza che hanno inventario quanto rinvenuto, ovvero: materiale per il confezionamento, diversi tipi di polvere esplosiva, micce per accensione e vari artifizi esplosivi già confezionati.

Complessivamente sono stati sequestrati un centinaio di petardi, per un peso complessivo di circa 10 chili.

I carabinieri hanno quindi denunciato C.A per il confezionamento dei botti e N.L. per l'acquisto.

Vibo, denunciati due presunti "tombaroli" di Sorianello

Da Sorianello a Vibo per effettuare dei lavori all'interno di un giardino. Nulla di straordinario se non fosse per l'orario e per il luogo dove i due presunti operai stavano svolgendo la loro attività.

Una presenza insolita, che non è passata inosservata agli occhi dei carabinieri.

I due uomini, infatti, sono stati notati in atteggiamento sospetto, poco prima della mezzanotte di ieri, in una zona protetta da vincolo archeologico da parte della Soprintendenza regionale per i beni e le attività culturali della Calabria, nei pressi di una villa ubicata in via Murat, in pieno centro cittadino.

Giunti sul posto, i militari della sezione Radiomobile hanno sorpreso, B. A. ed N.A., rispettivamente, di 44 e 61 anni, mentre erano intenti ad effettuare degli scavi.

I due, entrambi di Sorianello, non hanno saputo fornire alcuna spiegazione, circa l'attività che stavano svolgento.

Pertanto, sono stati denunciati in stato di libertà.

Il sospetto degli uomini dell'Arma è che i due siano dei “tombaroli”.

L'area in questione, infatti, nel 2010 fu interessata da un'inchiesta condotta dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Cosenza e dal Ros di Catanzaro che portò all'arresto di diverse persone per traffico illecito di reperti.

Una rete criminale che sarebbe stata collegata alla famiglia ‘ndranghetista dei Mancuso di Limbadi dedita a scavi clandestini nel sito di Scrimbia, risalente al VII secolo a. C., un' area sacra dell'antica città di Hipponion.

Proprio qui i militari avevano individuato un tunnel lungo circa 40 metri che dal garage di un'abitazione privata arrivava fino a Scrimbia con dentro migliaia di reparti poi sequestrati.

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Sorianello: tagliano 40 pini senza autorizzazione, denunciati

Furto di legname in concorso e violazioni alle normative paesaggistiche ambientali. Questi i reati per i quali tre persone di Sorianello (Vv) sono state denunciate dai militari della Stazione di Soriano Calabro e della Stazione carabinieri forestale di Serra San Bruno.

La denuncia è scattata in seguito ad un controllo effettuato in un cantiere boschivo ubicato in località Acone di Sorianello, dove tre persone erano intente a tagliare alcuni alberi.

Durante la verifica, i militari hanno constatato che gli addetti al taglio erano in possesso della necessaria autorizzazione.

Tuttavia, dal controllo sarebbe emerso il taglio non autorizzato di una quarantina di alberi di pino ed un danno ambientale determinato dal mancato rilascio di piante “portasemi”.

Per tali ragioni, i tre uomini sono stati sanzionati amministrativamente per una somma complessiva di circa 20 mila euro.

Infine, oltre a subire un'ulteriore sanzione di 11 mila euro per lavoro nero, i tre sono stati deferiti alla Procura della Repubblica per il reato di furto in concorso di legname e per violazioni alle normative paesaggistiche ambientali.

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Sorianello: detenuta ai domiciliari non viene trovata in casa durante un controllo, arrestata

Una 52enne, Viola Inzillo, di Sorianello è stata arrestata dai carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno con l'accusa di evasione.

La donna, detenuta ai domiciliari in seguito all'operazione “Black widows”, è stata sorpresa dai militari mentre si trovava in un terreno, di proprietà di terze persone, posto di fronte alla sua abitazione.

Pertanto, la 52enne è stata tratta in arresto per il reato di evasione e posta nuovamente ai domiciliari in attesa del rito direttissimo.

 

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Trentottenne di Sorianello arrestato durante i festeggiamenti del Corpus Domini

Nella giornata di ieri, in occasione dei festeggiamenti del Corpus Domini a Zungri, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un trentottenne di Sorianello e denunciato a piede libero un suo coetaneo di Filadelfia.

Il servizio, predisposto dal Questore di Vibo Valentia, aveva come finalità la verifica ed il controllo di depositi e fabbriche di fuochi d’artificio. Particolare attenzione è stata prestata dagli uomini della Squadra Mobile, della Divisione PASI e del Nucleo Artificieri, all’organizzazione dello spettacolo pirotecnico che si sarebbe dovuto tenere al termine della cerimonia religiosa in località Provazzi del comune di Zungri.

I reati contestati all’arrestato, destinatario del provvedimento del Prefetto di Vibo Valentia del divieto di detenzione di armi ed esplosivi nonché della revoca di tutti i titoli legittimanti la professione di fuochista, sono  detenzione e porto illegale in luogo pubblico di esplosivi, ricettazione e violazione della legge sul controllo delle armi, munizioni ed esplosivi. Mentre per il denunciato, che collaborava con l'arrestato, i reati contestati sono detenzione e trasposto abusivo e detenzione illegale di materiale esplodente.

Nella circostanza, gli agenti hanno sequestrato diverso materiale, il cui inventario è stato effettuato nel corso dell’intera nottata ed ha permesso di catalogare varie tipologie di esplosivo per un totale di circa 250 chilogrammi.

L'arrestato è stato sottoposto, su disposizione della locale autorità giudiziaria, al regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

 

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Sorianello: omicidio Bruno Lazzaro, arrestato un 19enne (NOME)

Ha un nome il presunto assassino di Bruno Lazzaro, il 28enne di Sorianello, ucciso con un fendente all’addome il 4 marzo scorso (Per leggere la notizia clicca qui).

Nella mattinata odierna, i carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno hanno, infatti, eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dall’autorità giudiziaria di Vibo Valentia.

Destinatario del provvedimento è Gaetano Muller, 19 anni, di Sorianello, già in carcere nell'ambito dell'operazione "Black widows", scattata nell'aprile scorso.

Il movente sarebbe da ascrivere a ragioni passionali, la vittima, cugino del presunto assassino, aveva infatti iniziato una relazione con l'ex ragazza di Muller.

A mettere gli investigatori sulle tracce del 19enne, sono state le conversazioni estrapolate dal cellulare della vittima ritrovato sul luogo dell’omicidio

Dal contenuto del telefonino sarebbe emerso, infatti, che, pochi minuti prima dell’agguato, Lazzaro era stato messo in guardia dalla ragazza, che temeva per la sua incolumità, in quanto Muller era venuto a conoscenza della relazione tra i due.

Il giovane, che solo ieri aveva lasciato il carcere per passare ai domiciliari, è stato sottoposto alla misura cautelare presso la casa circondariale di Vibo Valentia, con l’accusa di omicidio volontario a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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