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Torre di Ruggiero, i carabinieri trovano quattro bombe

Ha portato al rinvenimento ed al sequestro di 4 ordigni rudimentali e 24 cartucce per fucile l’operazione condotta, ieri, dai carabinieri della Stazione di Cardinale. Il materiale esplodente è stato rinvenuto durante l’attività di controllo, coordinata dalla Compagnia di Soverato, in un casolare diroccato ubicato nella campagne di Torre di Ruggiero. Una volta effettuato il sequestro è stato necessario ricorrere all’intervento degli artificieri del Comando provinciale carabinieri di Catanzaro che hanno fatto brillare gli ordigni. Le indagini  proseguono per cercare di individuare chi possa aver allestito il piccolo arsenale.

Sorical sospende l'acqua ai Comuni morosi. Ci sono anche Vibo, Tropea e Soverato

Sono quattro, Vibo Valentia, Tropea, Joppolo e Ricadi i Comuni del vibonese interessati alla prossima riduzione delle forniture idriche. A comunicarlo, Sorical Spa che, sul proprio sito, all’indirizzo: http://www.soricalspa.it/index.php?option=com_wrapper&Itemid=141, ha pubblicato l’elenco dei 39 comuni calabresi che, a partire dal prossimo 3 marzo, dovranno fare i conti con la diminuzione dell’erogazione dell’acqua. Il provvedimento, secondo il calendario predisposto dalla società che si occupa della gestione delle risorse idriche in Calabria, troverà attuazione in due fasi. Nella prima, che inizierà il 3 marzo, la riduzione verrà resa operativa in 20 Comuni, tra questi, anche, Vibo Valentia, Tropea e Soverato. La seconda, invece, prenderà il via il 10 marzo, ed interesserà i restanti 19 centri, tra cui Joppolo e Ricadi. La misura draconiana con la quale Sorical intende far valere i propri diritti trova origine nello stato di morosità dei Comuni che, in molti casi, pur facendo pagare l’acqua ai cittadini, non provvedono ad onorare i loro debiti nei confronti del fornitore. Una situazione che, con ogni, probabilità, a breve interesserà la gran parte degli Enti calabresi alle prese con situazioni finanziarie sempre più precarie ed ingestibili.

 

 

 

Il Calendario dei distacchi ed i Comuni Interessati

Comune

Diffida Prot.N.

Data e ora REDUCTIO

Stato

PAOLA

733

03/03/2015 08.00

 

SCALEA

734

03/03/2015 08.00

 

MONTEPAONE

732

03/03/2015 08.00

 

SOVERATO

737

03/03/2015 08.00

 

DIPIGNANO

727

03/03/2015 08.00

 

MARANO PRINCIPATO

730

03/03/2015 08.00

 

BELVEDERE DI SPINELLO

722

03/03/2015 08.00

 

CIRO MARINA

724

03/03/2015 08.00

 

LAMEZIA MULTISERVIZI S.P.A.

728

03/03/2015 08.00

 

SOVERIA MANNELLI

738

03/03/2015 08.00

 

LOCRI

729

03/03/2015 08.00

 

MARINA DI GIOIOSA IONICA

731

03/03/2015 08.00

SOSPESA

CONSORZIO ACQUEDOTTO VINA - PALMI

726

03/03/2015 08.00

 

SEMINARA

736

03/03/2015 08.00

 

CONDOFURI

725

03/03/2015 08.00

 

SCILLA

735

03/03/2015 08.00

 

CASTROVILLARI

723

03/03/2015 08.00

 

SPEZZANO ALBANESE

739

03/03/2015 08.00

 

TROPEA

740

03/03/2015 08.00

 

VIBO VALENTIA

741

03/03/2015 08.00

 

AMANTEA

778

10/03/2015 08.00

 

BELVEDERE MARITTIMO

779

10/03/2015 08.00

 

BIANCHI

780

10/03/2015 08.00

 

BOVA MARINA

791

10/03/2015 08.00

 

CARPANZANO

781

10/03/2015 08.00

 

CAULONIA

790

10/03/2015 08.00

 

CROPANI

793

10/03/2015 08.00

 

DAVOLI

792

10/03/2015 08.00

 

FIRMO

782

10/03/2015 08.00

 

FRANCAVILLA MARITTIMA

783

10/03/2015 08.00

 

GIOIOSA IONICA

789

10/03/2015 08.00

 

JOPPOLO

795

10/03/2015 08.00

 

MANGONE

784

10/03/2015 08.00

 

MOTTA SAN GIOVANNI

788

10/03/2015 08.00

 

OPPIDO MAMERTINA

782

10/03/2015 08.00

 

RICADI

794

10/03/2015 08.00

 

SAN FERDINANDO

782

10/03/2015 08.00

 

SAN SOSTI

785

10/03/2015 08.00

 

UMBRIATICO

796

10/03/2015 08.00

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Unire i Comuni per superare la crisi

 Capisco che siamo in crisi economica mondiale, e figuratevi calabrese, ma non riduciamo tutto ai conti della serva. La conurbazione, cioè fusione tra Comuni, farà certamente risparmiare qualche stipendio di sindaco: se però fosse solo questo, la spesa, con tutti i passi e procedimenti, non varrebbe l’impresa. Lo scopo della conurbazione è consentire l’uso ragionevole della principalissima risorsa di ogni comunità: il territorio. Qualunque cosa vogliate farne – turismo, industria, agricoltura, boschi, pascolo eccetera – il territorio è la risorsa prima, e se male adoperato, il danno è secolare, e i rimedi, quand’anche possibili, sono lunghi e pesanti. Vi porto un solo esempio. Soverato è ancora il centro più popoloso e meglio dotato di servizi del Basso Ionio catanzarese. Ebbene, le circostanze storiche hanno ridotto il suo agro comunale a 7,5 kmq.; e lo vediamo costipato tra una sua piccola zona industriale (Caldarello) e la vasta zona industriale di Satriano (Nigrello - Laganosa), entrambi esempi di spreco di aree che andavano destinate al turismo. Esempi ancora più strambi ce li fornisce Gasperina, con agro sotto Montepaone e sotto Stalettì, e senza mare; o Petrizzi, con una “zona turistica” in alta collina e lontana da una spiaggia, che del resto è di Montepaone o Soverato. In queste e altre non meno complicate situazioni – dimenticavo Satriano nel bel mezzo di Davoli! – come si fa un piano regolatore, o qualsiasi altra seria programmazione? A scanso di interventi di intellettuali della domenica, vi ricordo che quasi tutti i Comuni calabresi non risalgono affatto alla mitica Magna Grecia e ai tempi del re Italo, ma sono stati istituiti, quasi sempre per arte e dolo a vantaggio di quattro possidenti giacobini, da Giuseppe Buonaparte nel 1807 o da Murat nel 1811. Così vi passano le ubbie storiografiche.  Ciò premesso, logica vuole che nascano, per restare nella Valle dell’Ancinale e dintorni, i seguenti nuovi Comuni: Nardodipace, Fabrizia, Mongiana, Serra S. B., Spadola, Brognaturo, Simbario; Torre R., Cardinale, Chiaravalle Centrale, Argusto. Né è detto che i futuri Comuni accorpati debbano risultare dalla sommatoria degli attuali agri, o non sia il caso di riconsiderare anche i confini.  È già nella natura delle cose che siano integrati i paesi di Petrizzi, Gagliato e Satriano con Soverato. Vorrei meglio convincermi se estendere l’ambito anche a Davoli e S. Sostene; o che questi, con S. Andrea, possano farsi Comune. Insomma, questa proposta delle conurbazioni sarebbe un lavoro per competenti, per una commissione seria e fattiva, e con meno profumo di politicanti che si possa; e tenendo alla larga i chiacchieroni generici. Ma dove metteremo le sedi comunali? Boh, al centro di ogni nuovo Comune. E come farà la vecchietta a raggiungere l’ufficio per un certificato? Con una delegazione per quartiere, un ufficio con un piccolo computer e una robusta stampante.

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Badolato: In manette per detenzione d'arma da fuoco e munizioni

BADOLATO - Un fucile calibro 12 con matricola abrasa e numerosi proiettili calibro 38 special, per pistola, sono stati sequestrati dai carabinieri della Compagnia di Soverato nelle campagne di Badolato. L'arma e le munizioni sono stati rinvenuti in un muretto a secco ubicato in un terreno di proprietà di un cinquantotenne, C.V., già noto alle forze dell'ordine. Nel corso dell'operazione, condotta in cooperazione con gli uomini della stazione di Badolato e con l'ausilio di unità cinofile per la ricerca di armi ed esplosivi del Nucleo carabinieri di Vibo Valentia, sono state sequestrate numerose trappole impiegate nella cattura di ghiri. Oltre alle trappole, durante la perquisizione domiciliare, in un congelatore, i militari hanno rinvenuto una trentina di ghiri. Per l'uomo, accusato di furto venatorio aggravato e di detenzione abusiva di arma da fuoco clandestina e munizionamento, è scattato l'arresto.

Febbre suina: morto un 73enne lametino

H1N1 è questa la sigla con la quale viene indicata la nuova epidemia: "la febbre suina". Sono 4 i casi d'influenza suina registrati in Calabria in poche settimane ma, secondo l'Organizazione Mondiale della Sanità, il virus è di moderata potenza, nonostante sia di facile trasmissione, quindi nessun allarme sanitario, almeno per il momento. Intanto è di ieri la notizia della morte di un 73enne lametino colpito dall'epidemia ma, a quanto pare, l'uomo soffriva di gravi difficoltà respiratorie ed era cardiopatico. Oltre al caso lametino, sempre in Calabria, sono stati registrati altri tre casi del medesimo virus: un uomo di placanica di 36 anni, una 45enne badolatese e un 60enne di Feroleto Antico. Tutti e tre i pazienti contagiati sono stati trasferiti all'Ismett di Palermo, nosocomio specializzato in malattie infettive.

Secondo il parere di alcuni veterinari, il contagio dei quattro pazienti non è correlabile con un infezione animale, altrimenti l'allarme sanitario nazionale sarebbe stato inevitabile. L'ultimo provvedimento in tal senso è stato preso dalla Polizia Veterinaria nei comuni di Davoli, Gagliato, Petrizzi, San Sostene, Satriano e Soverato, a seguito della scoperta di alcuni capi infetti nel mese di Dicembre.

Il contagio può avvenire con un semplice starnuto o addirittura con una banale stretta di mano, a dimostrazione di come la diffusione ormai sia soltanto tra essere umani e non più attraverso animali. I sintomi sono simili a quelli di una classica influenza, per poi degenerare in casi di pazienti già gravemente ammalati.

La "Trasversale" ed i misteri della bretella

Lungo l’asse della sedicente Trasversale, le cui buffe vicende abbiamo già narrato, non sono solo quelli i misteri che nessuno spiega, e tra questi senza dubbio il più strambo è quello della Bretella.

 Dicesi, o piuttosto si dovrebbe dire Bretella un tratto di strada che dovrebbe, diciamo avrebbe dovuto collegare Gagliato con Petrizzi. Le motivazioni per cui i due borghi avvertano l’urgenza di essere collegati, mi sono ignote, stante la rarefazione della popolazione gagliatese, e poco meno quella di Petrizzi, che comunque non va a Gagliato. Primo mistero: a che serviva una strada.

 D’ora in poi vado a memoria: non ho documenti, e temo che anche il commissario Montalbano in persona stenterebbe a trovarli. Una decina di anni fa si sparse la voce che la Bretella avrebbe seguito il percorso Gagliato – Turriti – Campo; e avvennero degli espropri di terreni, con relativi ricorsi eccetera. Poi si seppe che niente valle, tutto a monte. Secondo mistero: perché cambiare strada.

 Lasciata dunque la valle del Turriti, che fine hanno fatto gli espropri? Terzo mistero: gli espropri.

 Iniziano i lavori a monte, con piloni, sbancamenti, tubi, ferro, muri di contenimento, e soldi, soldi, soldi, tantissimi soldi. Quarto mistero: quanti soldi?

 A questo punto, circa sei o sette anni fa, mi pare, muri ferro sbancamenti piloni tubi eccetera, tutto finisce nel nulla eterno, e l’erba, potente segno della Natura, si sta mangiando tutto. Quinto mistero: perché sono finiti nel nulla i sedicenti lavori?

 Sesto mistero, che non c’entra con la Bretella, ma è sempre da quelle parti: c’è una rampa all’ingresso di Gagliato che non porta da nessuna parte, però sono stati spesi denari.

ANAS, governo, regione, provincia, sindaci, giornali, intellettuali, imprenditori, agricoltori, e la magistratura, con particolare riguardo alla Corte dei conti, tutti muti eccetto Ulderico Nisticò con cui sono tutti d’accordo e poi se ne fregano. Settimo mistero.

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Di "Trasversale" solo le promesse

 Detengo un prezioso documento: la prima riunione per parlare della Trasversale delle Serre, allora detta Superstrada; e la annunziò come imminente. Era il 1968, io frequentavo ancora il Liceo.

 Quell’anno stesso m’iscrissi all’Università di Pisa, e lì feci il Sessantotto, con prolungamento l’anno seguente. Via, era troppo presto perché fosse finita la Trasversale delle Serre, siamo onesti.

 Era poi l’anno 1971 quando io, sì, proprio io, avendo in corso una complessa storia d’amore con una fanciulla abitante sul Tirreno, io, sì, proprio io, io peggio del più squallido politicante calabro, le dissi queste immortali parole o giù di lì: “Cara, sarà facile vederci, perché tra poco faranno la Trasversale delle Serre”. Vi prego di credermi, lo giuro, è vero.

 Era poi l’anno 1985, credo, e a Serra, come accadeva allora ogni anno, c’erano le elezioni comunali; venne tale Tassone Mario con un funzionario dell’ANAS, e ci dimostrò, carte alla mano, che erano stati stanziati i soldi per la Trasversale. Io, carte alla mano, feci due conti, e, presa la parola, obiettai che potevano fare esattamente un chilometro e settecento metri. Sarebbe quella specie di allargamento dalle parti di Vallelonga. Dite voi: e Vallelonga che c’entra? C’entra, perché in quegli anni tutti i sindaci dell’Istmo e dintorni volevano la Trasversale sotto casa, e il progetto cambiò una ventina di volte senza un centimetro di asfalto.

 Passò il 1971, il 1972, 3, 4, 5… 1980… 1990… Arrivò nel 1994 al potere Berlusconi con il MSI e la Lega, e in quel di Chiaravalle io, sì, proprio io, partecipai come relatore a un convegno che, presenti alcuni esponenti di quel fugace governo e dintorni, dichiarò che la Trasversale era “cantierabile”; io commentai che prendevo atto, anche in cuor mio sentivo che questa melodiosa parola era troppo strana per sembrarmi traduzione di “inizieremo i lavori domani”; e così, infatti, non fu.

 Fecero poi quella che, al massimo, possiamo chiamare Tangenziale di Chiaravalle. Arrivò il governo D’Alema (sì, o italiani, abbiamo visto anche questo!) con sottosegretario Soriero, il quale pensò bene che il traffico convulso di Argusto, nota e popolosissima metropoli, aveva bisogno di almeno due svincoli, uno ovest e uno più o meno est; e qualche miliardo di lire dell’epoca volò per soddisfare la più ridicola vanagloria.

 Si tracciò poi persino il tratto Gagliato – Argusto, che è lì, che è pronto da anni e anni, ha tutto, asfalto eccetera, però ad Argusto ne impediscono l’accesso dei veri megaliti di cemento. Davvero un mistero, che nessuno mi vuole svelare. ma il 15 novembre 2001 la stampa annunziava imminente l’apertura, entro un anno. Dal 2002 sono passati 13 anni invano.

 Aggiungiamo il tratto di Spadola e quello di Serra, e questo è tutto, dal 1968!

Una paroletta sulla qualità. La locuzione superstrada è già di per sé arcaica, roba da anni 1960, un esperimento che poi si abbandonò. Il risultato attuale è una strada a due corsie con divieto continuo di sorpasso (violato alla grande, ma divieto), sicché, se mai finirà e uno volesse davvero, come io promisi nel 1971, da Soverato raggiungere il Tirreno, e per disgrazia gli capita davanti un’Ape Piaggio, allora gli conviene di più la gloriosa murattiana, borbonica e fascista 182 con scorciatoia Filogaso!

 Alla prossima, la Bretella di Gagliato. Una barzelletta per volta, ragazzi.

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Nuovi disagi per i dipendenti dell’ospedale

SOVERATO - Arriva un nuovo affondo sui problemi del nosocomio. A segnalare “motivi di forte disagio e stress lavorativo a cui va incontro tutto il personale medico e paramedico” sono il responsabile regionale della Cisal Medici Renato Barone ed il neo vicesegretario nazionale della Cisal - comparto Sanità Edualdo Posca. A finire nel mirino stavolta è la comunicazione del “ritardo, senza che ve ne fossero noti e comprensibili motivi, degli stipendi del mese di gennaio”. In particolare, “non solo non si pagano i pre-autorizzati  (ed imposti dalla persistente condizione di sottorganico) extra, ma si corrisponde in ritardo anche il minimo tabellare. Se poi si considera – spiegano i due esponenti del sindacato - che alla già di per sè spiacevole circostanza del tardivo pagamento, si è aggiunta l’incompleta corresponsione delle spettanze causata dal mancato pagamento di indennità festiva e notturna, reperibilità, turni supplementari,  la situazione assume carattere di particolare gravità”. Le contraddizioni continuano perché “stante la cronica carenza di personale medico e non, si continuano a chiedere doppi turni ed altre prestazioni extra a tutto il personale che, con spirito di sacrificio e alto senso di responsabilità, pur molto affaticato e non certo incoraggiato dai mancati o tardivi e incompleti pagamenti, continua a fare tutto quanto necessario per garantire perlomeno i livelli minimi assistenziali e le giuste attenzioni a quanti tra bambini e adulti, sofferenti, si rivolgono loro”. La situazione sarebbe ai limiti del “grottesco” e, di conseguenza, la Cisal non è più disposta a “tollerare oltre questi incomprensibili ed ingiustificati ritardi, alcuni dei quali si protraggono oramai da più di due anni”. Alla luce di questo stato di cose, viene richiesta la predisposizione di “tutte le necessarie procedure contabili affinché, già dalla prossima busta paga di febbraio, i dipendenti possano ritrovarsi almeno una parte dei meritatissimi e sudatissimi soldi arretrati”. La pretesa è quella della “puntualità nel pagamento degli stipendi in ogni sua componente perché, specialmente in questo particolare momento socio-economico e per le famiglie monoreddito, il personale deve poter onorare i propri impegni e le proprie scadenze come mutui, presti bollette, oltre naturalmente a quanto necessario per la quotidianità”. In conclusione, i rappresentanti della Cisal rinnovano la “disponibilità al confronto ed alla collaborazione per l’eventuale individuazione congiunta di una possibile soluzione” e restano “in attesa di un incontro con i massimi vertici aziendali” ormai “non più rinviabile”.

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