'Ndrangheta: omicidio e tentato omicidio nel Vibonese, 4 arresti

Al termine di complesse indagini, svolte dalle Squadre mobili di Vibo Valentia e Catanzaro e dal Servizio centrale operativo di Roma, coordinate dalla Procura Distrettuale antimafia di Catanzaro, gli uomini della polizia di Stato hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 4 persone ritenute responsabili del tentato omicidio di Francesco Mancuso e dell’omicidio di Raffaele Fiamingo, avvenuto a Spilinga nel luglio 2003, e considerati al vertice della ‘ndrangheta vibonese.

All'operazione, denominata "Errore fatale", hanno preso parte una cinquantina di poliziotti.

Gli arresti e le perquisizioni sono stati eseguiti a Vibo Valentia, Milano e Prato.

Le attività d’indagine, supportate anche da dichiarazioni rese da collaboratori di giustizia, hanno permesso di accertare che l’omicidio era maturato per contrasti insorti nella gestione delle attività criminali tra i componenti della famiglia Mancuso - in particolare la fazione capeggiata da Ciccio Mancuso, alias Tabacco e quella guidata da Cosmo Mancuso, alias Michele.

I dettagli dell’inchiesta verranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11 presso la questura di Vibo Valentia alla presenza del Procuratore capo di Catanzaro. Nicola Gratteri e dei vertici investigativi.

Brognaturo: aggredisce un mediatore linguistico, nigeriano arrestato per tentato omicidio

Un cittadino nigeriano di 33 anni è stato arrestato dai poliziotti del Commissariato di Serra San Bruno, con l'accusa di tentato omicidio.

L'uomo, ospite del Centro d'accoglienza gestito dalla cooperativa "Stella del sud" in località "Lacina", a Brognaturo (Vv), avrebbe aggredito un mediatore linguistico che opera nella struttura.

In particolare, nel pomeriggio di ieri, gli uomini della Squadra volante del Commissariato serrese sono intervenuti presso il Centro, in seguito ad una richiesta giunta alla centrale operativa.

Arrivati sul posto, gli agenti hanno appreso che, poco prima, all’interno della struttura, c'era stata una lite, durante la quale era stato aggredito un mediatore linguistico.

La vittima dell’aggressione, che presentava sanguinamento dal capo e dal viso, ha immediatamente indicato, insieme ad altri presenti, l’autore del gesto che, al momento, non era sul posto.

Una volta rintracciato in una stanza della struttura, il presunto aggressore è stato sottoposto a fermo per il reato di tentato omicidio.

Dopo le formalità di rito, il trentatreenne è stato tradotto presso il carcere di Vibo Valentia.

Sventato un omicidio, in manette 4 persone

Importante operazione dei carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro, che hanno dato esecuzione a un decreto di fermo d'indiziato di delitto emesso d’urgenza dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, nei confronti di quattro persone indagate per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, sul cui conto sono stati acquisiti dettagliati elementi in ordine ad un omicidio pianificato ai danni di un noto pluripregiudicato del posto.

In particolare, nell’ambito delle attività condotte dai militari dell’Aliquota operativa di Corigliano Calabro all’interno di una complessa attività investigativa coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Castrovillari, Luca Primicerio, sono state captate conversazioni in cui emergevano in modo netto le modalità di esecuzione di un omicidio nei confronti di un noto pregiudicato del posto di elevato spessore criminale, nonché le varie precauzioni da adottare durante la fuga, per eludere l’intervento delle forze di polizia.

Su disposizione del gip presso il Tribunale di Castrovillari, sono state, pertanto, disposte le misure cautelari in carcere nei confronti di Piero Francesco e Giovanni Chiaraia di 45 e 51 anni e di Salvatore e Marco Bonafede di 34 e 26 anni.

Le indagini hanno preso l'abbrivio in seguito all’arresto di Giovanni Chiaradia sorpreso, nel maggio scorso, a circolare con una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa e colpo in canna.

Partendo da tale arresto, gli uomini dell'Arma hanno avviato attività d'osservazione e pedinamento, d'intercettazione e riprese video, effettuate con telecamere montate nei pressi delle abitazioni degli indagati.

Le indagini, durate alcuni mesi, hanno permesso ai militari di far luce sul predominio esercitato dagli arrestati nella marina di Corigliano, dove avrebbero avuto il controllo dello spaccio d'eroina e cocaina.

Nel corso delle attività, i carabinieri hanno sequestrato 20 grammi di cocaina, 15 di marijuana e 4 d'eroina.

 

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Aggredisce un uomo per strada nel Vibonese, 44enne arrestato per tentato omicidio

La notte scorsa, al termine dei festeggiamenti in onore della Madonna di Portosalvo, a Parghelia, un 47enne del luogo è stato aggredito per strada.

L’uomo è stato colpito alla testa con una bottiglia e successivamente, è stato raggiunto da un calcio che ne ha provocato la perdita di coscienza.

L’aggressore avrebbe, quindi, minacciato le persone che avevano assistito alla scena di violenza con un coltello a mezzaluna.

Subito dopo, l’uomo si è dileguato per le vie limitrofe, lungo le quali si è imbattuto in un carabiniere libero dal servizio che, postosi all’inseguimento, ha allertato i colleghi dell’Aliquota radiomobile della compagnia di Tropea.

Giunti sul posto, i militari hanno rintracciato il presunto aggressore, identificandolo in Gianluca Bagnato di 44 anni.

Nel corso delle successive perquisizioni personale e domiciliare, gli uomini dell’Arma hanno rinvenuto due coltelli, uno dei quali sarebbe stato utilizzato durante l’aggressione.

Pertanto, dopo essere stato tratto in arresto per il reato di tentato omicidio, il 44enne è stato associato alla casa circondariale di Vibo Valentia.

Un debito di 300 euro all'origine di un tentato omicidio nel Vibonese

I carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, con il supporto dei colleghi di Vimercate (MI) e Cassano d’Adda (MI) hanno eseguito, a Briatico (VV) e Mesate (MI), un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Vibo Valentia nei confronti di Graziano Spararo e Riccardo Melluso, rispettivamente, di 41 e 27 anni.

I due sono ritenuti responsabili in concorso, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, estorsione e spaccio di sostanze stupefacenti. 

L'indagine ha preso il via il 10 gennaio scorso, in seguito al ferimento a colpi d'arma da fuoco di un giovane di Briatico.

Dalla ricostruzione fatta dagli inquirenti, è emerso che a premere il grilletto sarebbe stato Spasaro il quale, alla presenza di Melluso, avrebbe aperto il fuoco dopo che entrambi avevano tentato di estorcere alla vittima 300 euro, derivanti da acquisti di stupefacente non pagato.

 

Le attività svolte dai militari hanno portato, inoltre, al sequestro di  4,5 chili di marijuana ed all'arresto di un altro giovane di Briatico.

 

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Tentato omicidio e spaccio di droga nel Vibonese, due persone in manette

Nella serata di ieri (15 maggio), a Briatico (VV) e Mesate (MI), i carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, con il supporto di quelli di Vimercate (MI) e Cassano d’Adda (MI), hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, nei confronti di due persone ritenute responsabili in concorso, a vario titolo, dei reati di tentato omicidio, estorsione e spaccio di sostanze stupefacenti.

L’attività investigativa condotta dai militari ha consentito di risalire ed identificare due giovani pregiudicati di Briatico, ritenuti al vertice di una rete di spaccio di stupefacenti.

Per gli investigatori, i due sarebbero gli autori di un tentato omicidio avvenuto a Briatico, agli inizi del gennaio scorso, il cui movente sarebbe da ricondurre ad un debito di droga mai saldato.

 I particolari dell’operazioni saranno resi noti nel corso della conferenza stampa, in programma per le 10,45 di oggi presso il Comando provinciale di Vibo Valentia.

Litiga con il fratello e lo ferisce con un colpo di fucile, arrestato 21enne

I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Rossano, hanno sottoposto a fermo d'indiziato di delitto D.M.P., di 21 anni, del luogo.

Il giovane, già noto alle forze dell’ordine, è ritenuto responsabile di tentato omicidio ai danni del fratello.

Da una prima ricostruzione fatta dagli uomini dell’Arma, nel corso di una discussione scaturita per futili motivi, il ragazzo avrebbe esploso un colpo di fucile all'indirizzo del fratello il quale, trasportato dai familiari al pronto soccorso dell’ospedale di Rossano, è stato sottoposto alle cure del caso per una  lesione grave alla mano e per alcune ferite provocate dall’esplosione del colpo calibro 12.

Dopo la sparatoria, l'aggressore si sarebbe disfatto del fucile per darsi alla fuga. Tuttavia, grazie alle dichiarazioni raccolte, i militari hanno prima recuperato l'arma nascosta nella vegetazione poco distante dal luogo del ferimento e successivamente hanno individuato il giovane.

Al termine delle formalità di rito, il 21enne è stato associato presso la casa di reclusione di Rossano, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Il fucile, invece, è stato sequestrato e sarà inviato dal Reparto investigazioni scientifiche dell’Arma per essere sottoposto alle analisi del caso

 

 

Colpi di pistola contro una donna, arrestato 68enne

I carabinieri del Nucleo radiomobile di Reggio Calabria, delle Stazioni Cannavò e Reggio Calabria - Principale, unitamente ai colleghi del 14° Battaglione "Calabria" hanno tratto in arresto, in flagranza di reato per tentato omicidio e detenzione illegale di armi, Francesco Quattrone di 68anni.

L'uomo, in evidente stato d'ebbrezza, dopo una breve discussione avrebbe esploso otto colpi di pistola all'indirizzo di una donna che si trovava in compagnia del figlio.

Ad evitare il peggio è stato un poliziotto in pensione che sarebbe riuscito a deviare l'arma al momento dello sparo e a disarmare il 68enne.

L'uomo si sarebbe, quindi, allontanato con la sua autovettura facendo perdere le proprie tracce.

Rintracciato dai militari presso l'abitazione di un congiunto, è stato tratto in arresto e tradotto nella casa circondariale di Reggio Calabria Arghillà.

Le vittime dell'aggressione, scaturita a quanto pare da dissidi derivanti da questioni di vicinato, sono state ricoverate in osservazione, presso gli Ospedale Riuniti.

La pistola calibro 7.65 con matricola abrasa, è stata sottoposta a sequestro.

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