Litiga con un uomo e lo ferisce alla gola con un coltello, 38enne arrestato per tentato omicidio

Tentato omicidio. Questa l’accusa con la quale i Carabinieri hanno arrestato Roberto Gino Zanon, 38 anni, di Villa San Giovanni (Rc).

Tutto è iniziato tre giorni fa, quando in tarda serata, un 32enne è giunto al pronto soccorso dell’ospedale “Malacrino Morelli” di Reggio Calabria, dove è tuttora ricoverato in prognosi riservata per una grave ferita da taglio al collo.

Ricevuta la segnalazione, i militari si sono precipitati al nosocomio ed hanno avviato le indagini per fare luce sull’accaduto.

L’attività condotta dagli investigatori dell’Arma ha, quindi, permesso d’individuare il presunto responsabile del ferimento nella propria abitazione di Villa San Giovanni.

Per gli inquirenti ad armare la mano dell’indagato sarebbe stata una lite scaturita da futili motivi

L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato condotto nel carcere “Arghillà” di Reggio Calabria.

Accoltella un 51enne, pensionato in manette per tentato omicidio

Isola di Capo Rizzuto - I Carabinieri della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto (Kr) hanno eseguito una misura cautelare degli arresti domiciliari emessa, dal Tribunale di Crotone, a carico di M.A.G., 73 anni del luogo, ritenuto responsabile del reato di tentato omicidio.

Il provvedimento trae origine da un episodio avvenuto il 28 febbraio scorso, quando un 51enne si presentò sanguinante ai Carabinieri dopo essere stato ferito con un coltello al torace ed all’addome.

Una volta soccorso e fatto trasferire il malcapitato all’ospedale di Crotone, i militari hanno avviato le indagini grazie alle quali è stato possibile acquisire gravi indizi in relazione alla presunta colpevolezza dell’arrestato.

Per gli investigatori all’origine del ferimento potrebbero esserci dissidi pregressi.

L’arrestato, al termine formalità di rito, è stato posto ai domiciliari

Tenta di uccidere la madre, arrestato

Ha aggredito la madre con un’asse di legno. Per questo motivo, un 34enne è stato arrestato dalla polizia di Stato nel quartiere Pellaro di Reggio Calabria.

L’arresto è stato eseguito dai poliziotti delle volanti che, giunti, in seguito ad una segnalazione, in un appartamento in fase di costruzione, hanno sorpreso l’uomo intento a colpire la madre.

Il 34enne, una volta arrestato con l’accusa di tentato omicidio aggravato, è stato rinchiuso nel carcere Arghillà di Reggio Calabria.

La vittima dell’aggressione, che versa in pericolo di vita, è stata, invece, soccorsa e trasportata al Grande ospedale metropolitano, dov'è tuttora ricoverata in prognosi riservata.

Tenta di uccidere il fratello con una bombola di gas, arrestato

Nei giorni scorsi, i carabinieri delle Stazioni di Cosenza Centro e Celico hanno dato esecuzione ad una misura cautelare in carcere, emessa dal gip presso il Tribunale di Cosenza, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un 55 enne di Zumpano (Cs), per il reato di tentato omicidio aggravato.

I fatti dettagliatamente ricostruiti nell’ordinanza cautelare risalgono allo scorso 15 novembre, quando i militari della Stazione di Celico sono intervenuti insieme ai vigili del fuoco in un condominio di Zumpano, dove era stata segnalata la presenza di una bombola del gas pericolosa per l’incolumità pubblica. I militari, una volta giunti sul posto, hanno riscontrato la presenza di una bombola di gas che aveva danneggiato il montante di un’auto parcheggiata. Il proprietario del veicolo, in evidente stato di shock, ha riferito ai carabinieri che poco prima, mentre era intento ad aprire la saracinesca del garage, aveva visto il fratello, nascosto sul balcone di casa al secondo piano della palazzina, dare fuoco alla bombola del gas per poi lanciarla contro di lui nel tentativo di ucciderlo. L’uomo, dopo aver compiuto l’insano gesto, si sarebbe allontanato da casa in compagnia della moglie e della figlia.

La ricostruzione dell’uomo ha trovato riscontro nelle riprese dell’impianto di videosorveglianza.

Inoltre, i militari hanno scoperto che i rapporti tra i due fratelli erano da tempo deteriorati e degenerati in vicende giudiziarie non ancora definite.

L’arrestato, espletate le formalità di rito, è stato ristretto presso la casa circondariale di Cosenza, in attesa di essere interrogato dall’autorità giudiziaria.

  • Pubblicato in Cronaca

Tentato omicidio, 58enne in manette a Vibo

Gli uomini della Squadra mobile vibonese hanno posto in stato di fermo d’indiziato di delitto, P.F., 58anni, del luogo, poiché gravemente indiziato del reato di tentato omicidio perpetrato, mediante l’esplosione di diversi colpi d’arma da fuoco, ai danni di un quarantaquattrenne, che si trovava nella sua auto in via Salvo d’Acquisto, a Vibo Valentia.

 Il tutto ha avuto origine ieri, quando, in seguito ad una chiamata alle forze dell’ordine, dal locale ospedale è stata segnalata la presenza di una persona che presentava una ferita d’arma da fuoco al torace.

Poco dopo si è presentato in questura P.F, il quale avrebbe confessato di essere l’autore del ferimento.

In particolare, l’uomo avrebbe dichiarato che nella serata di martedì scorso, dopo una forte discussione per futili motivi, avrebbe ricevuto pesanti minacce da parte del ferito.

 Pertanto, intimorito, nel pomeriggio del giorno successivo si sarebbe armato con una pistola semiautomatica detenuta illegalmente.

Incrociato per strada il rivale, in seguito ad un ulteriore violento diverbio, P.F. avrebbe esploso tre colpi d’arma da fuoco, a bordo della sua auto, in direzione del veicolo della vittima, colpendola al torace.

L’uomo, che ha riportato tra l’altro la frattura della scapola destra, dopo le cure del caso è stato dimesso con una prognosi di 30 giorni.

A causa dei colpi di pistola è rimasta ferita anche la compagna della vittima che, trovandosi con lui in auto, ha riportato alcune contusioni, in seguito all’impatto del veicolo contro il muro di un’abitazione.

Pertanto, dopo aver raccolto gli indizi, anche grazie all’ausilio dei carabinieri, gli uomini della Squadra mobile hanno sottoposto P.F. a fermo, con l’accusa di tentato omicidio.

Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato associato alla locale casa circondariale in attesa dell’udienza di convalida.

Tentato omicidio a Vibo, fermato il presunto responsabile

I poliziotti della Squadra mobile di Vibo Valentia hanno dato esecuzione al fermo di indiziato di delitto emesso, dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vibo Valentia, nei confronti di Piero Castagna, vibonese di 42 anni, gravemente indiziato del tentato omicidio perpetrato la sera del 29 luglio scorso, ai danni di Francesco Alberto Purita, raggiunto da alcuni colpi d’arma da fuoco mentre si trovava in un terreno ubicato nella frazione Vena Superiore di Vibo Valentia.

In seguito all’accaduto, Castagna si era reso immediatamente irreperibile, mentre Purita era stato trasportato d’urgenza all’ospedale “Jazzolino” di Vibo Valentia in condizioni inizialmente critiche.

Fondamentali ai fini della ricostruzione dell’accaduto sono state proprio le dichiarazioni della vittima, la quale, già nell’immediatezza dei fatti, aveva riferito ai poliziotti della Squadra mobile di essere stata ferita dal cognato, Piero Castagna.

In particolare Purita ha raccontato agli inquirenti che Castagna, dopo avergli intimato di non andare più in un terreno, lo avrebbe bersagliato con alcuni colpi  di pistola ed una volta a terra lo avrebbe colpito con calci al petto ed alle gambe.

Infine, ieri mattina, Castagna, accompagnato dal suo legale, si è  costituito presso la Questura di Vibo Valentia ed al termine delle formalità di rito è stato associato alla locale casa circondariale.

Rifiuta di pagare il carburante e viene accoltellato

I carabinieri della Stazione di Cariati (Cs) hanno tratto in arresto per il reato di tentato omicidio D. D. C., di 74 anni.

Secondo gli investigatori dell'Arma, l'uomo, in seguito ad un litigio avvenuto nella sua area di servizio, avrebbe accoltellato un quarantenne di nazionalità polacca che avrebbe rifiutato di saldare alcuni rifornimenti di carburante erogati nei giorni scorsi.

In particolare, dopo una prima lite, il quarantenne si sarebbe allontanato dall’area di servizio per rientrare nel residence in cui alloggia.

A quel punto, da quanto ricostruito dai militari, il titolare del distributore di carburante avrebbe deciso di inseguire il “rivale” e una volta giunti entrambi in prossimità del passaggio a livello ubicato in contrada Sant’Angelo, la lite sarebbe continuata con toni sempre più accesi, fino a quando l’imprenditore avrebbe estratto un coltello e sferrato almeno un colpo nel costato del quarantenne, per poi dileguarsi a bordo del suo motociclo.

L'uomo ferito è stato soccorso dal personale del 118 è trasferito in elisoccorso presso l’ospedale di Cosenza, dove si trova ricoverato in prognosi riservata.

Dal canto loro, i carabinieri hanno individuato il presunto responsabile e rinvenuto il coltello usato per l’aggressione.

Pertanto, il presunto aggressore è stato arrestato e trasferito nella casa circondariale di Castrovillari.

 

Accoltellato per aver compiuto atti sessuali con ragazzini, arrestati i presunti responsabili

I carabinieri della Compagnia di Taurianova (Rc) hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Palmi, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico dei fratelli Giuseppe e Rocco Larosa di 42 e 43 anni e del cugino 29enne Mario Maduli, tutti del luogo, perché ritenuti responsabili del reato di tentato omicidio in concorso.

I fatti risalgono al periodo pasquale di tre anni fa, quando un 30enne di Locri, giunto nel tardo pomeriggio a Taurianova a bordo della sua auto, dopo aver parcheggiato in piazza Italia, è stato raggiunto da tre individui, obbligato a scendere dal mezzo, circondato e colpito ripetutamente con un coltello, rimanendo ferito al torace, alla spalla, al dorso e alle mani.

L'uomo non ha perso la vita solo perché, fortunatamente, è riuscito a parare alcuni fendenti e ad attirare l’attenzione dei passanti, mettendo in fuga gli aggressori, prima che potessero ferirlo mortalmente.

La dinamica dell'agguato ha fatto subito intuire ai carabinieri che l’aggressione non fosse né casuale né estemporanea.

Nonostante la reticenza della vittima, i militari dell'Arma sono riusciti ad identificare i presunti aggressori ed a far luce sul movente.

Per gli investigatori, infatti, alla base del gesto ci sarebbe il desiderio di punire in maniera esemplare la vittima, ritenuta responsabile di aver compiuto atti sessuali con ragazzi di giovanissima età.

Atti per i quali, il 30enne, nell'aprile scorso, è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita in seguito alle indagini svolte dagli stessi carabinieri di Taurianova.

I tre arrestati, tutti ristretti in carcere, chiudono il cerchio su una complessa vicenda, su cui è stata fatta piena chiarezza dai militari e dall'autorità giudiziaria di Palmi, colpendo anche coloro che con brutale violenza avrebbero voluto ottenere una vendetta sommaria.

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