Dà a fuoco gli scarti di lavorazione, denunciato

Una persona denunciata per combustione illecita di rifiuti e oltre 8 mila euro di sanzioni amministrative elevate per accensione di fuochi.

Questo l’esito di un controllo del territorio effettuato dai carabinieri forestali della Stazione di Cerzeto, a Torano Castello, nel Cosentino.

In particolarte, i militari hanno denunciato l’amministratore di una ditta nel cui piazzale, al momento dell’intervento, era in corso la combustione di scarti di lavorazione, parti di legname, compensato multistrato, semilavorato, pedane, listelli e residui vegetali.

  • Pubblicato in Cronaca

Picchia la compagna con il trapano e chiude il cognato in una porcilaia, arrestato

Sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, con l’aggravante di aver commesso il fatto con particolare malvagità, cagionando umiliazioni e sofferenze alle vittime: sono queste le accuse per le quali, all’alba di stamattina, sono scattate le manette nei confronti di un 53enne di Torano Castello (CS) il quale, da circa 4 anni, costringeva la compagna ed il cognato diversamente abile a subire maltrattamenti, minacce e vessazioni, segregandoli in casa.

La triste vicenda è venuta alla luce il 27 gennaio scorso, allorquando i carabinieri della Stazione di Torano Castello, in seguito ad una richiesta pervenuta al 112, hanno soccorso la donna, la quale, visibilmente provata, ha deciso di raccontare le crudeltà che stava subendo ormai da anni dal proprio compagno.

Trasferite immediatamente le due vittime in una casa famiglia, i militari hanno avviato l'indagine, da cui è emerso che l’aguzzino si sarebbe appropriato della pensione di invalidità riconosciuta al fratello della compagna;  impedendo alla donna ed al cognato di allontanarsi dall’abitazione in cui convivevano, privandoli dell’autonomia economica e dei documenti personali, sorvegliandoli e riportandoli con la forza a casa quando tentavano di allontanarsi.

L'uomo, inoltre, avrebbe  minacciato e maltrattato il cognato invalido, percuotendolo anche con un bastone ed imponendogli di svolgere pesanti lavori nei campi, facendolo vivere insieme agli animali, in una baracca priva di servizi igienici con la possibilità di utilizzare il lavabo della porcilaia per la pulizia personale, non esitando a rinchiuderlo nel recinto con un lucchetto al cancello.

Minacce e maltrattamenti sarebbero stati inflitti anche alla donna, che sarebbe stata picchia ripetutamente, anche con un trapano.

In seguito ai riscontri acquisiti dai carabinieri, il gip presso il Tribunale di Cosenza ha emesso nei confronti dell’uomo un’ordinanza di custodia cautelare.

  • Pubblicato in Cronaca

Impianto abusivo per la produzione di pellet sequestrato in Calabria

Trasformavano e confezionavano pellet senza alcuna autorizzazione. 

È quanto emerso durante un controllo effettuato dai carabinieri forestale di Montalto e Cerzeto, in un opificio in località “Pezze”, nel Comune di Torano Castello.

L’azienda, era in possesso di un'autorizzazione per la coltivazione di castagne e silvicoltura, mentre non disponeva delle autorizzazioni previste dalla normativa ambientale per le emissioni in atmosfera.

Quella scoperta dai militari era una vera e propria fabbrica per la produzione di pellet, con tanto di impianti e materiali necessari per lo svolgimento delle varie fasi dell'attività.

Nel corso dell'ispezione, gli uomini dell'Arma hanno rinvenuto 5,5 tonnellate di pellet suddivise in 290 sacchetti sulla cui etichetta era riportata la dicitura “puro legno di faggio”, ed altri sacchetti privi di indicazioni e contenenti segatura di natura mista e cippato di legname di essenze meno pregiate.

Come disposto dalla Procura della Repubblica di Cosenza, i carabinieri forestali hanno denunciato per frode commerciale ed emissione in atmosfera senza autorizzazione, i due proprietari ed un dipendente dell'azienda.

L’impianto di produzione ed il materiale rinvenuto sono stati posti sotto sequestro.

  • Pubblicato in Cronaca

Tragedia in Calabria, 17enne muore in piscina

Un ragazzo di 17 anni di nazionalità romena, G.C., è morto nella piscina di una struttura turistica di Torano Scalo, in provincia di Cosenza.

Nonostante l’intervento del bagnino e degli amici, per il giovane non c'è stato nulla da fare.

Sul posto, oltre ai sanitari del 118 ed all'elisoccorso, sono intervenuti i carabinieri della locale Stazione, che hanno avviato le indagini per fare luce sull'accaduto

Al fine di chiarire le cause del decesso, il sostituto procuratore di turno ha disposto l’autopsia sul corpo dello sfortunato ragazzo.

 

  • Pubblicato in Cronaca

Smaltimento illecito di rifiuti, denunciato titolare di un allevamento

I carabinieri forestale delle Stazioni di Montalto e Cerzeto hanno sequestrato una concimaia e alcuni capi bovini in una azienda zootecnica di Torano Castello, in provincia di Cosenza.

I militari hanno denunciato, anche, il proprietario per smaltimento illecito e abusivismo edilizio.

Il sequestro è stato effettuato durante un controllo, nel corso del quale è stato constatato che l’allevamento era privo di una vasca per lo stoccaggio dei liquami zootecnici e dei letami prodotti.

Il letame era, infatti depositato, in una concimaia, realizzata abusivamente, e poi sversato sul terreno senza le necessarie impermeabilizzazioni e canalizzazioni. Il percolato, attraverso un fosso di scolo, confluiva quindi nel torrente Finita.

I militari hanno, infine,constatato che il titolare dell’azienda non era in possesso di alcuna autorizzazione per l’utilizzazione agronomica e lo scarico dei reflui.

Le deiezioni animali erano stoccate in una concimaia e una parte veniva sversata sul suolo, senza alcun accorgimento idoneo a prevenire rischi igienico sanitari.

Durante i controlli svolti con personale del servizio veterinario, i carabineri forestale hanno trovato nella stalla otto bovini di cui non era stata comunicata l’esistenza.

Oltre al sequestro della concimaia e dei liquami, i militari hanno sequestrato alcuni capi di bestiame e elevato sanzione amministrative per 1.600 euro.

Il sequestro è stato convalidato dalla Procura della Repubblica di Cosenza.

 

  • Pubblicato in Cronaca
Sottoscrivi questo feed RSS