Violenza sessuale ai danni della figlia 12enne della compagna, arrestato

Violenza sessuale aggravata. Questa l'accusa a carico di un 39enne di Reggio Calabria, arrestato dai poliziotti della locale questura.

L'arresto scaturisce da un'indagine avviata nei giorni scorsi, in seguito alla segnalazione di un uomo residente fuori regione, che agli agenti ha raccontato che la figlia di 12 anni aveva comunicando alle sorelle maggiori di essere vittima delle particolari attenzioni del compagno che la madre aveva conosciuto su Facebook pochi mesi fa.

L'uomo ha informato gli agenti che la figlia si trovava con la sua ex compagna e un’altra figlia di 5 anni, a Reggio Calabria, dove era arrivata in autobus dopo un viaggio di circa 12 ore.

Nella città dello Stretto la donna e le due bambine aveva trovato ospitalità a casa del 39enne.

Ricevuta la notizia, i poliziotti si sono messi alla ricerca dell'abitazione ed una volta individuatala si sono fatti seguire in questura dalla madre e dalle due bambine.

Qui la 12enne, assistita da una psicologa e da un'esperta in psicologia infantile,  ha raccontato ciò che aveva subito a casa dell'uomo.

I riscontri al racconto fatto dalla vittima, hanno permesso al gip di emettere la misura cautelare a carico del 39enne, il quale, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto in carcere.

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Donna abusata e violentata per 10 anni, 5 aguzzini in manette

All'alba di oggi gli uomini del Commissariato di Corigliano-Rossano e della squadra mobile di Cosenza, con l’ausilio di equipaggi del Reparto prevenzione crimine Calabria Settentrionale di Rende, hanno tratto in arresto cinque persone, tutte originarie di Corigliano-Rossano, accusate, a vario titolo, di violenza sessuale di gruppo ed estorsione.

A finire in manette sono stati: P. L. G., S. G., W. O., G. M., e S. B..

Gli arresti giungono al termine di un'indagine che ha preso l'abbrivio in seguito alla denuncia presentata, il 5 agosto scorso, da una cittadina albanese, che ha raccontato, con dovizia di particolari, la lunga serie di violenze sessuali, sevizie e soprusi di ogni genere che avrebbe subito ad opera degli indagati, nel corso degli ultimi dieci anni.

La malcapitata ha spiegato come una relazione extraconiugale con uno degli indagati, abbia dato origine ad una lunga sequela di brutali violenze fisiche e psicologiche.

La donna ha raccontato agli investigatori che gli indagati l'avrebbero minacciata di ucciderle il figlio di appena 5 anni ed il compagno, qualora si fosse rifiutata di fornire delle prestazioni sessuali.

La vittima sarebbe stata pertanto costretta a prostituirsi, a subire rapporti sessuali anche di gruppo e comunque pratiche sessuali violente consistenti in vere e proprie sevizie, nonché a consegnare agli indagati ingenti somme di denaro sotto la minaccia di divulgare filmati che la ritraevano in atteggiamenti sessuali espliciti.

L’attività svolta dagli agenti ha permesso di trovare riscontro al racconto fatto dalla vittima.

Durante le indagini, i poliziotti hanno eseguito alcune perquisizioni a casa degli indagati, rinvenendo: 480 grammi di marijuana, un bilancino di precisione ed una serra per la coltivazione di marijuana ed attrezzi utilizzati per praticare prestazioni sessuali particolari.

Gli investigatori sono ancora al lavoro, per cercare d'identificare altre persone che avrebbero partecipato alle violenze compiute ai danni della donna.

Dopo le formalità di rito, gli arrestati sono stati associati presso la casa circondariale di Castrovillari.

Violenta il figlio 15enne e si dà alla macchia, arrestato

I carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro e dello Squadrone eliportato Cacciatori di Vibo Valentia hanno tratto in arresto un pluripregiudicato cinquantacinquenne, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale di Castrovillari per il reato di violenza sessuale aggravata.

La misura scaturisce dalle indagini avviate in seguito alla denuncia con la quale un quindicenne di Corigliano ha segnalato di aver subito violenze sessuali da parte del padre.

L'uomo, quindi, si è reso irreperibile dopo essere stato stato riconosciuto responsabile del reato di violenza sessuale aggravata, "per aver costretto il figlio minore con più azioni esecutive, mediante violenza e minaccia, con abuso di autorità, a subire atti sessuali".

Avviate le ricerche, i militari hanno rintracciato l'arrestato in una casa diroccata, ubicata in località Pomito, in una zona impervia e difficile da raggiungere.

Una volta catturato, il 55enne è stato tratto in arresto e trasferito nella casa circondariale di Castrovillari. 

Atti sessuali ai danni di minorenni, sei giovani finiscono in comunità

Gli agenti della Squadra mobile di Reggio Calabria hanno eseguito un’ordinanza cautelare di collocamento in comunità nei confronti di sei ragazzi reggini, ritenuti autori di diversi episodi di violenza sessuale e atti sessuali con minorenni.

Il provvedimento è stato assunto al termine delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, avviate in seguito ad una segnalazione effettuata da personale di “S.O.S. Telefono Azzurro”, con la quale è stata denunciata una presunta aggressione a sfondo sessuale e numerose condotte vessatorie e molestie, anche telefoniche, subite da una ragazza minorenne da parte di un suo coetaneo.

Le dichiarazioni della vittima, secondo le quali anche altre minorenni avrebbero subito molestie, sarebbero state riscontrate grazie alle immagini degli impianti di videosorveglianza ed all’analisi del traffico dati delle utenze in uso ai ragazzi.

In relazione alle presunte condotte di bullismo di cui si sarebbe reso responsabile il ragazzo minorenne, durante il ciclo triennale di scuole medie, tutte le vittime avrebbero confermato di aver subito continue molestie .

Dalla ricostruzione dei fatti, sarebbero emersi anche atti di violenza fisica a sfondo sessuale ai danni di due minorenni.

Al termine delle indagini, il gip di Reggio Calabria, su richiesta della locale Procura della Repubblica del Tribunale per i Minorenni, ha quindi emesso i provvedimenti cautelativi di collocamento in comunità nei confronti di F.G.P. di 16 anni, A.G. (16), P.K. (18), N.M. (18) E.A.L. (18) e E.S. (18), ritenuti a vario titolo, responsabili di atti persecutori (bullismo), violenza sessuale, adescamento di minori, violenza sessuale di gruppo, violenza privata, atti sessuali con minorenne e pornografia minorile, consumati ai danni di quattro ragazze minorenni, di cui una, all’epoca dei fatti, infratredicenne. 

 

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Violentato una coetanea, tre ventenni in manette

Violenza sessuale di gruppo nei confronti di una coetanea ed atti osceni, questa l'accusa con la quale gli uomini della questura di Reggio Calabria hanno tratto in arresto tre giovani, C.D. di 20 anni, F.S. (20) e C.G. (21)..

La misura cautelare giunge al termine delle indagini che hanno consentito di far luce su una drammatica vicenda di violenza sessuale posta in essere, durante una serata danzante in una località del basso Ionio reggino, nel corso della quale, gli arrestati avrebbero approfittato dello stato di ebbrezza di una ragazza poco più che diciottenne, per abusarne a turno.

Dalla ricostruzione dei fatti operata dagli investigatori della Squadra mobile è emerso che durante la notte di San Lorenzo, la diciottenne avrebbe subito violenza sessuale da almeno tre giovani, sulla spiaggia prossima ad una discoteca.

L’allarme dei presunti abusi sessuali subiti dalla ragazza era stato lanciato da alcuni passanti.

La giovane, quindi, era stata portata in ospedale da un’ambulanza per essere sottoposta al protocollo sanitario previsto per le vittime di violenza sessuale.

Le indagini, che si sono avvalse tra l'altro, d'intercettazioni telefoniche ed ambientali e dell'esame del Dna, hanno permesso d'identificare i presunti responsabili nei tre ventenni. 

C.D., dovrà rispondere anche del reato di violenza o minaccia volta a costringere taluno a commettere un reato, dal momento che avrebbe cercato d'indurre una testimone a non raccontare ciò che aveva visto.

Nell'ambito della stessa operazione, denominata "Perseidi", il gip ha emesso una misura cautelare di presentazione alla polizia giudiziaria a carico di B.E.di 20 anni, M.A. (19) e F.S. (20), perchè ritenuti responsabili del reato di favoreggiamento.

Gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati condotti in carcere.

Tentata violenza sessuale ai danni di tre minori, arrestato 66enne

Su disposizione della Procura della Repubblica presso il tribunale di Palmi, i carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale in carcere, nei confronti di S. L., di 66 anni.

La misura trae origine da una mirata attività d’indagine condotta dai militari della Tenenza di Rosarno, che avrebbe permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell'uomo per i reati di tentata violenza sessuale ed atti sessuali, commessi tra il 19 ed il 28 marzo di quest’anno, nei comuni di Rosarno e Melicucco, ai danni di tre minori.

Le indagini hanno preso il via in seguito alla denuncia sporta dai genitori di uno dei tre minori il quale, nel pomeriggio del 19 marzo scorso, mentre si trovava a Rosarno, dopo essere salito con l’inganno a bordo della vettura dell’uomo, sarebbe stato costretto a subire un tentativo di violenza sessuale, prima di riuscire a scappare.

L'attività investigativa, grazie all’acquisizione delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza pubblici, all’analisi dei tabulati telefonici dell’indagato ed alle dichiarazioni rese dai minori in sede di audizione protetta, avrebbe permesso di far luce su tre episodi, in occasione dei quali l’uomo, dopo aver adescato le vittime, avrebbe tentato di indurle a compiere o a subire atti sessuali non esitando a porre in essere atti di esibizionismo al fine di attirarne l’attenzione.

L’arrestato, al termine degli adempimenti di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale di Reggio Calabria Arghillà, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

Violenza sessuale su un minore, arrestato 53enne

I carabinieri della Compagnia di Taurianova hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Palmi, su richiesta della locale Procura, a carico di un 53enne di Cittanova, ritenuto responsabile del reato di violenza sessuale aggravata ai danni di un minorenne.

Il provvedimento giunge al termine di un’attività investigativa avviata dall’Arma di Taurianova, in seguito alla denuncia con la quale il genitore di un ragazzo sedicenne, affetto da lieve infermità, ha raccontato che l’indagato, nel corso di una serata della scorsa estate, sfruttando il rapporto di conoscenza e fiducia, ha convinto il figlio a seguirlo nella sua abitazione con la scusa di dover prendere delle bevande.

L’uomo però, una volta in casa, avrebbe indotto il giovane a subire atti sessuali.

La delicata e articolata indagine condotta dai militari, supportata anche da attività tecnica e dall’ausilio di personale specializzato nell’ascolto di vittime di violenza, avrebbe consentito di trovare puntuali riscontri al racconto del minore e di conseguenza di raccogliere gravi e concordanti indizi di colpevolezza a carico dell’indagato.

L’uomo, al termine delle formalità di rito, è stato ristretto nel carcere di Reggio Calabria-Arghillà.

Violenza sessuale su una minorenne, marocchino di 27 anni finisce in manette

È accusato di aver violentato una sedicenne di Villa San Giovanni (Rc), il marocchino, A.A., di 27 anni arrestato dai carabinieri della locale Compagnia.

L'episodio risale a sabato sera, quando, secondo la ricostruzione fatta degli investigatori, la ragazza, dopo aver trascorso la serata con un gruppo di amici in piazza Valsesia a Villa San Giovanni, ha deciso d'incamminarsi da sola, a piedi, in direzione di un ristornate poco distante, dove doveva incontrare un’amica.

Nel percorrere via Torino la giovane avrebbe udito dei passi dietro di lei ed avrebbe notato un’ombra avvicinarsi.

All’improvviso la ragazza sarebbe stata afferrata per i capelli e trascinata a terra da un uomo, che avrebbe cercato d'impedirle d'urlare mettendole una mano sul collo ed una sulla bocca.

Nonostante la violenza subita la ragazza è riuscita a chiedere aiuto, con una telefonata fatta al fidanzato.

Molto probabilmente ad impedire alla vicenda un epilogo ancor più grave, è stato l’intervento di due passanti, i quali, sentite le grida d'aiuto della ragazza, si sono prodigati per prestarle soccorso, facendo desistere dal suo intento l’aggressore, che si è dato alla fuga.

Informati dai familiari della ragazza, i carabinieri hanno immediatamente avviato le ricerche, conclusesi dopo pochi minuti con l'individuazione del presunto responsabile, arrestato con l'accusa di violenza sessuale.

Al termine delle formalità di rito, l'uomo è stato associato allla casa circondariale di Reggio Calabria–Arghillà, in attesa della celebrazione dell’udienza di convalida.

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