Palpeggia due donne per strada, 50enne in manette

I Carabinieri della Compagnia di Cosenza hanno fermato un 50enne di nazionalità bulgara, indiziato del reato di violenza sessuale ai danni di due donne.

L’arresto è scaturito in seguito ad una segnalazione con la quale una donna ha denunciato al 112 di essere stata palpeggiata nelle parti intime da uno sconosciuto, mentre si trovava per strada.

Giunti sul luogo in cui era avvenuta l’aggressione, i militari hanno soccorso la vittima e avviato le ricerche che hanno permesso di rintracciare il presunto responsabile nel seminterrato di un palazzo abbandonato. Nel frattempo, un’altra donna si era recata in caserma per denunciare di essere stata palpeggiata per strada da uno sconosciuto.

Per il 50enne, che è stato riconosciuto come il responsabile delle aggressioni da entrambe le donne, si sono, quindi, aperte le porte del carcere del capoluogo bruzio.

Violenza sessuale ai danni di una minore, manette per un 52enne e una 37enne

Questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Rende (Cs) hanno tratto in arresto in esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Tribunale di Cosenza su richiesta della locale Procura della Repubblica, un uomo, F.A. e una donna, F.B., rispettivamente di 52 e 37 anni, ritenuti responsabili del reato di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una 17enne.

I militari dell’Aliquota Operativa di Rende, nel corso di approfondimenti investigativi riguardanti altre circostanze di reato, si sono imbattuti in questo episodio commesso nel comune di Marano a giugno del 2020 quando, gli arrestati, in concorso e unione tra loro, dopo aver ideato e prefigurato il compimento di atti sessuali nei riguardi di un’adolescente, l’avrebbero attirata con uno stratagemma nell’abitazione della donna. La presunta vittima, inconsapevole di ciò che sarebbe accaduto e confidando nel rapporto di amicizia con gli indagati, sarebbe stata costretta a compiere e a subire da entrambi atti sessuali di gruppo. I due, che sono ritenuti anche responsabili di aver abusato della minore in condizioni di inferiorità psichica poiché affetta da un disturbo cognitivo, sotto stati posti ai domiciliari.

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Concussione sessuale e pacchi alimentari destinati ai poveri distribuiti ad amici e conoscenti: bufera sull’amministrazione comunale di Petilia Policastro

A Petilia Policastro (Kr), Livorno e Catanzaro, i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari e del divieto di dimora nella provincia di Crotone emessa dal gip del Tribunale pitagorico, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 8 indagati, ritenuti responsabili, a vario titolo, di peculato, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, corruzione in atti giudiziari, soppressione, distruzione e occultamento di atti, concussione e violenza sessuale.

Il provvedimento trae origine da un’indagine condotta, tra aprile 2018 e novembre 2020, dal Nucleo investigativo del Comando provinciale Carabinieri di Crotone, sotto la direzione della Procura Distrettuale di Catanzaro e successivamente diretta e coordinata dal Procuratore della Repubblica di Crotone.

Gli elementi raccolti nel corso dell’attività investigativa hanno consentito di delineare le molteplici condotte di un imprenditore, di due pubblici amministratori e di un pubblico dipendente del comune di Petilia Policastro, i quali, in più occasioni e con ruoli diversi, dall’aprile al dicembre 2018, si sarebbero appropriati arbitrariamente o comunque avrebbero distratto dalle loro finalità alcune derrate alimentari rientranti nel progetto “Lotta alla povertà”.

Per gli inquirenti, diversi pacchi viveri anziché essere distribuiti a persone bisognose, sarebbero stati consegnati ad amici, conoscenti e addirittura, in alcune occasioni, ad appartenenti alla locale criminalità. 

Inoltre, le indagini hanno permesso di acquisire gravi indizi in relazione ad un presunto episodio di corruzione verificatosi il 21 novembre 2018 a Crotone, quando, presso un bar, due amministratori pubblici ed un tecnico comunale del Comune di Petilia Policastro, su mandato del sindaco, si sarebbero accordati con un dirigente del Dipartimento di prevenzione dell'Asp pitagorica, affinché, ricevuti alcuni beni alimentari quali olio e castagne, questi provvedesse a diminuire, arbitrariamente, un’ammenda dell’importo di circa tremila euro, elevata da due ispettori dell’Azienda sanitaria, in seguito ad un controllo su un cantiere nel quale avevano rilevato violazioni in materia di tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro.

La modifica del verbale ispettivo (che era stato redatto in occasione dell’avvenuto controllo al cantiere) avrebbe comportato una riduzione della sanzione pecuniaria ed un indebito vantaggio nell’ambito di due procedimenti penali instaurati presso la Procura della Repubblica di Crotone, sia per il responsabile dei lavori che per il titolare dell’impresa impegnata nei lavori per conto del comune di Petilia Policastro.

Infine, nel corso dell’indagine è stata fatta luce anche su un presunto caso di concussione e violenza sessuale ai danni di una donna che avrebbe subito molestie sessuali da parte di un amministratore pubblico al quale si era rivolta per trovare un posto di lavoro per il figlio.

Violenza ed estorsione ai danni della moglie, manette per un 51enne

Gioia Tauro - Un 51enne, B.C., è stato tratto in arresto a Gioia Tauro (Rc), in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palmi, poiché ritenuto responsabile di atti persecutori, estorsione e violenza sessuale, commessi da giugno a novembre dello scorso anno.

Il provvedimento restrittivo eseguito dai Carabinieri, giunge in seguito ad un’indagine scaturita dalla denuncia, sporta nel novembre scorso, da una donna che ha segnalato di aver subito maltrettamenti da parte del marito.

Per gli investiagatori, l’uomo avrebbe costretto la presunta vittima a consumare rapporti sessuali, chiedendole in diverse circostanze, anche somme di denaro a titolo estorsivo, sotto il ricatto di ritorsioni.

Inevitabile, quindi, la misura cautelare.

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Anni di violenza sessuale sulle nipoti minorenni, arrestato

Un quarantenne, C.G., è stato arrestato dalla polizia a Crotone, in quanto ritenuto responsabile dei reati di violenza sessuale aggravata nei confronti di due sorelle, minorenni.

L’arresto giunge al termine di un'indagine svolta dagli uomini della Squadra mobile, in seguito alla denuncia di una delle vittime che ha raccontato di aver subito abusi da parte dello zio, dall’età di nove anni fino al compimento dei sedici anni.

Nel corso della denuncia, la vittima ha raccontato inoltre che a patire gli abusi era stata anche la sorella, la quale, sentita dai poliziotti, ha confermato di aver subito violenze.

Pertanto, l’uomo è stato arrestato e tradotto nel carcere di Crotone.

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Violenza sessuale ai danni di una 15enne, arrestato

I poliziotti della Squadra mobile di Reggio Calabria hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura cautelare della custodia in carcere disposta dal gip del Tribunale di Reggio Calabria a carico di un 27enne del luogo ritenuto responsabile di violenza sessuale ai danni di una ragazzina  di 15 anni.

Fondamentale alla ricostruzione della vicenda è stata l’audizione protetta della minorenne che ha permesso di acquisire elementi importanti per fare luce sull’accaduto

Al termine delle formalità di rito l’uomo è stato condotto nella casa circondariale di Reggio Calabria - Arghillà.

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Violenza sessuale ai danni della figlia 12enne della compagna, arrestato

Violenza sessuale aggravata. Questa l'accusa a carico di un 39enne di Reggio Calabria, arrestato dai poliziotti della locale questura.

L'arresto scaturisce da un'indagine avviata nei giorni scorsi, in seguito alla segnalazione di un uomo residente fuori regione, che agli agenti ha raccontato che la figlia di 12 anni aveva comunicando alle sorelle maggiori di essere vittima delle particolari attenzioni del compagno che la madre aveva conosciuto su Facebook pochi mesi fa.

L'uomo ha informato gli agenti che la figlia si trovava con la sua ex compagna e un’altra figlia di 5 anni, a Reggio Calabria, dove era arrivata in autobus dopo un viaggio di circa 12 ore.

Nella città dello Stretto la donna e le due bambine aveva trovato ospitalità a casa del 39enne.

Ricevuta la notizia, i poliziotti si sono messi alla ricerca dell'abitazione ed una volta individuatala si sono fatti seguire in questura dalla madre e dalle due bambine.

Qui la 12enne, assistita da una psicologa e da un'esperta in psicologia infantile,  ha raccontato ciò che aveva subito a casa dell'uomo.

I riscontri al racconto fatto dalla vittima, hanno permesso al gip di emettere la misura cautelare a carico del 39enne, il quale, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto in carcere.

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Donna abusata e violentata per 10 anni, 5 aguzzini in manette

All'alba di oggi gli uomini del Commissariato di Corigliano-Rossano e della squadra mobile di Cosenza, con l’ausilio di equipaggi del Reparto prevenzione crimine Calabria Settentrionale di Rende, hanno tratto in arresto cinque persone, tutte originarie di Corigliano-Rossano, accusate, a vario titolo, di violenza sessuale di gruppo ed estorsione.

A finire in manette sono stati: P. L. G., S. G., W. O., G. M., e S. B..

Gli arresti giungono al termine di un'indagine che ha preso l'abbrivio in seguito alla denuncia presentata, il 5 agosto scorso, da una cittadina albanese, che ha raccontato, con dovizia di particolari, la lunga serie di violenze sessuali, sevizie e soprusi di ogni genere che avrebbe subito ad opera degli indagati, nel corso degli ultimi dieci anni.

La malcapitata ha spiegato come una relazione extraconiugale con uno degli indagati, abbia dato origine ad una lunga sequela di brutali violenze fisiche e psicologiche.

La donna ha raccontato agli investigatori che gli indagati l'avrebbero minacciata di ucciderle il figlio di appena 5 anni ed il compagno, qualora si fosse rifiutata di fornire delle prestazioni sessuali.

La vittima sarebbe stata pertanto costretta a prostituirsi, a subire rapporti sessuali anche di gruppo e comunque pratiche sessuali violente consistenti in vere e proprie sevizie, nonché a consegnare agli indagati ingenti somme di denaro sotto la minaccia di divulgare filmati che la ritraevano in atteggiamenti sessuali espliciti.

L’attività svolta dagli agenti ha permesso di trovare riscontro al racconto fatto dalla vittima.

Durante le indagini, i poliziotti hanno eseguito alcune perquisizioni a casa degli indagati, rinvenendo: 480 grammi di marijuana, un bilancino di precisione ed una serra per la coltivazione di marijuana ed attrezzi utilizzati per praticare prestazioni sessuali particolari.

Gli investigatori sono ancora al lavoro, per cercare d'identificare altre persone che avrebbero partecipato alle violenze compiute ai danni della donna.

Dopo le formalità di rito, gli arrestati sono stati associati presso la casa circondariale di Castrovillari.

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