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'Ndrangheta: confiscati beni per 1 milione e 200 mila euro

Un provvedimento di confisca di beni per un valore di milione e 200 mila euro, è stato eseguito dalla Dia di Reggio Calabria nei confronti di Santo Gambello, di 41 anni.

L'uomo è considerato vicino alla cosca Labate, operante nella zona sud della città dello Stretti.

La confisca é stata disposta dalla sezione Misure di prevenzione del tribunale di Reggio Calabria su proposta del direttore della Dia, Nunzio Antonio Ferla.

Gambello nel 2007 fu coinvolto nell'operazione "Gebbione" e nel processo che ne scaturì fu condannato a 6 anni e 4 mesi di reclusione per associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni.

Gli accertamenti condotti dalla Dia avrebbero fatto emergere la sproporzione tra i redditi di Gambello e del suo nucleo familiare e gli ingenti investimenti da effettuati nel settore immobiliare.

I beni confiscati consistono in un magazzino e due autorimesse, per una superficie complessiva di circa mille metri quadri e ubicati nel pieno centro di Reggio.

'Ndrangheta, operazione Crisalide: fermate 52 persone

A partire dalle prime luci dell'alba, militari del Comando provinciale dei Carabinieri di Catanzaro hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia nei confronti di 52 presunti affiliati alla cosca 'ndranghetista "Cerra – Torcasio - Gualtieri" attiva nella piana di Lamezia, ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso, traffico illecito di sostanze stupefacenti, possesso illegale di armi ed esplosivi, estorsione, danneggiamento aggravato, rapina.

L'operazione, denominata "Crisalide", trae origine da un’indagine del Nucleo investigativo di Catanzaro e della Compagnia di Lamezia Terme, ha permesso di documentare l’operatività della cosca dedita ad un controllo asfissiante del territorio mediante attività estorsive e danneggiamenti ai danni di imprenditori e commercianti ed allo spaccio di sostanze stupefacenti.

L’attività investigativa ha, inoltre, consentito di recuperare e sequestrare ingenti quantitativi di armi e droga nonché di individuare ed arrestare gli autori di numerosi danneggiamenti effettuati per volontà dei capi cosca.

 

Unical: Papilloma virus, appuntamento il 26 maggio con Massimo Tommasino (OMS)

Si terrà a Cosenza, nell’aula Caldora, dell'Università della Calabria, il 26 maggio alle ore 9, la conferenza di Massimo Tommasino, leader dell' "Infection and Cancer Biology Group" - International Agency for Research on Cancer dell' OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) con sede a Lione, sulla diagnosi precoce e sulla vaccinazione come strategie per combattere l'infezione da Papilloma Virus, responsabile di alcune forme di cancro molto diffuse nella popolazione. L’appuntamento che arriva in concomitanza con le recenti polemiche sui vaccini, in merito alle quali l'eminente studioso potrà fornire una risposta autorevole, sarà introdotto dal rettore dell'Università della Calabria, Prof. Gino Mirocle Crisci.

Pizzo, il sindaco Callipo: «Totalmente estraneo alla vicenda Sacco, l'ho conosciuto quando tutti lo lodavano»

«Una non-notizia, una post verità che rischia di danneggiare soprattutto la libertà di scelta dei cittadini che tra qualche settimana saranno chiamati alle urne. Ecco perché invito tutte le persone in buona fede a tenere gli occhi aperti, senza farsi abbindolare da chi ora sta bassamente strumentalizzando queste “indiscrezioni” che non hanno nulla di rilevante, né da un punto di vista giudiziario né da un punto di vista etico. Purtroppo, come spesso accade in Italia, queste cose succedono stranamente nell’imminenza di un appuntamento elettorale». 
Il sindaco di Pizzo Gianluca Callipo, candidato alle elezioni amministrative dell’11 giugno, reagisce con fermezza agli articoli di stampa che riportano il contenuto di un’informativa dei Ros nell’ambito dell’inchiesta che coinvolge Leonardo Sacco, governatore della Confraternita della Misericordia di Isola Capo Rizzuto.
«Ho conosciuto Sacco tre anni fa - continua Callipo -, nell’ambito della campagna per le primarie che mi ha portato a girare la Calabria in lungo e in largo, incontrando migliaia di persone. A quell’epoca Sacco, insieme a don Edoardo Scordio, godeva della stima e della considerazione di tutti, dai prefetti ai sindaci, dalle massime cariche dello Stato alle più alte gerarchie ecclesiastiche. Basta fare una veloce ricerca in Internet per trovare alcune sue foto con i massimi leader politici nazionali e, addirittura, con il Papa.
Questo ovviamente non vuol dire che tutti quelli che ha incontrato e con i quali abbia parlato siano collusi con la ‘ndrangheta. Per quanto mi riguarda la mia storia politica e umana è cristallina, perché ho sempre assunto posizioni di inequivocabile rigetto delle logiche mafiose. Lo dimostra il fatto che proprio in quella campagna elettorale per la scelta del candidato a presidente della Regione dissi pubblicamente che non volevamo i voti della ‘ndrangheta, facendo storcere il naso a più di qualche persona in Calabria. Oggi, a distanza di 3 anni, alcuni organi di stampa riportano il contenuto di atti investigativi dai quali non emerge alcun profilo di responsabilità da parte mia.
Lo ribadisco: ho conosciuto Sacco e Scordio nel corso di una campagna elettorale, quando non erano indagati e quando rivestivano un ruolo di primaria importanza nel settore del volontariato in Calabria. È emblematico che lo stesso magistrato che oggi coordina l’inchiesta che riguarda Sacco e Scordio, il dott. Nicola Gratteri, in un suo libro del 2013 parlava del sacerdote come di un esempio di lotta alla criminalità organizzata: “Noto per le sue coraggiose omelie ai funerali di alcuni mafiosi della zona - scriveva Gratteri -, è un prete che riesce ad attrarre intorno a sé moltissimi giovani, con i quali fonda importanti movimenti di volontariato”.
Insomma, se un massimo esperto di ‘ndrangheta qual è Gratteri allora non aveva dubbi sulla liceità e sul valore civico delle attività condotte attraverso la Confraternita di Isola Capo Rizzuto, non si capisce come avrei potuto averli io, senza considerare che al netto di ogni considerazione, né la struttura né i loro gestori hanno mai ottenuto alcun vantaggio o favore da me. Punto. Si può speculare quanto si vuole su questi fatti, magari cercando di fantasticare su banali espressioni colloquiali e di cortesia usate al telefono come può capitare a tutti, ma la realtà è che non ho niente a che fare con questa storia. Chi cerca di insinuare dubbi lo fa per mero calcolo politico, mortificando non soltanto il confronto democratico rappresentato dalle prossime elezioni, ma anche la propria dignità di uomo e di cittadino».
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