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Tragedia in Calabria, uccide la moglie e si toglie la vita

Tragedia familiare a Montalto Uffugo, in provincia di Cosenza dove, Giovanni Petrasso, agente della polizia penitenziaria di 53 anni, ha ucciso a colpi di pistola la moglie 48enne, Maria Grazia Russo.

Dopo aver compiuto l'insano gesto, l'uomo ha rivolto l'arma contro se stesso e si è tolto la vita.

Il fatto é accaduto nell'abitazione della coppia mentre, in un'altra stanza, si trovava la figlia diciottenne delle vittime.

A lanciare l'allarme è stata proprio la ragazza che ha telefonato ai carabinieri.

L' altra figlia della coppia si trovava, invece, fuori regione per motivi di studio. Tra Petrasso e la moglie, secondo quanto é emerso dalle prime indagini condotte dai carabinieri, negli ultimi tempi c'erano liti frequenti per normali problemi di coppia, ma nulla lasciava presagire il drammatico epilogo.

'Ndrangheta, beni per un milione di euro sequestrati a due esponenti di una cosca

In esecuzione di decreti applicativi di misura di prevenzione patrimoniale emessi dal tribunale di Reggio Calabria, i carabinieri del Reparto operativo - Nucleo investigativo, del Comando provinciale di Reggio Calabria, con la collaborazione dei colleghi in forza alla Tenenza di Rosarno (RC), hanno proceduto ad un sequestro di beni per un valore superiore al milione di euro, nei confronti di Vincenzo e Maria Cacciola, rispettivamente di 40 e 42 anni.

Entrambi sono ritenuti appartenenti alla cosca Cacciola di Rosarno.

I provvedimenti, che hanno interessato anche i nuclei familiari dei Cacciola, sono scaturiti da una proposta avanzata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria.

La misura è stata emessa sulla scorta delle risultanze investigative patrimoniali raccolte dalla Sezione misure di prevenzione del Nucleo investigativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, che hanno consentito di accertare illecite accumulazioni patrimoniali.

In particolare, i militari hanno sottoposto a  sequestro:

- due imprese individuali con sede a Rosarno, operanti rispettivamente la "Cacciola Vincenzo" nel settore della raccolta agrumi e la "Oppedisano Jessica" nella somministrazione di alimenti e bevande, sala giochi e biliardi, con relativo patrimonio aziendale;

- due immobili (un fabbricato uso deposito e un agrumeto) ubicati nel comune di Rosarno;

- svariati rapporti bancari, titoli obbligazionari, polizze assicurative riconducibili al destinatario del provvedimento.

I beni sequestrati sono stati affidati, per la custodia e per l'ordinaria amministrazione, all'amministratore giudiziario nominato dall' Autorità giudiziaria.

 

 

 

La Cgil in piazza a Roma a difesa dei precari della giustizia

Rispetto e lavoro vero per i precari della giustizia. Queste le rivendicazioni con le quali la Funzione pubblica Cgil stamani (28 giugno) è scesa in piazza a difesa dei tirocinanti della giustizia.

Il presidio si è tenuto a Roma, nei pressi del ministero di Giustizia, in largo Benedetto Cairoli. Sono più di duemila i lavoratori (ex cassintegrati, lavoratori in mobilità e disoccupati) che da sette anni svolgono il tirocinio formativo presso il ministero guidato da Andrea Orlando, in attesa di una contrattualizzazione.

Lavoratori a tutti gli effetti che, secondo la Fp Cgil, “svolgono il loro lavoro sotto una formula, quella del tirocinio formativo, utilizzata in modo improprio, che cela in realtà vere e proprie forme di lavoro subordinato. Lavoratori impegnati a colmare le oltre 9.000 carenze di organico del comparto, garantendo così la prosecuzione delle attività, ma con una retribuzione al di sotto della soglia sussistenza”. Un 'esercito di precari impegnati in attività “che, se venissero a mancare, comprometterebbero ulteriormente la già critica condizione della giustizia”.

La categoria dei lavoratori dei servizi pubblici della Cgil chiede dunque che, per questi precari della Giustizia, “si eviti la riproposizione dell'ennesima proroga dei tirocini, ricercando invece, su scala nazionale e regionale, soluzioni più eque e dignitose per l'intero bacino”.

Ponte ‘Allaro’ a Caulonia, sopralluogo di Anas, Regione e Comuni della Locride

Si è svolto questa mattina un sopralluogo di Anas, Regione Calabria e dei Sindaci dei comuni della Locride, sul cantiere di Caulonia, dove sono partiti i lavori di ripristino delle parti danneggiate del viadotto Allaro a seguito degli eventi alluvionali abbattutisi sulla provincia di Reggio Calabria nel mese di novembre 2015 e nel gennaio 2017.

L’iniziativa, è stata l’occasione per discutere dei lavori della prima fase, per supervisionare l’inizio degli interventi alla presenza dei sindaci , dell’assessore regionale alle infrastrutture Roberto Musmanno, del sindaco di Caulonia Caterina Belcastro, del Responsabile Anas Coordinamento Territoriale Calabria, Ing. Giuseppe Ferrara e dell’Ing. Antonella Di Vece, Responsabile Unico del procedimento.

Durante l’Incontro, è stata espressa soddisfazione da parte del Sindaco Caterina Belcastro, per la consegna dei lavori di questa importante ed essenziale infrastruttura per il territorio della Locride.

L’assessore Musmanno, che ha portato i saluti del Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, sensibile alle problematiche riguardanti il territorio calabrese, ha ringraziato l’Anas per la professionalità e la gestione dei lavori, soprattutto nelle fasi di emergenza.

L'Ing. Ferrara ha sottolineando come “l’intervento sul viadotto Allaro rappresenta una  promessa mantenuta e un segno tangibile dell'impegno di ANAS per questo territorio così bello e così fragile dal punto di vista idrogeologico”.

Si concretizza un rinnovato e qualificato investimento per un tratto della SS 106 strategico e bisognoso di interventiL’intervento, che interessa per la prima fase il ponte, consiste nella ricostruzione delle pile 3 e 9, la ricostruzione e il consolidamento delle fondazioni, la nuova pavimentazione, la nuova segnaletica e la sistemazione dell’alveo nel tratto a cavallo del viadotto per lavori che dovrebbero terminare nella primavera del prossimo anno.

L’ importo complessivo ammonta ad oltre 1 milione e 200mila euro.

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