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Si accingevano a compiere un colpo in banca, arrestati

Sei persone di età compresa tra i 45 ed i 24 anni sono state arrestate questa mattina dai carabinieri, a Corigliano Calabro.

I militari sono entrati in azione dopo aver notato il gruppetto stazionare davanti la cassa continua di una banca, ubicata in località Cantinella del Comune di Corigliano Calabro. 

Accortisi della presenza dei militari, i sei hanno iniziato una pericolosa fuga per le vie della cittadina, ma sono stati bloccati in una strada senza uscita. I malviventi hanno, quindi, tentato di scappare a piedi ma sono stati nuovamente raggiunti e sottoposti a perquisizione. All’interno della vettura sono stati trovati numerosi arnesi atti allo scasso. Sono state, inoltre, sequestrate alcune ricetrasmittenti, grimaldelli, piedi di porco, martelli, cacciavite, guanti, passamontagna, torce, strumenti tattici per l’occultamento della merce rubata, nonché una targa prova.

Gli accertamenti effettuati sull’autovettura hanno permesso di scoprire la presenza di una targa alterata e non corrispondente al telaio della vettura, verosimilmente per non farla identificare nel caso fosse stata immortalata da telecamere di videosorveglianza.

I sei, tutti pluripregiudicati, quattro dei quali di origine barese, M.G. di 38 anni, F. D. di 30 anni, V.A. 24enne, L.F. di 34 anni e due di origine rossanese, Z.E.G di 45 anni e T.G. di 24 anni, sono stati tradotti presso la casa circondariale di Castrovillari in attesa di rito direttissimo.

Dovranno rispondere di resistenza e lesione aggravate a pubblico ufficiale, possesso ingiustificato di chiave alterate e di grimaldelli e utilizzo di targa contraffatta.

Sono in corso serrate indagini finalizzate ad accertare se la banda, alla luce del materiale sequestrato, possa essere ricondotta ad una serie di furti e tentati furti avvenuti negli ultimi mesi presso esercizi commerciali e uffici postali della zona.

 

Trasversale delle Serre, Pungitore: l'Anas non può sottrarsi alle sue responsabilità

“L'Anas non può sottrarsi alle sue responsabilità. Deve darci delle risposte. Lotteremo in tutte le sedi per affermare questi principi fondamentali, con i mezzi straordinari che ci sono concessi dalla nostra Costituzione: legalità, democrazia e impegno civile”.

Il presidente del Comitato “Trasversale delle Serre - 50 anni di sviluppo negato”, Francesco Pungitore, incassa come “un successo evidente” le tantissime firme raccolte in poche ore per chiedere “il commissariamento immediato di Anas SpA”.

Una petizione che nasce “come una reazione più che naturale da parte dei cittadini dei comuni delle Preserre e delle Serre, presi in giro da oltre 50 anni”. Mezzo secolo di vana attesa per vedere realizzata la Trasversale delle Serre. Cinquanta chilometri, o poco più, di superstrada, destinata a collegare lo Jonio e il Tirreno.

“Ma tra ditte fallite, cantieri abbandonati e contenziosi di varia natura, l'opera resta ancora una clamorosa incompiuta” ricorda con amarezza Pungitore. Eppure, “i soldi sono stati spesi. L'impegno dei politici, almeno a parole, c'è sempre stato”. Intanto, però, tutto resta bloccato: a Monte Cucco, a Vazzano, a Gagliato.

“E' emblematico proprio il caso di Gagliato - sottolinea il presidente Pungitore. - Qui c'è, da anni e anni, un cantiere in totale stato di abbandono che crea, peraltro, situazioni di grave disagio agli automobilisti in transito e ai residenti. Nel mese di febbraio scorso, l'Anas aveva garantito il riappalto del tratto in questione entro quest'anno. Siamo arrivati alla fine di ottobre e non si muove una foglia”. Proprio da Gagliato ripartirà la mobilitazione del Comitato che ha fissato per il prossimo 28 ottobre una assemblea che già si preannuncia molto partecipata.

“Ma toccheremo tutti i comuni attraversati dal tracciato della Trasversale - precisa Pungitore - da Catanzaro a Vibo Valentia. Continueremo a promuovere la nostra petizione e se in questa vicenda qualcuno ha sbagliato è ora che se ne vada a casa”.

Calabria, catturato pericoloso latitante serbo

Un pericoloso latitante sul quale pendeva un mandato di cattura internazionale è stato arrestato a Corigliano, dagli agenti della Polizia di Stato di Rossano insieme ai colleghi del Reparto prevenzione crimine Calabria Settentrionale.

Zarko Bacalanovic, cittadino serbo di 35 anni, era ricercato per furti e rapine in abitazioni sfociate in atti di violenza.

L'arresto è stato eseguito durante i controlli straordinari del territorio, nel corso dei quali i poliziotti hanno effettuato sette perquisizioni domiciliari e personali ed elevato diverse multe per violazioni al Codice della strada. Tra le 80 persone fermate, di cui 15 con precedenti di polizia, sono stati individuati e controllati alcuni individui che, con fare sospetto, si aggiravano nelle vicinanze del porto di Corigliano.

Tra gli uomini sottoposti a controllo, anche, Zarko Bacalanovic, il cui nome, una volta inserito nella banca dati delle forze di polizia, è stato associato a numerosi precedenti penali e segnalazioni per reati contro il patrimonio.

L'uomo è stato, quindi, accompagnato negli uffici del Commissariato di Rossano, dove il riscontro “Afis” diretto all'identificazione foto-dattiloscopica, ha permesso di accertare che Bacalanovic era ricercato dalle polizie internazionali per l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere, per aver commesso numerosi furti in abitazione e rapine sfociate in atti di violenza.

Il ricercato, d’intesa con il Procuratore della Repubblica di Castrovillari Facciolla ed il Pm di turno, Manera, è stato portato nella casa di reclusione di Castrovillari.

 

Truffa all'Inps, denunciate 1500 persone

Sono 1464 le persone denunciate dai carabinieri della Compagnia di Locri perchè ritenute responsabili, a vario titolo, di concorso in peculato, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico e truffa aggravata e continuata.

I militari hanno passato al setaccio le attività svolte, negli ultimi 6 anni, da 31 aziende agricole, alcune delle quali di fatto non esistenti, cui facevano capo, complessivamente, oltre 1400 dipendenti.

Dal confronto fra documenti e dichiarazioni rilasciate dai presunti lavoratori, sono emerse numerose incongruenze, tali da ipotizzare che tutti i rapporti di lavoro siano stati denunciati al solo fine di far percepire ai soggetti interessati indebite prestazioni assistenziali e/o previdenziali erogate dall'Inps, oltre che per ottenere finanziamenti europei, con un danno erariale di 11.122.596,00 euro.

In particolare, dalle indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Locri, sarebbe emerso che: gli agricoltori non conoscevano l'ubicazione o la conformazione dei terreni sui quali avrebbero lavorato per anni; lavoratori che attestano l'impiego in allevamenti di fatto privi di bestiame; operai alle dipendenze di datori di lavoro e con colleghi di cui non ricordano i nomi; assenza di documentazione sulle attività imprenditoriali delle aziende; terreni incolti che sulla carta risultano floridi vigneti e uliveti.

Fra gli iscritti nel registro degli indagati, anche, numerosi pregiudicati, alcuni dei quali ritenuti soggetti di spicco di alcune importanti 'ndrine che operano nella locride.

Gli inquirenti non escludono ulteriori sviluppi investigativi finalizzati a verificare l'eventuale condizionamento esercitato dalla criminalità organizzata.

 

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