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Scarico abusivo di rifiuti, denunciato il proprietario di un frantoio

I carabinieri forestale della Stazione di Montalto Uffugo (Cs) hanno denunciato il titolare di un frantoio di San Benedetto Ullano, per abbandono di rifiuti liquidi sul suolo e in acque superficiali.

La denuncia è scattata in seguito ad un controllo durante il quale i militari hanno scoperto l'abbandono di rifiuti liquidi, costituiti da reflui oleari quali le acque di vegetazione, all'interno di un fosso di scolo, da parte di un frantoio per la molitura delle olive.

I rifiuti, che emanavano un forte odore di sansa, dapprima venivano stoccati in una vasca di raccolta non conforme alla normativa vigente, in quanto non opportunamente impermeabilizzata e successivamente tracimati sul suolo tramite un solcato naturale a sua volta collettato ad una condotta.

Dopo aver percorso un tratto tramite ruscellamento, i reflui si riversavano nel fossato di scolo denominato "Spele".

Gli uomini dell'Arma hanno quindi denunciato il titolare dell’opificio e sequestrato la vasca di stoccaggio.

Nell’ambito dello stesso controllo, unitamente a personale del Servizio igiene alimenti dell’Azienda sanitaria, i militari hanno inoltrato una proposta di chiusura temporanea dell'attività, a causa della mancata predisposizione del manuale di autocontrollo Haccp.

Al titolare dell’attività è stata elevata anche una sanzione amministrativa di 2 mila euro.

Madonna di Polsi, foglio di via per 4 persone intrufolatesi tra i portatori

 I carabinieri della Compagnia di Bianco(Rc) hanno proposto ed ottenuto il rimpatrio con foglio di via obbligatorio per quattro persone originarie di Bagnara Calabra (Rc), le quali, lo scorso 2 settembre, in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna di Polsi, si erano intrufolate tra i portatori della statua della Madonna, venendo sorprese e allontanate.

Due di loro erano figlio e nipote di un uomo arrestato nell’operazione “Crimine” e ritenuto elemento di spicco della ‘ndrangheta di Bagnara.

Anche quest’anno, come di consueto, la confraternita di Bagnara Calabra (RC) si era offerta di portare la statua mariana, fornendo un elenco dei portatori al tettore del Santuario, don Tonino Saraco. Peccato, però, che il giorno della processione fossero presenti numerosi portatori non inseriti nell’elenco.

Tra questi, approfittando della confusione della folla, si era aggiunto un 27enne bagnarese, incensurato ma nipote di un pluripregiudicato arrestato nell’operazione Crimine, ritenuto elemento di spicco delle cosche della piana di Gioia Tauro. Il ragazzo si è aggiunto verso la fine, quando alla conclusione della processione mancavano pochi metri, sperando di farla franca.

Grazie alla sempre massima attenzione dei carabinieri nell’evitare intromissioni nelle manifestazioni e funzioni religione, è stato, però, immediatamente avvistato e allontanato. I militari a questo punto hanno ricontrollato tutti i portatori, scoprendo che ce n’erano alcuni non inseriti nell’elenco. Tutti di Bagnara Calabra. Tra loro anche il padre del ragazzo fermato poco prima (un 59enne pregiudicato), ma anche un 37enne pregiudicato per stupefacenti e, infine, un 38enne con precedenti sempre per droga.

Per tutti questi motivi, ed in particolare per le modalità di partecipazione alla cerimonia, che sono sembrate ai carabinieri del tutto estranee al sentimento religioso, è stato notificato il rimpatrio con foglio di via obbligatorio.

I quattro, ora, per tre anni non potranno presentarsi a San Luca (RC), né potranno partecipare alla cerimonia della Madonna della Montagna.

All’indomani dell’intervento dei militari dell’Arma, il Rettore del Santuario di Polsi, don Tonino Saraco, anche a nome del vescovo della diocesi di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva, ha ringraziato i comandanti ed i militari dell’Arma per il tempestivo intervento effettuato al santuario.

Don Tonino ha anche ribadito di sentirsi offeso dalla presenza, tra i portatori, di persone estranee all’elenco ricevuto e di voler, in futuro, dettare nuove disposizioni sulla figura del portatore, che deve essere persona moralmente integra e di comprovata fede.

I festeggiamenti della Madonna di Polsi, come noto, attirano ogni anno turisti e fedeli da tutta la Calabria, dall’Italia e dall’estero. Molti emigrati, in particolare, approfittano della ricorrenza per tornare nella regione d’origine ed esprimere devozione alla Madonna. Ogni anno la riproduzione della statua mariana viene portata in processione dai pellegrini di Bagnara Calabra, i quali, per l’occasione, vestono una tunica di colore celeste e bianco con foulard al collo.

Già Corrado Alvaro, nel 1912, così diceva: “…si fa processione e si tira fuori il simulacro portatile. Hanno il privilegio di portarlo gli uomini di Bagnara, gente di mare, audaci e ricchi migratori, pescatori accaniti di pescespada e di tonni. Sono loro i più abili a far correre, come se volasse, l’immagine della Madonna sul suo pesante piedistallo, mentre le buttano intorno grano, confetti e fiori”.

Ogni 25 anni, invece, la statua originale viene portata in processione dai pellegrini di San Luca.

Il Santuario di Polsi, solo qualche anno fa, era salito alla ribalta delle cronache nazionali per il significato simbolico che alcuni appartenenti alla ‘ndrangheta gli attribuiscono. L’indagine “Crimine”, in particolare, condotta dai carabinieri, ha dimostrato che in occasione di alcuni festeggiamenti della Madonna della Montagna il santuario diveniva meta di numerosi appartenenti alla criminalità organizzata, dei quali sono stati documentati anche i riti di affiliazione.

L’intervento dei Carabinieri si inquadra nel desiderio – anche a riprova di quanto dichiarato dal Vescovo Oliva proprio in occasione dell’omelia tenuta a Polsi lo scorso 2 settembre – di ricordare il Santuario come luogo di fede, grazia e devozione, allontanando da esso ogni altro significato profano, strumentale e criminale, non compatibile con i valori cristiani.

Vibo, il Pd vara il nuovo coordinamento cittadino

Il Partito democratico di Vibo Valentia ha varato il nuovo coordinamento cittadino.
 
L'organismo è composto da: Laura Arena, Claudia Gioia, Samantha Mercadante, Gernando Marasco, Francesco Colelli, Carmelo Apa, Antonio Iannello. Si consolida così,
 
"La nuova classe dirigente - si legge in una nota - saprà costruire nuovi orizzonti per il bene della città. In riferimento alle elezioni regionali nell'accogliere favorevolmente la candidatura di Callipo, auspichiamo in linea con la segretaria nazionale l'unità dell'area riformista e progressista".

Pistola rinvenuta in un'intercapedine, indagano i carabinieri

Durante un servizio di controllo del territorio, i carabinieri della Stazione d'Ardore (Rc) e dello Squadrone eliportato Cacciatori “Calabria”, hanno rivenuto, occultata in un'intercapedine, una pistola Beretta, calibro 7,65 con matricola illeggibile.

L'arma è stata sequestrata e sarà inviata agli specialisti della Benemerita per essere sottoposta ai  necessari accertamenti tecnici  e balistici.

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