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Prostituzione: controlli e denunce nel soveratese

Attività di controllo del territorio per i carabinieri della Compagnia di Soverato che,  hanno intensificato l'azione di contrasto al fenomeno della prostituzione. Numerose pattuglie hanno effettuato specifici controlli sia nei centri cittadini che lungo la Strada statale 106. Nell'ambito di tali attività, sono state ispezionate alcune abitazioni nelle quale i militari sospettavano venisse esercitata la prostituzione. Le operazioni di controllo hanno portato all'identificazione di dodici donne, verosimilmente dedite al meretricio. Pertanto, i militari dell’Arma stanno provvedendo all’avvio dei procedimenti per il rilascio del foglio di via obbligatorio dai comuni interessati nei confronti di sette donne,  di cui è stata comprovata l’attività di prostituzione praticata all’interno di abitazioni e  in un caso, sulla pubblica via. Le donne, per la maggior parte straniere (due di nazionalità romena, due brasiliana, una domenicana, le altre italiane), sono state condotte presso la caserma della Compagnia di Soverato dove sono stati compiuti i controlli di rito. Contestualmente sono state effettuate verifiche finalizzare ad individuare possibili responsabili e sfruttatori delle donne identificate. I militari hanno, quindi, deferito in stato di libertà due persone di nazionalità italiana (M.V. classe 1981 e C. A. classe 1949). I due denunciati  saranno chiamati a rispondere dinanzi l’Autorità giudiziaria, rispettivamente, di sfruttamento  e favoreggiamento della prostituzione.

Discariche ed eternit, i forestali di Serra elevano sanzioni per 7mila euro

Proseguono le operazioni mirate al controllo del territorio della stazione del Corpo Forestale dello Stato di Serra San Bruno guidata dal sovrintendente Francesco Aloi. A Spadola, in località “Sciarolo” è stata portata a termine un’attività mediante l’installazione di una telecamera che ha permesso ai forestali di smascherare alcune persone che abbandonavano rifiuti sul suolo. Ciascun responsabile è stato sanzionato con un verbale di 600 euro mentre il Comune di Spadola emetterà un apposita ordinanza con la quale obbligherà le persone multate alla rimozione di quanto abbandonato e alla bonifica dei luoghi. Ma le operazioni non i sono fermate qui. Nell’ambito dei controlli predisposti dal comando provinciale  di Vibo Valentia del CFS sono stati eseguiti numerosi controlli per verificare le utilizzazioni boschive nel rispetto della normativa per la raccolta dei funghi; controlli edilizi mirati alla rimozione di tetti in eternit e il rispetto della normativa sui vincoli delle aree percorse dal fuoco. Nel corso di questi controlli, complessivamente, sono state comminate sanzioni per 7 mila euro.

Calabria: 66 milioni di euro ai Gal per finanziare lo sviluppo rurale

Beneficeranno di ben 66 milioni di euro i tredici Gruppi di azione locale (Gal) selezionati dalla Regione Calabria per sostenere iniziative finalizzate allo sviluppo integrato delle zone rurali. I tredici Gal, che copriranno l'intero territorio regionale, sono: Riviera dei Cedri, Due Mari, Locride, Sila, Alto Jonio Cs Federico II, Area Grecanica, Basso Tirreno Reggino, Kroton, Pollino Sviluppo, Savuto, Serre Calabresi, Valle del Crati e Terre Vibonese. "Stiamo parlando di un'azione di strategia di sviluppo dal basso - ha evidenziato il presidente Oliverio – con la quale, per il prossimo settennio, il Dipartimento agricoltura dà il via alla fase operativa per quanto riguarda lo sviluppo dei territori rurali, che costituiscono la stragrande maggioranza della nostra regione. Il Piano di sviluppo rurale (Psr), da oggi, avrà una marcia in più, perché oltre alle attività del Dipartimento, saranno operativi i Gal, importantissimi organismi di governance a livello intermedio che, con i loro interventi, affiancheranno ed integreranno le azioni del Psr. Con la costituzione di questi nuovi tredici partenariati – ha aggiunto Oliverio -, intendiamo favorire l'interazione tra i Comuni calabresi e le realtà imprenditoriali, promuovere lo sviluppo economico, l'incremento occupazionale e l'inclusione sociale, garantendo alle popolazioni delle aree rurali i servizi essenziali per migliorare la qualità della vita e una maggiore vicinanza da parte delle istituzioni. I Gruppi di azione locale avranno anche il compito di promuovere lo sviluppo delle filiere produttive, il turismo sostenibile, la valorizzazione dei beni culturali e la tutela dell'ambiente e della biodiversità regionale. Rispetto alla precedente – ha detto infine il presidente della Regione -, in questa programmazione i Gal partono solo ad un anno dall'approvazione del Psr Calabria, avvenuta il 20 novembre 2015". I tredici Gal sono stati selezionati in seguito alla fase istruttoria espletata da un'apposita commissione composta da funzionari del Dipartimento e da esperti del "Nucleo regionale valutazione e verifica degli investimenti pubblici". I decreti di approvazione delle proposte progettuali presentate con la Misura 19 del Psr Calabria 2014/2020 "Sostegno allo sviluppo locale Leader", sono stati pubblicati sul sito internet www.calabriapsr.it. Attraverso la selezione dei Gal, ed in coerenza con l'Accordo di partenariato, la Regione Calabria punta all'attuazione dello sviluppo locale leader delle aree rurali con problemi di sviluppo, alle aree rurali intermedie ed alle aree rurali ad agricoltura intensiva.

Terremoto: "In Calabria zone a maggiore pericolosità sismica di tutto il territorio italiano"

In seguito al nuovo sciame sismico che si sta abbattendo sul Centro Italia, l'assessore regionale alla Pianificazione del Territorio, Franco Rossi ha affermato: "Le nuove drammatiche scosse di terremoto, verificatisi nel Centro Italia, hanno testimoniato nuovamente l'estrema fragilità del nostro territorio con comuni urbanisticamente diffusi e parcellizzati in innumerevoli frazioni, vie di comunicazione esposte al rischio di improvvise chiusure con poche alternative, costruzioni che sentono il peso degli anni ma soprattutto pagano decenni di non adeguata "cultura sismica". Per fortuna, in questo caso, non c'è la conta dei morti ma solo quella dei danni e tuttavia è innegabile che anche in questo caso sia deceduta la "sicurezza della casa" da sempre intesa, da ciascuno di noi, come rifugio solido e protettivo. Alle popolazioni colpite dal terremoto giunga, dunque, la nostra totale e fattiva solidarietà, a noi invece spetta il compito di assumere piena consapevolezza sulla portata potenzialmente distruttiva di fenomeni non prevedibili ma i cui effetti possono essere sicuramente prevenuti e ridotti. Sotto questo profilo il punto di partenza non può che essere costituito dai tavoli tecnici di Calabria Sicura, voluti dal presidente Mario Oliverio, e dall'attuazione in Calabria degli interventi da programmare nell'ambito del Piano Nazionale di Prevenzione del Rischio Sismico"; l'approccio, infatti, non può più essere quello tristemente emergenziale, occorre che tutti – nella diversità di ruoli, funzioni e responsabilità - assumano la prevenzione ed i necessari interventi come autentica ed assoluta priorità sulla base del diverso grado di pericolosità sismica, cosi come ormai definitivamente acclarato. Cosi come sottolineato nel "Quadro Territoriale Regionale Paesaggistico della Regione Calabria (QTRP)": "la mappa di pericolosità sismica MPS04 e le mappe regionali delle zone sismiche definiscono con chiarezza le aree dove ci si possono aspettare scuotimenti forti; d'altro canto la nuova normativa antisismica nazionale classifica tutto il territorio regionale calabrese in 2 zone modificando l'assegnazione di categoria di ben 114 comuni. All' interno del territorio regionale il passaggio di categoria di questi comuni rende il territorio calabrese altamente a rischio perché anche il patrimonio edilizio di nuova costruzione o quello ristrutturato, antecedente il 2003, potrebbe risultare vulnerabile in quanto rispondente a norme tecniche antisismiche superate". Oggi l'intero territorio regionale – unico sotto questo profilo in Italia - è interamente compreso nelle zone 1 e 2, con il 64% dei comuni (261 su 409 totali) che rientra in zona 1 e il rimanente 36% (148 su 409 totali) in zona 2; come se non bastasse la mappa nazionale di pericolosità di base definisce tutto lo spazio regionale calabrese esposto a valori di accelerazione massima attesa tra i più alti del Paese, con un picco nell'area della Valle del Crati che rappresenta una delle zone a maggiore pericolosità sismica di tutto il territorio italiano. Tenendo conto di queste preoccupanti premesse nel QTRP, recentemente approvato dal Consiglio regionale, l'assessorato regionale all'Urbanistica, coerentemente con l'obiettivo strategico "Mitigazione del rischio sismico", ha assegnato un'importanza decisiva alla "riqualificazione dell'ambiente costruito, attraverso il risanamento del patrimonio edilizio e degli spazi pubblici, garantendo la tutela, valorizzazione e fruizione del patrimonio storico culturale, paesaggistico, ambientale; la riorganizzazione dell'assetto urbanistico attraverso il recupero e la realizzazione di urbanizzazioni". Ecco perché – dopo la necessaria interlocuzione – intendiamo attivare prima possibile due protocolli operativi, il primo con l'Associazione nazionale dei Costruttori Edili della Calabria (ANCE) per determinare congiuntamente forme di intervento (assistenza e controllo) sui cantieri da avviare prioritariamente nei centri storici; il secondo con l'Anci per sensibilizzare i sindaci non solo sulla necessità dei relativi piani di emergenza ma anche e soprattutto sull'opportunità di avviare una puntuale verifica tecnica sulla messa in sicurezza di case, scuole, edifici pubblici e religiosi. Da questo punto di vista pensiamo sia utile recuperare ed impegnare, nell'ambito degli investimenti del POR, risorse destinate ai comuni su questo specifico tema. Da ultimo una precisa ed immediata proposta riferita all'operatività della legge regionale n. 21 del 1990 " Norme in materia di edilizia di culto e disciplina urbanistica dei servizi religiosi"; si tratta di una legge che all'articolo 1 prevede la concessione di contributi pluriennali ed "una tantum" per la costruzione, la ristrutturazione, l'ampliamento e la straordinaria manutenzione di opere di culto e di ministero pastorale"; all'articolo 7 invece viene previsto come "I Comuni della Calabria, al fine di favorire gli interventi di cui al comma primo dell'art. 1, istituiscono nei propri bilanci, a far tempo dall'esercizio 1995 e nei successivi, un apposito capitolo mediante prelievo dal fondo previsto dall'art. 12 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, di una quota non inferiore al 10% e non superiore al 30% dei contributi loro spettanti per oneri di urbanizzazione".Tenendo conto delle immagini che ci documentano i devastanti effetti dei terremoti sulle Chiese - luoghi di fede ma anche spazi che contengono straordinari tesori artistici e culturali – potremmo avviare da subito una finalizzazione di tutte le risorse alla messa in sicurezza degli edifici religiosi, iniziando da quelli di significativo e straordinario valore storico ed artistico".

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