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Mileto: Archeologia, storia e scienza con "Stelle alla corte di Ruggero"

Un viaggio tra le stelle, per gli appassionati di astronomia e non solo. Un percorso in cui sarà possibile incontrare archeologia, storia e scienza.

E' quanto propone il Gruppo Fai Giovani Vibo Valentia con la manifestazione "Stelle alla corte di Ruggero", in programma per domenica 13 agosto, al Parco archeologico di Mileto.

L'iniziativa, prenderà il via alle 18,30 con la visita ai resti della città medievale, seguirà, quindi, un aperitivo con degustazione di prodotti tipici calabresi.

A partire dalle ore 21, Antonino Brosio, giovane astrofilo calabrese e direttore del Parco Astronomico "Lilio di Savelli", tretteggerà un viaggio affascinante tra le stelle. Per l’occasione sarà possibile osservare il cielo e grazie alla strumentazione professionale messa a disposizione, sarà possibile riconoscere alcune delle costellazioni visibili nel mese di agosto, mese propizio per l’osservazione di svariati oggetti celesti, oltre ad essere il mese delle Perseidi, le stelle cadenti più famose.

Una notte indimenticabile, da trascorrere insieme, con lo sguardo rivolto verso il cielo, la luna e le stelle.

A rendere particolarmente  suggestiva la serata, la bellezza di “Mileto Vecchia”, l’unico Parco Archeologico Medievale esistente in Calabria, dove Ruggero I decise di fissare la capitale della sua costituenda Contea normanna di Calabria. Mileto divenne, così, sede privilegiata del Gran Conte e zecca di Stato, abbellita da marmi pregiati provenienti dal sito della vicina Hipponion- Valentia.

Per la partecipazione all'iniziativa è richiesto un piccolo contributo di 3 euro per gli iscritti al Fai e di 5 euro per i non iscritti. Per i bambini e ragazzi fino a 12 anni, la serata sarà, invece, completamente gratuita.

Per informazioni è prenotazioni è possibile rivolgersi a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  o visitare la pagina Facebook:  FAI Giovani Vibo Valentia. 

Cinghiali, "serve un intervento urgente anche nel territorio del Parco delle Serre"

"I danni da fauna selvatica, ormai da tempo, sono divenuti insostenibili; in particolare i cinghiali stanno devastando il territorio calabrese. Una situazione grave, insostenibile e non governata mentre anche gli incidenti sono in continuo aumento".

È quanto denunciano: Alberto Caputi di Confagricoltura Calabria, Nicodemo Podella della Cia-Agricoltori Italiani Calabria e Luigi Iemma di Copagri Calabria.

I rappresentati delle tre associazioni ribadiscono come da anni denuncino ciò che, a loro dire, si sta puntualmente verificando, e come il fenomeno sia stato sottovalutato a livello Istituzionale. Negli anni, scrivno, “sono stati convocati più volte tavoli e riunioni durante i quali sono stati sempre promessi interventi, anche straordinari, chepuntualmente non sono mai arrivati”.

"Di contro per soddisfare le richieste del mondo venatorio, sono state attuate ripetute campagne di immissioni e ripopolamenti, in particolare di cinghiali di specie alloctone, dalle dimensioni e prolificità elevate, anche in territori dove il cinghiale non è mai esistito.

“Il risultato – affermano Caputi, Podella e Iemma - è stato occupazione e distruzione di quanto da essi incontrato. Finite le scorribande dei cinghiali sui seminativi, adesso – proseguono - sono presi di mira i campi di ortaggi e soprattutto i vigneti, anche quelli che garantiscono le produzioni di pregio in tutta la Calabria, con danni consistenti per la produzione ma anche agli stessi impianti”.

A tutto ciò si aggiungerebbe poi rischi di carattere sanitario, poichè: “diversi capi abbattuti sono risultati affetti da tubercolosi, in base a quanto accertato dai servizi veterinari; essendo il cinghiale animale selvatico e in continuo movimento, è assai probabile la diffusione della malattia. Ciò sarebbe catastrofico per il settore zootecnico calabrese”.

Una situazione, dunque, che viene definita “fuori controllo”. “Se oggi siamo in emergenza – aggiungono i rappresentanti degli agricoltori - significa che la gestione ed il sistema di caccia finora attuati sono stati inefficaci; di fatto hanno fallito! Bisogna tener presente che le esigenze degli agricoltori e dei cittadini non sono quelle del mondo venatorio; i due interessi vanno tenuti separati e distinti. Infatti, è impensabile affidare il ‘governo’ di una partita così complessa ai soli cacciatori”.

Per Caputi, Podella e Iemma è, quindi, necessario avere il coraggio di apportare delle sostanziali modifiche all’attuale sistema di caccia, tra le quali la rotazione annuale delle squadre di caccia nelle aree assegnate. “Questa e altre misure – sostengono - potrebbero risultare impopolari ad alcuni, ma riteniamo che il cibo e l’incolumità fisica delle persone siano sempre un gradino più in alto!”.

“Gli interventi messi finora in campo dalla Regione Calabria con il selecontrollo – continuano i tre rappresentanti - sono stati solo alcune gocce nel mare; vanno attuate immediatamente misure adeguate e mirate di contenimento, come deliberato in questi giorni in Toscana, quali la “braccata” bisogna affidare gli abbattimenti a “personale istituzionale” ed ai proprietari e conduttori dei fondi muniti di porto di fucile e licenza di caccia, per come si è espressa di recente anche la Corte Costituzionale”.

Piani che secondo gli addetti ai lavori andrebbero predisposti, con urgenza, anche nei Parchi e nelle Aree Protette, in particolare nel Parco Regionale Naturale delle Serre. Ad oggi la mancanza di provvedimenti efficaci, da parte della Regione Calabria, starebbe infatti generando delle forti tensioni e contrapposizioni tra diverse squadre che esercitano la caccia al cinghiale e gli agricoltori.

“Invitiamo la Regione Calabria ad accogliere le richieste degli agricoltori a tutela delle produzioni, apportando le necessarie modifiche al Disciplinare per la gestione faunistica-venatoria del Cinghiale, che – concludono Caputi, Podella e Iemma - ancora una volta, se venisse adottato come proposto, dimostrerà sudditanza nei confronti di una categoria sportiva che non produce reddito, disinteressandosi e vessando coloro che producono cibo per se stessi e per tutti i cittadini”.

 

Caulonia Marina: fermato per un controllo viene scoperto dal fiuto di un cane in possesso di marijuana

Nel corso di un normale servizio di controllo, i finanzieri del Gruppo di Locri hanno rinventuo due involucri contenti 4,3  grammi di marijuana.

In particolare, le fiamme gialle hanno fermato un automobilista, a Caulonia Marina. L'uomo ha manifestato un nervosismo che ha insospettito i militari.

Effettuate ulteriori verifiche e constatati i precedenti penali della persona fermata, i finanzieri hanno fatto intervenire un cane antidroga.

Il fiuto del cane ha permesso di scoprire un'intercapedine ricavata nello sportello posteriore dell'autovettura, dove erano stati occultati 4,3 grammi di marijuana.

È seguita, quindi, una perquisizione a casa dell’uomo. 

Nel corso dell'attività, gli uomini della guardia di finanza hanno trovato altra droga, nonchè una piantagione di cannabis indica, in gran parte in piena fase di maturazione, sistemata su una porzione di terreno di difficile accesso.

Le piante sono state estirpate e distrutte. Per il fermato è scattata la denuncia alla procura per possesso di stupefacenti.

 

Parte "SerreinFestival". Censore: "Migranti, problema epocale e complesso". Minniti impegnato a Roma

Serata inaugurale di “SerreinFestival”, la kermesse che si svolgerà nell’area delle Serre dal 7 al 12 agosto. Tra gli argomenti principali che animeranno la settimana dell’iniziativa promossa dall’associazione “Condivisioni” presieduta dal parlamentare Bruno Censore, i migranti ed il Mediterraneo oggi diventato anzitutto “specchio della disunità dell’Europa” ma anche laboratorio di importanti fermenti economici e sociali. A portare i saluti dell’amministrazione comunale, nella manifestazione moderata dalla giornalista Daniela Rabia, è intervenuto il sindaco di Serra San Bruno, Luigi Tassone, che si è detto «molto onorato come sindaco di ospitare il festival a Serra e per questo ringrazio il presidente dell'associazione Condivisioni On. Bruno Censore. Con questo festival la cittadina avrà un salto di qualità, si parlerà di cultura e migrazione». Quindi è stata la volta di Giampiero Latassa della “Fabriella Group” che ha sponsorizzato l'evento che ha parlato delle «difficoltà trovate in ambito imprenditoriale e come grazie alla vicinanza delle Istituzioni si è riusciti a creare un'azienda che da lavoro». Il direttore artistico del festival, Armando Vitale, ha sottolineato come bisogna «utilizzare il festival come momento di spinta per la mobilitazione civile di cui c'è bisogno per il rilancio della cittadina bruniana. L'associazio Condivisioni vuole che quest’avventura del festival prosegui, sia duratura e dia un grande contributo alla Calabria e alla Nazione. È un festival che ci aiuta a riflettere e ad ascoltare la buona musica e i grandi e giovani del teatro. Il festival tocca una tastiera molto ampia di argomenti per fare presa nella gioventù delle Serre e in quella calabrese. Il tema centrale è quello della solidarietà, l'esigenza dell'accoglienza dei migranti» Il parlamentare Bruno Censore, presidente dell’associazione Condivisioni, dopo aver sottolineato come «questo festival ha avuto il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali e della Regione Calabria» ha portato «i saluti del ministro Minniti che si scusa di non poter essere stato tra noi» perché impegnato in un Consiglio dei Ministri urgente proprio sul tema dei migranti.  «Il problema dei migranti – ha detto Censore - è epocale e complesso. Chi specula dietro le tragedie dei popoli e dei migranti deve essere assicurato alla legge». Questo festival «sarà della Calabria e dell'Italia che parla di accoglienza e solidarietà, chi soffre va aiutato, questa è la nostra cultura». Ma l'accoglienza dev'essere anche turistica «e questo festival è indirizzato anche su questa via creando un itinerario turistico del territorio delle Serre fruibile ai tanti visitatori che verranno. Vogliamo che questo festival parli all'Italia». Sul finire l’intervento del giornalista Filippo Veltri: «Le motivazioni dell'assenza del ministro Minniti ci dicono la gravità del problema migrazione. Col suo ministero ha intrapreso una operazione di tutela e salvaguardia dell'umanità con altri problemi che riguardano la sicurezza del nostro Paese, ponendo il cuore del problema a tutti quanti noi». 

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