Redazione

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Fabrizia, al via i festeggiamenti in onore di Sant'Antonio

E’ giugno quando nel lembo di terra che si adagia tra l’Allaro e il ventre della montagna iniziano i festeggiamenti in onore del Santo Patrono, Sant’Antonio di Padova, che troveranno il culmine il 13 del mese. Che è giunto fortuitamente a Fabrizia, allora un villaggio di pastori, custodito in una cassa abbandonata da briganti in fuga dall'esercito d'oltralpe dopo un saccheggio avvenuto nel decennio francese ai danni di qualche chiesa. Le tradizioni più antiche sono ricche di significati ed esemplificativi della tradizione contadina fabriziese. La più sentita forma di devozione è “la Tridicina”, ovvero il pellegrinaggio che si effettua nei tredici giorni antecedenti la festa del Santo, con i pellegrini che giungono a piedi da tutte le contrade e i paesi limitrofi. Durante la “Tridicina” si celebrano altri riti in onore del Santo: “Li rachatiadhi”, cioè una funzione ricca di tradizione che dimostra il grande senso di devozione al Santo: il pellegrino giunto innanzi al portone della Chiesa si mette in ginocchio e “si racha” (striscia) sino alla Statua, posta ai piedi dell’altare, e ripete il rito per tredici volte consecutive. “Li virginiadhi”, invece, è il rito con il quale si ringrazia S. Antonio per una grazia ricevuta, organizzando un pranzo in cui commensali siano 13 ragazze nubili (“li virginiadhi”) e due ragazzi celibi (“li bambiniadhi”). La tradizione si rifà alle antiche usanze dei contadini che, con enormi sacrifici, sostenevano rilevanti spese per allestire tale pranzo. Vengono infatti preparate e servite 13 diverse pietanze che devono essere completamente degustate dai commensali, (il ricorrere del numero 13 sta a simboleggiare il giorno della dipartita del santo). Alle tradizioni e al programma prettamente religioso si affianca quello civile che trova un giusto confluire nella processione durante la quale la statua del Santo viene portata in trionfo per le vie del paese.

Reggio Calabria: l'assessore Marino ed il consigliere regionale Irto sulla collina Pentimele

Nell’ambito di una rinnovata e continua azione di monitoraggio dei cantieri comunali interessati  da opere finanziate da fondi comunitari, l’assessore comunale  alle politiche sociali, comunitarie e welfare Giuseppe Marino, insieme al consigliere regionale Nicola Irto, si è recato sulla collina di Pentimele, per effettuare un sopralluogo. “Siamo qui a porre un ulteriore tassello nel percorso già intrapreso dall'amministrazione comunale –ha dichiarato Marino -  finalizzato al recupero ed alla valorizzazione dell'intero sistema di fortificazioni dell'area dello Stretto. Con l'intervento in questione,  che ha ad oggetto il recupero dei  fortini esistenti in cima alla collina di Pentimele – ha  continuato l’assessore Marino - si intende integrare e potenziare l'offerta del Parco Tematico Ecolandia, creando i presupposti per la realizzazione di un itinerario turistico che colleghi tutte le fortificazioni mediante l’elaborazione di  percorsi tematici. I Fortini  di Pentimele come è noto,  appartengono al sistema delle fortificazioni umbertine, realizzate nell'area dello Stretto sul finire dell'800, per precisa volontà del generale Luigi Mezzacapo. L’intervento di restauro e conservazione, sulla base di un progetto preliminare elaborato dai tecnici comunali,  sarà avviato a breve, e  vedrà il recupero e la valorizzazione del bene artistico, ma anche il recupero dei luoghi,  degli itinerari, insieme alla  predisposizione di sentieri che mettano in comunicazione e collegamento  l’area di Pentimele con l’Aspromonte”.L’assessore Marino e il consigliere Irto a questo proposito si sono ampiamente soffermati sulla necessità di prevedere il miglioramento congiunto delle condizioni di sicurezza,  accesso e fruibilità dell’intera area  che attraversa la collina di Pentimele. In particolare, lo scopo del progetto,  che ha oggetto fondi del Programma Operativo Interregionale ( Fesr 2007-2013),   interamente finanziato  da risorse comunitarie,  mira alla fruizione integrata dei Fortini con il patrimonio  architettonico regionale e l’inserimento degli stessi e  dell’intera collina di Pentimele  nelle reti tematiche culturali  e degli itinerari storico artistici regionali, così come previsto dal cd. addendum di recente approvazione regionale. “La realizzazione dell’opera, al di là dell’importante recupero architettonico - concluso l’assessore Marino -  costituirà un  moderno baluardo, una nuova porta per la città metropolitana, in grado di offrire itinerari e circuiti integrati di sport e cultura, in una sorta di parco urbano naturale che possa offrire percorsi di  rigenerazione  e coesione socio-aggregativa per la città di Reggio Calabria”.     

Prostituzione, denunciato un settantanovenne

E' stato denunciato dai carabinieri di Pizzo Calabro con l'accusa di favoreggiamento della prostituzione. Potrebbe essere una notizia, per certi aspetti, non particolarmente rilevante se non fosse che ad essere stato colpito dal provvedimento è un lametino di 79 anni. L'allegro "nonnetto", infatti, ogni giorno accompagnava una ragazza nigeriana a Pizzo dove la donna si prostituiva. L'insolita "coppia" non è sfuggita ai militari dell'Arma che stamane hanno fermato l'auto con le due persone a bordo. Dopo l'iniziale tentativo di negare quanto gli veniva addebitato, l'uomo ha ammesso le proprie responsabilità.

 

Serra, continua la sosta selvaggia nelle piazze storiche

Nonostante le proteste dei residenti e di cittadini circa la sosta selvaggia che sta facendo diventare piazza Azaria Tedeschi e piazza Mons. Barillari “terra di conquista” per automobilisti “indisciplinati”, nulla è cambiato. Non è mutato l’atteggiamento degli automobilisti che continuano a parcheggiare comodamente sotto i monumenti e le chiese barocche, cosi come non è cambiato quello dell’amministrazione comunale incapace di far rispettare la chiusura nelle ore previste di Corso Umberto I e dell’isola pedonale contemplata dalle ordinanze comunali. La conseguenza è che le macchine invadono le piazze fino a bloccarne l’accesso e non consentono perfino l’ingresso ad alcuni magazzini che li si affacciano, ne tantomeno danno possibilità di soccorso ad obbiettivi sensibili che hanno la loro attività proprio in queste piazze. Una situazione facilmente verificabile tutte le sere, perché, evidentemente, consentita. Una situazione a dir poco caotica che pone l’accento, ancora una volta, sulle mille difficoltà del Comune nel far convivere la voglia di passeggio, legittima, dei tanti giovani che affollano il quartiere Terravecchia e il rispetto delle regole. L’isola pedonale era stata scelta, quasi un ventennio fa, per restituire ai cittadini gli spazi storici, migliorare la vivibilità, favorire il turismo e il senso di appartenenza dei serresi al proprio territorio e al proprio passato. In questo modo, invece, a causa dell’assenza di una politica che vada in tale direzione, viene tutto vanificato.

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