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Nomina di Mangialavori e Tallini, la soddisfazione di Carmine Franzè

«Esprimo viva soddisfazione per la nomina di Giuseppe Mangialavori a Vibo Valentia e Domenico Tallini a Catanzaro come coordinatori provinciali di Forza Italia». E’ quanto afferma il consigliere comunale azzurro di Serra San Bruno, Carmine Franzè, che aggiunge: «La nomina di Mangialavori e Tallini premia il lavoro di due persone attente e presenti sul territorio provinciale e più in generale in tutta la regione. Due politici in prima linea per quanto riguarda la soluzione dei problemi e dei bisogni dei cittadini. Sono certo che con il loro contributo ci sarà una nuova spinta propulsiva, tale da rappresentare uno stimolo ulteriore per tutti quelli che si riconoscono in Forza Italia. Colgo l’occasione – aggiunge Franzè – per dare ad entrambi l’augurio di un proficuo lavoro per una sempre più significativa crescita del partito con la consapevolezza che sapranno indicare la via dello sviluppo e delle necessarie risposte da dare ai cittadini calabresi».

Serra, il seggio dell'Addolorata gela il sindaco Rosi: "Affermazioni senza fondamento"

Dopo le polemiche seguite alle affermazioni del primo cittadino, Bruno Rosi, con le quali aveva aspramente criticato il seggio per aver scelto un complesso bandistico esterno alla cittadina della Certosa, giunge puntuale la replica del seggio priorale che stigmatizza le esternazioni del sindaco: «Sorprende  che - ha affermato lo stesso priore Enzo Vavalà - prendendo di mira il seggio priorale dell'Arciconfraternita di Maria Santissima dei Sette Dolori, il sindaco Bruno Rosi si sia lasciato andare a dichiarazioni palesemente scorrette e prive di ogni fondamento. Scorrette, non perchè ogni cittadino non abbia il diritto di criticare le scelte di chiunque abbia un ruolo di gestione di interessi collettivi, ma perchè lo ha fatto arrogantemente nella sua veste di primo cittadino a cui non compete certo dare giudizi sull'amministrazione delle congreghe». «È chiaro a tutti – spiega il priore - e quindi tanto più dovrebbe esserlo a lui quale primo cittadino ed ex priore di una delle congreghe serresi,  che una corretta gestione dei soldi pubblici impone oculatezza, trasparenza ed economicità e poco importa se al posto di un comune si amministra una confraternita religiosa». «Il fatto che, secondo Rosi, il complesso bandistico "Città di Serra San Bruno" non sia  stato chiamato a "deliziare i festeggiamento in onore della Protettrice della città" non è assolutamente imputabile ad una scelta discrezionale del seggio priorale che, anzi, ha operato in piena legittimità scegliendo, tra i preventivi pervenuti da vari complessi bandistici, quello più economico a parità di prestazione musicale. Alla fine – spiega ancora Vavalà - ne abbiamo considerati solo 2 e, tra quello della Banda "G.Verdi" di Chiaravalle Centrale e quello del Complesso bandistico "Città di Serra San Bruno", c'erano 1600 euro di differenza». Tale scelta in termini esclusivamente ragionieristici è stata fatta, a dire di Vavalà, anche «a causa delle condizioni economiche derivanti dal precedente seggio priorale». Tuttavia «pur nella consapevolezza che il sindaco Rosi non comprende che, effettivamente, la scelta è stata dettata proprio da "un mero calcolo ragioneristico", ed altrimenti non si spiegherebbero le critiche giornaliere nei confronti del suo operato amministrativo, come, non si capisce il motivo per il quale scegliere una banda musicale piuttosto che un'altra, a parità di prestazione e a minore prezzo, non costituirebbe per Rosi "un episodio qualificante per Serra». «Farebbe meglio a chiedersi – tuona ancora - se sono qualificanti per la nostra cittadina i risultati della sua gestione. Il seggio priorale dell'Arciconfraternità dell'Addolorata proseguirà nel suo compito che è quello di amministrare in piena autonomia e trasparenza una delle più antiche e prestigiose congreghe della Calabria e tutto questo, si intende, con buona pace del sindaco Rosi». Infine lo stesso priore dopo aver ricordato come l'amministrazione comunale abbia permesso durante la notte bianca ed anche durante i festeggiamenti di  SS. Assunta in Cielo,  il disdicevole spettacolo di alcuni privati cittadini nell'arrostire salsicce proprio davati al portone della chiesa, e dopo aver evidenziato le principali criticità dovute ad una “non buona amministrazione” come la raccolta differenziata, la potabilità dell'acqua , il decoro urbano e l'isola ecologica, ha voluto ricordare direttamente alla persona del sindaco che:« Se oggi la nostra cittadina si trova in queste condizioni di certo non si deve a scelte oculate, ma certamente ad un modo di amministrare poco rispettoso di quelli che sono i crismi di un buon amministratore che altro non deve fare se non gli interessi delle persone amministrate. Quindi se il sindaco non è in grado di fare questo, io certamente non voglio e non posso seguire le sue orme». Alla fine preannuncia, se ce ne fosse il bisogno, di spostare la battaglia nelle aule dei tribunali «per tutelare il buon nome della nostra Confraternita». 

"Operazione Phishing", arresti in corso su ordine della Procura di Vibo

Dalle prime ore di questa mattina, i militari della Compagnia Carabinieri di Vibo Valentia stanno eseguendo sei ordinanze di custodia cautelare emesse dal Tribunale di Vibo Valentia- Ufficio G.i.p su richiesta della locale Procura nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alle truffe. L’operazione, convenzionalmente denominata “Phishing”, costituisce l’esito di articolata attività investigativa condotta dalla Compagnia di Vibo Valentia sotto il coordinamento della locale Procura della Repubblica, che ha consentito di documentare l’attività illecita portata avanti dal sodalizio criminale che, attraverso la pubblicazione di annunci on-line relativi alla vendita di strumenti musicali, materiale informatico e merce di vario tipo, riusciva a truffare gli ignari acquirenti i quali, tratti in inganno da offerte talvolta accattivanti, versavano su carte prepagate o conti correnti riconducibili agli odierni indagati il corrispettivo in denaro senza ricevere alcunché. Nel corso dell’attività d’indagine, avviata sul finire dell’anno 2014 e conclusasi nel febbraio di quest’anno, sono stati documentati numerosi episodi di truffa perpetrati su tutto il territorio nazionale e, in un caso, si è proceduto all’arresto in flagranza di due dei soggetti coinvolti sorpresi nell’atto di truffare una rivendita di articoli sportivi pagando merce per un valore di circa duemila euro con assegni falsi. Ulteriori dettagli verranno forniti nel corso della conferenza stampa che si terrà alle ore 10.30 odierne presso la Procura della Repubblica di Vibo Valentia.

'Ndrangheta, la GdF sequestra un villaggio turistico e diversi beni nel soveratese

Il nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro, a seguito di mirata attività accertativa economico-patrimoniale e sotto la direzione del procuratore distrettuale dott. Antonio Vincenzo Lombardo, ha eseguito un provvedimento di sequestro e confisca, previsto dal nuovo codice antimafia, su un complesso di beni per un valore di circa 25 milioni di euro. Il decreto di sequestro e contestuale confisca riguarda la cosca egemone dell’area ionica soveratese. Una ‘ndrangheta imprenditoriale che nel basso ionio soveratese controlla diversi settori economici, dal vecchio business dei boschi, al nuovo e più redditizio mercato del turismo, passando attraverso il sempre florido traffico di stupefacenti. Nel dicembre del 2011, esponenti di rilievo della cosca sono stati tratti in arresto nell’ambito dell’operazione di polizia denominata “showdown”, che ha consentito di delineare i compiti, i ruoli e le responsabilità degli affiliati, soprattutto in relazione ai numerosi fatti di sangue verificatisi negli ultimi anni nella zona del basso ionio catanzarese e passati alla cronaca con l’appellativo di “faida dei boschi”. Le indagini patrimoniali condotte dalle fiamme gialle, che hanno consentito l’emanazione del provvedimento di sequestro e confisca, avrebbero evidenziato una netta sproporzione tra i beni risultati nell’effettiva disponibilità rispetto ai redditi dichiarati e alle attività ufficialmente svolte. I beni complessivamente confiscati riguardano quote societarie, tre complessi aziendali (comprendenti un villaggio turistico), due fabbricati (di cui una villa di ampie dimensioni con piscina) ed un terreno, ubicati in provincia di Catanzaro, sei autovetture e diverse disponibilità bancarie e finanziarie, per un valore di circa 25 milioni di euro. Recentemente, sempre la guardia di finanza di catanzaro aveva provveduto a sequestrare, nello stesso ambito, beni per un valore di circa 1,5 milioni di euro, frutto di attivita’ estorsiva con metodi mafiosi.

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