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'Ndrangheta: beni per un valore di 217 milioni di euro sequestrati ad imprenditore

Al termine di un’articolata attività investigativa svolta in sinergia dal Nucleo di Polizia Tributaria - G.I.C.O. di Reggio Calabria, dallo S.C.I.C.O. e dal Gruppo di Locri, che ha permesso di accertare un’ingiustificata discordanza tra il reddito dichiarato e il patrimonio direttamente o indirettamente a disposizione, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e del Servizio Centrale Investigazione  sulla Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, hanno eseguito nei confronti di un imprenditore reggino ritenuto contiguo alla  ‘ndrangheta, locale di Africo (RC),  una misura di prevenzione personale e patrimoniale, disposta dalla Sezione Misure di Prevenzione del locale Tribunale. All’uomo sono stati confiscati, in Calabria e nel Lazio, società, fabbricati, terreni e rapporti finanziari per un valore pari a complessivi 217 milioni di euro. Tra i beni immobili sottoposti a confisca, anche il complesso edilizio residenziale turistico “Gioiello del Mare” di Brancaleone (RC).

Bruxelles, terrorismo: due poliziotti aggrediti con un coltello dopo un falso allarme bomba

Due poliziotti sono stati aggrediti da un uomo armato di coltello, nella zona di Schaerbbeek, a Bruxelles. L'aggressore è stato arrestato. La procura federale non ha dubbi nel classificare l'episodio come attacco terroristico. Nella giornata di oggi un altro allarme aveva interessato l'edificio della Procura situato nei pressi de la Gare du nord. Gli uffici erano stati evacuati in seguito ad una telefonata anonima in cui veniva segnalata la presenza di una bomba.

L'ex direttore del Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro al Tropea Festival

A Vibo Valentia, nell'ambito della terza giornata del Tropea Festival Leggere&Scrivere 2016, il fondatore del Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro ha commentato le ultime dichiarazioni di Roberto Benigni sul referendum (“il no sarebbe peggio della Brexit”). "Roberto Benigni è un grande e può dire quello che vuole. Mi dispiace - ha detto Padellaro - non che vota per il sì, ma che utilizza questo linguaggio, io credo che non giovi a nessuno. Mi sarei aspettato da lui una sdrammatizzazione. Ma segue, sicuramente, la campagna propagandistica del premier Matteo Renzi". In riferimento al referendum costituzionale, il giornalista  ha poi aggiunto: "Non è una priorità, ma condivido alcune cose di questa riforma. In ogni caso sono materie che dovrebbero essere delegate alla politica. Non è sufficiente un sì o un no". Padellaro ha, quindi, presentato il suo ultimo libro: “Il Fatto personale” (PaperFIRST, 2016).  L'ex direttore del Fatto Quotidiano ha raccontato la sua lunga esperienza giornalistica. Dall'Ansa al Corriere della Sera, poi la direzione dell'Unità e la creazione del Fatto Quotidiano nel 2009. "Ho cercato di raccontare nel libro – ha detto – il dietro le quinte, sono testimone di fatti importanti accaduti in Italia". Nel volume, Padellaro ripercorre, con stile irriverente, le tante notizie che hanno accompagnato la vita del cronista: dall'uccisione di Pier Paolo Pasolini alla bufera che colpì il CorSera quando furono pubblicate le liste della P2 di Licio Gelli. "Io seguivo la vicenda P2 per il Corriere della Sera – ha spiegato Padellaro –. Nell'elenco era presente il direttore del giornale, Franco di Bella. Lo informai di questa notizia. Decise di dimettersi ma ci disse di pubblicare la notizia".Infine, ha parlato alla fondazione del Fatto Quotidiano, "siamo nati come un giornale antiberlusconiano, era premier e uno tra le persone, secondo Forbes, più ricche al mondo. Quando giravamo l'Italia con Marco Travaglio e Peter Gomez ci accoglievano come rock star. Dal 2011 la crisi dell'editoria ha colpito anche noi del Fatto".

Chiaravalle C, acqua non potabile: i consiglieri Neri e Maida presentano un'interrogazione

 In seguito all’ordinanza  “n.81 del 4 ottobre 2016” con la quale il sindaco di Chiaravalle Centrale ha disposto la “non potabilità dell’acqua nel centro abitato e nella frazione Pirivoglia”, i consiglieri comunali del gruppo Pd, Emanuela Neri e Pino Maida hanno presentato un’interrogazione “urgente a risposta scritta e orale” nonché la “convocazione urgente del Consiglio comunale”. Nel documento, i  due rappresentanti della minoranza evidenziano:“ nulla è stato spiegato circa le cause della non potabilità dell’acqua o i parametri di salubrità indicati  nel D.Lgs 31/2001”; “con grave leggerezza soprattutto ritardo la notizia della non potabilità è stata resa pubblica comportando un grave rischio per l’incolumità e salute pubblica;  la predetta notizia, in modo del tutto inopinabile, non è stata diramata tempestivamente nelle Scuole comportando gravi rischi per la salute dei Nostri Figli; la suddetta Ordinanza sta destando allarme e sconcerto tra la comunità Chiaravallese in quanto non vi sono notizie certe sulla natura del problema che causa la non potabilità; in particolare non è dato sapere da fonti ufficiali se l’acqua è utilizzabile per usi non alimentari quali l’utilizzo per l’igiene personale. Pertanto, i consiglieri del Partito democratico chiedono al primo cittadino :

“1. Se sono stati effettuati i controlli di routine per come previsti dalla Normativa vigente;

2. Quali sono gli eventuali risultati ottenuti dai richiamati controlli (se effettuati);

3. Quando sono stati trasmessi le analisi da parte dell’Ente Asp CZ;

4. Perché l’Ordinanza n.81 è datata 4 Ottobre 2016 ma la pubblicazione, visto che si tratta di sanità ed

incolumità pubblica, è stata resa nota solo in data 5 ottobre 2016;

5. Come mai non si è provveduto tempestivamente a diramare nelle Scuole (dove ci sono minori e pertanto

soggetti a rischio) e sui mass media (locali) un Avviso al fine di non utilizzare l’acqua in quanto non

potabile;

6. Come mai nell’Ordinanza testé citata non è stata spiegata la causa di non potabilità dell’acqua;

7. Quali sono stati gli interventi messi in atto per riportare ai parametri di conformità le acque erogate;”

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