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'Ndrangheta, sequestro e confisca per oltre 2 milioni alla cosca "Sia - Procopio - Tripodi"

Beni per un valore di € 2.200.000 (automezzi, beni mobili e immobili e anche un night club) sono stati sequestrati e confiscati dal nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di catanzaro, in esecuzione di un provvedimento di sequestro e confisca richiesto dal procuratore distrettuale dott. Antonio Vincenzo Lombardo ed emesso dal tribunale del capoluogo calabrese. Destinatario del provvedimento è una persona arrestata nel mese di luglio del 2012, in esecuzione dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere disposta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, in quanto ritenuto responsabile del reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il tutto in quanto ritenuto organico alla locale di ‘ndrangheta “Sia – Procopio - Tripodi” operante nell’area ionica soveratese. La stessa persona avrebbe avvicinato i titolari d i un esercizio commerciale di Soverato, richiedendo denaro come  contributo per il sostentamento degli “amici”, reggenti ed associati alla suddetta “locale” di ‘ndrangheta, ristretti in regime carcerario a seguito dell’operazione “showdown” eseguita nel dicembre 2011.

 

Truffa all'Inps nel vibonese: migliaia di richieste di fondi per soggetti deceduti

I Finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, nell’ambito di indagini finalizzate alla tutela della Spesa Pubblica Nazionale ed al contrasto delle frodi agli Enti Previdenziali, hanno individuato un articolato e collaudato sistema di frode organizzato da cinque CAF operanti in provincia per lucrare indebitamente fondi erogati dall’INPS. Il meccanismo fraudolento avrebbe consistito nella trasmissione all’INPS di Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU) falsamente predisposte nell’interesse di soggetti in realtà da tempo deceduti. Con la trasmissione di migliaia di tali dichiarazioni, unitamente alle relative attestazioni ISEE (Indicatore Situazione Economica Equivalente)i cinque CAF, sulla base di una specifica convenzione stipulata con l’Ente Previdenziale, avrebbero percepito indebitamente somme in via di completo accertamento ed esatta quantificazione. Infatti, gli accertamenti delle Fiamme Gialle vibonesi proseguono per verificare eventuali ulteriori episodi fraudolenti con il coinvolgimento di altri centri di assistenza fiscale. Allo stato delle indagini, sono state già denunciate all’Autorità Giudiziaria cinque persone, nella loro qualità di rappresentanti legali dei citati CAF, per i presunti reati di truffa aggravata e continuata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e ulteriori sedici soggetti a vario titolo coinvolti nel presunto sistema fraudolento, per il presunto reato di concorso in truffa aggravata. E’ stata, inoltre, richiesta all’ Autorità Giudiziaria l’adozione della misura cautelare del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente delle somme indebitamente percepite. Tale servizio, svolto nell’ambito dei poteri conferiti al Corpo dal D.Lgs.68/2001, assume spiccata importanza, laddove vede le Fiamme Gialle vibonesi costantemente impegnate sul versante della difesa degli interessi erariali del Paese e della tutela della Spesa Pubblica Nazionale, settori in relazione ai quali il Corpo della Guardia di Finanza svolge una costante azione di monitoraggio e di prevenzione.

 

Nomina di Mangialavori e Tallini, la soddisfazione di Carmine Franzè

«Esprimo viva soddisfazione per la nomina di Giuseppe Mangialavori a Vibo Valentia e Domenico Tallini a Catanzaro come coordinatori provinciali di Forza Italia». E’ quanto afferma il consigliere comunale azzurro di Serra San Bruno, Carmine Franzè, che aggiunge: «La nomina di Mangialavori e Tallini premia il lavoro di due persone attente e presenti sul territorio provinciale e più in generale in tutta la regione. Due politici in prima linea per quanto riguarda la soluzione dei problemi e dei bisogni dei cittadini. Sono certo che con il loro contributo ci sarà una nuova spinta propulsiva, tale da rappresentare uno stimolo ulteriore per tutti quelli che si riconoscono in Forza Italia. Colgo l’occasione – aggiunge Franzè – per dare ad entrambi l’augurio di un proficuo lavoro per una sempre più significativa crescita del partito con la consapevolezza che sapranno indicare la via dello sviluppo e delle necessarie risposte da dare ai cittadini calabresi».

Serra, il seggio dell'Addolorata gela il sindaco Rosi: "Affermazioni senza fondamento"

Dopo le polemiche seguite alle affermazioni del primo cittadino, Bruno Rosi, con le quali aveva aspramente criticato il seggio per aver scelto un complesso bandistico esterno alla cittadina della Certosa, giunge puntuale la replica del seggio priorale che stigmatizza le esternazioni del sindaco: «Sorprende  che - ha affermato lo stesso priore Enzo Vavalà - prendendo di mira il seggio priorale dell'Arciconfraternita di Maria Santissima dei Sette Dolori, il sindaco Bruno Rosi si sia lasciato andare a dichiarazioni palesemente scorrette e prive di ogni fondamento. Scorrette, non perchè ogni cittadino non abbia il diritto di criticare le scelte di chiunque abbia un ruolo di gestione di interessi collettivi, ma perchè lo ha fatto arrogantemente nella sua veste di primo cittadino a cui non compete certo dare giudizi sull'amministrazione delle congreghe». «È chiaro a tutti – spiega il priore - e quindi tanto più dovrebbe esserlo a lui quale primo cittadino ed ex priore di una delle congreghe serresi,  che una corretta gestione dei soldi pubblici impone oculatezza, trasparenza ed economicità e poco importa se al posto di un comune si amministra una confraternita religiosa». «Il fatto che, secondo Rosi, il complesso bandistico "Città di Serra San Bruno" non sia  stato chiamato a "deliziare i festeggiamento in onore della Protettrice della città" non è assolutamente imputabile ad una scelta discrezionale del seggio priorale che, anzi, ha operato in piena legittimità scegliendo, tra i preventivi pervenuti da vari complessi bandistici, quello più economico a parità di prestazione musicale. Alla fine – spiega ancora Vavalà - ne abbiamo considerati solo 2 e, tra quello della Banda "G.Verdi" di Chiaravalle Centrale e quello del Complesso bandistico "Città di Serra San Bruno", c'erano 1600 euro di differenza». Tale scelta in termini esclusivamente ragionieristici è stata fatta, a dire di Vavalà, anche «a causa delle condizioni economiche derivanti dal precedente seggio priorale». Tuttavia «pur nella consapevolezza che il sindaco Rosi non comprende che, effettivamente, la scelta è stata dettata proprio da "un mero calcolo ragioneristico", ed altrimenti non si spiegherebbero le critiche giornaliere nei confronti del suo operato amministrativo, come, non si capisce il motivo per il quale scegliere una banda musicale piuttosto che un'altra, a parità di prestazione e a minore prezzo, non costituirebbe per Rosi "un episodio qualificante per Serra». «Farebbe meglio a chiedersi – tuona ancora - se sono qualificanti per la nostra cittadina i risultati della sua gestione. Il seggio priorale dell'Arciconfraternità dell'Addolorata proseguirà nel suo compito che è quello di amministrare in piena autonomia e trasparenza una delle più antiche e prestigiose congreghe della Calabria e tutto questo, si intende, con buona pace del sindaco Rosi». Infine lo stesso priore dopo aver ricordato come l'amministrazione comunale abbia permesso durante la notte bianca ed anche durante i festeggiamenti di  SS. Assunta in Cielo,  il disdicevole spettacolo di alcuni privati cittadini nell'arrostire salsicce proprio davati al portone della chiesa, e dopo aver evidenziato le principali criticità dovute ad una “non buona amministrazione” come la raccolta differenziata, la potabilità dell'acqua , il decoro urbano e l'isola ecologica, ha voluto ricordare direttamente alla persona del sindaco che:« Se oggi la nostra cittadina si trova in queste condizioni di certo non si deve a scelte oculate, ma certamente ad un modo di amministrare poco rispettoso di quelli che sono i crismi di un buon amministratore che altro non deve fare se non gli interessi delle persone amministrate. Quindi se il sindaco non è in grado di fare questo, io certamente non voglio e non posso seguire le sue orme». Alla fine preannuncia, se ce ne fosse il bisogno, di spostare la battaglia nelle aule dei tribunali «per tutelare il buon nome della nostra Confraternita». 

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