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Omicidio Lacaria, sconto di pena per Zangari

Si è concluso con uno sconto di pena, il processo d’appello nei confronti di Giuseppe Zangari, il quarantottenne di Spadola, condannato per l’omicidio del commercialista Bruno Lacaria, di 52 anni.

 Alla luce di quanto stabilito dalla Corte d’assise d’appello di Catanzaro, Zangari dovrà scontare una pena a 14 anni di reclusione.

Al termine del primo grado di giudizio, celebrato con il rito abbreviato, Zangari era stato condannato a 17 anni e 4 mesi.

Scomparso l’8 febbraio 2017, Lacaria venne ritrovato cadavere il 27 febbraio successivo in un bosco di località “Lacina”, in un’area a ridosso dei territori comunali di Brognaturo e Cardinale.

Il commercialista sarebbe stato ucciso con un bastone, a causa di un debito contratto da Zangari.

Lascia i domiciliari per andare a passeggio, arrestato

Un uomo di 53 anni, D.R., è stato tratto in arresto con l'accusa di evasione. 

L'uomo, ancorché detenuto ai domiciliari, è stato sorpreso dai poliziotti della locale questura mentre era intento a passeggiare in una strada di Cosenza.

In camera da letto con oltre un quintale di marijuana, arrestato

Nascondeva 120 chili di marijuana in camera da letto. Per questo motivo, i carabinieri delle Stazioni di Rizziconi e San Martino di Taurianova, con il supporto dei colleghi del Nucleo radiomobile della Compagnia di Gioia Tauro, hanno tratto in arresto in flagranza di reato il ventottenne Antonino Sorrenti, di Taurianova.

Nel corso di una perquisizione domiciliare effettuata in un appartamento nella disponibilità del giovane, ubicato nella frazione Amato di Taurianova, i militari hanno scoperto all’interno della camera da letto 5 borsoni da viaggio e tre sacchi di plastica contenenti complessivamente circa 120 chilogrammi di marijuana, già essiccata e suddivisa in 111 sacchi in cellophane termosigillati.

Lo stupefacente rinvenuto è stato, quindi, sottoposto a sequestro ed un campione sarà inviato al Ris di Messina per le analisi tossicologiche del caso.

La droga, evidentemente già pronta per essere destinata a piazze di spaccio fuori dal Reggino, avrebbe consentito di ricavare profitti superiori ai 250 mila euro.

L’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale di Reggio Calabria- Arghillà e messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria di Palmi, in attesa del giudizio di convalida.

Emergenza cinghiali, sindaci e associazioni si rivolgono a Gratteri

Un dossier da portare all'attenzione del procuratore Nicola Gratteri. Un vero e proprio esposto-denuncia per mettere al muro chi non ha saputo tutelare la popolazione calabrese dai rischi connessi all'esplosione incontrollata dell'emergenza cinghiali nella nostra regione.

È la decisione presa dal coordinamento dei sindaci e delle associazioni delle Preserre e del Basso Jonio, nel corso di una riunione che si è tenuta presso la sala consiliare del Palazzo di Città a Chiaravalle Centrale.

Con l'assistenza dell'avvocato Enzo Attisani, verrà preparato un corposo carteggio, con tanto di raccolta firme al seguito, per evidenziare i tre principali elementi critici del problema: 1) la pericolosa diffusione della tubercolosi suina tra gli ungulati, ormai accertata in centinaia di casi dalle autorità sanitarie, con le possibili conseguenze per la salute pubblica; 2) le ripercussioni di carattere economico per gli allevatori, che adesso potrebbero rischiare il contagio per i propri capi, oltre che per gli agricoltori che da anni vedono distrutte le proprie aziende dalle scorribande notturne dei cinghiali; 3) l'insicurezza delle strade, soprattutto nell'entroterra, dove si sfiora quotidianamente la tragedia per gli impatti continui tra veicoli e animali. “E' arrivato il momento di individuare e punire i responsabili di questa situazione per le loro continue omissioni” ha dichiarato Eugenio Fristachi, presidente del comitato civico che ha fatto da apripista in questa battaglia, coinvolgendo tutto il comprensorio del Chiaravallese.

Il sindaco di Chiaravalle, Mimmo Donato, ha evidenziato “il continuo palleggio di competenze tra Atc, uffici provinciali e regionali” che non ha fatto altro che “provocare inutili perdite di tempo e un ulteriore aggravamento del problema”.

Tutti i sindaci, gli amministratori e i cittadini presenti collaboreranno nella stesura del dossier che poi verrà anche diffuso pubblicamente a mezzo stampa. 

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