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Arsenale rinvenuto nel Vibonese, marito e moglie in manette

Otto fucili calibro 12, una mitragliatrice di produzione polacca, 4 pistole clandestine, due silenziatori, 500 munizioni di vario calibro e denaro contante.
 
Questo l'arsenale scoperto questa mattina dai carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia a Stefanaconi, centro alle porte del capoluogo.
 
La santabarbara è stata rinvenuta a casa di una coppia di coniugi.
 
Tra gli oggetti trovati, anche alcuni elementi riconducibili a una delle logge massoniche di Vibo Valentia.
 
La coppia, concluse le operazioni di rito, è stata condotta in carcere.

Evade dai domiciliari due volte in meno di una settimana

I carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro hanno tratto in arresto per il reato di evasione un 50nne del posto, già evaso dalla stessa misura cautelare meno di una settimana fa.

In particolare, ieri mattina i militari hanno ricevuto una segnalazione con la quale sono stati avvisati dalla comunità terapeutica dove era ristretto ai domiciliari, che il 50enne si era allontanato senza alcuna autorizzazione. 

Gli uomini dell'Arma hanno quindi individuato ed arrestato l'evaso davanti ad un locale nel centro di Cassano

Pertanto, l’uomo che, dal maggio scorso, si trova sottoposto alla misura degli arresti domiciliari in seguito all’ordinanza con la quale il gip di Castrovillari aveva sostituito quella precedente della detenzione in carcere, in quanto imputato per i reati d’incendio, maltrattamenti in famiglia ed estorsione, è stato sottoposto nuovamente ai domiciliari presso la struttura dove si trova in cura in attesa di essere giudicato con rito direttissimo .

 

Beni per 500 mila euro sequestrati a presunto esponente della cosca Piromalli

In seguito ad un’attività investigativa di natura patrimoniale coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria,  i poliziotti della locale Questura hanno eseguito un provvedimento di sequestro di beni nei confronti di Domenico Pisano, di 51 anni, ritenuto esponente della cosca di ‘ndrangheta dei “Piromalli”, operante nella piana di Gioia Tauro e con rilevanti interessi economici su tutto il territorio nazionale.

In particolare, il Tribunale reggino, sulla scorta delle risultanze investigative di natura patrimoniale fornite dalla locale Divisione anticrimine, ha disposto il decreto di sequestro di un fabbricato di due piani, ubicato in pieno centro a Gioia Tauro, formalmente intestato alla moglie di Pisano, il cui valore ammonta complessivamente a circa 500 mila euro.

Pisano, allo stato detenuto ai domiciliari, era stato sottoposto a provvedimento di fermo dalla Squadra mobile reggina il 5 ottobre 2017 nell’ambito dell’Operazione “Metauros”, poiché ritenuto responsabile dei reati di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsione e intestazione fittizia di beni.

 

Fabrizia, Carè (Ramoscello d'ulivo): "L'annuncio sull'utilizzo dell'acqua è l'ammissione del fallimento dell'amministrazione Fazio"

"L’annuncio pubblico diramato dal comune sull’utilizzo dell’acqua potabile non è solo l’avviso dell’emergenza idrica che da giorni, ormai, attaglia Fabrizia ma è la pubblica ammissione di un fallimento annunciato dell’esperienza amministrativa Fazio e company, a fronte della quale non rimane altro che trarne le dovute conseguenze con le dimissioni. Sono mesi difficili per il Comune. La gestione superficiale e pressapochista dell’emergenza Covid 19 alla Schettino, tutte le altre tematiche amministrative sul tappeto insolute, vedi PSC, si materializzano in tutto il loro ritardo e gravità con l’aggiunta della mancanza di acqua potabile che da diversi giorni, ormai, non sgorga più regolarmente dai rubinetti delle abitazioni dei fabriziesi. Anche quest’anno 2020, come nel 2019, il rischio di rimanere totalmente a secco è molto alto, emigrati e turisti che giungeranno a Fabrizia non saranno certo colti di sorpresa e, auspicando vivamente che non accada, si vedranno costretti a scappare via anzitempo per le conseguenze dei disservizi cui andrebbero incontro. Il programma amministrativo dell’attuale maggioranza, prevedeva al “Punto 2 - OBIETTIVO AMBIENTE E SALUTE”, il “distacco dalla SORICAL e rifacimento dell’intera rete idrica comunale in modo tale da offrire ai cittadini una risorsa idrica qualitativamente superiore ed economicamente più sostenibile”. Obiettivo, questo, scellerato e allo stesso tempo irrealizzabile totalmente sganciato dalla realtà scritto sulla carta al solo scopo di raccattare voti e, per fortuna, rimasto inattuato. Altrimenti i fabriziesi sarebbero stati costretti ad approvvigionarsi facendo ricorso a mezzi alternativi perché di acqua non c’è ne sarebbe stato nemmeno un goccio. Sul problema dell’acqua e sulla pelle dei cittadini di Fabrizia gli amministratori stanno giocando una sconsiderata propaganda “social” che sta sommergendo la comunità intera, nel tentativo di occultare la portata reale del problema che in modo ingannevole e colpevolmente è stato utilizzato durante l’ultima campagna elettorale. Aggravato del fatto che, ancora oggi, senza l’acqua “SORICAL” l’approvvigionamento idrico a Fabrizia sarebbe stato compromesso e ad oggi i fatti si stanno incaricando di dimostrarlo perché stiamo rimanendo all’asciutto.  Di questo e di tanti altri problemi non risolti la maggioranza deve dare conto all’opinione pubblica fabriziese, perché in politica gli obiettivi di programma non raggiunti coincidono con i limiti dell’azione amministrativa che in politica occorre avere il coraggio di trarne le dovute conseguenze. Questi amministratori dovevano rivoltare Fabrizia come un calzino invece si assiste a come hanno cacciato la comunità in vuoto profondo che giorno dopo giorno si trasforma sempre più in uno scadimento fatto di compromessi, sperpero di denaro pubblico, clientele elettorali e favori agli amici che li hanno votati. Un vuoto di “fatti concreti e reali” che priva la comunità di quelle certezze, di presenza, di fiducia e prospettiva di cui, invece, avrebbe bisogno. Comprendiamo che è molto complicato per la maggioranza chiamare le cose con il loro nome, rispettando la realtà, ma il rovescio dell’esperienza Fazio e company si staglia nitidamente, ormai, all’imboccare del quarto anno di gestione pubblica e dei tanti punti programmatici declamati, predicati e strombazzati durante la campagna elettorale dei quali nessuno di essi è stato realizzato. Di fronte ai tanti problemi sociali irrisolti, alle promesse non mantenute e allo sperpero di risorse pubbliche per fini clientelari, nel generale silenzio delle istituzioni di controllo, il gruppo consiliare “ramoscello d’ulivo per Fabrizia” non può restare indifferente, avendo il dovere di segnalare carenze, debolezze e violazioni politiche non colmate dall’attribuzione dei nuovi incarichi amministrativi, di recente assegnati, che hanno tarpato le ali e messo sotto tutela il Sindaco Fazio nella corsa, che si è aperta all’interno della maggioranza, per la prossima  candidatura a primo cittadino di Fabrizia". 
 
È quanto si legge in una nota del portavoce del gruppo "Ramoscello d’ulivo per Fabrizia", Antonio Carè
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