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Contraddizioni sociali e senso di comunità smarrito: il Mezzogiorno ora deve sfidare se stesso

Una società atomizzata, in cui il senso di comunità sembra essere stato perso, suggestionata da difficoltà economiche e tensioni sempre più palesi. Gli effetti della crisi internazionale hanno amplificato le già esistenti contraddizioni esistenti nella collettività calabrese, moltiplicando le conseguenze di errori storici e rigidità di sistema.

Abbagliati dai prodotti e dagli stili della globalizzazione, i cittadini si confrontano con una quotidianità di problemi che spesso non possono essere affrontati per mancanza di disponibilità finanziarie.  Talvolta, le esigenze si trasformano in stenti alimentando la volontà di ribellione verso le ingiustizie sociali. La giusta pretesa del rispetto dei diritti e del corretto funzionamento delle istituzioni non viene però accompagnata dal riconoscimento dei propri doveri e dalla normale formulazione dell’ordine delle priorità e la protesta sfocia in uno scadente, rancoroso e improduttivo dibattito non sostenuto da informazioni veritiere e, anzi, basato su considerazioni elaborate senza tener conto delle condizioni di partenza e della funzione del proprio agire. Il clima diventa così avvelenato da una cieca invidia sociale.

Ma reclamare equità, trasparenza, possibilità di crescere intellettualmente per aspirare al benessere è, in ogni caso, un diritto sacrosanto.

La sfiducia nel futuro deriva da oggettive situazioni materiali abbinate a deficit civici. La carenza infrastrutturale, l’asfitticità del mercato, la quasi impossibilità ad esprimere capacità manageriali ed imprenditoriali e a tradurre in attività concreta la propria preparazione e formazione professionale sono elementi con cui fare inevitabilmente i conti. C’è poi il decisivo ruolo esercitato dagli apparati di governo.

Nel volume “Sviluppo locale, occupazione e implicazioni informative: una guida” Fadda approfondisce questo aspetto con tesi sostanzialmente condivisibili. “Le istituzioni economiche – spiega - sono il risultato dell’interazione di due fattori: lo stato delle tecnologie produttive disponibili; i rapporti di forza tra i gruppi di potere”. Dunque, se il gruppo di potere dominante riesce a regolare, tramite le istituzioni, l’accesso alle risorse e alla loro distribuzione, le istituzioni stesse poi plasmeranno l’agire dei soggetti e diventeranno stabili, difficili da cambiare. Per innovarle, mutandone il funzionamento, si dovrebbe intervenire introducendo nuove tecnologie o rompendo i rapporti di forza preesistenti tra i gruppi di potere. La perpetuazione del sottosviluppo del Mezzogiorno potrebbe proprio essere il frutto del perdurare delle vecchie istituzioni e del tramandarsi di generazione in generazione dei posti nella politica e nelle amministrazioni locali e del persistere di una mentalità che vede nella cultura dell’espediente la fonte del proprio benessere. Ciò si riversa non solo sulla distribuzione della ricchezza, ma anche sull’efficienza dei servizi pubblici.

La sviluppo, intenso come miglioramento sociale ed economico, passa pertanto da un duplice cambiamento: l’innovazione della mentalità del popolo, che deve recuperare i valori di coesione e senso del dovere; la responsabilizzazione della classe dirigente, che deve avvertire il proprio compito come un onore da valorizzare e non come un privilegio da conservare.

 

Una sfida complessa, ma indispensabile per poter pensare ad un domani meno angusto.

Chiaravalle. Tino al vetriolo su Donato: “Scappa, mente e minaccia”

“Ci sono tanti modi per affermare le proprie ragioni, ci sono molti metodi per salvaguardare la propria posizione, c’è perfino un modo dignitoso per gestire le proprie lacune; Scappare è vile ed inoltre non è una soluzione! Mentire è squallido oltre che inefficace! Minacciare è meschino oltre che pericoloso!”. 

È la premessa di un’articolata controreplica che  Gregorio Tino rivolge al sindaco di Chiaravalle Centrale Domenico Donato puntualizzando una serie di situazioni.

L’esponente di “Oltre” argomenta e approfondisce le sue affermazioni spiegando per ognuno dei tre verbi accusativi quelle che, a suo avviso, sono le rispettive motivazioni.

  • “Scappare. Invece di affrontare nel merito le questioni poste e dare risposte ai tanti dubbi che sempre di più montano nel paese, piuttosto che venire in Consiglio e confrontarsi – sostiene l’ex primo cittadino - il sindaco fugge e attacca la minoranza accusandola di indifferenza rispetto ai problemi che riguardano i cittadini senza ammettere con onestà la propria superficialità visto che si è ridotto a portare nell’ultimo giorno utile, forse mettendo a rischio la stessa approvazione nei termini, un provvedimento che poteva essere discusso e licenziato già da due mesi, altro che urgenza!!!Dimentica che nell’ultimo Consiglio comunale ha dovuto invocare l’aiuto della minoranza per poter approvare un provvedimento che aveva posto all’ordine del giorno senza avere i numeri sufficienti; dimentica che grazie all’iniziativa dei gruppi di minoranza si è evitato di approvare una delibera di adesione all’Atem di Catanzaro-Crotone che, per come proposta dalla maggioranza, avrebbe determinato la perdita definitiva del Consorzio di Metanizzazione con tutte le inevitabili conseguenze. Questa si chiama responsabilità, altro che caos e disinformazione!”.
  • “Mentire. Non è vero – continua Tino - che durante la mia gestione non c’erano le Commissioni consiliari; prima di aprire la bocca per dare aria ai denti o meglio, prima di autorizzare la pubblicazione di testi sulla cui paternità nutriamo qualche sospetto, bastava che andasse a leggersi le delibere di Consiglio n. 23 e 24 del 2013, oppure era sufficiente chiedere conferma a qualche suo sodale che allora era componente di quelle Commissioni magari acquisendo i verbali. Così come è falso dire che durante il mio mandato è stato soffocato il dibattito quando in realtà ho sempre e solo operato per far rispettare il regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale e, certamente, non sono mai scappato dinnanzi alle richieste delle opposizioni neanche quando c’era qualche rischio di tenuta della mia stessa maggioranza ho sempre affrontato in aula i consiglieri ed ho sempre risposto alle interrogazioni. Ma questa è un’ altra storia, è questione di maturità e di stile!”.
  • “Minacciare. Ancora una volta – sentenzia Tino - come solo i mediocri quando si sentono in difficoltà sanno fare, minaccia l’ennesima conferenza stampa dove, senza contraddittorio, pensa, attraverso la propalazione di informazioni e notizie false, di screditare, di zittire di intimidire gli altri o, in ogni caso, di sfuggire al confronto con la verità dei fatti, quella che riguarda la sua azione e le sue responsabilità. Tuttavia, se proprio ci tiene a farla, visto che intende parlare di acqua, questa volta spieghi agli invitati alla conferenza come mai, durante il suo mandato di assessore nell’amministrazione guidata dal sindaco Nino Bruno, ha generato debiti nei confronti di Sorical per circa 2.000.000 di euro che in buona parte ha pagato la mia amministrazione; spieghi anche come mai ha approvato bilanci dove figuravano residui attivi inesigibili, guarda caso proprio relativi ai ruoli dell’acqua, per 1.800.000 euro che la mia amministrazione ha dovuto stralciare facendo emergere il buco lasciato da quelle gestioni; riferisca dei debiti per le parcelle degli avvocati pari ad 270.000 euro causati da quella gestione e pagati dalla amministrazione Tino; o relazioni sui debiti fuori bilancio per 1.400.000 euro generati dalla gestione Bruno/Donato & C. e relativi a lavori e forniture eseguite in buona parte da imprese di Chiaravalle e anche in questo caso pagati dalla nostra amministrazione; parli anche delle somme indebitamente corrisposte ai dipendenti per 200.000 euro accertate dal MEF nell’ispezione del 2010. Potrebbe parlare di queste cose e di tante altre che per ora intendiamo trascurare, oppure dovrebbe fare una cosa che forse riuscirebbe ancora a riabilitarlo: prendere le richieste e le interrogazioni  delle opposizioni e convocare il Consiglio comunale. Così vuole la democrazia, così impone la dignità politica!”.

“In merito poi ai necessari rapporti di collaborazione politica tra le opposizioni ed in particolare con il consigliere Maida – precisa ancora Tino - vorrei far notare al signor Donato, visto che nutre tanto interesse, che si tratta dello stesso Maida con cui festante si fece riprendere e fotografare il 16 aprile 2015 per la caduta dell’amministrazione Tino; si tratta dello stesso Maida con cui ha collaborato in seno alla Giunta Bruno dal 2006 al 2011; è sempre lo stesso Maida con cui ha lavorato fianco a fianco per tanti anni nel Partito Democratico. Credo perciò che sul valore e sulla praticabilità del consigliere Maida e soprattutto del PD, Donato, più di chiunque altro, possa testimoniare e garantire. Infine – conclude - appare esagerato scomodare i ‘giri immensi’ del Venditti per descrivere la girandola di chi ha cambiato casacca decine di volte, passando da un partito all’altro, da uno schieramento a quello opposto ed oggi vorrebbe impartire lezioni, è sufficiente forse richiamare alla memoria l’Ape Maia, più infantile, meno impegnativa e meglio aderente!”.

 

Chiaravalle, Donato replica alla minoranza: “Da loro solo caos e disinformazione”

“L’attuazione del cosiddetto Decreto fiscale consente ai cittadini, in linea con quanto previsto a livello nazionale dal Governo, di rottamare le cartelle relative ai tributi e di pagare senza sanzioni e interessi moratori, con la rateizzazione degli importi dovuti senza oneri aggiuntivi. I cittadini potranno, però, usufruire della rottamazione delle cartelle solo se le singole amministrazioni comunali adotteranno il regolamento che dà attuazione alla legge entro il prossimo 31 gennaio. Da qui l’urgenza della trattazione in consiglio comunale, convocato a tale scopo per martedì alle ore 10.30”.

È quanto afferma il sindaco di Chiaravalle Centrale Domenico Donato che aggiunge: “tanto è bastato alle forze d'opposizione di Chiaravalle Centrale per ‘insorgere’ all'unisono con una serie di immotivate accuse rivolte al sindaco e alla maggioranza. Addirittura, la convocazione del prossimo Consiglio sarebbe un ‘attacco alla democrazia’. Evidentemente – sostiene il primo cittadino - alla minoranza non interessa l'oggetto posto all'ordine del giorno, di grande, ovvia e palese importanza per la collettività. L'unico obiettivo è quello solito: creare caos e disinformazione. Leggendo, peraltro, le argomentazioni dei tre gruppi d'opposizione, verrebbe da dire: da quale pulpito viene la predica! Tra quei banchi siede un ex sindaco, Gregorio Tino, passato alla storia proprio per avere zittito le minoranza imponendo il suo bavaglio agli interventi in aula. Altro che paladino della democrazia... E che dire delle commissioni consiliari? Non risulta, agli atti, che Tino si sia mai sperticato nel promuoverle e convocarle. Con lui, semplicemente non c'erano. Quanto alla partecipazione, forse dimentica le sue convocazioni di consiglio il 31 dicembre? Insomma, siamo alle solite. Siamo, comunque, contenti per un altro ex sindaco, Pino Maida. Eravamo preoccupati per il suo perdurante silenzio proprio durante l'amministrazione Tino. Ma adesso, per fortuna, lo riscopriamo sveglio e battagliero al fianco del suo fedelissimo ‘vice’ di vecchia data. I casi della vita... ‘Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano’ recita Venditti. I cittadini, in ogni caso, sanno valutare i fatti e non le chiacchiere. E sabato prossimo – conclude Donato - ne sapranno ancora di più su come sono stati (male) amministrati negli ultimi anni. Parleremo in un incontro pubblico di acqua, di come è stata (mal) gestita da Tino & Co. e di tanto altro ancora...”.

 

Chiaravalle, la minoranza accusa: “L’amministrazione comunale non vuole controlli”

A seguito della convocazione del Consiglio comunale, fissato per martedì 31 gennaio alle ore 10,30, si sono riuniti i gruppi di minoranza del Comune di Chiaravalle Centrale per “assumere determinazioni atte a fermare il triste declino democratico a cui la nostra città, di radicata tradizione popolare e di alta civiltà politica, è costretta ad assistere dall’atto di insediamento di questa amministrazione”.

“Per l’ennesima volta – sostengono in un documento Gregorio Tino, Giuseppe Maida, Emanuela Neri e Francesco Maltese - nonostante le sollecitazioni delle opposizioni ed in barba ai tanti proclami di una campagna elettorale in cui i termini ‘partecipazione’, ‘trasparenza’, ‘coinvolgimento’ riempivano le pagine di fantasmagorici programmi, si convoca il Consiglio comunale di mattina (alle 10,30), in un giorno infrasettimanale (martedì), quasi a voler impedire la presenza della cittadinanza. Di questo passo ci si può tranquillamente aspettare che la prossima riunione sarà convocata di notte e a porte chiuse!

Il sindaco – affermano i 4 consiglieri di minoranza - non ha inteso riunire la conferenza dei capigruppo per fissare la data e formare l’Ordine del giorno, così come prevede il Regolamento, non ha ritenuto di convocare la competente Commissione consiliare su un problema così importante e delicato che riguarda buona parte della cittadinanza. Autarchicamente ha convocato il Consiglio comunale senza tenere conto dei tempi utili per poter integrare con eventuali proposte migliorative, con il conforto della necessaria istruttoria e dei competenti pareri, il regolamento per l’applicazione  della  definizione agevolata alle ingiunzioni di pagamento, previsto da un Decreto del Governo varato per venire incontro alle difficoltà dei contribuenti”.

A ciò gli esponenti dell’opposizione aggiungono un’altra accusa: “ancora una volta, occorre registrare il maldestro tentativo di annullare le garanzie ed i diritti dei Consiglieri comunali. Infatti, dopo il grave, reiterato, rifiuto alle richieste di convocazione del Consiglio comunale su importanti questioni di pubblico interesse, come la potabilità dell’acqua e la tutela della salute dei cittadini o come la trasparenza e la legittimità di alcuni atti amministrativi, il mancato inserimento nell’attuale Ordine del giorno delle interrogazioni presentante dai consiglieri di minoranza, rafforza il sospetto che l’amministrazione in carica non intenda subire controlli, non voglia confrontarsi sulla gestione della cosa pubblica, non tolleri le azioni di tutela del pubblico interesse che intralciano il proprio agire”.

I gruppi consiliari del Partito Democratico, “Cambiamo Chiaravalle” e “Oltre con Gregorio Tino” si ritengono “pienamente impegnati ad avversare tale gravissima condotta ed impedire il preoccupante detrimento democratico che potrebbe subire la nostra comunità se dovessero perdurare, incontrastati, questi metodi di gestione della Amministrazione in carica”.

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