Bruno Vellone

Bruno Vellone

Pietro Giamborino interviene sull'inchiesta "Acqua sporca 2"

«Finisce il panico dei cittadini vibonesi sulla potabilità o meno dell’acqua proveniente dall’Alaco?». E’ la domanda che si pone il candidato del Partito democratico alle primarie del centrosinistra per le prossime comunali di Vibo Valentia, Pietro Giamborino. «Finalmente – sottolinea il politico democrat - si avvia un processo di chiarezza  su uno dei tanti gravi problemi che attentano al diritto alla salute dei cittadini, e non solo vibonesi, che soltanto oggi possono capire i veri motivi che hanno provocato in tantissimi anni disservizi e allarmi sulla erogazione dell’acqua potabile distribuita dall’Alaco». Si riferisce all’inchiesta condotta dalla Procura di Vibo Valentia sulla potabilità dell’acqua dell’ormai famigerato invaso dell’Alaco, denominata “Acqua sporca 2” che ha permesso, nei giorni scorsi, ai carabinieri del Nas di Catanzaro di notificare 10  avvisi di garanzia a 7 funzionari della Regione Calabria e 3 dirigenti di società. I reati contestati vanno dalla truffa all'avvelenamento colposo di acque, abuso, omissione d'ufficio e falso. «L’indagine della magistratura – prosegue Giamborino - spiana, infatti, la strada verso la tanto attesa ricerca delle responsabilità che si sono accavallate in tutti questi anni  e nello stesso tempo infonde fiducia e speranze sul più corretto e sano utilizzo del prezioso liquido». I cittadini vibonesi, in particolare, «hanno tutto il diritto di fare le proprie legittime rimostranze  all’indirizzo dei protagonisti di un sistema di gestione del servizio regionale e cercare nello stesso tempo  di andare oltre l’ottenimento di un indennizzo morale che comunque è sempre utile per schiacciare ogni dubbio sulla continuità di far posto a nuovi  possibili rischi alla salute pubblica». Secondo Giamborino «il lavoro svolto dalla magistratura vibonese, ed in particolare dal dott. Michele Sirgiovanni mira a spiegare che non è più consentito a chi viene affidata una competenza così importante come la gestione ed il controllo della erogazione dell’acqua potabile,  di derogare da una vigile e responsabile attività di controllo». L’utilizzo dell’acqua potabile, conclude Giamborino, « è uno dei problemi che più di ogni altro assilla quotidianamente la popolazione e verso cui bisogna prestare la più determinata attenzione nella consapevolezza che garantire, come in questo caso, il diritto alla salute è uno degli obiettivi preminenti  per aiutare Vibo Valentia ad uscire dal degrado in cui si trova».

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