Bloccati su una pala eolica a 40 metri d'altezza, due operai salvati dai vigili del fuoco

Due operai sono rimasti bloccati a circa 40 metri d'altezza mentre stavano effettuando lavori di manutenzione su una pala eolica. Il fatto è accaduto a Jacurso, in provincia di Catanzaro.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che sono riusciti a mettere in salvo uno dei due operai rimasti bloccati sulla piattaforma che si è bloccata durante i lavori.

Tempi d'attesa più lunghi per il secondo lavoratore per il quale è si è dovuto attendere l'arrivo dei tecnici della piattaforma che sono riusciti a sbloccare il mezzo.

Nessun problema per i due operai nonostante il grande freddo sofferto.

A supportare le operazioni di recupero sono stati allertati gli uomini del nucleo Saf (Speleo alpino fluviale) e l'elicottero dei vigili del fuoco di Catania.

 

Incidente nel porto di Messina, morti 4 operai

Quattro operai intenti ad eseguire lavori in una cisterna della nave ex Siremar "Sansovino", della Caronte & Tourist sono morti nel porto di Messina. Le vittime stavano lavorando, a bordo dell'imbarcazione ormeggiata nel molo San Raineri della città dello Stretto quando, insieme ad altri colleghi, si sono improvvisamante sentiti male. Uno dei marittimi è morto sulla banchina, mentre gli altri tre sono deceduti in ospedale.

Secondo una prima ricostruzione, gli operai stavano effettuando la pulizia all'interno di una cisterna della nave, nella quale si sono sprigionate esalazioni tossiche. I marinai sono stati soccorsi dal 118, che ha prestato le prime cure anche ad altri due marittimi intossicati in modo più lieve e ora ricoverati in osservazione

Per recuperarte i corpi si è reso necessario l'intervento di diverse squadre dei vigili del fuoco. Le cinque vittime sono state trasportate al Policlinico di Messina dove tre di loro sono spirati.

Le indagini sull'incidente sono affidate alla Capitaneria di Porto di Messina mentre la Procura ha aperto un'inchiesta.

 

 

Rischiano il licenziamento: operai per protesta su una ciminiera

Il loro posto di lavoro è stato messo a serio rischio a causa della mancata conferma delle convenzioni con Enel e per protesta si sono inerpicati ad un'altezza di sessanta metri in vetta ad una ciminiera. Protagonisti, loro malgrado, sei operai delle aziende che si occupano della manutenzione della centrale termoelettrica Enel di Rossano Calabro,nel Cosentino. "I lavoratori che rischiano il posto - rivela Giuseppe Guido, segretario comprensoriale della Cgil - sono 40 ed entro fine anno saranno mandati a casa". "L'Enel - ha spiegato il rappresentante sindacale - ha infatti deciso di concludere la convenzione con le imprese che ci sono attualmente per fare un unico contratto con una sola società multiservizi. In questo modo gli operai verrebbero chiamati a giornate e cadrebbe il contratto a tempo indeterminato. Molti di loro sono vicini alla pensione ed hanno famiglia a carico". L'intenzione espressa dai manifestanti è di rimanere in cima fino a quando non riceveranno rassicurazioni in merito al loro destino professionale. Lo stesso Guido si è attivato per richiedere la convocazione di un tavolo che coinvolga le istituzioni  e finalizzato ad una soluzione soddisfacente per i dipendenti. Carabinieri e Polizia si sono recati presso la centrale per tenere sotto controllo la situazione. 

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