Serra al Centro: pronta la petizione per chiedere ad Occhiuto il rilancio del “San Bruno”

"La petizione per chiedere al presidente della Giunta regionale, Mario Occhiuto, in qualità di Commissario per la sanità calabrese, che il presidio ospedaliero di Serra San Bruno venga inserito nella rete degli ospedali calabresi affinchè riacquisti le sue funzioni al pari degli altri è in via di ultimazione e presto verrà consegnata al commissario".

Questo l'incipit di una nota, diffusa dal gruppo "Serra al Centro".

"L’indifferenza politica - prosegue il comunicato - circa le sorti di un importante baluardo della sanità pubblica nel comprensorio montano delle Serre calabresi non può lasciare inerti quanti hanno a cuore le sorti del diritto alla salute e con esso la vita di un intero comprensorio montano. Proprio per questo invitiamo cittadini, partiti politici, rappresentanti istituzionali, associazioni e sindacati ad acquisire maggiore consapevolezza rispetto alla gravità della questione. La riapertura di alcuni nosocomi calabresi, è notizia di questi giorni, il significativo incremento di servizi per altri, portano alla luce la chiara indifferenza verso il futuro del nosocomio serrese. A questo punto è necessario intensificare la mobilitazione per far recepire a chi gestisce la politica sanitaria regionale che il potenziamento di alcuni ospedali calabresi non deve passare attraverso il ridimensionamento di altri, proprio in un momento storico in cui i fondi del Pnnr prevedono il rilancio di un sistema sanitario efficiente che sia alla portata di ogni cittadino. Questi i fatti, anzi questi gli atti. Come quello in cui si prevede la Casa della comunità proprio nel grembo del presidio ospedaliero di Serra San Bruno. Negli atti - continuano gli estensori della nota - non esiste un potenziamento reale del nosocomio serrese, non vi è la riapertura della chirurgia (reparto strategico in un ospedale di montagna), non vi sono nuovi servizi ne traspare la volontà di crearne dei nuovi. E siccome come dicevano i latini “quod non est in actis non est in mundo” appare abbastanza evidente, invece, che non esiste alcun piano per il rilancio dell’ospedale civile di Serra San Bruno. L’assenza di personale sbandierata come alibi per giustificare la mancanza di servizi sanitari idonei a rispettare i Lea, in realtà, non fa altro che confermare l’inadeguatezza della politica sanitaria adottata dall’Asp di Vibo Valentia che porta all’estrema conseguenza delle liste d’attesa e di ulteriori costi per i cittadini che sono costretti a rivolgersi alla sanità privata. A nulla - conclude il comunicato -  valgono i proclami del sindaco di Serra San Bruno, Alfredo Barillari, che, passeggiando con il Commissario dell’Asp di Vibo Valentia tra le mura del San Bruno, sembra come il Candido di Voltaire durante il terremoto di Lisbona, per lui viviamo nel migliore dei paesi possibili. Non si accorge dell’indifferenza con la quale viene trattata la sanità nell’entroterra vibonese. Per il primo cittadino, infatti, lo sporadico arrivo di un medico presso il nosocomio serrese rappresenta un evento da celebrare, ma da questa parti sappiamo benissimo che una rondine non fa primavera ed è opportuno svegliarsi. Ancora aspettiamo le risposte degli interrogativi che abbiamo sollevato e che riproponiamo".

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