De Biase al neo presidente provinciale Abramo: "Lamezia ha bisogno di interesse da parte delle Istituzioni"

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa da parte di Salvatore De Biase, già presidente comune di Lamezia Terme, relativa al completamento del parco urbano di Savutano a Lamezia Terme.

Era Marzo 2017 e il Presidente della Provincia di CZ, Enzo Bruno, dichiarava al sottoscritto, quale Presidente del Consiglio Comunale di Lamezia, che i lavori del parco urbano di Savutano a Lamezia, sarebbero stati completati entro i tempi previsti dal cronoprogramma già stilato, ovvero entro il 2018. Ciò pubblicamente espresso sulla stampa e sui social network più accreditati.

Precisava insomma che di seguito al finanziamento concesso con decreto ministeriale del 9 giugno 2010, approvato regolarmente il progetto esecutivo relativo ai lavori per la realizzazione del centro giovanile della multi cultura e di un’area verde attrezzata in località Savutano dell’importo di 500 mila euro, di cui 375 mila per lavori, “Lamezia avrebbe avuto il suo parco urbano”. Naturalmente e amaramente, affermo che i lavori sono fermi.

Oggi, nuova vita per la Provincia a guida del Sindaco di CZ, eletto in questi giorni anche a Presidente della Provincia, Sergio Abramo, a cui va l’augurio di buon lavoro, assieme all’intero consiglio eletto nella competizione provinciale.

Ad egli in modo particolare e a quanti lo sostengono e lo hanno sorretto per il risultato elettorale evidenziato, affido il destino del progetto di che trattasi.

Invoco la sua vicinanza verso il territorio lametino, che come risaputo, è orfano di una rappresentanza strettamente ancorata al comune di Lamezia, per le note vicende.

Faccio appello inoltre, alla triade commissariale che governa il nostro comune, affinché apra una interlocuzione costante sulla problematica rappresentata e spinga in modo determinato sulla competenza che la provincia può svolgere, che si configura in modo specifico e per molti aspetti emergenziale, sulle strade e sugli istituti scolastici, a cui affidare la giusta attenzione.

Sono certo che il neo Presidente della Provincia, profondo conoscitore delle istituzioni e della politica, saprà cogliere e capitalizzare l’appello ad egli rivolto, offrendo ai lametini il suo apporto, per aprire ancora una volta un dialogo fattivo che garantisca la soluzione di problematiche che anelano vicinanza e sostegno.

Nell’attesa che egli valuti una opportuna risposta, offro l’augurio più prospero di buon lavoro per l’intera comunità amministrata.

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Lamezia come Las Vegas?

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Salvatore De Biase, Capo Gruppo Alleanza Civica con Mascaro

Inaugurare nuovi casinò in Italia? E’ questa la domanda di questi giorni, il tormentone. Insomma, i Comuni, che si possa prospettare la possibilità di incamerare risorse fresche, a fronte dell’esiguità di quanto oramai gestiscono, auspicano di fare cassa con flussi turistici e nuovi sbocchi occupazionali. In sostanza ci sono 14 richieste per apertura di Casinò, a cui si oppone però la Federgioco. Ma l'occasione di far cassa potrebbe spingere il Governo a studiare una norma ad hoc.

Allora la domanda è: perché non approfittarne? Sommando le interrogazioni parlamentari e gli emendamenti di diverso orientamento politico a legge di stabilità e decreto Sblocca Italia si contano 14 richieste, caldeggiate dai comuni, quasi sempre tramite parlamentari dello stesso territorio: tre in Toscana (Bagni di Lucca, Porto Azzurro, Montecatini Terme), Campania (Sorrento, Ischia e Capri) e Piemonte (Stresa, Acqui Terme e Salice), due in Friuli (Lignano Sabbiadoro e Grado), e ancora Anzio, Fasano, San Pellegrino, Merano, Chianciano (si tentò di inserirla già nel 2009 nel decreto salva-L’Aquila), Tropea.

Lamezia avrebbe titolo a candidarsi per ospitare un Casinò per l’intero Sud. Dal 2004 a oggi i casinò nazionali in possesso di autorizzazione sono (Saint-Vincent, Campione d'Italia, Venezia e Sanremo).  A questo punto, tutto si gioca in Parlamento. Nonostante l'accelerazione promessa dal governo, tutte le eventuali nuove proposte di legge dovranno iniziare l'iter nelle commissioni Attività produttive di Camera e Senato, per poi passare al vaglio di Bilancio e Interni. Strada lunga ma non impossibile,

Già il 20 Gennaio 2011, senza nessuna polemica col senatore Francesco Bevilacqua che voleva un casinò a Tropea, il sottoscritto coglieva la palla in  balzo e proponeva Lamezia come sede centrale della Calabria, territorio preposto per quello che rappresenta e per quello che può offrire, una casa da gioco di grande attrazione.

Nel contesto, non da meno fu la proposta per un autodromo, ma nulla si fece. Eppure la vicinanza dell'aeroporto, la ferrovia, l'autostrada, un vasto territorio vocato anche verso il florovivaismo come Sanremo, un clima mite, il mare a due passi, la collina e la montagna, una pianura che potrebbe ancora ospitare un campo da golf, dovrebbe far si che alcuni grandi progetti possano trovare ospitalità proprio in questo territorio, baciato dalla fortuna, ma poco rispettato dagli uomini».

Da qui l'appello, per trasformare Lamezia in una piccola Las Vegas, per questo mi rivolgo a tutte le forze politiche «bandendo ogni tipo di gelosia e campanilismo: aiutate la Calabria sostenendo Lamezia». «Non voglio che tale sollecitazione risulti egoistica e di parte, ma la verità alcune volte va detta, anche a denti stretti: un progetto di grandi vedute, con il sostegno dell'intera Deputazione calabrese, darebbe forza e visibilità ad un Calabria sempre ultima. Lamezia, attraverso queste scelte, verrebbe ripagata per quanto dà ed ha dato. Sicuramente converrebbe investire in questa città che si offre volentieri ad essere una Lamezia Europea ed ospitale.

 

Con l’impegno di fare la mia parte nel consiglio comunale, ritengo che sul filone, un progetto per un ippodromo, autodromo e casinò per una città ambiziosa, europea, moderna, fatta anche da grandi progetti, avrebbe come prospettiva sviluppo e migliori fortune occupazionali. Da qui si lega un progetto per l'apertura di una sorta di istituto tecnico aeronautico, in collegamento con un aeroporto che ormai si apre a frontiere internazionali di grande interesse, una crescita graduale ormai consolidata, che potrebbe significare l'avvio di una porta per il Mediterraneo, per un progetto di meccanica aeroportuale". 

De Biase tuona: "Basta considerare Lamezia al servizio di Catanzaro"

"Non può passare inosservata, inascoltata e neanche adeguatamente discussa la proposta di 'avvicinamento della stazione di Lamezia Terme Centrale, all’aeroporto' con il possibile, conseguente, by-pass dell’esistente linea ferrata che passa dal centro di Lamezia, a favore di un collegamento diretto e veloce Aeroporto-Germaneto". A sostenerlo è Salvatore De Biase, capogruppo di Forza Italia al Consiglio Comunale di Lamezia Terme. "Insomma, l’accorpamento della stazione centrale di Lamezia alla sede aeroportuale, su cui emerge, oltre alla posizione del Presidente Oliverio, anche l’intervento del presidente dell’Amministrazione Provinciale Bruno, e non solo, può essere cosa buona e giusta, ma, vivaddio, discutiamone nelle istituzioni preposte, investiamo . propone l'esponente azzurro - della questione il sindaco della città, il Consiglio comunale di Lamezia! Offriamo al dibattito, idee progettuali, accompagnate da risorse adeguate e verifichiamo se la centralità di Lamezia viene ancora una volta penalizzata. Altrimenti si potrebbe dire: ve la cantate e ve la suonate ?? Lamezia, quale entità territoriale cerniera della Calabria, che può vantare l’aeroporto, la ferrovia, le terme, un ente fiera, un’area industriale importante ed imponente, necessità di investimenti regionali, che ne rivalutino la storia, la realtà e la prospettiva, e se la traccia di nuovi impegni è su questo solco, ben vengano le anticipazioni registrate dal verbo Oliveriano. Diversamente, ove Lamezia non risultasse al centro della attenzioni regionali,  noi non ci staremo!!  E, soprattutto, non concorderemo su una idea che veda l’area di Germaneto, spinta verso una crescita abnorme, con la cittadella sanitaria, la cittadella regionale, l’università, la sede della Protezione civile regionale, Stazione FS, mercati ortofrutticoli, ecc, un accentramento di strutture intorno alle quali cresce un pullulare di reale sviluppo, che impegna di fatto, una nuova rete viaria di colossale interesse". "In una sola parola, al Presidente Oliverio rivolgiamo una domanda: vi sarà un potenziamento della terza città della Calabria dove si possa dire che la stessa è servita e non - conclude De Bisase - al servizio di qualcuno o di qualcosa?"

 

"Nessuno si tiri indietro per una battaglia di dignità sanitaria"

"Dopo le varie sollecitazioni pervenute a vario titolo da più rappresentanti politici, istituzioni, sindacati, associazioni, ecc., che hanno richiamato, ancora una volta, la problematica sanitaria lametina, da qui un incontro con il commissario alla sanità ingegner Scura, giorno 9 settembre, ritengo - afferma Salvatore De Biase, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio Comunale di Lamezia Terme - che le amministrazioni comunali di Catanzaro e Lamezia diano seguito ai buoni propositi dell'incontro dei due consigli comunali e sostengano la necessità di uno sviluppo sanitario integrato dei due territori dell'area centrale della Calabria". I sindaci ed i consigli comunali delle due Città, auspico - prosegue l'esponente azzurro - che rinnovino l'impegno di un comune interesse di sviluppo dell'intera area e sostengano la necessità che l'area di Lamezia non sia considerata separata. La distanza ed i tempi di percorrenza non consentono di tenere distinte le due aree come bacini d'utenza. Formalmente i decreti recitano che 'Hub funge anche da Spoke nella stessa area" e che uno 'Spoke non è prevedibile in un territorio che non disti più di 60 minuti dall'Hub. Ergo, è necessario che non solo le amministrazioni comunali, ma tutte le forze politiche sostengano e che dalla sanità parta un segnale forte verso l'integrazione dei due territori, che non hanno interessi contrastanti, ma devono trovare la via della complementarietà. Da Lamezia oggi la richiesta è unica e va sostenuta da tutti. Nessuno si tiri indietro. Nessuno rivendichi o accusi. Errori ed omissioni,che pur ci sono stati, non intralcino e non ostacolino l'obiettivo di unanime sostegno alla richiesta legittima che riguarda la sanità nel nostro territorio che non si è voluto considerare unico come è stato fatto per Cetraro-Paola e per Corigliano-Rossano". "Perchè Catanzaro-Lamezia no? Sono convinto - conclude De Biase - che questa volta la battaglia di dignità sanitaria e di sopravvivenza non farà tirare indietro nessuno, così come sono convinto che i nostri consiglieri regionali assumano impegni pubblici.

 

Sanità: cosa chiedere al Commissario Scura

"Seppur c'è chi fa, e chi non fa, se si parla di sanità, bene si fa. Con questa massima rimata, ribadisco - scrive in una nota Salvatore De Biase, capogruppo di Forza Italia nel Consiglio Comunale di Lamezia Terme - che il mio intento riguardante i vari aspetti sanitari che interessano la nostra struttura era e rimane quello di tenere desta l'attenzione sulla sanità. E’ evidente che in questi giorni, in molti, a torto o a ragione, hanno discusso della problematica. E, come dire: intento riuscito! Mi pregio, comunque di poter affermare, che durante la mia provocazione, ho ricevuto attestati di solidarietà ed ampia condivisione di rappresentanti di partiti, movimenti, operatori sanitari, cittadini,  alcuni di essi, risultati successivamente anche opportuni accompagnatori dell'onorevole Barbanti, come: Nicolino Penedigrano, Riccardo Viola, ecc., i quali, ricevuti dal Commissario Scura hanno affermato che lo stesso verrà in 'visita per il 9 settembre per constatare, non solo la qualità di diversi reparti (Microbiologia e Malattie infettive solo per citarne alcuni) e del Centro trasfusionale, ma anche dell'enorme sottoutilizzazione di una struttura che ha enormi potenzialità e posizione geografica e infrastrutturale ineguagliabile'. Allora la domanda che ognuno doveva farsi in questi giorni era: cosa ha preoccupato e fatto muovere il sottoscritto fino al punto di annunciare prese di posizioni estreme, affidate alla protesta di questi giorni? Prima cosa: dal contenuto della  Gazzetta Ufficiale del 4.6.15, ° 127, che richiama il riordino sanitario secondo bacino di utenza, in tal senso preoccupa la scelta di vedere Lamezia marginale nel contesto sanitario provinciale; seconda cosa: si prefigura la Cittadella sanitaria calabrese, in un contesto di fusione complessiva e quindi: Università - strutture sanitarie presenti, con la destinazione, secondo parametri di circa 850 posti letto, tutti lì concentrati, con relative specialità, che richiamano flussi di finanziamenti, e quindi l’utenza del lametino, destinata tutta a Germaneto e  Catanzaro, senza possibilità di sopravvivenza, per Lamezia, sanitaria! Insomma Lamezia , verrebbe ad essere 'spacchettata' e resa area di raccolta, di transito, di smistamento utile a Catanzaro. In breve, Lamezia, a mio parere deve essere integrata nel progetto riordino complessivo- altrimenti questo significherà la fine sanitaria della nostra struttura. In una sola parola: con 850 posti letto messi assieme, in un’unica area, come sopravvivremo? Ed ancora, perché annunciare la costruzione di nuovi ospedali nel mentre Lamezia dispone di circa 600 posti letto, di infrastrutture come aeroporto, ferrovia, autostrada, centralità, raggiungibile in una sola ora dall'intera Calabria, un ampio parcheggio, un parco verde inestimabile, chi altri può vantare tutto ciò? E perché dunque non investire, tutelare e discutere di tutto ciò? Perché dunque non discutere di questo e non dell’aria fritta così come avvenuto in questi giorni, ed affidare, nelle istituzioni preposte, al Commissario Scua, la nostra preoccupazione e la sua soluzione". "A questo punto, se le cose non cambiano, bene fa l'amico Grandinetti a puntare l'attenzione sui trasporti verso Germaneto, perché la meta per i lametini è verso quell'area e non viceversa, in quanto - termina De Biase - anche la cittadella sanitaria aspetta tutti noi.

 

Ridimensionamento sanità lametina: De Biase (FI) costretto ad interrompere digiuno

"Ieri venerdì 21 agosto alle ore 11,45 ho dovuto interrompere la manifestazione iniziata alle ore 6,30 davanti l'ingresso principale dell'ospedale di Lamezia Terme che avrebbe dovuto andar avanti 'finché ce la facevo'. Gli amici medici, che fin dall'inizio della mattinata mi avevano allarmato, e la mia famiglia hanno avuto la meglio. Ho trascorso la giornata sotto controllo ed oggi, per fortuna, riprendo dopo un solo giorno di digiuno e con tanti farmaci a sostegno". A darne notizia è Salvatore De Biase, protagonista di una plateale protesta inscenata contro il ridimensionamento della sanità lametina. "Debbo dire - spiega l'esponente azzurro - che la manifestazione ha avuto gli affetti che speravo, pur nel breve periodo di poco meno di cinque  ore. Tanta gente comune si è fermata, tanti operatori sanitari. Ho ricevuto tantissima solidarietà e condivisione. I cittadini di Lamezia sono convinti che per la sanità siamo quasi arrivati ad un punto di non ritorno  e che "qualcosa si deve fare". Io ci ho tentato ed assicuro che non smetterò. Ho detto ai tanti rappresentanti della politica lametina e regionale di ogni colore che mi hanno contattato che l'obiettivo di tutti  a Lamezia dovrà essere di non accettare lo smantellamento del nostro ospedale e della nostra sanità. A parole siamo tutti d'accordo. Rimangono ora da tradurre gli impegni per i quali mi è stato assicurato di incontrare a Lamezia il commissario Scura a cui dobbiamo tutti insieme dire che vogliamo certezze. Prima di tutto sulla destinazione della struttura ospedaliera perché non è più sostenibile che dobbiamo per forza essere bacino d'utenza di Catanzaro da cui distiamo troppo poco per continuare ad essere forzosamente separati. Dobbiamo sapere ora se saremo considerati ancora ospedale ridotto  e di quali riduzioni si tratta. Dobbiamo far vedere al commissario il nostro ospedale e chiedergli se una struttura di questo genere, a norma, al centro della Calabria, si possa ancor di più limitare. E se, invece, non è interesse dell'intera regione che questa struttura venga utilizzata al meglio. La città deve essere unita e compatta in questo obiettivo per cui non intendo ribattere a quanti vorrebbero farne una questione politica ed a quanti vorrebbero confondere le mie diverse posizioni di anni trascorsi con la necessità attuale di una comune strategia. Non è dicendo che De Biase ha sbagliato in quella o in questa occasione che risolviamo qualche questione, ma cercando insieme una via comune contro chi volesse continuare l'opera di smantellamento,di qualunque colore politico sia. Ringrazio la stampa che mi ha seguito ed ha dato notizia della manifestazione riportando fedelmente le richieste e le motivazioni della manifestazione. Chiederò all'unica testata on line, 'illametino.it' perché non hanno ritenuto utile mettersi in contatto con me o la mia famiglia  prima di dilungarsi in inutili tentativi di 'far ridere', come se si trattasse di un qualunque giornaletto umoristico alla caccia della battuta facile. A chi è attribuibile il tentativo di far della manifestazione una ridicolaggine tentando di smontare la stessa portata delle richieste? All'estensore non firmato o all'intera testata? In pratica, "illametino.it' da che parte sta? Da parte mia non cerco facili esposizioni. Non ne ho bisogno. Ho alle spalle storia ed attività e tutti a Lamezia possono giudicare Salvatore De Biase e lo hanno giudicato se mi hanno attribuito grande consenso". "A questo -conclude il capogruppo FI - ritengo di dover dar risposte e per questo continuerò ad assumere tutte le posizioni che riterrò opportune".

 

De Biase protesta contro il ridimensionamento della sanità lametina

"La grave situazione in cui si trova il presidio Ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme e le forti carenze di adeguati servizi territoriali, mi spingono a prendere una dura e forte decisione di protesta, che annuncerò domani, venerdì 21 agosto, alle ore 9:30, davanti al cancello d'ingresso del presidio ospedaliero di Lamezia Terme in via Sen. Arturo Perugini". La presa di posizione è di Salvatore De Biase, capogruppo di Forza Italia in seno al Consiglio Comunale. "Non possiamo più continuare a subire passivamente - è l'accorato appello dell'esponente azzurro - il depotenziamento della sanità lametina a danno dell’intera popolazione calabrese. La nostra città si trova al centro della Calabria e ha tutte le infrastrutture per essere il volano di sviluppo del Mediterraneo. Questo continuo depauperamento è inaccettabile ed è per questo che ho deciso di cominciare da domani, una forte e significativa protesta, fino a quando il commissario ad acta ingegner Scura non incontrerà la nuova Amministrazione Comunale di Lamezia Terme per ripristinare i servizi che sono stati chiusi e ridimensionati".

 

Personale ospedaliero stressato da turni massacranti: necessarie nuove assunzioni

“Personale stressato e costretto a sopportare carichi di lavoro insostenibili: la situazione all’ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme è giunta al collasso”.  E’ quanto afferma Salvatore De Biase, capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Lamezia Terme. “L’assunzione di nuovo personale al nosocomio cittadino - aggiunge - è divenuta esigenza impellente, sia per garantire il diritto alla salute dei cittadini, sia per permettere agli operatori sanitari e alle ottime professionalità esistenti di espletare al meglio i loro compiti nel rispetto dei loro sacrosanti diritti”. “Non è tollerabile - osserva De Biase - che il personale sia costretto a svolgere le sue funzioni in condizioni psicofisiche alquanto precarie. Turni massacranti, a causa della carenza di personale sanitario, determinano estrema preoccupazione e la necessità di dover intervenire prontamente per rimediare ad una situazione divenuta inaccettabile”. “In merito all’assunzione delle circa mille unità lavorative previste nella sanità in Calabria - sottolinea De Biase - si devono necessariamente tenere nella dovuta considerazione le esigenze dell’ospedale di Lamezia Terme, che serve un’utenza di circa 150 mila persone ed è baricentrico nel contesto regionale. E’ inconcepibile non tenere conto di queste prerogative nell’assegnazione delle risorse. L’ospedale di Lamezia Terme, in virtù della sua posizione, è il più facilmente raggiungibile nel contesto regionale. Non tenere conto di questo aspetto, specie in un settore estremamente delicato come quello della sanità, significa non avere a cuore gli interessi della regione e la tutela della collettività. Al riguardo accolgo favorevolmente l’intervento dell’On. Barbato che ha sensibilizzato le istituzioni e la città in quanto la struttura ospedaliera lametina si offre come area centrale della Calabria con spazi di accoglienza che non hanno eguali”. “Mi auguro che il Commissario Scura ed il Governatore Oliverio – conclude De Biase – si facciano portatori attenti di queste esigenze e diano all’ospedale della terza città della Calabria la possibilità di operare nelle condizioni adeguate. La sanità è un diritto dei cittadini, la politica dia risposte esaustive ed intervenga tempestivamente”.

 

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