Sanità, i sindaci di Serre e Preserre formulano un documento unitario: “Proposti interventi per garantire il diritto alla salute dei cittadini”

Facendo seguito a quanto indicato nelle precedenti settimane, il sindaco di Serra San Bruno, Alfredo Barillari, ha convocato l’Assemblea dei sindaci dell’Ambito territoriale sociale – sede deputata alla programmazione degli interventi, alla condivisione degli obiettivi ed all’elaborazione degli indirizzi per il raggiungimento degli stessi – al fine di evidenziare le necessità del territorio e delle comunità di riferimento in ambito sanitario e formulare idonee proposte per garantire la tutela del diritto alla salute.

I sindaci dei Comuni ricadenti nell’Ambito (Serra San Bruno, Acquaro, Arena, Brognaturo, Capistrano, Dasà, Dinami, Fabrizia, Gerocarne, Mongiana, Nardodipace, Pizzoni, San Nicola da Crissa, Simbario, Sorianello, Soriano Calabro, Spadola, Vallelonga, Vazzano) hanno stilato un documento in cui sono state sintetizzate le esigenze territoriali dall’accesso alla sicurezza delle cure per tutta la popolazione e che è stato inviato al presidente della Regione Calabria e commissario alla Sanità Roberto Occhiuto, al presidente della Commissione Sanità, attività sociali, culturali e formative Michele Comito e al commissario straordinario dell’Asp di Vibo Valentia Giuseppe Giuliano.

In particolare, hanno rimarcato il riequilibrio tra ospedale e territorio evidenziando una maggiore ed adeguata attenzione alle cure primarie, emergenziali (attraverso l’ospedale di montagna/zona disagiata di Serra San Bruno) e graduate (attraverso l’ospedale di comunità di Soriano Calabro). Hanno richiesto una più efficace Medicina territoriale con il potenziamento degli ambulatori specialistici all’interno della Casa della Comunità.

Il documento entra dunque nel merito della struttura ospedaliera di Serra San Bruno (ribadendo la necessità di un Pronto soccorso per l’Emergenza-Urgenza, il potenziamento della Medicina, della Dialisi, del Laboratorio Analisi, oltre che dei reparti di Riabilitazione, Fisioterapia e Lungodegenza; la riapertura della Radiologia; la presenza di un anestesista h24; a previsione di una Chirurgia che effettui interventi in Day Surgery, di elisuperfici dedicate e di più ambulanze) e di quella di Soriano Calabro (intesa come struttura sanitaria di ricovero che afferisce alla rete di offerta dell’Assistenza Territoriale e svolge una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero, con la finalità di evitare ricoveri ospedalieri impropri o di favorire dimissioni protette in luoghi più idonei al prevalere di fabbisogni sociosanitari, di stabilizzazione clinica, di recupero funzionale e dell’autonomia e più prossimi al domicilio).

“Lavorando in sinergia e mettendo al centro l’obiettivo del rafforzamento dell’offerta sanitaria, che non ha colori politici - ha commentato il sindaco Barillari – abbiamo in maniera compatta costruito una proposta unitaria che punta a salvaguardare i diritti dei nostri cittadini, a garantire buoni livelli di assistenza e a dare migliori prospettive per il futuro. Continuando con questa determinazione e questa capacità di sintetizzare i concetti intorno a scopi comuni, praticheremo una politica orientata al dare le risposte che le nostre comunità attendono. I sindaci sono uniti nel presidiare la sanità territoriale”.

 

 

Ospedale “San Bruno”, anche il sindaco di Vallelonga: "Pronto a lottare per il diritto alla salute"

"Dove andrà a finire l’ospedale e il distretto del nostro territorio con questi presupposti?".
 
E' quanto si chiede in una nota, il sindaco di Vallelonga Egidio Servello.
 
"Gli evidenti disagi - aggiunge - che da anni ricadono sui cittadini vedendosi negare anno dopo anno il diritto alla salute nel nostro territorio, negli ultimi mesi stanno portando all’epilogo di una situazione oramai incancrenita. La chiusura dell’ufficio ticket fino al 5 aprile è l’ennesimo schiaffo alla popolazione che, giorno dopo giorno, paga a caro prezzo gli effetti territoriali della crisi economica. Tradotto significa che si sta facendo pagare ai cittadini più deboli prestazioni che di diritto dovrebbero essere gratuiti".
 
"Condivido - prosegue Servello - le parole del mio collega e amico Ovidio Romano che l’ospedale 'San Bruno' ha sempre rappresentato e rappresenta la popolazione dei nostri territori, quindi, è giusto difenderlo e preservarlo. Da quindici anni leggo atti aziendali privi di reale attuazione. Ho ascoltato ed ascolto promesse che oggi sono rimaste semplici parole.  Da anni attendo l’attuazione di una gestione delle patologie sul territorio: ospedale di montagna, specialistica territoriale, e soprattutto, una medicina materno-infantile adeguata ai bisogni del nostro territorio".
 
"Invece - conclude la nota - allo stato attuale, emergono solamente disservizi che mi portano a pormi una domanda: dove andrà a finire l’ospedale e il distretto del nostro territorio con questi presupposti? Per queste ragioni, condivido quanto richiesto dal sindaco di Brognaturo: il ripristino del reparto di Radiologia; una prima risposta all’emergenza/urgenza tramite una funzione di pronto soccorso fortemente integrata a livello organizzativo sia con l’emergenza territoriale, sia con i medici ospedalieri; una seconda ambulanza situata a Mongiana".
 
Servello, infine, dà "piena disponibilità" ai sindaci di Nardodipace, Brognaturo e Simbario, "per rivendicare ad ogni livello i diritti eternamente negati alle nostre popolazioni".

Ospedale “San Bruno”, il sindaco di Brognaturo: "Non siamo una colonia, servono provvedimenti eccezionali"

Le nubi che, ancora una volta, sembrano addensarsi sul futuro di ciò che rimane dell’ospedale di Serra San Bruno suscitano la vibrante reazione del sindaco di Brognaturo Rossana Tassone che, in una nota, squarcia il “velo di Maya” che rende il diritto alla salute dei cittadini delle Serre una vera e propria “illusione”.

Il primo cittadino brognaturese parte dalla considerazione che le “riflessioni sui problemi sanitari delle aree montane che si sarebbero dovute tradurre, in salvaguardia dei piccoli comuni, sono state trasfuse in interventi normativi regionali di scarsa attuazione. “La normativa nata con l’obiettivo di valorizzare gli ospedali montani”, mettendoli al riparo da inique scelte ragionieristiche, puntava infatti a “salvaguardare il diritto alla salute e alle cure che non dovevano, e non devono essere un mero calcolo numerico”.

Entrando nel particolare, Tassone evidenzia come “la speranza” che “l’ospedale San Bruno” potesse svolgere una funzione essenziale a livello sanitario, sociale ed economico, sia divenuta una promessa disattesa”. Per non parlare della “inconsistenza dell’azione di politica sanitaria” con la quale si sarebbe dovuto “rispondere ai bisogni dei cittadini, nel rispetto delle istanze sociali, che  reclamavano e reclamano pari opportunità per i territori montani e dell’entroterra”.

Il sindaco rileva, inoltre, come “il diritto dei cittadini, per quanto possibile, di curarsi nei luoghi abituali di residenza e destinare il ‘pendolarismo sanitario’ a prestazioni erogabili ai centri regionali o di alta specializzazione sia rimasto una mera illusione”; tanto più che, “gli ultimi sviluppi” relativi al nosocomio serrese, “fanno presagire che il decantato modello organizzativo, a causa del gap sociali e sanitari, che si andrà costituendo rischia di divenire parafrasando Schopenhauer ‘un serpente ch’egli prende per una corda buttata per terra’.

Pertanto, “per iniziare a dare riscatto ad un territorio costretto ad elemosinare un diritto”, a parere di Tassone sarebbe necessario “assicurare una prima risposta all’emergenza/urgenza tramite una funzione di pronto soccorso fortemente integrata a livello organizzativo sia con l’emergenza territoriale, sia con i medici ospedalieri”

Una rivendicazione accompagnata dalla proposta di predisporre “una seconda ambulanza situata a Mongiana”, perché “la salute non è tutto, ma senza salute tutto è niente". 

“Infine – conclude Tassone - ci tenevo a dare piena disponibilità al sindaco di Nardodipace, Antonio De Masi per rivendicare ad ogni livello i diritti eternamente negati alle nostre popolazioni, condividendo inoltre, che “si tratta di problemi eccezionali resi drammatici dall’abbandono e dal disinteresse atavico, quello tipico riservato ad una colonia. A questi problemi eccezionali è chiaro che bisogna rispondere con provvedimenti eccezionali”.

Ospedale “San Bruno”: “Per Serra insieme” e “Serra al centro” lanciano una petizione

I movimenti politici “Per Serra Insieme” e “Serra al Centro” hanno lanciato una petizione per chiedere "l'attenzione della Regione Calabria", affinché "in sede di riorganizzazione della rete ospedaliera” vengano previsti “parametri di spesa differenziati" per l'ospedale di Serra San Bruno.

Il documento, che sarà inviato al presidente della giunta regionale e commissario ad acta alla sanità, Roberto Occhiuto, mira a "garantire un servizio sanitario efficiente".

 Per leggere la petizione clicca qui


Serra, Procopio e Tassone lanciano l'allarme sull'ospedale: "Il sindaco smetta di rimanere in silenzio"

“La realizzazione della Casa della Comunità nella struttura del ‘San Bruno’ rischia di diventare un pericolo atto preparatorio per lo smantellamento dello stesso ospedale, eventualità che non possiamo accettare e rispetto alla quale ci opporremo con tutte le nostre forze”.
 
I consiglieri comunali di minoranza Antonio Procopio e Luigi Tassone lanciano l’allarme asserendo di volerci “vedere chiaro su tutto ciò che sta accadendo in riferimento agli aspetti sanitari riguardanti il nostro territorio”.
 
“Inizialmente - sostengono i due esponenti del Pd - era stato deciso di ubicare la Casa della Comunità nei locali dell’ex Distretto sanitario, adesso ci ritroviamo di fronte ad uno spostamento che nessuno ha spiegato e che sembra prefigurare scenari da rigettare. Addirittura, ciò, per come si evince dal contenuto della delibera dell’Asp, è avvenuto con il colpevole avallo del sindaco”.
I consiglieri di minoranza rimarcano pertanto che “è inspiegabile l’atteggiamento passivo e di accettazione acritica da parte dell’Amministrazione comunale delle decisioni maturate in altre sedi”.
 
Oggi - aggiungono - dobbiamo fare i conti con una realtà opposta rispetto a quella descritta qualche settimana fa dal sindaco, che, rispondendo con supponenza all’opposizione, aveva rassicurato sull’ubicazione all’interno dell’ex Distretto. Inoltre, ci domandiamo perché l’argomento non sia nemmeno stato sfiorato nell’Assemblea dei sindaci. Sindaci che, in molti casi, ci hanno riferito di essere rimasti finora all’oscuro di tutto”.
 
“Il posizionamento della Casa della Comunità - affermano - in un ospedale il cui Reparto di Lungodegenza non è pienamente operativo e la cui Riabilitazione è rimasta a livello di idea teorica pare tradurre la volontà di sostituire nel medio-lungo periodo il nosocomio con un Poliambulatorio per sopperire all’assenza della rete territoriale. Abbiamo dunque bisogno di una classe dirigente meno succube dell’Asp, capace di opporsi a progetti scellerati e che sappia difendere i presidi di tutela della salute. Il sindaco - concludono - smetta di rimanere in silenzio, dia garanzie sulla permanenza di un ospedale vero e non sulla carta e guidi ogni azione utile a difendere il diritto alla salute degli abitanti dell’area montana”.

 

Serra, vertice in ospedale per superare le criticità. Barillari: “Bene la programmazione, ma occorre mettere mano alla pianta organica”

Si è svolto stamattina presso il locale ospedale un incontro, promosso dal sindaco di Serra San Bruno Alfredo Barillari, volto a fare il punto della situazione sanitaria e ad individuare le soluzioni per superare i punti critici presenti nella struttura serrese. 

Al confronto hanno preso parte, oltre al primo cittadino, il presidente della Commissione Sanità Michele Comito, il commissario straordinario dell’Asp di Vibo Valentia, il referente sanitario dell’Asp Antonio Talesa e i medici operanti nel nosocomio locale.

In particolare, sono emerse difficoltà riguardante la carenza di organico nel reparto di medicina ed in relazione allo svolgimento del servizio di dialisi, nonché la sostanziale assenza di un radiologo (allo stato attivo solo nella giornata di giovedì), che rappresenta invece una figura essenziale per la diagnostica.

Il commissario Giuliano ha illustrato la possibilità di procedere, nel breve periodo, all’assunzione di medici ed infermieri a tempo determinato, specificando che nel medio periodo avranno luogo i necessari concorsi.

“Durante il dibattito – ha commentato Barillari a margine dell’iniziativa – abbiamo approfondito le criticità inerenti il personale del nostro presidio ospedaliero, tema che ormai accomuna diversi territori della Calabria e per il quale serve il massimo impegno da parte delle istituzioni. Sono positivi – ha aggiunto  - i segnali in termini di programmazione che riguardano Serra (ammodernamento tecnologico e Casa della comunità), ma servono interventi imminenti sulla pianta organica ospedaliera per garantire i servizi di sanità pubblica ad un intero comprensorio che, per le sue problematiche, merita di essere al centro dell’azione politica”.

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Esclusione ospedale di Serra dal Piano di emergenza, Tassone (Pd) alza il tiro contro Giuliano

 “Spiace essere costretti ad intervenire in modo veemente in una fase delicatissima, ma sulla Sanità non arretreremo nemmeno di un millimetro. Lo dobbiamo alla nostra comunità che non può subire più torti e privazioni”.

Il consigliere regionale Luigi Tassone non ci sta a far ricadere sulla popolazione gli effetti della decisione di “escludere l’ospedale di Serra San Bruno dal Piano di emergenza contro il Coronavirus” e di “indebolire l’area territoriale” e punta chiaramente l’indice contro il commissario dell’Asp di Vibo Valentia Giuseppe Giuliano.

“Non capisco – sostiene Tassone – a quale logica organizzativa, amministrativa o politica possa riferirsi l’idea di ridisegnare la Sanità in provincia di Vibo Valentia procedendo con un sostanziale smantellamento degli ospedali di Serra San Bruno e Tropea. È grave che a Serra San Bruno non sia prevista l’attivazione di alcun posto di terapia intensiva e, di certo, non staremo a guardare. È altrettanto grave che siano prodotti ordini di servizio per spostare il personale a Vibo. Non consentiremo che manager calati dall’alto adottino decisioni fondamentali per il destino della comunità in maniera leggera, sfrontata e senza alcun confronto. Il commissario Giuliano deve rispondere di questi atti davanti ai cittadini, deve dare conto del suo operato. Se pensa che tutto ciò possa passare sotto silenzio sbaglia di grosso. E sbaglia se pensa di attuare un disegno che estromette le aree periferiche. La gente ha diritto di sapere perché nelle zone montane non è possibile avere la stessa tutela della salute che altrove. Questo non lo accettiamo e siamo pronti a far valere i nostri diritti in tutte le sedi ed a tutti i livelli”.

Nell’intraprendere “questa durissima battaglia a difesa del territorio”, Tassone fa capire di voler adottare ogni strumento consentito dalla legge: “lo sappia anche il generale Cotticelli che, se necessario, ricorreremo ad aspre forme di protesta coinvolgendo anche i cittadini che invito a riflettere attentamente ed ulteriormente al fine di condividere le azioni da programmare ed attuare, vista la percezione della gravità della situazione che si prospetta. E sappia – conclude – che sulla Sanità la comunità non si farà sopraffare da logiche divisorie, ma sarà pronta a lottare con compattezza e determinazione”.

Coronavirus, Serre: parte la raccolta fondi per l'ospedale San Bruno e la protezione civile di Fabrizia e Mongiana

Il gruppo di Protesta contro l’abbandono assoluto dei paesi delle Serre ha avviato una raccolta fondi per aiutare l’ospedale di Serra San Bruno e la Protezione civile di Fabrizia e Mongiana.

Le donazioni saranno impiegate per acquistare dispositivi di protezione individuale a favore della Protezione civile e dell’ospedale di Serra San Bruno.

Per effettuare una donazione clicca su: https://www.gofundme.com/f/emergenza-cv19?utm_source=customer&utm_medium=copy_link-tip&utm_campaign=p_cp+share-sheet&fbclid=IwAR2O_5ZtXwUj-LdahqrVFCTlSrZ68FU_kJgXUmrbLju4eeR1-cI2MMlm02A

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