Serra: maxi sequestro di marijuana, un arresto

Maxi sequestro di droga a Serra San Bruno, dove i poliziotti della Squadra mobile di Vibo Valentia e della Squadra di polizia giudiziaria del locale Commissariato hanno rinvenuto 570 chili di marijuana.

La droga è stata trovata durante una perquisizione a casa di una persona del posto. In  particolare, nel corso dell’ispezione del sottotetto ancora in fase di costruzione, gli agenti hanno scoperto ben 242 buste in plastica con all’interno lo stupefacente.

Oltre alla droga, sono stati ritirati 2 fucili e 71 munizioni, legalmente detenuti, in quanto l’indagato non poteva più averne il possesso.

Al termine delle formalità di rito l’uomo è stato arrestato e posto ai domiciliari con l’accusa – aggravata dall’ingente quantità  - di detenzione ai fini di spaccio di droga.

La marijuana, se immessa sul mercato, avrebbe fruttato circa un milione di euro.

Brognaturo, Spadola, e Simbario: successo per la giornata ecologica

Si è svolta ieri la giornata ecologica organizzata dai Comuni di Brognaturo, Spadola e Simbario, in collaborazione con Anas e Istituto comprensivo di Vallelonga.
 
L'iniziativa, dedicata alla tutela e alla cura dell'ambiente, ha avuto lo scopo di promuovere un'idea di territorio inteso "come qualcosa da custodire e salvaguardare".
 
Gli amministratori dei tre Comuni hanno ringraziato "l'Anas, i volontari, la dirigente scolastica Eleonora Rombolà, il corpo docente e,soprattutto, i ragazzi per la loro attenzione, curiosità e voglia di mettersi in gioco".

Trasversale delle Serre, per i sindaci "l'obiettivo finale è più vicino"

I sindaci di Vazzano, San Nicola da Crissa, Vallelonga, Simbario, Spadola, Brognaturo, Serra San Bruno, Fabriza, Mongiana e Nardodipace, con una nota congiunta dichiarano che:" i continui concreti segnali della volontà di completare la Trasversale delle Serre continuano ad esserci tutti e, soprattutto, la notizia della chiusura della Conferenza dei Servizi del lotto Vazzano Vallelonga, insieme alla formalizzazione della specifica intesa tra il Commissario Straordinario e il Presidente della Regione, ci rende sempre più convinti che l'obiettivo finale non è poi troppo lontano". 
 
I primi cittadini aggiungono, inoltre: "Siamo anche consapevoli, perché lo viviamo ogni giorno sulla nostra pelle di amministratori, degli ostacoli legati agli eccessivi aumenti dei costi dei materiali che, di fatto, hanno paralizzato l'intero comparto delle costruzioni. Ma siamo altrettanto certi che con la determinazione e l'impegno dimostrati anche tutto questo sarà superato. Rinnoviamo tutto il nostro supporto alle azioni congiunte del Commissario e delle istituzioni regionali, con l'auspicio di poter definire un incontro di approfondimento con tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione dell'opera".

Un'altra persona scomparsa nel Vibonese

Secondo caso, in poche ore, di persona scomparsa nel Vibonese. Dopo aver attivato il Piano di ricerca delle persone scomparse per il 54enne di Simbario, la Prefettura di Vibo Valentia ha fatto riscorso al medesimo strumento, in seguito alla segnalazione, ricevuta dai carabinieri della locale Stazione, della scomparsa di Asen Borislavov Asenov, 26anni, domiciliato a San Calogero (Vv).

 

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Ospedale “San Bruno”, il sindaco di Simbario prende posizione: “Dai servizi inadeguati siamo passati all’assenza di servizi”

Il rischio di un ennesimo ridimensionamento di ciò che rimane dell'ospedale di Serra San Bruno, continua ad agitare la politica locale, con i sindaci del territorio intenzionati a dare battaglia pur di difendere l'unico baluardo sanitario delle Serre. Dopo la presa di posizione del primo cittadino di Brognaturo, Rossanna Tassone, scende in campo anche Ovidio Romano.

Il sindaco di Simbario affida a una nota una serie di considerazioni che partono dalla consapevolezza che il territorio "rischia di soccombere a causa di un inefficiente presidio sanitario che avrebbe dovuto essere una garanzia per la popolazione montana e per i turisti".

A parere di Romano, quello sanitario non è solo un "servizio" ma "prima di tutto, un diritto sancito dalla Costituzione".

Pertanto, "l’ospedale San Bruno, che ha sempre rappresentato e rappresenta tutti noi, doveva garantire, oltre ai livelli essenziali, standard di sicurezza e funzionalità del laboratorio di analisi cliniche e servizio di diagnostica per immagini". Tanto più, che quello di Radiologia è stato "il primo reparto ad essere aperto" nel nosocomio serrese, "diventando con il dott.Galea uno dei reparti d’eccellenza", sia "per l’efficienza del personale che per i macchinari è l’unico reparto in tutto il territorio vibonese ad avere la Dentoscan".

"Il disservizio sempre più preoccupante nel reparto di Radiologia” rappresenterebbe “un’umiliazione e un disagio per l’utenza che, oltre i disagi della malattia, subiscono l’umiliazione al tentativo di curarla. La gravità della questione -aggiunge il sindaco di Simbario - è che oggi non ci troviamo più a parlare di servizi inadeguati ai fabbisogni reali ma di assenza di servizi. Dimenticando ogni rispetto e attenzione quando si parla della vita e di persone, e soprattutto, l’amara esperienza di questi anni che ogni volta che si è chiuso o sospeso un servizio non è stato più riaperto".

Romano rileva, quindi, che "ciò che avrebbe dovuto togliere l’etichetta penalizzante all’ospedale, a causa dell’avvio del processo di riordino della rete ospedaliera degli ultimi anni, ridandogli dignità e prospettiva di più reparti, personale medico, ampliamento e possibilità di potenziamento si sta trasformando nel suo decadimento, scongiurando che la casa della comunità all’interno dell’ospedale non ne dia il colpo di grazia”.

Condividendo la proposta della collega di Brognaturo, il sindaco di Simbario, ribadisce la richiesta di ripristinare il “reparto di Radiologia”; di dare “una prima risposta all’emergenza/urgenza tramite una funzione di pronto soccorso fortemente integrata a livello organizzativo sia con l’emergenza territoriale, sia con i medici ospedalieri” e di attivare “una seconda ambulanza" da situare a Mongiana.

Romano, infine, offre piena disponibilità a sindaci di Brognaturo e Nardodipace “per rivendicare ad ogni livello i diritti eternamente negati alle nostre popolazioni”.

Spadola, Brognaturo e Simbario nella morsa del Covid: i numeri del contagio

L’ondata di Covid che sta dilagando nell’intero Paese non risparmia neppure i piccoli centri delle Serre dove, in questi giorni, si segnalano diversi contagi.  Quanto la situazione desti preoccupazione  lo testimonia il decalogo di raccomandazioni che i sindaci di Brognaturo, Spadola e Simbario hanno rivolto ieri mattina ai cittadini.

Proprio nei tre comuni, a partire dai giorni scorsi, si sono registrati circa quaranta  tamponi positivi. Nel dettaglio, a Brognaturo i casi accertati sono sei; mentre a Spadola, a partire dal 28 dicembre scorso, sono state emesse 14  ordinanze con le quali è stata disposta la quarantena obbligatoria a carico di 24 persone risultate positive al tampone antigenico o molecolare.  Infine, a Simbario i cittadini attualmente in quarantena sono nove.

Covid nelle Serre: i sindaci di Brognaturo, Simbario e Spadola invitano i cittadini a limitare gli spostamenti

Il Covid fa paura nei paesi delle Serre dove, i sindaci di Brognaturo, Spadola e Simbario si sono rivolti ai cittadini per suggerire una serie di raccomandazioni finalizzate a contrastare la diffusione del virus.
 
In particolare, "considerato l'elevato grado di diffusione della variante Omicron anche nei paesi limitrofi e accertata l’estrema contagiosità della stessa" - i sindaci ,"al fine di tutelare al meglio la salute dei cittadini, raccomandano la piena osservanza delle norme antiCovid".
 
Tra le indicazioni suggerite: limitare "all'indispensabile gli spostamenti negli altri comuni"; "utilizzare la mascherina anche nei luoghi aperti";  "rispettare le regole del distanziamento sociale; "continuare a tenere comportamenti prudenti"  e "soprattutto, effettuare la dose vaccinale".

 

Serra, sportello Agenzia delle entrate: i sindaci del comprensorio chiedono la riapertura

Su impulso del sindaco di Serra San Bruno, Alfredo Barillari, i rappresentanti dei Comuni dell’area delle Serre (Nardodipace, Fabrizia, Mongiana, Brognaturo, Spadola e Simbario), hanno sottoscritto ed inviato un documento alle direzioni regionale e provinciale dell’Agenzia delle entrate, oltre che per conoscenza alla Prefettura di Vibo Valentia, per chiedere la riapertura dello Sportello della città della Certosa.

Preliminarmente i sindaci hanno proposto una dettagliata analisi socio-economica dell’area, che ospita una popolazione di circa 15 mila abitanti e che trova il suo “punto di riferimento in termini di offerta di uffici amministrativi e servizi” nella Città di Serra San Bruno, che è “posizionata geograficamente nel cuore del comprensorio”.

“La zona – hanno specificato - presenta un significativo ritardo di crescita socio-economica dovuta anche alla carenza infrastrutturale e alla mancanza di un adeguato sistema di collegamento con i principali centri regionali e, più in generale, con i mercati di sbocco. Alcuni Comuni sono costituiti da frazioni distanti dal centro storico e ciò è motivo di emarginazione degli abitanti.

Precario e insicuro è lo stesso collegamento con il Capoluogo di Provincia, che è raggiungibile dai paesi più interni impiegando un arco temporale abbondantemente superiore all’ora. La situazione si complica ulteriormente nel periodo invernale quando le strade ghiacciate o innevate diventano spesso impercorribili rallentando ogni tipo di attività.

Si registra – hanno precisato - un notevole gap tra il Pil pro-capite dell’area e la media nazionale, dovuto alla fragilità del sistema produttivo locale. L’elevato livello di disoccupazione, soprattutto femminile e giovanile, è all’origine di un persistente flusso migratorio, aggravato dalla sfiducia nelle Istituzioni, spesso percepite come sorde o assenti.

In questo contesto sfavorevole, s’inseriscono tuttavia realtà produttive resilienti che, grazie alla determinazione, alla competenza e all’inventiva degli imprenditori locali, sono riuscite a radicarsi e a conquistare quote di mercato non secondarie proiettando le vendite anche al di fuori dei confini regionali. Vi è inoltre presente una rete di validi professionisti che opera in sinergia con le imprese e che deve necessariamente interfacciarsi con gli Uffici istituzionali”.

Dopo aver rilevato “la tendenza al depauperamento dei servizi che causa gravi disagi per i cittadini nella fruizione degli stessi e freni alla spinta imprenditoriale perpetuando e aggravando le condizioni esistenti”, i sindaci hanno rimarcato che “la riduzione o soppressione degli Uffici pubblici, formalmente giustificata con la logica della razionalizzazione, si traduce in un sostanziale abbandono che la popolazione, con in prima linea i suoi rappresentanti, non può accettare”.

In questo contesto, secondo i sindaci, “la sede dell’Agenzia delle Entrate di Serra San Bruno ha costituito un indispensabile centro informativo e per il disbrigo di pratiche per cittadini, imprese, professionisti, intermediari ed Enti pubblici che hanno così potuto avviare e portare avanti le rispettive iniziative e attività, oltre che adempiere ai propri doveri”. Tuttavia, “la graduale riduzione del personale ha rappresentato un momento di difficoltà che è andato amplificandosi con il passare del tempo” e “all’inizio della pandemia è stata posta in essere la disposizione di servizio n. 6/2020 del Direttore provinciale pro-tempore con la quale è stata sospesa l’erogazione dei servizi presso lo Sportello di Serra San Bruno fino a data da stabilire”. Il superamento della fase critica dell’emergenza non è, però, coinciso con il ripristino del servizio e “gli utenti hanno espresso lamentele e proteste in maniera sempre più insistente, anche perché l’azione è stata interpretata come l’esecuzione di un disegno precedentemente definito, che ha colto l’emergenza determinata dal Covid-19 come opportunità per chiudere definitivamente lo Sportello serrese”.

Considerati “i disagi sopportati da ogni tipo di utenza, gli effetti sulle attività sociali ed economiche del territorio ed il crescente disappunto della popolazione che rischia di trasformarsi in occasioni di disordine sociale e vista l’impellente necessità di riprendere l’erogazione dei servizi, i rappresentati degli Enti locali - supportati da titolari d’impresa, professionisti, intermediari e cittadini – hanno ribadito con fermezza “l’esigenza di far rispettare il diritto della comunità di usufruire dei servizi fondamentali che sono alla base del processo di sviluppo”.

Richiamando la collaborazione che “deve essere alla base dei rapporti tra Istituzioni”, i sindaci hanno concluso chiedendo “la pronta riapertura dello Sportello di Serra San Bruno ed il potenziamento dello stesso al fine di rispondere adeguatamente alle esigenze della comunità, che allo stato percepisce una privazione dei propri diritti, e di consentire un più agevole dispiegamento della crescita economica e sociale”.

 

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