Un albero per l’ambiente a Vibo Valentia in memoria di Giovanni Falcone

Nella giornata di martedì 8 novembre, a partire dalle ore 10, ci sarà la piantumazione nell’ambito del progetto “L’Albero di Falcone – Un albero per il futuro” presso la fattoria didattica e sociale “Junceum”, sede dell’associazione “La Goccia”. Saranno presenti gli scolari del Vibonese, le autorità civili e militari.

Giovanni Falcone fu un magistrato che fece della lotta alla mafia una missione: il suo obiettivo, insieme al collega Paolo Borsellino, anch’egli ucciso in un attentato, era quello di sconfiggere la criminalità organizzata in Sicilia e, di conseguenza, nel resto d’Italia. Ciò gli costò la vita, ed il 23 maggio del 1992 fu ucciso da cosa nostra insieme alla moglie Francesca Morvillo e ai tre uomini della propria scorta: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

Non è stato dimenticato, tant’è che grazie ad un progetto nazionale denominato “L’Albero di Falcone - Un albero per il futuro”, la sua memoria è stata omaggiata in centinaia di istituti scolastici e luoghi di aggregazione sociale. L’iniziativa, in collaborazione con il Reparto biodiversità dei carabinieri, ha come obiettivo quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema ambientale nel segno di chi ha fatto della legalità e della giustizia il suo modus vivendi.

Per tali motivi nella giornata di martedì 8 novembre 2022, a partire dalle ore 10, verrà messo a dimora “L’Albero di Falcone” presso la fattoria didattica e sociale “Junceum”, la “casa” dell’associazione di volontariato “La Goccia” sita in via Bellini, località Cancello Rosso, a Vibo Valentia. Saranno presenti le autorità civili e militari, che assisteranno alla piantumazione che avverrà in collaborazione con l’Istituto comprensivo di Sant’Onofrio e con le Scuole primaria e secondaria di I° grado di Filogaso. Saranno presenti i carabinieri del Reparto di biodiversità di Mongiana.

 

Al MArRC #unlenzuolocontrolamafia in ricordo di Falcone e Borsellino

Reggio Calabria - Il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria prosegue le attività di sensibilizzazione sul tema della legalità e della memoria. Sulla facciata del MArRC da questa mattina è esposto il “lenzuolo contro la mafia”, raffigurante i volti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nel ventinovesimo anniversario dalla scomparsa dei due giudici siciliani. Alla presentazione, insieme al direttore del Museo Carmelo Malacrino, ha partecipato il colonnello Marco Guerrini, a capo del Comando provinciale Carabinieri di Reggio Calabria e altri rappresentanti dell’Arma.

L'iniziativa, voluta dalla Fondazione Falcone e dal Ministero dell'Istruzione, ha coinvolto oltre 20 luoghi in tutta Italia con l'obiettivo di sensibilizzare la società civile sulla cultura della legalità. L’obiettivo è quello di ricordare le figure dei due magistrati tragicamente scomparsi per opera della criminalità organizzata il 23 maggio e il 19 luglio del 1992.

«Con entusiasmo e senso dello Stato il Museo ha accolto la proposta dell’Associazione Falcone - commenta il direttore Carmelo Malacrino. Chi ha sacrificato la propria vita per la giustizia merita di essere ricordato anche in un Museo, luogo deputato alla conservazione delle memorie. Ormai da anni il MArRC si impegna sul tema della legalità, con tante iniziative di sensibilizzazione promosse in sinergia con la Prefettura, la Questura e l’Arma dei Carabinieri, ma anche in collaborazione con varie associazioni. La diffusione degli ideali del vivere civile e del rispetto delle regole – prosegue Malacrino – deve avvenire con il supporto di tutti, nella consapevolezza che l’educazione e la formazione delle coscienze rimangano punti fermi su cui costruire il futuro della Calabria. Anche per questo abbiamo voluto firmare un accordo di collaborazione con l’Associazione Falcone, affinché il ricordo dei due magistrati siciliani possa essere rievocato anche in futuro con altre importanti iniziative».

Il Comandante provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, Marco Guerrini, ha aggiunto: «L’Arma dei Carabinieri ha sostenuto l’iniziativa della Fondazione Falcone a Reggio Calabria e in altri, numerosi capoluoghi di provincia, condividendo l’importanza di mantenere viva, anche nei più giovani, la memoria di chi ha sacrificato la propria vita in nome degli ideali della giustizia. Un esempio di coerenza, dedizione e coraggio, quello offerto dai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che continua a ispirare l’azione quotidiana di tante persone che operano non solo nei settori della giustizia e della sicurezza, ma anche in quelli dell’educazione e della cultura. Educazione e cultura: cardini imprescindibili di un sistema integrato di prevenzione e contrasto di ogni forma di criminalità».  

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Rievoluzione Calabria ricorda Paolo Borsellino con una fiaccolata

Giuseppe d’Ippolito ed Angelo Brutto sono tra gli organizzatori di Rievoluzione Calabria, associazione politico-culturale che anche quest’anno ha deciso di ricordare Paolo Borsellino.

L’appuntamento è per il 19 alle ore 19 in piazza XI settembre, nel giorno dell’anniversario dell’assassinio del magistrato palermitano, che avvenne ben 26 anni fa, ma il cui ricordo ancora oggi guida questi giovani calabresi che s’ispirano ai suoi insegnamenti.

"Borsellino - scrivono i rappresentanti di Rievoluzione Calabria – rappresenta non solo l’uomo dell’istituzioni che ha avuto il coraggio di combattere la mafia, ma soprattutto la figura d’un cittadino capace di non mostrarsi timoroso, pur sapendo di essere prossimo alla morte ha continuato a combattere con coraggio.

Il nostro desiderio è che tutta la cittadinanza voglia raccogliere questa piccola fiamma di speranza e resistenza alla mafie ed ai poteri forti collaterali e scenda in piazza con noi per ricordare che Paolo Vive".

'Ndrangheta - Cosa nostra: incontro nel vibonese dopo gli attentati a Falcone e Borsellino

Un patto diabolico tra Cosa nostra e 'ndrangheta per attacare lo Stato. È quanto emerge dall'operazione 'Ndrangheta stragista condotta, questa notte, dalla Polizia di Stato.

Per trovare un'intesa sulla strategia da adottare, le due organizzazioni criminali si sarebbero incontre, più volte, in Calabria.

Per gli inquirenti, all'indomani degli attentati di Capaci e via D'Amelio, nei quali persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, gli esponenti di Cosa nostra e 'ndrangheta si sarebbero incontrati  in un villaggio turistico di Nicotera Marina, controllato dalla famiglia Mancuso di Limbadi, legata a quella dei Piromalli, egemone nella piana di Gioia Tauro.

Al centro dell'incontro, la strategia stragista inaugurata dai corleonesi.

Al summit avrebbero partecipato tutti i capi della 'ndrangheta, da Cosenza a Reggio Calabria, " a dimostrazione - secondo la Procura antimafia - della unitarietà della 'ndrangheta, ovvero del suo atteggiarsi a forza mafiosa che verso l'esterno si presentava unita e compatta".

A chiedere un incontro con i mammasantissima calabresi, sarebbe stato il capo della mafia, Totò Riina.

Alla riunione di Nicotera Marina ne sarebbero seguite altre a Rosarno, Oppido Mamertina e Melicucco, ovvero nel territorio in cui operano le cosche Mancuso, Piromalli, Pesce e Mammoliti.

Per i magistrati, si sarebbe trattato di incontri propedeutici ad "una adesione generalizzata della 'ndrangheta alla strategia stragista che Cosa Nostra aveva deciso di intraprendere”.

 

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Pizzo, la città accoglie la carovana dell'Agenda Ri-Trovata per commemorare Paolo Borsellino

A 25 anni dalla morte di Paolo Borsellino, la città di Pizzo accoglierà la ciclo-staffetta “L’agenda ritrovata”, che sta attraversando l’Italia per giungere il 19 luglio a Palermo e ricordare così il giudice siciliano ucciso dalla mafia nello stesso giorno del 1992.

Il progetto - che vede tra gli organizzatori il fratello del magistrato, Salvatore Borsellino - si propone di mantenere vive e attuali le domande senza risposta che dall’attentato di via D’Amelio continuano a gravare sulla storia del nostro Paese.

Non a caso, infatti, l’iniziativa richiama esplicitamente l’agenda rossa nella quale il magistrato annotava di tutto, sparita misteriosamente subito dopo lo scoppio dell’autobomba che l’uccise. Un documento importante che conteneva appunti, nomi e forse rivelazioni sulla strage di Capaci in cui morì Giovanni Falcone.

Per commemorare il venticinquesimo anniversario della morte di Paolo Borsellino e della sua scorta, è stata dunque organizzata una ciclo-staffetta partita il 25 giugno scorso da Bollate, che sta facendo tappa in tutte le regioni d’Italia, portando con sé questo simbolico testimone rappresentato dall’agenda idealmente ritrovata e riempita con le testimonianze di tutti coloro che stanno partecipando all’iniziativa, tra cui molte associazioni, enti e Comuni.

Tra questi, anche, Pizzo, che giovedì 13 luglio accoglierà Salvatore Borsellino e la carovana di ciclisti che lo accompagna. Un passaggio non solo simbolico, quello nella città napitina, ma una vera e propria tappa che avrà il suo momento clou nel convegno che si terrà sulle terrazze del Castello Murat alle 19,30.

L’incontro, a cui parteciperanno tra gli altri il sindaco Gianluca Callipo e l’assessore alla Cultura Cristina Mazzei, consentirà una riflessione sui temi della legalità e della lotta alle mafie, alla luce della figura del magistrato e della sua vicenda, che ha profondamente segnato la nostra storia recente.

 

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Distrutte le targhe dedicate alle vittime delle stragi di Capaci e via D’Amelio

Un atto davvero ignobile è stato perpetrato, nella notte scorsa, a Crotone nel popoloso quartiere attraversato dal viale Falcone- Boresellino. Ignoti ed imbecilli hanno distrutto le targhe marmoree delle vittime delle stragi di Capaci e via D’Amelio poste  nel giardino "Falcone e Borsellino£ voluto dai residenti e dall’Associazione Italia Nostra. Naturalmente  il sindaco uscente pitagorico Peppino Vallone ha espresso  tutto il suo dissenso e della città, condannando il gesto secondo il quale “colpisce un luogo simbolo scelto, insieme a numerose associazioni che in questi anni ne hanno avuto cura con grande disponibilità, per ricordare il sacrificio di donne ed uomini che hanno dato la loro vita per lo Stato in difesa del principio di legalità". "Crotone – scrive ancora Vallone in una nota diramata dal palazzo municipale - intende continuare ad affermare tale principio. Indietro non si torna perché c’è la volontà specifica di tante donne ed uomini di questa terra quotidianamente impegnati affinché questi valori assoluti siano il filo conduttore del vivere civile. Esprimo solidarietà nei confronti di chi meritoriamente ha curato in questi anni il Giardino Falcone Borsellino e di tutti coloro che operano a tutela della legalità nella nostra città". Pertanto il sindaco ha già mandato agli uffici comunali per il ripristino delle targhe al più presto nella originaria collocazione. 

 

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Devastata stele dedicata ai giudici Borsellino, Falcone e Scopelliti

Ignoti hanno devastato la notte scorsa una stele che il 23 maggio era stata innalzata in memoria dei giudici Paolo Borsellino, Giovanni Falcone ed Antonino Scopellit, tre magistrati assassinati da mani mafiose. L'opera, per volere dell'Amministrazione Comunale in carica all'epoca, era stata realizzata presso una scuola di Santo Stefano in Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria. La cerimonia si era tenuta in occasione dell'anniversario della strage di Capaci. Sul posto si sono recati i Carabinieri della locale Stazione subito dopo che l'increscioso episodio era stato loro segnalato dal sindaco Francesco Malara. Sono state avviate indagini per fare luce sul caso e gli inquirenti stanno battendo tutte le piste. 

Orlando: "La'ndrangheta e'sempre piu' forte al Nord e oltre confine"

"La mafia si è sicuramente indebolita, ma altre organizzazioni criminali come la camorra e la 'ndrangheta si sono rafforzate soprattutto al Nord e oltre i confini nazionali". A dichiararlo, il ministro della giustizia Andrea Orlano, intervenendo alla cerimonia  svoltasi a Palermo per ricordare la strage di via D'Amelio nella quale il 19 luglio 1992 vennero assassinati il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della scorta. "E' fondamentale, quindi, fronteggiare le mafie nelle terre di origine - ha aggiunto - ma anche rafforzare la cooperazione internazionale contro le organizzazioni criminali".

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