Arrestato a Vibo l'assassino di Fabrizio Pioli

E' finita, a Vibo Valentia, a distanza di poco meno di un anno la latitanza di Francesco Napoli, 35 anni, condannato all'ergastolo insieme allo zio Antonio per l'omicidio di Fabrizio Pioli, avvenuto a Gioia Tauro il 23 febbraio 2012. A compiere l'arresto la Guardia di finanza che ha chiuso il cerchio su una vicenda che all'epoca suscitò un notevole clamore mediatico, anche a livello nazionale. La vittima, il cui corpo venne rinvenuto a distanza di un anno dall'omicidio, pagò con la vita la relazione sentimentale che lo aveva legato ad una donna sposata, Simona Napoli. L'arrestato si era reso irreperibile nel luglio scorso, dopo la condanna inflittagli dai giudici della Corte d'assise di Palmi. L'attività investigativa condotta dai carabinieri di Meliccucco e dai colleghi della compagnia di Gioia Tauro ha permesso di individuare l'appartemanto del quartiere "cancello Rosso" di Vibo Valentia, dove Napoli aveva trovato rifugio da alcuni giorni. Il blitz è scattato stamane quando la Guardia di finanza, dopo aver fatto irruzione nell'abitazione, ha fermato Fabrizio Napoli che non ha opposto resistenza. Per l'omicidio di Pioli erano stati condannati anche il padre di Simona Napoli, Antonio (ergastolo) ed il fratello della giovane, Domenico (18 anni). Erano stati assolti, invece, la madre di Simona, Rosina Napoli, e Domenico Galatà accusato di favoreggiamento nei confronti di Antonio Napoli.

Assassino Nicholas Green fuori da programma protezione

Michele Iannello, 47 anni, condannato all'ergastolo per l'omicidio di Nicholas Green, il bambino statunitense di 7 anni morto il primo ottobre '94 dopo essere stato ferito il 29 settembre in una tentata rapina sulla A3, non è più nel programma di protezione, dove era stato inserito dopo la decisione di collaborare con la giustizia. A darne notizia, lo stesso Iannello, durante un processo a Vibo Valentia in cui è teste d'accusa.

Nesci (M5S): " A Vibo, dominio 'ndranghetistico e cattiva amministrazione"

"Un fondo speciale per le Province in grave difficoltà strutturale, come Vibo Valentia, che ormai non è più in grado di pagare i dipendenti, da mesi senza stipendio". E' quanto propone la parlamentare del Movimento 5 Stelle, Dalila Nesci che, in attesa del decreto correttivo con il quale il Governo  dovrebbe emendare la "riforma delle Province targata Delrio", ha preparato " una proposta per sostenere le Province che non hanno più soldi per la gestione di strade, scuole e altre funzioni fondamentali". Un intervento legislativo reso quanto mai urgente dalle sempre più gravi difficoltà prodotte dalla "riforma del Governo", giudicata dagli esponenti M5S, "dannosa, incompleta e caotica". La riforma, inoltre, avrebbe "creato problemi enormi e bloccato le Province, senza abolirle e senza ottenere risparmi". "La situazione di Vibo Valentia - afferma Nesci - è ancora peggiore, perché ai tagli del governo si aggiungono decenni di cattiva amministrazione, in un contesto generale di dominio ‘ndranghetistico e di colletti bianchi".

 

Papa Francesco esprime la sua "vicinanza" ai lavoratori di Vibo

Dopo avere rivolto un "saluto speciale", Papa Francesco ha manifestato il suo "affetto" ai lavoratori della Provincia di Vibo Valentia presenti stamane all'udienza generale in piazza San Pietro.  "Desidero unirmi agli interventi del loro Vescovo, Mons. Luigi Renzo – ha detto – esprimendo la mia preoccupazione e vicinanza ai loro assillanti problemi. Rivolgo un accorato appello, affinché non prevalga la logica del profitto, ma quella della solidarietà e della giustizia. No alla logica del profitto, sì alla logica della solidarietà e della giustizia! Al centro di ogni questione, specialmente di quella lavorativa, va sempre posta la persona e la sua dignità e per questo avere lavoro è una questione di giustizia, è una ingiustizia non avere lavoro. Quando non si guadagna il pane, si perde la dignità! Questo è il dramma del nostro tempo, specialmente per i giovani, i quali, senza il lavoro, non hanno prospettive per il futuro e possono diventare facile preda delle organizzazioni malavitose. Per favore, lottiamo su questo: la giustizia del lavoro. Dobbiamo lottare su questo".

Furto e rapina, i carabinieri arrestano un ricercato

Un marocchino di 20 anni, Said Zarrouq è stato arrestato e posto ai domiciliari dai carabinieri di Vibo Valentia perchè destinatario di una ordinanza di custodia cautelare per estorsione, rapina e furti compiuti a Bassano del Grappa (Vicenza). Il giovane sfuggito all'arresto nel novembre del 2014, insieme ad altri complici di età compresa tra i 18 e i 20 anni, avrebbe picchiato, derubato e minacciato con coltelli alcuni minorenni.

Sabato 21 Marzo, "Giornalisti d'azione" a Vibo Valentia

Sarà Vibo Valentia la prossima tappa del movimento "Giornalisti d'Azione". Sabato, 21 marzo, alle ore 16,30, presso il Sistema Bibliotecario, si svolgerà, infatti, l'incontro dei giornalisti residenti sul territorio vibonese. All'incontro, organizzato dalla responsabile territoriale del movimento, Stella Pagano, prenderà parte il presidente, Mario Tursi Prato, la vice presidente, Saveria Maria Gigliotti, e i componenti del direttivo, Salvatore Audia e Sergio Tursi Prato.

Crisi Provincia, Niglia: "Il vibonese è una polveriera"

Dopo l’iniziale ottimismo, frettolosamente espresso da qualche componente la delegazione di amministratori vibonesi che, nei giorni scorsi, ha preso parte agli incontri svoltisi presso i ministeri dell’Interno e delle Tesoro, la soluzione della grave crisi che colpisce la Provincia di Vibo Valentia sembra essere ancora in alto mare. A confermarlo, il contenuto di una missiva indirizzata dal Presidente dell’Ente di palazzo ex Enel, Andrea Niglia ai parlamentari calabresi, ai consiglieri regionali, ai presidenti, nazionale e regionale,  dell’Upi e per conoscenza al prefetto di Vibo Valentia. "La situazione createsi – scrive Niglia - è diventata una vera e propria polveriera sociale, arrivata al culmine della sopportazione e, dunque, pronta ad esplodere da un momento all'altro, con consequenziali ripercussioni per il mantenimento dell'ordine pubblico". Un timore dettato da una condizione complessiva, in cui i 380 dipendenti della Provincia, da mesi senza stipendio, rappresentano solo la punta più appariscente dell’iceberg. Il vibonese rischia, infatti, di essere travolto da una crisi senza precedenti che si abbatte sui decine di lavoratori di aziende in difficolta', chiuse o fallite. In una situazione del genere, per Niglia “appare strano e comunque del tutto inammissibile il silenzio delle Segreterie dei Partiti". Per tale ragione, il presidente della Provincia invita i rappresentati istituzionali calabresi a "sensibilizzare il Presidente del Consiglio Ministri ed i competenti Ministri, al fine di fornire concrete, appropriate, risposte ad una crescente domanda di 'rinascita' che, seppur tra indubbie difficoltà, tende a farsi strada in seno ad una comunità – quella vibonese – che al fine di una duratura riattivazione della propria parte sana e vitale, a mio avviso necessita di segnali concreti, forti e chiari, magari con un provvedimento ad hoc ‘Salva Vibo’. In tale ordine di idee, e pur consapevole dei vostri innumerevoli impegni istituzionali e di governo, con la presente – prosegue Niglia - sono a chiederVi di sostenere alcune iniziative atte a creare una vera ‘Vertenza Vibo Valentia’ con un tavolo istituzionale per la salvaguardia dei livelli occupazionali del territorio vibonese. Al fine di garantire l'assolvimento delle funzioni essenziali così come individuato dalla Legge n. 56/2014 si ha bisogno di un intervento straordinario che consenta di presentare un ipotesi di bilancio in equilibrio e di finanziare il disavanzo pregresso. Il credito vantato dallo Stato è pari a circa 1.500.0000,00 di euro, e comunque non sufficiente a risolvere i problemi dell'Ente. Nell'immediato, in attesa che lo Stato effettui le modifiche normative necessarie per finanziare un intervento straordinario – che vorrete sostenere attraverso la vostra attività - si intende proporre ai competenti Ministeri una disposizione normativa che consenta alla provincia di Vibo Valentia l'utilizzo dei propri fondi vincolo oltre i 5/12 già autorizzati. Tale proposta non comporterà costi aggiuntivi visto che si tratta del'utilizzo di risorse proprie subito disponibili. Inoltre bisogna proporre per gli Enti in stato di dissesto finanziario la cancellazione delle sanzioni per il mancato rispetto del ‘Patto di Stabilità 2014’ diversamente l'Ente inevitabilmente subirà un ulteriore taglio dei trasferimenti e la conseguente possibilità di ottenere maggiore spazi finanziari per saldare i debiti di parte capitale. Tale considerazione - chiosa Niglia - non può però consentirmi di tergiversare nell'accorata richiesta di interventi straordinari, assolutamente indispensabili per assicurare una normale attività amministrativa, allo stato completamente impossibile”. La missiva si conclude con un invito, rivolto ai destinatari, a partecipare all’incontro in programma, il prossimo 30 marzo, presso la sala del Consiglio Provinciale.

Chiuse le indagini per il carabiniere che non trasmetteva all'autorità giudiziaria le denunce

E’ accusato d’omissione d’atti d’ufficio, l’ex maresciallo dei carabinieri Sebastiano Cannizzaro, già imputato per concorso esterno in associazione mafiosa nell’ambio dell’inchiesta Romanzo criminale” sul clan di 'ndrangheta Patania di Stefanaconi. Secondo il sostituto procuratore di Vibo Valentia, Santi Cutroneo che ha chiuso le indagini, Cannizzaro avrebbe omesso di trasmettere all’autorità giudiziaria oltre 100 denunce ricevute in qualità di comandante la Stazione carabinieri di Sant’Onofrio. Oltre alle omesse denunce, l’ex sottufficiale non avrebbe avviato alla distruzione le armi sequestrate, che sarebbero rimaste in caserma, chiuse in una stanza alla quale aveva accesso esclusivo.

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