Ingente quantitativo di cocaina sequestrato al porto di Gioia Tauro

Gli uomini del Comando provinciale di Reggio Calabria, unitamente a funzionari dell’Ufficio antifrode dell'Agenzia delle dogane di Gioia Tauro, con il coordinamento della Procura della Repubblica – Direzione distrettuale antimafia – hanno individuato e sequestrato un ingente carico di cocaina purissima nel porto di Gioia Tauro.

Dopo aver concluso l’anno 2017 con una serie record di sequestri, che ha consentito di sottrarre alla disponibilità della criminalità organizzata e alle piazze di spaccio un quantitativo di poco inferiore alle 2 tonnellate di polvere bianca purissima, le attività d’indagine ed il continuo monitoraggio dei traffici di merci provenienti dalle aree ritenute a rischio per il traffico di sostanze stupefacenti, hanno consentito ai finanzieri e al personale delle dogane di mettere a segno il primo rilevante sequestro del 2018 nello scalo gioiese.

Attraverso incroci documentali e successivi controlli compiuti, anche, con le unità cinofile, le fiamme gialle hanno individuato un container vuoto, nel quale sono stati rinvenuti 65 panetti di cocaina, per un peso complessivo superiore ai 74 chilogrammi.

Una volta immesso sul mercato, lo stupefacente avrebbe fruttato oltre 14 milioni di euro.

 

 

Gioia Tauro, autorità portuale chiede conto sulla gestione ad MTC. Colombo (Azione Identitaria): "Nazionalizzare Porto e tutelare tutti i posti di lavoro"

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa da parte di Igor Colombo, commissario regionale di Azione Identitaria Calabria, riguardante il Porto di Gioia Tauro.

La vicenda del Porto di Gioia Tauro è quanto di più grottesco sia potuto capitare in Calabria negli ultimi anni e che fa il pari con tante altre mancate promesse di sviluppo nel meridione e nella nostra regione.

Ci sono voluti ben 23 anni segnati da crisi profonde, occasioni mancate, cassa integrazione, licenziamenti e chi più ne ha più ne metta, perché lo Stato si accorga di tutta una gestione del Porto di Gioia Tauro fallimentare e solo oggi mette in mora la società che ne ha concessione fin dai primi anni novanta.

Mi viene da chiedere al commissario dell’Autorità portuale per quale strana ragione solo ora lo Stato chiede conto alla MTC di come la stessa operi, con tanto di accusa per aver fatto perdere al Porto il ruolo primario nell’ambito del volume di traffico dei container, cosa hanno fatto i governi che si sono succeduti alla guida del Paese in questi 23 anni? Sicuramente si sono macchiati di una responsabilità oggettiva fatta di mancati controlli e di acquiescenza nei confronti della società di gestione del Porto e sarebbe interessante conoscerne i motivi di così tanta negligenza da parte dello Stato.

Il Porto di Gioia Tauro avrebbe dovuto rappresentare il volano economico non solo della regione ma di tutto il meridione, con tanto di volume di traffico di almeno un milione di teus e l’assunzione di 450 portuali, numero che fu abbondantemente superato nei primi anni e nessun organo di controllo si preoccupò di vedere cosa poteva esserci dietro a tutto questo in una zona dove la ndrangheta mette le mani dappertutto. Ora con la missiva del commissario Agostinelli pare si sia giunti alla resa dei conti ma è proprio questo che più mi preoccupa dal momento che per il sistema messo in piedi nella gestione del Porto di Gioia Tauro con uno scontro interno tra i soci di Mtc e Msc, il tutto potrebbe sfociare nella drammatica chiusura del Porto stesso nel caso Msc decidesse di spostare le navi in altri porti.

A questo punto il governo deve esercitare la sua forza e tutelare l’interesse ed il bene pubblico, nonché preoccuparsi della salvaguardia di tutti i posti di lavoro ed in ragione di tutto questo una soluzione possibile e risolutrice è quella di nazionalizzare il Porto di Gioia Tauro andando a creare una società ex novo a maggioranza pubblica così come noi di Azione Identitaria abbiamo chiesto circa un anno fa. Quelli più a rischio ed esposti sono i lavoratori che ormai da tempo vivono nella incertezza più assoluta e vorrei scongiurare che dietro a questa presa di posizione del commissario Agostinelli, ci sia la volontà del governo di voler far fuori la Mtc, non per favorire la gestione diretta da parte dello Stato di tutti i processi di sviluppo dell’intera area, bensì per aprire la strada ad un’altra società privata interessata alla gestione del Porto di Gioa Tauro, il che potrebbe destare ancora più pericolo ed incertezza per l’immediato futuro.

La cosa precipua è garantire la continuità lavorativa del Porto ed i relativi investimenti, vigilare e salvaguardare il posto di lavoro di tutti i dipendenti senza che questi rischino, per mere manovre di interessi economici tra colossi finanziari, che un nuovo eventuale proprietario rivoluzioni la catena più debole di tutto l’ingranaggio ,cioè i lavoratori, trasformando contratti a tempo indeterminato con altre modalità contrattuali precarie che la stessa politica ha voluto, proprio in virtù di tutte queste ragioni e considerazioni, lo Stato deve assumere il controllo diretto del Porto di Gioia Tauro e rilanciare l’attività e gli investimenti. 

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Porto di Gioia Tauro: scoperti 72 kg di cocaina in container di gas e fagioli

Gli uomini del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, unitamente a funzionari dell’Agenzia delle dogane – Ufficio antifrode di Gioia Tauro, con il coordinamento della Procura della Repubblica – Direzione distrettuale antimafia – hanno individuato e sottoposto a sequestrato altri due ingenti carichi di cocaina purissima nel porto di Gioia Tauro.

Complessivamente lo stupefacente intercettato ammonta a 72 chilogrammi.

In particolare, un primo quantitativo di droga di circa 57 chilogrammi di cocaina, è stato rinvenuto occultato in un container, che trasportava gas refrigerante, proveniente da gli Stati Uniti e destinato in Kuwait.

Nello stesso giorno, un altro carico è stato rinvenuto in un altro container, che trasportava sacchi di fagioli, proveniente dall’Argentina e diretto in Romania, al cui interno erano occultati 15 chilogrammi di cocaina.

Le attività sono state eseguite attraverso una serie di incroci documentali e successivi controlli di container sospetti, anche a mezzo di sofisticate apparecchiature scanner in dotazione all’Agenzia delle dogane ed unità cinofile della Guardia di Finanza.

La cocaina sequestrata, per un ammontare complessivo di 72 chilogrammi, una volta immessa sul mercato avrebbe fruttato oltre 14 milioni di euro.

L’attività svolta dalle Fiamme gialle in sinergia con l’Agenzia delle dogane, si inserisce nell’ambito della più generale intensificazione delle attività di controllo volte al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti nel porto di Gioia Tauro che ha portato, solo nell’anno 2016, al sequestro di oltre 1.600 chilogrammi di cocaina purissima.

 

Soriero, Patruno e la matematica

Non ho niente contro Soriero; e assieme a Patruno ho tenuto diversi convegni in Puglia, e c’era, e lo ringrazio, quando ho fatto rappresentare nella Provincia, a Bari, il mio “Eleonora e Michelina”; e i meridionalisti che oggi imperversano erano all’asilo quando io lavoravo per la revisione storiografica, e posso esibirvi libri con editrice e data; e allora i vari Pino Aprile non li sentiva nominare nessuno manco a casa loro. Premessa necessaria a capire che qui io faccio solo un discorso di matematica; quella matematica che è sempre di più un’opinione. Soriero, per esempio, dimostra con i numeri, in un suo fortunato libro, che Gioia Tauro non solo è un porto ricchissimo, ma è e sarà la causa diretta delle attività dei porti di Trieste e Genova, e quindi della loro ricchezza. Con gli stessi numeri, scopriamo che a Gioia ci sono 500 (cinquecento) in cassa integrazione finché dura, poi a spasso; e ciò perché non arrivano navi. E non parliamo di Isotta Fraschini e fabbrica americana di superauto, il tutto solo a chiacchiere. La matematica è un’opinione? Patruno va dicendo che il Sud rinascerà e farà rinascere l’Italia, l’Europa, l’Occidente, il Pianeta, il Sistema Solare, la Galassia. Poi i numeri dicono che su circa 280 regioni europee, la Calabria, che è a Sud, è la terzultima; e dico terzultima. Che opinione, la matematica! Certo, che volete, un poco di ottimismo lo ordinano anche i medici ai morenti, perché, come si ascolta nella Traviata, “la bugia pietosa ai medici è concessa”. Questi illustri opinionisti non dicono bugie, intendiamoci: solo che vivono in un mondo dei sogni, nel quale si trovano a meraviglia. Gli Aprile, i Patruno e qualcun altro più anonimo volano tra le nuvole del passato, del tipo “Eravamo la terza potenza industriale del mondo”, e prima ferrovia, primo bidet, primo spremilimoni a vapore… Sconoscono ogni benché minimo evento politico dal Congresso di Vienna al Regno d’Italia (e anche prima e dopo… ), però sanno tutto del tal massacro… della tale locomotiva senza binari… Soriero, che si è formato con i versi del poeta Aragon “Les lendemains qui chantent”, vola invece nell’avvenire, tipo profezie che un giorno in un posto quasiasi scorreranno latte e miele, le spade diverranno aratri... Quando? Boh, è il bello delle profezie: in seguito… Perché ne parlo? Ma perché sia i sogni del passato sia quelli dell’avvenire sono nel Sud, per dirla con il vecchio Marx, una specie di oppio dei popoli alla pasta e sugo. Il meridionale, che è barocco nel linguaggio, ed hegeliano (senza sapere chi sia stato Hegel, ma non importa!), campa volentieri nelle illusioni del passato, magnogreco o pseudoborbonico che sia; e sogna volentieri il futuro demoliberale. Un futuro di posti fissi, ovviamente, di una Gioia Tauro come i ragazzi della via Pal: tutti ufficiali tranne il cane. Nell’universo onirico del calabromedio, Gioia Tauro è un gigantesco ufficio con 999 impiegati, e il più sfortunato, uno solo, fa l’operaio: malato, ovviamente, e in pensione anticipata. Così la matematica è un’opinione campata in aria.

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Sequestrati in Calabria oltre 2 mila prodotti contraffatti provenienti dalla Cina

Le Fiamme Gialle, unitamente ai Funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno individuato un container, proveniente dalla Cina, contenente giocattoli contraffatti recanti il marchio "Cars". L’operazione, condotta dalla Procura della Repubblica di Palmi, ha consentito, dopo una serie di incroci documentali e successivi meticolosi controlli eseguiti su numerosi container in transito presso il porto di Gioia Tauro, l’individuazione di un carico illecito imbarcato nel porto cinese di Shantou. La merce, secondo la documentazione doganale esibita, era destinata formalmente in Albania e risultava costituita da "giocattoli". Tuttavia i Finanzieri del Gruppo della Guardia di Finanza di Gioia Tauro ed i Funzionari Doganali di Gioia Tauro, nel corso dell’ispezione, si sono ritrovati di fronte ad un numero considerevole di prodotti che apparivano riportare un marchio non veritiero. Pertanto, si è proceduto ad accertamenti peritali, da parte dei tecnici della società titolare del marchio, i quali hanno confermato l’intuizione dei finanzieri e dei funzionari doganali, ossia che i prodotti erano contraffatti. Complessivamente, sono stati sottoposti a sequestro oltre 2.000 articoli.

"Ogni euro destinato alla Calabria sia effettivamente speso bene"

"La decisione del Governo e del Parlamento di abbattere i costi di ancoraggio nel porto di Gioia Tauro è un evidente segno di interesse strategico per la grande infrastruttura pianigiana". Lo afferma in una nota il presidente del gruppo consiliare di Ncd, Giovanni Arruzzolo. "Il mio e quello di Ncd – prosegue Arruzzolo – è naturalmente un giudizio politico di cui avvertiamo, con vera soddisfazione, le prospettive di una nuova e significativa svolta per il porto di Gioia Tauro. La ripresa, seppure faticosa, della domanda internazionale di beni e servizi e delle economie del Far East – sottolinea Giovanni Arruzzolo – insieme al raddoppio del passaggio di Suez, denotano chiaramente quanto ormai sia strategico per tutta l’area mediterranea il ruolo di Gioia Tauro. Finalmente, è il caso di dirlo, gli indirizzi di programmazione economica nazionali coincidono strategicamente con le prospettive della Calabria e del Mezzogiorno, seppure le distanze ed i ritardi da colmare permangono grandi. La valutazione mia e del gruppo consiliare che presiedo sull’operato di Governo e Regione – continua Arruzzolo – è strettamente legata ai fatti, alle iniziative legislative, in Calabria ed a Roma, che incidano davvero sul corso delle cose attuali e preparino le migliori condizioni per dare forza alle potenzialità della nostra terra, in un quadro di riferimento nazionale ed europeo che tenga conto delle nostre peculiarità e delle nostre eccellenze. Da qui ai prossimi mesi – prosegue Arruzzolo – ci saranno occasioni ed appuntamenti per valutare attentamente quanto si sta costruendo per rilanciare e qualificare la vitalità del porto di Gioia Tauro: dalla logistica, al retroporto; dal sistema degli assi di trasporto su gomma e ferrovia, fino alle necessarie ristrutturazioni lungo la linea ferrata Salerno - Reggio Calabria che ancora impediscono una effettiva velocizzazione delle merci e dei passeggeri e, quindi, una più lenta integrazione dell’economia calabrese con il resto del Paese e dell’Europa. Non basta, dunque, esprimere la soddisfazione temporanea per quanto il Governo sta producendo, ma – evidenzia ancora Giovanni Arruzzolo – vigilare affinché ogni euro destinato alla Calabria sia effettivamente speso bene, unica via per irrobustire le prospettive di crescita e liberare positivamente tutte quelle risorse, umane e materiali locali, senza cui ogni ipotesi di sviluppo rischierebbe di perdersi e trascinare con se anche la voglia di battersi per una prospettiva migliore che tantissimi calabresi invece hanno e che dimostrano quotidianamente con indicibili sacrifici e, talvolta, soffrendo per l’anacusia che i pubblici poteri del Paese hanno dimostrato per i drammi della Calabria".  

 

Porto Gioia Tauro: ok del Consiglio regionale a ddl Zes

"Con l’approvazione in Consiglio del DDL per l’istituzione di una Zona Economica Speciale nell’area del Porto di Gioia Tauro, si compie un altro passo in avanti importante per lo sviluppo del sistema economico calabrese". Lo ha dichiarato il vice presidente del Consiglio regionale della Calabria Francesco D’Agostino che, a riguardo, ha sottolineato come "la Zes dovrà diventare leva cruciale per un’ulteriore crescita delle attività portuali e retro portuali dello scalo gioiese". "In questo quadro – ha proseguito Francesco D’Agostino – le polemiche sollevate nei giorni scorsi sul nuovo DDL approvato dalla Giunta regionale rischiano di risultare sterili. Nessuno, a conti fatti, nega il lavoro prodotto in passato su questo tema, ma era evidente la necessità di allineare gli indirizzi del provvedimento con quanto il Governo Nazionale e la nuova legislazione Comunitaria vanno decidendo per questo settore. In questo senso, è tempestivo l’intervento del residente Oliverio e dell’assessore Francesco Russo". Per Francesco D’Agostino: “Chi vuole il bene di Gioia Tauro non deve esprimere la cultura della divisione, ma collocarsi al di là delle appartenenze politiche, impegnandosi affinché il Governo dia una risposta positiva su un tema così importante come lo sviluppo della area di Gioia Tauro, che deve diventare fattore propulsivo di crescita per la regione e il Mezzogiorno".  "Il risultato di oggi – ha concluso il Vvice presidente del Consiglio regionale – è, anzi tutto, il prodotto dell’indirizzo chiaro e del lavoro incessante del Presidente Mario Oliverio, che aveva dato già un segnale importante sul Porto di Gioia in merito all’abbattimento delle tasse di ancoraggio per lo scalo.  Importante, inoltre, il puntuale e qualificato contributo della II Commissione presieduta dell’onorevole Giuseppe Aieta, e dall’Assessore Francesco Russo, che sintetizza perfettamente l’attenzione che il Consiglio regionale e l’Amministrazione regionale pongono su Gioia Tauro". 

 

Sequestrate dieci tonnellate di sigarette

Un container pieno di sigarette di contrabbando è stato scoperto dagli uomini del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria e dai funzionari dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli - S.V.A.D. nel porto di Gioia Tauro. Il carico, proveniente dalla Malesia, conteneva dieci tonnellate di "bionde" ed era, formalmente, destinato a Napoli. Ufficialmente, secondo la documentazione doganale di accompagnamento, il container avebbe dovuto contenere lenzuola. Secondo una prima stima, il valore della merce sequestrata ammonterebbe a circa 2 milioni di euro. Le indagini, coordinate dalla Procura della repubblica di Palmi, proseguono per cercare di risalire ai responsabili dell'importazione illegale di sigarette.

 

 

 

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