Appalto selvaggio, interdittiva antimafia e violazioni ambientali nel Vibonese: scattano le denunce

I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, nel corso di un intervento lungo la S.S. 18, dove erano in corso lavori di rifacimento del manto stradale, hanno sorpreso sul cantiere diverse imprese intente a lavorare in assenza di qualsiasi contratto con la società aggiudicataria dell’appalto e, soprattutto, in assenza delle prescritte autorizzazioni al sub appalto da parte della Stazione Appaltante. Una delle ditte trovate sul cantiere è risultata addirittura destinataria di un’informazione antimafia interdittiva, per effetto della quale non avrebbe potuto eseguire lavori affidati dalla Pubblica Amministrazione. I Finanzieri hanno inoltre accertato che il materiale prodotto dalla fresatura del vecchio manto stradale veniva illecitamente smaltito, abbandonandolo su terreni privati o aree demaniali, invece di essere conferito in discariche autorizzate o in siti di stoccaggio appositamente individuati. Il tutto al fine di evitare i costi che connessi al conferimento in discarica e lucrare maggiori margini di utile. Al termine delle operazioni di servizio sono state denunciate a piede libero sette persone per le ipotesi di sub appalto non autorizzato e attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Sono stati inoltre sottoposti a sequestro, tra l’altro, i mezzi impiegati per l’illecito smaltimento dei rifiuti e decine di metri cubi di materiale stradale fresato. L’operazione delle Fiamme Gialle si inquadra nell’ambito di un piano di controlli in materia di appalti stradali che vede i militari del Corpo costantemente impegnati, con interventi ben distribuiti su tutto il territorio della Provincia, a tutela della legalità in materia di appalti pubblici, della leale concorrenza tra le imprese a beneficio della collettività ed a salvaguardia dell’ambiente.

 

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Finanza: concorso per reclutamento 8 tenenti del ruolo tecnico-logistico-amministrativo

Sulla Gazzetta Ufficiale - 4^ Serie Speciale - 69, dell’8 settembre 2015 è stato pubblicato il bando di concorso, per titoli ed esami, per il reclutamento di 8 tenenti del “ruolo tecnico-logistico-amministrativo”, per l’anno 2015. Possono partecipare al concorso i cittadini italiani che, alla data del 1° gennaio 2015, non abbiano superato il trentaduesimo anno di età (siano quindi nati in data successiva al 1° gennaio 1983 compreso) e siano in possesso di un diploma di laurea specialistica o di laurea magistrale o titolo equipollente (con esclusione, quindi, delle lauree c.d. “triennali” o “di I livello”), tra quelli indicati negli allegati al predetto bando di concorso. La presentazione delle domande dovrà avvenire entro l’8 ottobre 2015. La domanda di partecipazione al concorso deve essere compilata esclusivamente mediante procedura informatica disponibile sul sito www.gdf.gov.it – area “Concorsi Online”, seguendo le istruzioni del sistema automatizzato. Al termine della compilazione, l’istanza deve essere stampata, firmata per esteso dal concorrente e consegnata a mano, oppure inviata a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, al Centro di Reclutamento della Guardia di Finanza, via delle Fiamme Gialle n. 18, 00122 – Roma/Lido di Ostia, entro trenta giorni decorrenti dalla data di pubblicazione del bando nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. Sul sito internet www.gdf.gov.it è possibile acquisire ulteriori e più complete informazioni di dettaglio sui concorsi.

 

Sequestrati 119 chili di cocaina purissima: avrebbe fruttato 24 milioni di euro

Gli uomini del Comando Provinciale di Reggio Calabria, unitamente a funzionari dell’Agenzia delle Dogane – Ufficio Antifrode di Gioia Tauro, hanno individuato e sequestrato un altro ingente carico di cocaina purissima. Il quantitativo di stupefacente, pari a circa 119,035 chilogrammi, è stato rinvenuto occultato all’interno di 3 borsoni nascosti in un container, che trasportava caffè, proveniente da Santos (Brasile) e destinato al porto di Trieste. L’operazione è stata eseguita attraverso una serie di incroci documentali e successivi controlli anche a mezzo di sofisticate apparecchiature scanner. La cocaina sequestrata avrebbe fruttato, con la vendita al dettaglio, circa 24 milioni di euro. L’attività delle Fiamma Gialle, in sinergia con l’Agenzia delle Dogane, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale di Reggio Calabria, si inserisce nell’ambito della più generale intensificazione delle attività di controllo volte al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti nel porto di Gioia Tauro.

 

Sequestrati dalla Guardia di Finanza 2500 prodotti contraffatti: 5 denunce

La Guardia di Finanza di Crotone ha intensificato l’attività a tutela del mercato e, di riflesso, all’abusivismo commerciale, fenomeno maggiormente evidente nel periodo estivo, sequestrando 2500 prodotti, fra cosmetici, prodotti elettrici oltre ad alcuni recanti marchi contraffatti. Il fenomeno illecito è quello della vendita di merce avente marchio CE contraffatto, venendo così meno i minimi requisiti di sicurezza previsti dalla legge. Rispetto alla domanda di sicurezza economica dei cittadini e dei villeggianti le Fiamme Gialle Crotonesi ed in particolare i “Baschi Verdi” del contingente AT-PI, hanno intensificato le diuturne attività di prevenzione e controllo economico del territorio acquisendo, anche grazie alle analisi delle banche dati a disposizione del Corpo, utili informazioni per interventi mirati in materia di sicurezza prodotti in tutta la provincia. Tali attività concretizzatesi in accessi, ispezioni e verificazioni delle merci hanno condotto al sequestro di 2090 prodotti non rispettanti le normative italiane sulla sicurezza prodotti e 407 articoli recante marchio CE contraffatto/assente o prodotti con marchi depositati evidentemente contraffatti ed alla conseguente denuncia di cinque soggetti di cui due ignoti. Prosegue l'attività incessante delle Fiamme Gialle crotonesi a tutela dei contribuenti onesti e rispettosi della legalità, contrastando con forza tutti quegli episodi di sleale concorrenza e danno alla salute dei cittadini come appurato in questo caso.

Sequestrata discarica rifiuti speciali: denunciati imprenditore e proprietario del terreno

La Guardia di Finanza di Cosenza, nell’ambito dell’attività di controllo del territorio, ha individuato e sequestrato in Provincia di Cosenza una discarica a cielo aperto adibita a deposito di rifiuti speciali costituiti in prevalenza da tubi in plastica, materiale elettrico e blocchi di cemento. Si tratta di rifiuti derivanti da lavori di ristrutturazione svolti da una società di costruzioni il cui abbandono illecito ha creato una situazione di forte degrado dell’ambiente circostante con rischio di danni irreversibili alle falde acquifere. Grazie ad una serie di sopralluoghi e di appostamenti, i militari della Guardia di Finanza hanno appurato che i materiali di scarto venivano caricati su camion in un cantiere e poi venivano scaricati illecitamente. L’attività di indagine ha permesso ai finanzieri di risalire agli autori della condotta illecita ed alla loro denuncia all’Autorità Giudiziaria per le violazioni previste dal D.lgs. 152/2006. Le persone denunciate sono il rappresentate legale della società di costruzioni produttrice dei rifiuti ed il proprietario del terreno dove avveniva l’accumulo degli stessi senza alcuna autorizzazione. Le violazioni commesse prevedono l’arresto da 6 mesi a due anni ed un’ammenda fino a 26.000 euro. Oltre a ciò, i responsabili dovranno provvedere al ripristino dei luoghi provvedendo a bonificare l’intera area. A conclusione dell’attività, i militari hanno proceduto al sequestro del terreno usato come discarica, esteso per circa 800 metri quadrati, provvedendo alla sua delimitazione per evitare il ripetersi di scarichi illegali di detriti.

 

Tutela della spesa pubblica: scoperta truffa di un'impresa di costruzioni

Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Crotone, in esecuzione di un provvedimento di sequestro preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Crotone, Michele Ciociola, ha sequestrato disponibilità bancarie, beni mobili ed immobili fino a concorrenza dell’importo di  391.000 euro nei confronti del legale rappresentante di una società di capitali operante nel settore delle costruzioni. Il decreto costituisce l’atto conclusivo dell’indagine che le Fiamme Gialle crotonesi hanno condotto in esito ad un controllo amministrativo eseguito dai finanzieri pitagorici in materia di tutela della spesa pubblica. Nello specifico, la Guardia di Finanza ha inteso monitorare l’iter relativo all’impiego di risorse comunitarie, erogate attraverso la Regione Calabria, destinate ad incentivare le imprese per l’incremento occupazionale e la formazione in azienda di dipendenti neo-assunti, tratti da particolari categorie di lavoratori svantaggiati (disoccupati di lunga data, donne, diversamente abili, altri soggetti disagiati). La specifica norma agevolativa prevedeva, oltre alla regolare assunzione dei neo dipendenti, anche il rispetto di ulteriori requisiti, quali l’impegno a mantenere impiegati i neo assunti per almeno un triennio e la previsione di una attività di formazione dedicata. Tra i destinatari di finanziamenti è stata individuata una società operante nel settore delle costruzioni, beneficiaria di un contributo di 345.000 euro per le spese relative ai costi salariali e 46.000 euro per quelle inerenti i corsi di formazione. "Gli accertamenti eseguiti dal Nucleo Polizia Tributaria di Crotone - riferisce un comunicato diffuso dalla Guardia di Finanza -  resi oltremodo difficoltosi dalla difficoltà nell’acquisizione della documentazione contabile che non è stata esibita dall’amministratore della società, hanno evidenziato la sussistenza di numerose irregolarità. In particolare, si è appurato che l’impresa ha licenziato i propri dipendenti prima del termine previsto dei trentasei mesi, senza provvedere ad effettuare nuove assunzioni che, rendendo costante il livello occupazionale, avrebbero potuto consentire il mantenimento dei requisiti indispensabili per fruire delle agevolazioni. Inoltre, molti dei lavoratori assunti in realtà provenivano da altre aziende che avevano a loro volta già beneficiato di analogo finanziamento e, pertanto, non potevano essere considerati 'nuovi occupati appartenenti alla categoria dei disoccupati di lunga durata'. Altre irregolarità sono state accertate in merito al corso di formazione che i lavoratori avrebbero dovuto frequentare, che prevedeva moduli di quattro materie per circa 300 ore complessive. Soltanto due lavoratori, infatti, hanno dichiarato di aver preso parte all’attività formativa, peraltro della durata di pochi giorni. A parte alcuni lavoratori stranieri che sono risultati irreperibili, gli altri dipendenti sentiti hanno negato di aver preso parte a corsi o stage in azienda o presso i cantieri, difformemente da quanto attestato sul registro delle presenze predisposto per la rendicontazione della spesa sostenuta alla Regione Calabria In un caso, addirittura, un dipendente ha completamente disconosciuto la paternità della sottoscrizione apposta su tale registro". Alla luce di questi elementi, è stato possibile affermare la sostanziale inesistenza dell’attività formativa e segnalare all’Autorità Giudiziaria l’indebita percezione dei finanziamenti per un totale di 391.000 euro, quale conseguenza dell’utilizzo di documentazione falsa e l’omissione di informazioni dovute all’Ente erogatore. Le situazioni riscontrate sono state altresì oggetto di apposita segnalazione, per i connessi profili di danno erariale, alla Procura Regionale della Corte dei Conti, nonché di segnalazione per la responsabilità amministrativa della persona giuridica ai sensi del D.Lgs. nr. 231/2001. "Anche quest’attività operativa - si legge nella tota trasmessa dalle Fiamme Gialle - testimonia l’impegno quotidiano del Corpo della Guardia di Finanza nel servizio volto alla tutela della spesa pubblica, per garantire che le risorse pubbliche siano correttamente indirizzate ed impiegate a sostegno di attività che possano contribuire a creare, soprattutto in questi tempi di crisi, effettive condizioni di crescita economica e di sviluppo". 

Evasione fiscale: sequestrati beni di un imprenditore edile

I finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro-Gruppo di Lamezia - hanno eseguito un sequestro disposto dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Lamezia Terme, nei confronti di un imprenditore, già indagato per reati tributari, per aver evaso le imposte sui redditi e sull'IVA avvalendosi di fatture false. Il sequestro ha riguardato i beni di un'azienda operante nel settore della costruzione di edifici, notificato al suo rappresentante legale, comprende beni mobili, immobili e valori finanziari corrispondenti all'esposizione in dichiarazione di costi fittizi. Il sequestro è scaturito a seguito di controlli fiscali svolti da militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, completati con l'esecuzione degli accertamenti patrimoniali nei confronti dei soggetti coinvolti, finalizzati ad individuare beni da sottoporre a sequestro a garanzia dei crediti tributari non onorati dall'imprenditore. Il responsabile delle violazioni finanziarie, nei cui confronti è stato eseguito il provvedimento cautelare, è stato anche destinatario di un'informazione di garanzia, notificata nell'occasione dagli stessi finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme.

Frodi informatiche: arrestato latitante internazionale

Premiata l’intensificazione dei servizi di prevenzione nella città di Cosenza, predisposta per il periodo festivo, a ridosso di ferragosto. A finire nella rete dei Finanzieri della Sezione Operativa Pronto Impiego della Compagnia di Cosenza è stato un cittadino rumeno, di 36 anni, sul quale spiccava un mandato di arresto europeo. L’uomo, ricercato sul territorio dell’Unione Europea per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla frode informatica e telematica, risulta affiliato ad un gruppo criminale specializzato nella clonazione di carte di credito e bancomat grazie alle quali è riuscito a sottrarre ingenti somme di denaro dai conti correnti di cittadini europei. Le vittime, infatti, sono inglesi, olandesi, spagnoli, cechi, austriaci, rumeni ed italiani. Dopo aver scontato una prima condanna nel carcere di Lubiana (Slovenia), nel 2013 S.C. si era reso irreperibile, al fine di evitare la pena definitiva a sei anni di reclusione e per questo l’Autorità Giudiziaria di Romania ha emesso a suo carico un provvedimento di ricerca ed arresto provvisorio a scopo di estradizione a livello comunitario. La latitanza è terminata in Cosenza, dove è stato sottoposto a controllo dai “baschi verdi” della locale Compagnia, impegnati nel dispositivo attuato per l’intensificazione dei controlli in città nel principale periodo di ferie estive. In particolare i finanzieri, insospettiti dall’incongruenza tra la nazionalità della persona e quella del veicolo, munito di targa spagnola, hanno approfondito ed esteso le ricerche al “Sistema di Informazione Schengen”, banca dati nella quale sono riportati tutti i soggetti ricercati dalle Autorità dei Paesi aderenti all’Accordo di Schengen. L’uomo è stato, quindi, tratto in arresto e associato alla Casa Circondariale di Cosenza, a disposizione della Corte d’Appello di Catanzaro che dovrà decidere in merito alla sua estradizione nel Paese di origine per scontare i sei anni di reclusione.

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