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Segnaletica stradale su nuovo tratto Corso Garibaldi: sanzioni per i cittadini indisciplinati

"I cittadini sentono la necessità di un ritorno alla normalità e lo vediamo e constatiamo ogni giorno a seguito delle numerose segnalazioni che giungono agli uffici. Fanno bene a preoccuparsi anche per l’assenza di segnaletica stradale sul Corso Garibaldi e nelle vie limitrofe, ma è bene, prima di azzardare giudizi affrettati, chiedere informazioni a chi di competenza" è quanto dichiara l’assessore alla Pubblica Sicurezza Giovanni Muraca. "In tutto il nostro agire quotidiano, c’è sempre una spiegazione logica e coerente con il nostro operare. Se ad oggi - prosegue l’assessore – manca segnaletica stradale sul Corso Garibaldi e nelle traverse, il motivo è molto semplice: il lotto già completato del Corso, fino a qualche giorno fa era considerato area di cantiere, di conseguenza la Polizia Municipale non poteva intervenire né sanzionando, né vietando il transito o la sosta agli automobilisti che infischiandosene del fatto di trovarsi all’interno di un’area di cantiere, e dunque pericolosa, circolavano sprezzanti del pericolo". "Nella mattina di venerdì, abbiamo fatto ordinanza di divieto di sosta e già da domani saranno installati i pali segnaletici nel tratto di Corso ultimato, con l’istituzione del divieto di sosta con zona rimozione su ambo i lati – ha continuato l’assessore Muraca, concludendo – stiano tranquilli i commercianti ed i pedoni, una volta ultimata l’installazione dei pali, la Polizia Municipale vigilerà e gli automobilisti verranno sanzionati secondo la legge. Pertanto, invitiamo i cittadini a rispettare le regole di buon comportamento stradale se non vogliono incorrere in sanzioni".

Parco Caserta, assessori Zimbalatti e Muraca a muso duro contro Dieni (M5S)

"A chi chiede gli atti la grillina Federica Dieni? E, soprattutto, per farne cosa? La Deputata a cinque stelle - si domandano gli assessori comunali di Reggio Calabria, Antonino Zimbalatti e Giovanni, Muraca, rispettivamente titolari delle deleghe allo Sport ed alla Legalità - ritiene forse di essere al di sopra della legge? O semplicemente ignora che la vicenda del Parco Caserta è quanto di più limpido si possa immaginare considerando che la struttura è stata affidata attraverso un bando pubblico gestito dalla Suap e sul quale si sono espressi fior di magistrati che hanno respinto, uno dopo l’altro, tutti i ricorsi presentati dopo l'assegnazione? Non sta certamente a noi difendere l’operato della magistratura, ma riteniamo inaccettabile che una Deputata della Repubblica, si spinga ad una dichiarazione pubblica in cui mette in discussione gli atti prodotti dai magistrati del Consiglio di Stato che, nel giugno dello scorso anno, hanno respinto il ricorso 1020 del 2015, proposto dalle Società non vincitrici del bando, tra le quali peraltro è presente anche la Società Sportiva Calabria, che si è resa protagonista delle dichiarazioni apparse sulla stampa negli ultimi giorni.  A leggere le dichiarazioni della Deputata sembra quasi che il Comune di Reggio Calabria - argomentano i due esponenti della Giunta Falcomatà - abbia operato una scelta arbitraria per l’affidamento della struttura. La Dieni probabilmente disconosce i contenuti dell’iter, proceduralmente ineccepibile, che ha preceduto l’affidamento del Parco Caserta, e quindi non sa che il Comune si è limitato semplicemente a prendere atto del vincitore del bando pubblico. Così come certamente disconosce il fatto che il Comune di Reggio Calabria, proprio per venire incontro alle esigenze sottolineate dal movimento del pattinaggio reggino, ha disposto tutti gli atti, sempre privilegiando la strada del dialogo, per individuare una soluzione alternativa in attesa del termine dei lavori sulla struttura, che sarà interamente riqualificata e riconsegnata alla città dall'ATI vincitrice del bando.  A questo proposito, lo diciamo più a beneficio dei cittadini che della Deputata Dieni, che sull’argomento evidenzia assoluta ignoranza, è bene affermare pubblicamente che a seguito delle numerose riunioni con i rappresentanti della Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio, il Comune di Reggio Calabria ha individuato la soluzione temporanea più idonea a garantire le esigenze sollevate". "Una soluzione, peraltro già condivisa con i rappresentanti del movimento sportivo, che nei giorni scorsi, anche pubblicamente, hanno riconosciuto - assicurano i due rappresentanti dell'Esecutivo cittadino - l'impegno del Comune sulla vicenda".

 

Contest fotografico decennale Fortugno, Muraca: "Chiederemo di ospitare le immagini a Palazzo San Giorgio"

"Faccio i miei complimenti ai ragazzi del Liceo Scientifico Alessandro Volta di Reggio Calabria che si sono aggiudicati il primo premio del contest fotografico “Uno scatto per la legalità” organizzato in occasione del decennale della morte di Franco Fortugno. Vedere quanta passione tutti gli studenti hanno messo nel realizzare quelle immagini rappresenta una speranza per il futuro dell'intera Calabria". È quanto dichiara in una nota l’Assessore alla Legalità del Comune di Reggio Calabria Giovanni Muraca. «È importante che l’esempio di Franco Fortugno si trasformi in memoriale - ha aggiunto Muraca - e che rimanga vivo soprattutto nelle giovani generazioni. L’arte è uno strumento di comunicazione formidabile per attualizzare questo messaggio. La Calabria deve scrollarsi di dosso l’ombra della ‘ndrangheta ed in questo percorso la scuola riveste un ruolo fondamentale. È da lì che parte il riscatto di questa terra. Ai ragazzi di tutte le scuole che hanno partecipato il concorso va il mio plauso e quello di tutta l'amministrazione comunale di Reggio. Chiederemo di poter ospitare le immagini anche nella galleria di Palazzo San Giorgio. Sono una testimonianza importante di ciò oggi, tutti insieme, abbiamo il dovere di costruire".

Controlli Polizia Municipale, l'assessore Muraca: "Incrementiamo la lotta contro l'abusivismo"

Continua a Reggio Calabria la lotta all’abusivismo e l’azione di ripristino della legalità. Nella mattinata di venerdì, la Polizia Municipale con personale del nucleo Reggio Sud, sulla base delle direttive impartite dall’assessore alla Legalità e alla Pubblica Sicurezza Giovanni Muraca, è intervenuta nel mercato rionale di Botteghelle operando controlli e impedendo l’eventuale istallazione abusiva di punti vendita. "Il ripristino delle condizioni di legalità a Reggio Calabria, è alla base dell’azione dell’Amministrazione Falcomatà, che fin dal suo insediamento ha puntato a garantire la massima sicurezza per i cittadini" ha dichiarato l’assessore Giovanni Muraca. "I controlli effettuati questa mattina, prima dell’inizio delle attività, sono volti a garantire il lavoro a chi paga le tasse. I punti da monitorare in città sono tanti, per questo l’attività di controllo non si ferma qui, ma continuerà non solo nei mercati ma anche nel resto della città", ha concluso l’assessore Muraca.

 

Cartelli contro la 'ndrangheta: a Reggio è iniziata la fuga di boss e capibastone

Ecco cos'era quella strana sensazione di vuoto che ha assalito i pochi reggini partiti per qualche giorno di ferie e rientrati in città dopo Ferragosto. Girando per le strade si sono resi immediatamente conto che qualcosa di strano era accaduto durante la loro assenza: in tanti mancavano all'appello, ma non ne conoscevano il motivo. Esausti del tran tran quotidiano avevano deciso, durante il periodo di vacanza, di non consultare compulsivamente tablet e smartphone: il modo migliore per non essere investiti dal consueto flusso di notizie, dunque, nulla sapevano, neanche per sommi capi, di cosa fosse successo di tanto epocale. Enorme è stato lo stupore quando sono venuti a conoscenza che coloro che mancavano all'appello, nella fattispecie boss e capibastone della 'ndrangheta, se l'erano data a gambe. Con il terrore negli occhi sono scappati nottetempo perché sì, potevano sfuggire alle retate delle forze dell'ordine, ma certo niente avrebbero potuto di fronte alla mossa del cavallo decisa con un improvviso lampo di genio dal sindaco Giuseppe Falcomatà: piazzare, da qui ad un paio di settimane, lungo le strade della città cartelli anti 'ndrangheta. Mai avrebbero potuto resistere alla forza devastante di frasi dirompenti come "Comune vietato alla 'ndrangheta" o, addirittura, venendo meno ai precetti dell'accoglienza tipicamente meridionale, l'ardita asserzione: "Qui le cosche mafiose non sono benvenute". Pagato il giusto pegno al gusto del'ironia, siamo consapevoli che questa scelta ci costerà l'accusa di essere facili prede di "demagogia e populismo", ma purtroppo per i nostri eventuali critici, siamo ben convinti del contrario: che siano cioè gesti di questa natura ad avere le caratteristiche tipiche della facile propaganda. Immagine a costo zero, la ricetta migliore per individuare scorciatoie semplici da battere, ma che non conducono da nessuna parte, come insegna in tanti, troppi, casi, la storia recente. Se i risultati della guerra alla criminalità organizzata calabrese fossero proporzionali alla quantità di amenità simili partorite negli anni, al numero di targhe affisse all'ingresso degli edifici istituzionali, oggi parleremmo della 'ndrangheta come di un fenomeno appartenente ad antichi retaggi buoni solo per riempire pagine e pagine di libri di storia. Di fronte ai sorrisi ed al sarcasmo dei tanti che sui social network hanno  commentato in queste ore la decisione del Primo Cittadino, è sceso in campo l'assessore alla Legalità Giovanni Muraca, il quale ha spiegato con pazienza a noi ingenui e sprovveduti che: "Quello dei cartelli non può certamente rappresentare l’unico strumento per combattere le mafie. Ma essi rappresentano un “simbolo”, uno stimolo al dibattito e allo smuovere le coscienze". Ed il nodo vero della questione sta proprio in questa motivazione a cui si è appigliato l'esponente della Giunta comunale presieduta da Falcomatà: la ricerca, costante ed ossessiva di 'simboli' vuoti di efficacia, con un deficit strutturale di forza reale e buoni solo, appunto, per "stimolare dibattiti". Ci sarebbe da preoccuparsi se nel 2015, dopo decenni impegnati inutilmente a "smuovere le coscienze", qualcuno fosse ancora convinto della bontà, anche minima, di questo genere di operazioni. Iniziative tutte concepite nel solco della sempre più perniciosa antimafia sterile che ormai è un filone capace di spaziare senza costrutto dalla politica alla letteratura, dall'associazionismo all'imprenditoria. E di scarso significato è anche la considerazione fatta dallo stesso Muraca che ha sostenuto trattarsi di un'idea partorita dall'ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) a cui Palazzo San Giorgio ha aderito con entusiasmo. Sfortunatamente per i tanti "esperti" dell'ultima ora, che affollano convegni e talk show, radio e televisioni, sebbene gli interessi della 'ndrangheta si siano spostati a migliaia di chilometri dalla culla d'origine, la mafiosità dei comportamenti non ha ancora pervaso il tessuto culturale che connette le relazioni sociali in Lombardia o in Veneto. Sposare, quindi, visioni ad effetto che possono avere un senso, sia pur residuale, a Pordenone, oltrepassano abbondantemente i confini del ridicolo se realizzate in Calabria. Raccogliendo l'invito di chi, su Facebook, ha con una lucida provocazione consigliato il sindaco di riempire la città di Reggio con cartelli contro topi e scarafaggi per provare a debellare così il fenomeno, ci permettiamo anche noi di suggerire che, in assenza dei drastici provvedimenti indispensabili a frenare l'inciviltà di un numero enorme di padroni di cani che insozzano con i loro animali le vie del centro e della periferia, un paio di insegne potrebbero essere destinate ad obiettivi concreti e più facilmente perseguibili dall'Amministrazione: "Comune vietato all'inciviltà", "Qui i padroni dei cani che insudiciano la città non sono benvenuti". Magari, un passo alla volta, riportiamo la città sui binari della normalità, al momento non rintracciabile nemmeno negli anfratti più nascosti dei sogni.

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Cartelli contro la 'ndrangheta a Reggio: Muraca spiega il senso dell'iniziativa

Si intitola “100 Comuni contro le mafie” ed è l’iniziativa promossa dall’ANCI (Associazione dei Comuni italiani) finalizzata ad avviare un percorso di promozione della legalità e della sicurezza, a fronte dell’espansione della criminalità organizzata non solo nel Mezzogiorno, ma su tutto il territorio nazionale. Ad illustrarne i contenuti ed il significato è Giovanni Muraca, assessore alla Legalità - Sicurezza, Coesione Sociale, Polizia Locale. "L’iniziativa - spiega il rappresentante della Giunta comunale di Reggio Calabria -  è stata presentata nelle scorse settimane a Milano, con una manifestazione alla quale, accanto ai Primi Cittadini e agli amministratori dei Comuni italiani, ha presenziato il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, il presidente ANCI Piero Fassino, il presidente di Libera don Luigi Ciotti e la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi. Anche Reggio Calabria ha sentito il dovere di aderire all'iniziativa promossa dall'ANCI. È punto cardine di questa Amministrazione la trasparenza dell’agire amministrativo, e ciò assume ancora più risalto in considerazione dell’eredità dello scioglimento del Comune per contiguità mafiose, datato 2012. Combattere le mafie comporta una lunga, lenta ma costante, rivoluzione culturale che coinvolga e stimoli le coscienze dei cittadini, che solleciti anche la realizzazione di percorsi educativi. Ci piace riprendere le parole di Paolo Borsellino, che già nel 1992 così esortava i cittadini: “Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”.  Questa iniziativa ANCI, assume certamente un valore simbolico elevatissimo, che contribuisce a riprendere un dibattito – quello sulla lotta alle mafie – che non può rimanere troppo a lungo inattivo. Proprio in seno a “100 Comuni contro le mafie”, è prevista la possibilità per i Comuni di installare, a costo zero e in determinati luoghi simbolici, dei cartelli recanti gli avvisi “Comune vietato alla 'ndrangheta” e “Qui le cosche mafiose non sono benvenute". Va ribadito: quello dei cartelli non può certamente rappresentare l’unico strumento per combattere le mafie. Ma essi rappresentano, per l’appunto, un “simbolo”, uno stimolo al dibattito e allo smuovere le coscienze. Fare demagogia o populismo su questo tema, non fa altro che far “gongolare” le mafie". "Quando ci è stata proposta la possibilità di aderire a tale iniziativa, la risposta affermativa dell’Amministrazione - afferma Muraca - è stata immediata. Certamente non avremmo potuto rispondere “No, qui la mafia è benvenuta”. Combattere le mafie implica, per un’Amministrazione Comunale, in primis la trasparenza dell’agire amministrativo. Ma a ciò va aggiunto altro: per utilizzare le stesse parole dei promotori dell’iniziativa ANCI, è “fondamentale dare vita a un patto strategico tra istituzioni e cittadini, con l’obiettivo di investire sull’etica della responsabilità e sulla cultura delle regole e della trasparenza, come presupposti chiave per costruire un nuovo modello di sviluppo sostenibile del Paese, economico, sociale e culturale". 

 

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